Il 14 ottobre tutti a Roma contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere

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Pubblicato il: 11 ottobre 2015

No grandi opere, difendiamo i territori

Contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere.

Sì al Parco della costa teatina, per un altro modello di sviluppo che metta al centro la tutela, la messa in sicurezza del territorio e un sistema energetico basato sulle energie naturali pulite.

Anche noi del 3e32 saremo presenti insieme al coordinamento No Ombrina mercoledì 14 ottobre a Roma al presidio sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, che vorrebbe dare il via libera definitivo a questo scellerato progetto di devastazione della costa abruzzese.

Per info: Facebook 3e32 o 340.1573446

Manifesto collettivo per “Collemaggio cittadella della creatività”

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Pubblicato il: 8 ottobre 2015

collemaggio alla città

 

Rilanciamo la battaglia per Collemaggio!

Per la riappropriazione e valorizzazione dell’area da parte della collettività, contro l’incuria ed il degrado in cui viene abbandonata dalla Asl.

 

 

Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, responsabile e referente politico della Asl dell’Aquila, ha recentemente espresso la possibilità di un comodato d’uso novantennale al Comune dell’Aquila, che poi potrà disporne per destinarlo a determinate attività.

Chiediamo insieme a tante altre realtà un impegno reale da parte delle istituzioni locali per passare finalmente dalle parole ai fatti e uscire da questo inaccettabile immobilismo.

 

Manifesto collettivo per “Collemaggio cittadella della creatività” dell’assemblea permanente per la riqualificazione immediata e futura dell’area dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, attraverso un percorso partecipativo dal basso

(per aderire al manifesto ed essere informati sulle prossime iniziative in merito, mandare una mail a info.3e32@gmail.com)

Noi, cittadini, cittadine, collettivi, associazioni e individualità, riuniti nella prima assemblea del 4 giugno 2015, dichiariamo il nostro interesse affinché l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila, venga riscattata dal degrado e dall’incuria, venga riqualificata e diventi un centro nevralgico e strategico della vita sociale, economica e culturale della comunità aquilana.Inoltre esplicitiamo la necessità di voler creare in quest’area un luogo che ospiti le migliori aspirazioni di questa assemblea, mettiamo a disposizione della collettività le nostre competenze e ci impegniamo a seguire gli sviluppi delle proposte che faremo in un’assemblea permanente.

L’Aquila è oggi una città vastissima e semi vuota. La densità abitativa è molto bassa e questo influisce fortemente sulla disgregazione e sul malessere sociale. Pertanto abbiamo bisogno di ricostruire la socialità attraverso un luogo che, anche attraverso la propria conformazione urbanistica, aggreghi. Crediamo che oggi più che mai sia necessario in città un luogo densamente abitato e vissuto, atto a stimolare la socialità ed il confronto delle diversità.

Pensiamo che il nostro tempo sia qui e ora: pertanto chiediamo l’utilizzo immediato delle strutture provvisorie installate nell’ex ospedale dopo il sisma del 2009, e l’utilizzo immediato dei locali agibili dell’area, già occupati da uffici per servizi sanitari della Asl, che sono stati o stanno per essere trasferiti nei locali ex-Onpi, in zona Torrione. La dismissione dell’area di Collemaggio sta per essere completata e, a partire da domani, mura agibili su cui poter mettere in pratica la nostra ricostruzione, le nostre attività e la nostra operosità – necessaria alla nostra sopravvivenza – saranno vuote.

Crediamo dunque che ora come non mai ci sia bisogno da parte della città di riprendere in mano l’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Crediamo che debbano esserci anche e soprattutto quei giovani e quelle associazioni che con la loro vivacità in questi anni hanno [r]esistito sul territorio e hanno lavorato tra mille difficoltà, per la ricostruzione socio-economica della città.

