
Il comitato 3e32 si è formato pochi giorni dopo il terremoto che il 6 Aprile ha colpito L’Aquila e il suo territorio.
La scritta “Yes we camp” sulla collina di Roio durante il G8, la rivolta delle carriole, e le grandi manifestazioni del 16 Giugno 2010 a L’Aquila, del 7 Luglio 2010 a Roma e del 20 Novembre 2010 a L’Aquila sono solo alcune delle attività a cui abbiamo lavorato da protagonisti per ottenere il 100% di ricostruzione, di informazione e partecipazione. In poche parole ciò che ci viene negato e che invece ci spetta di diritto.
Con l’esperienza del parco di Via Strinella abbiamo creato sin dall’estate del 2009 un approdo di democrazia all’interno di una città per metà spopolata e per l’altra militarizzata. Un luogo dove, confrontarsi, discutere, vivere iniziando la ricostruzione sociale, essenziale tanto quanto quella delle sole mura dell’edilizia.
Attualmente ci troviamo presso lo spazio autogestito di CaseMatte situato nel complesso dell’ex manicomio psichiatrico di ColleMaggio. Un’area che col nostro lavoro, da luogo del dolore e del contenimento prima e del degrado e l’abbandono poi, stiamo trasformando in un bellissimo spazio aperto alla città e in cui tutti partecipando possono contribuire al suo sviluppo. Un luogo che deve rimanere pubblico e non ceduto alla speculazione.
A gennaio 2011, insieme ad altre realtà aquilane, abbiamo deciso di riaprire alla città uno stabile in Viale Duca degli Abruzzi, uno spazio in pieno centro storico, per 2 anni abbandonato al degrado, nonostante l’enorme bisogno di spazi sociali a L’Aquila dopo il terremoto.
Il 3e32 si riunisce in assemblee pubbliche settimanali (ogni domenica alle 19) in maniera alternata presso CaseMatte e l’Asilo Occupato, se hai voglia di partecipare vieni a trovarci!



[...] Questo è l’appello dei seimila “irriducibili” delle tendopoli sostenuto dai comitati spontanei sorti dopo il sisma del 6 aprile e pubblicato sul sito della rete cittadina 3e32. [...]
[...] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una [...]
[...] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una [...]
[...] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una [...]
[...] inutilizzata, a fortissimo rischio di speculazione edilizia. Dopo il terremoto del 6 aprile, la rete sociale 3e32 ha occupato proprio qui un piccolo stabile, con bar e saletta concerti. Subito a fianco, una [...]
[...] soprattutto annientata nell’animo dall’assenza di una politica sociale post-sisma, il Comitato 3e32 (nato pochi giorni dopo il terremoto con l’obiettivo di dare voce ai bisogni reali dei [...]
Ciao ragazzi vi mando da Roma un grande abbraccio, vi stimo, trovo che quello che fate per la vostra città sia un monito per tutto il paese, una grande lezione di civiltà e di libertà. Nel Blog che curo con altri colleghi blogger c’è una sezione dedicata al vostro dramma datato 6aprile. Anche noi da Roma cerchiamo di tenere l’attenzione su quanto non è stato fatto per L’Aquila e l’Abruzzo. Siete grandi. Bob Fabiani.
[...] The collective 3:32, put together in the weeks following the earthquake, published on its blog a long reflection on the most relevant events to characterize the past three years in L'Aquila: Il terremoto del 2009 è stato senza dubbio una catastrofe; e quindi, come qualsiasi catastrofe nella storia dell’evoluzione del mondo, ha distrutto delle cose, delle forme di vita, ma ne ha fatte sorgere delle altre. Anzi, la sfida della ricostruzione è riuscita ad attivare dei processi di incontro e comunicazione tra le persone che prima sembravano impossibili. […] Più che restaurata, o semplicemente ricostruita, la nostra città deve essere rifondata. Battersi per L’Aquila oggi significa in primo luogo opporsi alle speculazioni edilizie e all’ulteriore consumo di suolo e territorio. […] La nostra è certamente una lotta territoriale, con la sua identità e le sue specificità, ma è anche una lotta per un modello complessivo fatto di politica trasparente, di decisioni realmente democratiche e partecipate, di rispetto del patrimonio ambientale e culturale e sviluppo eco-sostenibile. The 2009 earthquake was without a doubt catastrophic; as with any catastrophe there's ever been, it destroyed many things, it destroyed many living things, but it gave way to new creations. The challenge of reconstruction has activated certain channels of communication that before would have seemed impossible. […] More than restored, or simply reconstructed, our city has to be founded again. To fight for L'Aquila today means, in the first place, to oppose building speculation and the further buying up of land and territory. […] Ours is specifically a territorial dispute, but it is also a fight for a totally transperant political model. A truly participatory model in which real democratic decisions are made, in which our environmental and cultural patrimony is respected and sustained. [...]
[...] Il collettivo 3:32, che si è costituito nelle settimane successive al terremoto, ha pubblicato sul suo blog una lunga riflessione sugli eventi più rilevanti che hanno caratterizzato gli ultimi tre anni de L’Aquila: Il terremoto del 2009 è stato senza dubbio una catastrofe; e quindi, come qualsiasi catastrofe nella storia dell’evoluzione del mondo, ha distrutto delle cose, delle forme di vita, ma ne ha fatte sorgere delle altre. Anzi, la sfida della ricostruzione è riuscita ad attivare dei processi di incontro e comunicazione tra le persone che prima sembravano impossibili. […] Più che restaurata, o semplicemente ricostruita, la nostra città deve essere rifondata. Battersi per L’Aquila oggi significa in primo luogo opporsi alle speculazioni edilizie e all’ulteriore consumo di suolo e territorio. […] La nostra è certamente una lotta territoriale, con la sua identità e le sue specificità, ma è anche una lotta per un modello complessivo fatto di politica trasparente, di decisioni realmente democratiche e partecipate, di rispetto del patrimonio ambientale e culturale e sviluppo eco-sostenibile. [...]
Quanta forza e saggezza, complimenti: ogni persona che si organizza con
altre per salvarsi assieme e salvare il bene comune é una forza ed un ‘esempio incommensurabile per tutti.