Ciao Fabbrì – Domani funerali ore 14

Categorie: Comunicati
Commenti: 13 commenti
Pubblicato il: 10 novembre 2013

1465718_10201787201635022_2100022449_oCiao Fabbrì!

Non ce lo aspettavamo. E’ successo. Il nostro compagno di vita Fabrizio Pambianchi ci ha lasciato nella notte tra venerdì e sabato, travolto da un demone che in pochi giorni l’ha divorato.

Fabrizio era una persona speciale. La sua energia è stata una risorsa collettiva che ci ha guidato per anni insieme alle sue incredibili mani da artigiano. Grazie a lui tutto è stato possibile: Piazza 3e32 al Parco Unicef, CaseMatte, le case in Paglia a Pescomaggiore, le giornate delle carriole, i concerti, le amplificazioni itineranti per le assemblee che costituiscono il percorso di una città che R-esiste, nonostante tutto.
Quando c’era bisogno di una mano lui c’era.

Lascia tre bellissimi figli: Aurora, Jacopo ed Edoardo.
Ora tocca a tutti noi pensare al futuro dei suoi bambini.

Saluteremo Fabrizio martedì 12 Novembre, con una funzione religiosa alle ore 14 presso la chiesa di San Mario della Torretta, e con una commemorazione laica a CaseMatte, Collemaggio, dalle ore 15.

Se vuoi fare una donazione per un fondo destinato ai suoi figli:
C/C Associazione “Comitato 3e32”
IBAN IT63N0538703601000000156830
Causale: “Fabrizio”

Alcuni pensieri su Fabrizio dalla rete:

Antonello Ciccozzi

In questi momenti di grande dolore sento di dover esprimere il mio cordoglio sottolineando quanto ho osservato ieri a Casematte: Fabrizio è stato ucciso da un demone che in pochi giorni ha divorato completamente ogni parte sana, generosa e positiva della sua personalità. Quella che tutti conoscevamo. Per questo è bene che i suoi cari comprendano che non c’è consistenza razionale nel nesso tra gesto fisico e intenzione mentale. Ciò che l’ha strappato così crudelmente dalla vita, e soprattutto dall’affetto che dava ai suoi figli Aurora, Jacopo ed Edoardo, è stata una malattia. Chi, come me, lo ha conosciuto nel dopo-terremoto, sa che la sua energia è stata una risorsa collettiva fondamentale in una importante stagione di dissenso civico aquilano. Quando siamo scesi in strada a dire all’Italia che, con il pretesto della nostra catastrofe locale, un regime politico cercava di affermarsi in nome del governo dell’emergenza, Fabrizio – persona vera e vero spirito ribelle – è stato in prima linea.

 

Anna Pacifico Colasacco

Un uomo che ha lottato con tutti noi, dalla prim’ora, per L’Aquila e gli aquilani. Un uomo che ha lavorato a costruire case di paglia e manufatti provvisori per ospitare tutti noi, che non sapevamo dove andare a sbattere la testa e non sapevamo dove riunirci. Ha cucinato, lavorato, riso , scherzato, cantato. Montato amplificazioni per concerti ed assemblee. Uno che non si è arreso. Fino alla notte scorsa. Non è la persona che indichi tu.

 

Isabella tommasi

e se poi noi ricostruiamo L’Aq senza mafia né altri stronzi e tutto va bene, se poi collemaggio diventa una città della cultura piena di stimoli e possibilità creative e se poi ci riusciamo veramente a fare dell’Aq una città e un territorio valorizzati ma protetti pieni di cittadini attivi e consapevoli capaci magari anche di autogestire alcune parti dei beni comuni…come glielo diciamo a Pif? come facciamo a fargli sapere che grazie a lui abbiamo tenuto duro e ci siamo voluti talmente bene che siamo stati forti e pazzi da riuscirci? non riesco a pensare che non sarà nel nostro futuro …

 

Maria Teresa Piccoli

che voglio tornare indietro. Ai giorni in cui un prato bastava a sentirmi viva. E una vita dolorsa e precaria mi regalava il miracolo di persone come Fabrizio Pambianchi.

 

Emanuela Rossi

Per molti di noi è difficile affrontare giorno dopo giorno questo mondo così mediocre. Fabrizio l’ha sempre fatto con genialità e determinazione. Nessuno/a riesce a comprendere il suo gesto. Sappiamo con certezza che non è stata la disperazione a dettarlo. Forse non è proprio stato. Quello che è stato è sicuramente tutto ciò che Fabrizio Pambianchi lascia fuori e drntro di noi. Quello che ci ha donato con generosità, non quello che ci ha portato via.

 

Roberto Pambianchi

Fabrizio questa sera sono ” dovuto” andare a suonare ….grazie frate’ perche’ ho cantato bene … ti sentivo dentro …..e tu sai che la musica e’ curativa …..HO TANTI RIMPIANTI ,frate’ ma non serve a niente elencarli…non mi sorprende leggere tutte queste parole belle su di te …..te e il tuo estro,te e la tua fantasia,altruista,generoso ti sei fatto benvolere in tutti i posti dove sei andato…. te e quell’essere spaccone,semplice,amante della vita e pieno di vita…..tutto questo per arrivarti a dire che non sei stato tu….

 

Antonio Cacio

un vulcano di idee, forse una dei pochi geni che ho conosciuto, energico, dinamico e con il cuore sempre oltre l’ostacolo, pochi come te poi sapevano rialzarsi, riposa, grazie di tutto

Gli eroi son tutti giovani e belli!