Troppo spesso le istituzioni locali restano molto indietro rispetto alle esigenze della dimensione sociale reale. Questo stesso documento intende essere uno strumento anche per supplire a un deficit di partecipazione che l’amministrazione comunale – che dell’area deve indicare la destinazione d’uso – prima pone come fondamento del suo agire, e poi non compie. Vuole essere espressione della spinta sociale che sta emergendo e che non può più attendere.

Per noi i responsabili dell’abbandono di Collemaggio saranno, da oggi in poi, in ordine di importanza: Regione, Comune e Asl. Non abbiamo intenzione in ogni caso di stare dietro le promesse della politica e in caso di continuazione effettiva dello stato di abbandono dell’area metteremo da subito in campo azioni di protesta ed altre iniziative. La battaglia per “Collemaggio cittadella della creatività”, vettore per una ripresa socio-economica, che nasca dall’impulso delle realtà più giovani e vivaci che questa città possiede non si può abbandonare.

Tutto questo si può e si deve fare in tempi brevi recuperando da subito con un programma le parti abbandonate agibili dell’ex manicomio (e senza programmare ulteriore inutile cubatura) e iniziando i lavori di riqualificazione di una sorta di “asse centrale” prioritario di collemaggio, che veda il coinvolgimento delle palazzine B4, B8 e B7 e quindi dell’area nord-ovest del quartiere.

 

Proposte emerse nel corso dell’assemblea pubblica

Elenchiamo di seguito le proposte emerse nel corso dell’assemblea pubblica, alla quale sono intervenute 18 soggetti collettivi e associazioni, assieme ai cittadini singoli presenti. Le proposte vogliono essere pezzi di un primo puzzle teso a comprendere e comporre la natura dell’area e la sua vocazione, nel presente e nel futuro:

– Realizzazione di laboratori artigianali dove creare, produrre ed apprendere un mestiere; e di laboratori artistici in cui gli operatori dello spettacolo della città possano finalmente lavorare congiuntamente, in pieno contatto con la città e mettendo a frutto nel migliore dei modi le competenze presenti nel territorio. Dai laboratori potranno nascere cooperative in vari ambiti. Crediamo che la conformazione dell’area, la presenza di ampi e adeguati spazi, possano favorire lo sviluppo di competenze legate all’artigianato, all’arte, più in generale, allo spettacolo;

– Realizzazione di una foresteria, gestita da una cooperativa che lavori con persone con disagio psicologico o psichiatrico, recuperando il progetto, stanziato nel 2008 e mai realizzato, dell “Albergo in via dei matti”;

– Favorire l’insediamento delle associazioni che ritengono di aver necessità di uno spazio per le proprie attività. Nel corso della prima assemblea è emersa forte l’esigenza di disporre, fin da subito, di spazi agibili per i soggetti che ne fanno richiesta. Ci sono locali agibili e ci sono anche moltissime energie della città che sono alla ricerca di questi. Domani quegli spazi posso essere assegnati alle associazioni che ne hanno bisogno;

– Servizi propri per il benessere di comunità (area giochi, ristorazione alternativa, strumenti innovativi di “terapia” come pet terapy, musica, teatro, ecc.);

– Creazione di cooperative e di associazioni di volontariato che curino il pregiato parco verde di Collemaggio, all’interno del quale trova spazio una flora particolare, che potrebbe fungere anche da attrazione per i turisti che visitano la vicina Basilica;

 Spazi per il co-working, all’interno del quale lavorare e dare spazio a giovani liberi professionisti, per agevolare la professione, soprattutto in avviamento;

– Proposta, da avanzare alle istituzioni competenti, di creazione di una zona franca dal punto di vista fiscale, con aiuti specifici attori economici e innovatori sociali, alla stregua di quanto succede in alcuni quartieri di altre città italiane (es. quartiere Rancitelli a Pescara);

– Recupero della volumetria già esistente, integrando elementi naturali all’insediamento architettonico: recupero dei padiglioni di valenza storico-architettonica, da destinare a “museo della scienza”, “museo della memoria” (progetto avanzato già negli anni prima del terremoto del 2009) e residenze per studenti;

– Installazione di ufficio del Comune dell’Aquila, preposto alla consulenza per la richiesta di fondi per bandi europei e per la partecipazione ai progetti, nel pieno di spirito di sussidiarietà al reddito;

– Creazione di una “rock hall”: struttura a dimensione, sfruttando la volumetria già esistente all’interno dell’area, di concerti live fino a mille persone, pensata all’interno del ragionamento sulla produttività sociale e sull’economia stessa del quartiere;

– Creazione di orti sinergici e di strutture ideonee all’autonomia energetica dell’area.

