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Una delle prime assemblee del 3e32

Il comitato “3e32” nasce a L’Aquila all’indomani del sisma del 6 Aprile 2009. 3 e 32 è l’ora della notte in cui una scossa di magnitudo 6.3 ha devastato la città e il territorio circostante e ucciso 309 persone. 

Il comitato si pone sin da subito l’obiettivo di restare e “resistere” in città, organizzando iniziative e dibattiti sul futuro dell’Aquila e sulla ricostruzione del cratere sismico affinché la popolazione sia realmente partecipe delle scelte da fare e le stesse non vengano decise, invece, da personaggi e forze politiche esterne. 

Come punto fermo viene deciso da subito il “No” alla realizzazione del Progetto C.A.S.E., ovvero le 19 new-towns che vengono ben presto costruite fuori città per chi ha perduto casa. 

Così, nel parco Unicef di via Strinella, concesso dal Comune e appena fuori dalla zona rossa, nasce un punto cittadino indipendente di aggregazione e ospitalità, una sorta di tendopoli autogestita, a disposizione di tutti i cittadini e anche di tutti quegli studenti fuori sede che non avevano al momento altra sistemazione. 

Grazie a donazioni e attività di autofinanziamento nel parco Unicef, presto diventato per tutti “Piazza 3e32”, si organizzano attività di controinformazione, mappatura e contatti tra le tendopoli, eventi culturali e ricreativi e si allestisce un Medialab con connessione internet e pc, aperto a tutti. Si dà inoltre la possibilità a quelle associazioni che ne avevano bisogno di aprire sportelli per la cittadinanza. 

D’altronde, la gestione post-sisma calata dall’alto sul territorio aquilano impediva tutto questo. Era enormemente difficile tenere assemblee nelle tendopoli, né erano stati creati spazi ad hoc per far discutere cittadini e istituzioni. Più di 40.000 persone erano state mandate fuori dalla città – negli alberghi sulla costa, o in sistemazioni autonome – e dunque era ancora più arduo coinvolgerle nei dibattiti sulla ricostruzione e sulla gestione dell’emergenza. Si procedeva per decretazione d’urgenza, impedendo ogni forma di partecipazione popolare.

Nell’autunno del 2009, poi, le tendopoli “istituzionali” vennero progressivamente chiuse e la gente smistata negli alberghi del circondario o della regione.

Il comitato decide allora di continuare a procedere nell’attività di monitoraggio, informazione e socialità, arrivando al recupero di uno stabile dismesso, denominato poi CaseMatte, nel complesso di un ex Ospedale Psichiatrico abbandonato subito dopo il terremoto. Lo spazio, grazie al lavoro volontario dei membri del comitato e di molti sostenitori da tutta Italia, viene ben presto reso fruibile e agibile e viene dotato di una sala prove per gruppi musicali, di un laboratorio multimediale, di una tensostruttura adatta ad ospitare eventi, di un bar e di una cucina. 

Il comitato nel corso degli anni si dedica a interventi di carattere sociale e politico-culturale variamente articolati: dalla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e artistico, alla musica, allo sport, oltre a iniziative di sensibilizzazione sulla mafia e la legalità, sulla violenza sulle donne, sull’acqua pubblica, sulla sostenibilità ambientale, sullo stop al consumo di suolo, sui gruppi d’acquisto solidale; ha organizzato e organizza anche festival musicali, di poesia e di teatro, sempre orientati allo scopo di favorire la ricomposizione di una comunità cittadina e di un immaginario collettivo lacerati dal sisma e dalle condizioni di vita post-sismiche, all’insegna dei valori della solidarietà, del rispetto e della tolleranza reciproci.

Un punto importante e costante dell’attività del 3e32 è la campagna di recupero e ricostruzione dell’area pubblica dell’ex O.P. di Collemaggio, condotta in collaborazione con l’Associazione 180 Amici (che si occupa della tutela della salute mentale, in totale condivisione con la “legge 180”, più nota come “legge Basaglia”) e con Radio Stella 180 (la web radio della suddetta Associazione), onde evitare di farla cadere nelle mani della speculazione.

Sono state, quindi, condotte iniziative dedicate alla riscoperta e alla rivalutazione del parco (che contiene una immensa varietà di specie arboree), del suo patrimonio storico-architettonico (l’ospedale fu realizzato nei primi del ‘900 secondo un progetto di città-giardino) e delle sue potenzialità attuali nella ricostruzione dell’Aquila (19 ettari di parco e 27 edifici da ristrutturare, ad un passo dal centro storico della città). 

Numerosi sono anche i progetti di lavoro ai quali il 3e32 ha partecipato nel territorio aquilano, come “Torretta in rete” (dal nome di un quartiere della città), un progetto finanziato dal ministero delle politiche sociali, in collaborazione con un’associazione della zona, che ha dato vita all’organizzazione di corsi di fotografia, di chitarra e a laboratori di cittadinanza attiva. 

Oggi la città è cambiata molto rispetto agli anni immediatamente successivi al sisma; la ricostruzione leggera è terminata da tempo e quella pesante iniziata, seppur con notevole ritardo. La città è in continua trasformazione, sia nel bene che nel male. 

Alcune denunce e lotte prodotte dal comitato sono rimaste lettera morta e lasciate volutamente decadere. Purtroppo, invece, si sono realizzati gli effetti di quello che – appunto – si denunciava. Il territorio è stato devastato da migliaia di metri cubi di cemento, il famigerato progetto C.A.S.E. cade a pezzi e provoca sempre più alienazione e depressione, le scelte politiche continuano ad essere imposte dall’alto, l’economia produce solo profitti per pochi e precarietà o disoccupazione per troppi. 