 

I primi sottoscrittori:

3e32 / CaseMatte, Arcigay L’Aquila, ass. cult. 360gradi, ass. cult. Arti e Spettacolo, Donne TerreMutate, coop. soc. La Garganta, Circolo Arci Querencia, ass. Bibliobus L’Aquila, ass. 180Amici, L’Aquila in Comune, ass. Re_Acto, Amiternina Rugby, Comitato Territoriale Arci L’Aquila, Unione degli Studenti L’Aquila, Legambiente Abruzzo beni culturali, Ass. cult. Animammersa, Viviamolaq, L’Aquila Città Futura, Art Village, ArtQuake

 

Poetry Slam a CaseMatte! Mercoledì 7 ottobre ore 18

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Pubblicato il: 26 settembre 2015

poetry-slam-cm

Mercoledì 7 ottobre dalle ore 18 POETRY SLAM @ CASEMATTE

Una competizione orale tra poeti nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

Il maestro di cerimonia sarà Matteo Di Genova a.k.a. Coll’Asso.

Dopo la gara open mic e aperitivo cenato!

Per prenotarsi e partecipare basterà inviare una mail con Nome, Cognome, Luogo di provenienza, più uno dei testi che si intende performare all’indirizzo mail: madige89@gmail.com (continua…)

Presentazione del libro “Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere”

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Pubblicato il: 26 settembre 2015

praticare la differenza

Venerdì 25 settembre ore 17 CaseMatte

Presentazione del libro
“Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere” di Assunta Signorelli

Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione, diceva Michel Foucault. Questo libro raccoglie la sintesi di un lavoro teorico e operativo lungo oltre quarant’anni nei servizi di salute mentale. Una costante riflessione sul proprio agire quotidiano di medico e psichiatra di una donna che, a partire dall’esperienza triestina, ha messo alla prova il suo saper fare. Un sapere pratico e politico, consapevole che la salute di una persona con sofferenza psichica è una conquista della persona e non un dono dello psichiatra. Qui sono raccolti gli interventi più significativi, a cominciare dai rapporti tra questione di genere e psichiatria, di una delle principali protagoniste dell’esperienza di Franco Basaglia.

A seguire aperitivo

Alcune foto dell’evento

C’era una volta il manicomio: mercoledì 24 settembre ex o.p. Collemaggio

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Pubblicato il: 25 settembre 2015

Mercoledì 24 settembre alle ore 21:30 si terrà presso l’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio la passeggiata teatrale “C’era una volta il manicomio”a cura di Chille de la Balanza.

Nel racconto itinerante, l’attore-regista dei Chille de la balanza narra con parole, immagini, suoni, percorrendo e ripercorrendo in lungo e in largo il vecchio manicomio. Scorrono così foto di Carla Cerati, interviste con matti, psichiatri, infermieri, filmini super 8 delle prime feste nei lager manicomiali.

Spezzone video della serata

Alcuni scatti della serata

 

Conferenza stampa “Solo chi lotta vive!” #RenziScappa

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Pubblicato il: 27 agosto 2015

conferenza-stampa-post-renzi

Domani venerdi 28 agosto ore 11

@Piazza San Basilio Spazio RestArt

Conferenza stampa “Solo chi lotta vive!” #RenziScappa

Incontro per rilanciare le motivazioni
che ci hanno portato in piazza contro Renzi ed il Governo.

Invitiamo tutti quanti a partecipare
i manganelli non ci fermeranno!

Rifiutiamo qualsiasi menzogna e strumentalizzazione, continuiamo a batterci per una ricostruzione ed un modello di sviluppo, economico e politico diverso.

Solo chi lotta vive! #RenziScappa

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 26 agosto 2015

Renzi_AQ8Quella delle proteste contro Matteo Renzi in visita a L’Aquila è stata una giornata forse inaspettata e che valutiamo in maniera positiva: l’Abruzzo, unito, si è sollevato contro il Primo Ministro. Una dimostrazione che i territori abruzzesi possono lottare insieme, perché non ci si salva da soli e le vertenze vanno unite perché riguardano l’intera regione e sono tutte collegate alla sua salvaguardia.

Un esempio è il filo diretto tra il post-terremoto e il progetto Ombrina Mare: non si può sempre delegare e aspettare che la politica istituzionale (non) faccia quello che gli si chiede. Di fronte ai ricatti, le ingiustizie e la devastazione ambientale è necessario scendere in piazza uniti e dimostrare di essere una forza.

La manifestazione contro Renzi ha creato proprio questo, una nuova forza sociale di un Abruzzo unito. Territori diversi che hanno prima di tutto in comune la volontà di decidere del loro presente e del loro futuro senza essere calpestati ed umiliati, affamati e devastati.

Il vero successo della giornata di ieri, oltre alla “cacciata di Renzi”, è stato infatti il coordinamento e la condivisione con tanti altri soggetti che sono scesi in piazza in risposta al nostro appello e con cui abbiamo condiviso pratiche e rivendicazioni. Per questo rispediamo al mittente (la classe politica aquilana, ormai preoccupata solo di mantenere la propria poltrona ossequiando come sempre il nuovo sovrano) qualsiasi distinzione tra aquilani e non. La sola distinzione è tra chi ha scelto di stare dalla parte delle cricche, dei petrolieri, delle clientele, e di rinchiudersi a discutere in un palazzo mentre la cittadinanza veniva caricata dalla polizia in maniera totalmente ingiustificata e gratuita.

Questo risultato, che segna il consolidamento di una rete sempre più forte a livello regionale, non sarebbe mai stato possibile senza un instancabile lavoro sotto traccia che abbiamo continuato a portare avanti in questi anni, con caparbietà e passione. Le tante assemblee ed incontri a CaseMatte, sui conflitti ambientali regionali, su Collemaggio e la ricostruzione, sulla precarietà, oltre al confronto con tante realtà del mondo della scuola, del lavoro, dell’associazionismo, delle vertenze locali e nazionali. E’ un lavoro lungo e spesso faticoso, ma che si nutre della consapevolezza del fatto che la devastazione ambientale, la precarietà, la giustizia sociale sono battaglie nate da una stessa rabbia, ancor più viva in una generazione come la nostra che sente di non avere più nulla da perdere, ma tutto da strappare. Ed è per questo che l’immagine più bella che conserveremo della giornata di ieri è quella di aver protestato fianco a fianco con i ragazzi di Zona22, gli studenti (tanti ed aquilanissimi), il movimento No Ombrina, il comitato No Snam, il comitato No Biomasse di Bazzano e Paganica, e i tanti pezzi del mondo dell’associazionismo.

A L’Aquila la manifestazione è servita probabilmente soprattutto a chi non c’era. C’erano infatti per lo più gli aquilani che in piazza ci sono sempre stati senza mai tirarsi indietro. Ma da troppo tempo in generale a L’Aquila ormai si ha la sensazione di essere in balia di qualcosa di inestricabile, troppo forte, troppo complesso, troppo sbagliato.

Dopo le rivolte e le manifestazioni del 2010 in città è iniziato un terribile riflusso accompagnato da un generale senso di impotenza, si è come assopiti e stanchi di reagire. Il motto di tanti pare sia divenuto “si salvi chi può”, e chi resta cerca di raccomandarsi alla meglio al politico locale, cedendogli sempre più potere e accontentandosi delle briciole per sopravvivere.