Il comitato, in ogni caso, ha contribuito fortemente alla rinascita sociale e culturale cittadina, fungendo anche da argine allo spopolamento. 

L’Aquila, infatti, è una città in fermento, piena di eventi di ogni tipo, spesso ispirati proprio alle attività condotte nello spazio sociale di CaseMatte.

Il centro storico è tornato ad essere popolato di giovani e meno giovani, seppur con pochissimi edifici ricostruiti, ma almeno la battaglia per non abbandonare il cuore della città è stata vinta.

E dove c’è vita, vitalità e partecipazione c’è anche ricostruzione.

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  1. […] Questo è l’appello dei seimila “irriducibili” delle tendopoli sostenuto dai comitati spontanei sorti dopo il sisma del 6 aprile e pubblicato sul sito della rete cittadina 3e32. […]

  2. citato in L’Aquila città chiusa ha detto:

    […] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una […]

  3. […] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una […]

  4. […] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una […]

  5. […] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una […]

  6. […] soprattutto annientata nell’animo dall’assenza di una politica sociale post-sisma, il Comitato 3e32 (nato pochi giorni dopo il terremoto con l’obiettivo di dare voce ai bisogni reali dei […]

  7. bob fabiani ha detto:

    Ciao ragazzi vi mando da Roma un grande abbraccio, vi stimo, trovo che quello che fate per la vostra città sia un monito per tutto il paese, una grande lezione di civiltà e di libertà. Nel Blog che curo con altri colleghi blogger c’è una sezione dedicata al vostro dramma datato 6aprile. Anche noi da Roma cerchiamo di tenere l’attenzione su quanto non è stato fatto per L’Aquila e l’Abruzzo. Siete grandi. Bob Fabiani.

  8. […] The collective 3:32, put together in the weeks following the earthquake, published on its blog a long reflection on the most relevant events to characterize the past three years in L'Aquila: Il terremoto del 2009 è stato senza dubbio una catastrofe; e quindi, come qualsiasi catastrofe nella storia dell’evoluzione del mondo, ha distrutto delle cose, delle forme di vita, ma ne ha fatte sorgere delle altre. Anzi, la sfida della ricostruzione è riuscita ad attivare dei processi di incontro e comunicazione tra le persone che prima sembravano impossibili. […] Più che restaurata, o semplicemente ricostruita, la nostra città deve essere rifondata. Battersi per L’Aquila oggi significa in primo luogo opporsi alle speculazioni edilizie e all’ulteriore consumo di suolo e territorio. […] La nostra è certamente una lotta territoriale, con la sua identità e le sue specificità, ma è anche una lotta per un modello complessivo fatto di politica trasparente, di decisioni realmente democratiche e partecipate, di rispetto  del patrimonio ambientale e culturale e sviluppo eco-sostenibile. The 2009 earthquake was without a doubt catastrophic; as with any catastrophe there's ever been, it destroyed many things, it destroyed many living things, but it gave way to new creations. The challenge of reconstruction has activated certain channels of communication that before would have seemed impossible. […] More than restored, or simply reconstructed, our city has to be founded again. To fight for L'Aquila today means, in the first place, to oppose building speculation and the further buying up of land and territory. […] Ours is specifically a territorial dispute, but it is also a fight for a totally transperant political model. A truly participatory model in which real democratic decisions are made, in which our environmental and cultural patrimony is respected and sustained. […]

  9. […] Il collettivo 3:32, che si è costituito nelle settimane successive al terremoto, ha pubblicato sul suo blog una lunga riflessione sugli eventi più rilevanti che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni de L’Aquila: Il terremoto del 2009 è stato senza dubbio una catastrofe; e quindi, come qualsiasi catastrofe nella storia dell’evoluzione del mondo, ha distrutto delle cose, delle forme di vita, ma ne ha fatte sorgere delle altre. Anzi, la sfida della ricostruzione è riuscita ad attivare dei processi di incontro e comunicazione tra le persone che prima sembravano impossibili. […] Più che restaurata, o semplicemente ricostruita, la nostra città deve essere rifondata. Battersi per L’Aquila oggi significa in primo luogo opporsi alle speculazioni edilizie e all’ulteriore consumo di suolo e territorio. […] La nostra è certamente una lotta territoriale, con la sua identità e le sue specificità, ma è anche una lotta per un modello complessivo fatto di politica trasparente, di decisioni realmente democratiche e partecipate, di rispetto  del patrimonio ambientale e culturale e sviluppo eco-sostenibile. […]

  10. Françoise Madeleine ha detto:

    Quanta forza e saggezza, complimenti: ogni persona che si organizza con

    altre per salvarsi assieme e salvare il bene comune é una forza ed un ‘esempio incommensurabile per tutti.

  11. […] E mentre al Cinema Palazzo continuiamo a lavorare per la Libera Repubblica di San Lorenzo e per la Sanità Bene Comune,  non ci dimentichiamo certo dei nostri fratelli aquilani e diffondiamo quindi, con forza e  complicità, il comunicato del comitato 3e32. […]

  12. Salvatore ha detto:

    Ciao ragazzi, io e la mia compagna vi siamo vicini col cuore e con lo spirito.

    All’inizio dell’anno siamo stati nel centro dell’Aquila, e questa visita ci ha riempito il cuore di tanti sentimenti contrastanti.

    Ho fatto qualche foto, raccolte in un video, di cui vi mando il link, se vi puo’ interessare:

    http://www.youtube.com/watch?v=pb4CrFCI9fY
    ciao
    Salvatore

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