La manifestazione del 25 agosto contro Matteo Renzi è stata un grido di liberazione dalla frustrazione alla ricerca di un nuovo protagonismo sociale, rimbombato tra i vicoli della zona rossa. In centinaia ci siamo riappropriati di quelle strade e quelle vie, tuttora in gran parte abbandonate dal 6 aprile 2009, che lo Stato aveva deciso di presidiare e vietare con tanto di reparti antisommossa. Sembrava di rivivere l’incubo del G8!

Ma evidentemente la rabbia e la voglia di liberazione erano tali che abbiamo deciso di sfidare l’ordine militare imposto e raggiungere la sede del GSSI senza paura, opponendo i nostri corpi alla violenza dei manganelli e degli scudi. Qualcosa che, siamo certi, ha scosso le coscienze di molti con buona pace di chi si limita come al solito a criticare da lontano, dicendo che sarebbe stato meglio così o colà o che addirittura Renzi non va contestato perché ci deve dar soldi. Ma davvero siamo arrivati a questo? A credere alla vecchia favola che se stiamo buoni ci accontentano, mentre in realtà a L’Aquila si muore di miseria, di disoccupazione, di una precarietà lavorativa ed esistenziale unica? La ricostruzione dell’Aquila è un diritto, i soldi per completarla ci spettano! Inutile quindi stare dietro il balletto di numeri dei finanziamenti che arrivano e non arrivano. E’ importante anche il come si sta ricostruendo questa città e come ci si vive adesso, il ‘come fare’ per viverci meglio ORA.

Il coraggioso corteo di ieri ha dimostrato prima di tutto a noi stessi che la ricostruzione sociale dell’Aquila non avverrà grazie all’ANCE o al Sindaco Cialente ma alzando la testa ogni giorno, creando sulle strade tra le persone percorsi di auto organizzazione e necessario conflitto. Pensiamo che la giornata di protesta contro Renzi abbia messo un primo tassello in tal senso, l’inizio di un nuovo percorso. Non ci interessa per ora esser minoritari.

Infatti nonostante i vari meccanismi di autodifesa per non ammettere a se stessi la nostra condizione miserevole, degna espressione della classe politica locale che dovrebbe rappresentarci, siamo certi che ieri sia stato rotto un sonno che durava da anni e che garantiva una pace sociale imposta per non disturbare i manovratori della ricostruzione. Questo ci interessa.

Siamo certi che oggi la sollevazione di ieri darà i suoi effetti anche nella dimensione più locale. Per esempio ha ricordato a tutti che si può contestare anche duramente, che si può e ci si deve mettere in gioco per cambiare le cose, anche insieme a chi porta avanti vertenze da altri territori perché in realtà ci riguardano e perché insieme siamo più forti. 

Esistono nemici a cui, se uniti, si può far capire di non essere graditi. Chiaro che il nemico politico non è solo Renzi ma anche chi in Abruzzo e a L’Aquila si rende responsabile ogni giorno di politiche che ci condannano alla macelleria sociale, alla miseria e alla devastazione dei territori. Bisogna riapprendere e riconoscere questo nemico. E far sì che alla giornata del 25 agosto seguano nuovi percorsi condivisi che diano forza ai territori in lotta.

L’Aquila sta morendo dentro, la sollevazione di ieri insieme agli altri territori d’Abruzzo insegna che è ancora possibile lottare, essere protagonisti della ricostruzione e del proprio futuro. In un’espressione è ancora possibile sentirsi vivi.

 

Il video della manifestazione

Alcune foto della manifestazione

Renzi_manganellata

Ecco come questo Governo ha manganellato gli aquilani che manifestano. La polizia dopo non averci capito niente ha caricato violentemente ed in maniera ingiustificata davanti al GSSI dove era in corso l’incontro con Renzi. Questa è come appare in Italia la democrazia oggi: non si ammettano contestazioni da parte di una città in ginocchio (triste emblema di un intere Paese) che però oggi si è sollevata insieme insieme all’Abruzzo tutto, che grida forte il proprio NO all’ennesima devastazione del territorio abruzzese con la piattaforma petrolifera Ombrina e allo scellerato viadotto della Snam.

 

25 AGOSTO ore 16 FONTANA LUMINOSA L’Aquila ANDIAMO A SALUTARE RENZI!

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Pubblicato il: 25 agosto 2015

Renzi-L'Aquila

Dopo mesi di annunci, finalmente la classe politica locale gioisce per l’arrivo di Renzi a L’Aquila. Noi no.

Non ci rallegriamo affatto per l’arrivo del capo di un Governo che parla di innovazione e riforme, ma continua a fare gli interessi del grande capitale e delle grandi compagnie delle energie fossili, dando il via libera, con lo Sblocca Italia, alla devastazione dei nostri territori e della nostra salute. Cosa che vivremo sulla nostra pelle anche qui in Abruzzo, con le folli trivellazioni di Ombrina nell’unico punto di costa non ancora attaccato dalla speculazione o con il mega gasdotto della Snam in piena zona sismica, o con le insostenibili centrali a biomasse di Celano e Bazzano; per non parlare della mancata bonifica della discarica di Bussi.

Non vogliamo un Governo che attacca e calpesta i diritti di tutti: dei lavoratori e delle lavoratrici, delle insegnanti, degli studenti e delle studentesse, dei migranti. Un governo che in piena continuità con i precedenti pratica politiche di macelleria sociale secondo i diktat della troika e dei mercati finanziari.

Un governo bipartisan che non ha voluto ridurre le disuguaglianze sociali, al punto che qui all’Aquila, nel “più grande cantiere d’Europa”, per i giovani non c’è lavoro né futuro, se non grazie alle clientele del politico di turno. Lo specchio dell’Italia, dove una piccola parte della popolazione è sempre più ricca mentre la gran parte è sempre più povera.

Un Governo, infine, che ha prodotto una legge sulla ricostruzione privata con abile ritardo e senza alcuna retroattività, sanando di fatto le gravi irregolarità che vediamo e subiamo da anni nel cratere sismico, a vantaggio di pochi gruppi edili e professionisti senza scrupoli. Un Governo che si è opposto a proposte volte ad arginare le mafie, imperanti su un territorio ormai del tutto sciacallato.

E guai a chi prova ad opporsi o criticare, sarà messo a tacere con la forza e la minaccia, o alla meno peggio oscurato e bollato come gufo.

Noi siamo attivisti e attiviste, precarie, ambientalisti, studentesse, lavoratori, sfruttati e sfruttate, disoccupati, e questo modello lo abbiamo già vissuto sulla nostra pelle dopo il terremoto, non ci stancheremo mai di combatterlo.

Un altro modello di sviluppo è necessario!

Renzi e soci andatevene! All’Aquila non siete i benvenuti!

**L’appuntamento è alle ore 16 di martedì 25 agosto, alla Fontana Luminosa dell’Aquila**

Proiezione @CaseMatte a cura di Amnesty International di “Lo stato della follia” doc. sugli OPG  

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Pubblicato il: 21 luglio 2015

lo-stato-della-follia

Domenica 26 luglio a CaseMatte, in occasione della quarta edizione del festival musicale “La Raje Hardcore Fest”, Amnesty International Teramo e L’Aquila presenteranno la proiezione “Lo stato della follia”, un documentario realizzato da Francesco Cordio sugli ospedali psichiatrici giudiziari.

La proiezione avrà inizio alle ore 15.30 e ospiterà il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury per la presentazione della campagna “Stop alla tortura“.

Dalle 17:30 si proseguirà poi con il festival, che vedrà il susseguirsi sul palco di ben 11 gruppi, fra cui i Ratos de Porão storico gruppo hardcore punk crossover originario di San Paolo del Brasile.

La scaletta della Raje HC Fest vol. 4:

RATOS DE PORAO oficial – HC/Punk/Crossover/Thrash History from Sao Paulo do BraSil! since 1981!
Obscene Revenge – Marche Street Punk HC
Insane Therapy – Pescara Death MetalCore
Respect for Zero – Marche HC/Punk
Neid – Viterbo GrindCore Legends
Kyffpack – Berlin HC/Crust/Punk
SpermBloodShit – Pescara/Atessa GrindCore
SudDisorder – Masseria Foresta Punk/HC/GrindCore
vibratacore – Abruzzo Post HC/HC/Grind Legends
MuD – Abruzzo Ignorant HC Legends
Buffalo Grillz – Roma SteakHouse GrindCore

Per maggiori info sulla Raje consultare l’evento Facebook.

Inaugurazione skatepark 18 e 19 luglio!

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Pubblicato il: 15 luglio 2015

inaugurazione-skatepark-aquila

CaseMatte mette a disposizione i suoi spazi con un free camping per tutti gli skater che vorranno partecipare.

Testo di invito all’inaugurazione dello skatepark a Piazza D’Armi della “ciurma degli skater costruttori”.

“Il 18 e il 19 Luglio si inaugura il primo skatepark de L’Aquila.

Perché dovete venire all’inaugurazione?

Facile:

L’Aquila è una città dimenticata dalla maggioranza, dove la devastazione e le gru dominano il panorama. Bisogna passare di qua per guardare negli occhi la tragedia di questa gente straordinaria. Il primo skatepark de L’Aquila nasce letteralmente con le macerie del terremoto del 2009.

Chi ha messo i fondi per questo skatepark? Lo stato italiano? Ahahah! Vi piacerebbe. Non è così: il primo skatepark de L’Aquila l’hanno pagato gli ultras de “L’Aquila Calcio”, raccogliendo i fondi insieme a moltissime altre tifoserie d’Italia. Non solo: metà dei costi sostenuti sono stati coperti da una fondazione locale, intitolata a Maurane Frati, morta “in vacanza” durante il terremoto. Lo skatepark porterà il suo nome.

Diciamo quindi che, considerando anche le peripezie burocratiche che gli ultras locali hanno dovuto passare negli ultimi 4 anni, la politica non ci sarà: il sindaco, per le mancate promesse, è stato bandito dall’inaugurazione… quindi se volete vedere delle forbici tricolore è meglio che state a casa. Non ci sarà nessun taglio del nastro: solo 1000 ultras, 100.000 fumogeni e Cody (Lockwood) che si skaterà ciò che, da vero artigiano, ha realizzato con impegno e dedizione. Bello.

Il disegno: è collettivo. La progettazione si è svolta in gran parte quassù, sotto il gran sasso… dentro casa di chi skaterà le nostre strutture.

La realizzazione: è collettiva. Paolo è in cantiere con noi, gli ultras sono in cantiere con noi… come al solito lo skateboarding manifesta la parte migliore di se stesso. Non esiste angolo del primo skatepark de L’Aquila che non sia stato “sudato” dalla gente che l’ha voluto e che lo skaterà.

Il primo skatepark de L’Aquila non segue alcun canone “standard”, non è pensato per far divertire i bambini col monopattino e non sarà accessibile ai bikers.

INAUGURAZIONE SKATEPARK

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’evento possiamo dirvi solo questo: siamo devastati tutti quanti… scolpire il cemento è un lavoro durissimo (alcuni di voi ne sanno qualcosa..). Sabato sera e domenica faremo della gran festa con tutti quelli che vorranno essere “dei nostri”. Faremo in modo di organizzarci con delle griglie e con un po’ di birrette, ma non avremo il tempo di preparare niente di serio… quindi: free skateboarding e un paio di beer for tricks per vedere fino a che punto potete essere ubriachi.

Ah! Free camping a CaseMatte, lo spazio occupato che ci ha ospitato sin dall’inizio: un paradiso nato sulle macerie del vecchio ospedale psichiatrico… free camping a Collemaggio!

Non fate gli stronzi e venite a skatere a L’Aquila: in fondo a sinistra, sotto il Gran Sasso.”

La ciurma dei costruttori del primo skatepark de L’Aquila”

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