 

Lamberto Felici

ciao fabrì…abbiamo discusso qualche volta ma ho capito col tempo che avevamo due stili diversi, in cuor mio ti posso dire che ti ammiravo, ammiravo la tua fantasia, ricordo le giornate passate al rifugio, i fuochi, le canzoni strimpellate con la chitara, è stato bello conoscerci, ora… perchè questo gesto, questo non lo capisco…me lo racconterai quando ci riincontreremo in un altra vita seduti sulla portella con la chitara in mano e un eternità di tempo. ciao fabrì fai un buon viaggio

 

Andrea Amarii

Mi ricordo quando ti dicevo che eri il mio idolo… che sei il mio idolo! e tu mi sorridevi… Ma che mi combini Fabrì?… Quanto doloroso sarà accettare la tua assenza? Forse non lo sarà affatto, perchè non la accetteremo… Ciao MITO ♥

 

Sabri Bo

sei sempre stato estremo, un pazzo, fino all’ultimo. tante cose che dicevi e che facevi mi facevano ridere, altre mi impressionavano. questa non l’ho proprio capita. non da te. ciao fabri. la tua assenza sarà pesante.

 

Giovanna Angelino

Non avevamo niente da mangiare. Ci hai preparato una pizza, cucinata su una stufa, in un rifugio, a 300 km a nord di Oslo. La nostra vacanza a Sperlonga, quanto abbiamo riso. E’ stato bello rivederti qualche anno fa per caso, in un negozio d sport a Roma. Come sempre mi hai dato ottimi consigli per l’arrampicata … Ciao Fabry.

 

Andrea Marchetti

quello seduto affianco ti vede giu e ti chiede “che c’è?” e tu dal canto tuo come il 99,9% delle persone a cui fanno questa domanda rispondi “niente, tranquillo” e nel secondo successivo ti accorgi che hai perso irrimediabilmente un occasione per dire, per ricordargli, per ricordarti CHE C’è un punto di riferimento che ti se è appena sgretolato davanti, CHE C’è una telefonata che ti ha cambiato (la giornata e non solo),CHE C’è stato l’ennesimo avvenimento che ti ha fatto capire che la parola “impossibile” , che sia nel bene o nel male, la dovresti cancellare dal vocabolario, CHE C’è che domani ti svegli e siamo uno di meno e che quindi ci sono sempre più responsabilità da spartirsi da parte di tutti verso tutti, e nonostante tutto bisogna sempre dare il meglio, perchè è sempre per il meglio che si spinge. Bella bimbo indaco, sei sempre stato una pista avanti a tutti e anche questa volta non ti sei smentito, come solo i migliori del resto. Ciao & P.I.F. UP.

 

 

13 commenti - Lascia un commento
  1. Marcello scrive:

    Ho conosciuto poco Fabrizio ma mi è bastato per capire che era una persona speciale. Spero che la mia piccola donazione, insieme a quella di tanti altri, possa dare una mano ai figli

  2. Conoscemmo Fabrizio nell’autunno caldissimo del 2010. Vide lo spettacolo con cui eravamo in tour, “non vengo dalla luna”, e decidemmo di portarlo anche a L’Aquila. Ci costruì un palco con quello che c’era, ci aiutò a trovare dei vestiti in più perchè faceva troppo freddo, e ci prestò un microfono, perchè il nostro era rimasto a Roma per qualche errore di calcolo, di quelli che si fanno in turnè.
    Ci parlava di galline, e di arte, e di sci, e di lotta.
    La mattina dopo cucinammo la pasta con i broccoli per tutt* * compagn*.
    Ecco.
    Così mi ricordo Fabrizio.
    Che era presente, e pratico, allegro e silenzioso, quando c’era bisogno.
    Che faceva tutto quello che c’era da fare.
    Che aveva sempre un pezzo di ricambio quando il resto di noi era disperato.
    Che sorrideva.

  3. Federico Bucci scrive:

    Caro Fabrizio, ti conobbi prima di quello stramaledetto terremoto e nonostante ciò ti conobbi troppo poco. Avevamo molte cose in comune e io lo sentivo ma tu ne avevi sempre una in più, la determinazione. Eri uno di noi, uno come noi. So quello che hai fatto per noi e quello che ci hai lasciato, lo vedo con i miei occhi tutti i giorni. E’ inutile cercare di giustificare o condannare il tuo gesto, tu solo puoi capirlo. Mi dispiace non aver saputo fare niente per te, spero di poter fare qualcosa almeno per i tuoi cari.
    Bella Pambià

  4. piero e paola scrive:

    …non ti abbiamo conosciuto ma attraverso le parole dei tuoi amici e di tuo fratello è come se ti conoscessimo da sempre…quello che possiamo fare è soltanto offrire un contributo per i tuoi figli…un abbraccio a tuo fratello ed ai tuoi amici ed un pensiero per te!

  5. Diodato scrive:

    *_*

  6. andrea scrive:

    Caro amico sappi che la mia prima te l ho dedicata con tutto il cuore,tra il borotalco e il nero delle quinte avevo gli occhi arrossati.Impossibile non volerti bene d’istinto,senza nessun filtro,perche’ sempre eri te stesso con tutti,sempre disponibile per gli amici,esempio di un umilta’ ricca,depositaria di grandi valori.A casematte oltre che il cuore,sei stato d’insegnamento per tutti,paterno con molti,dove anche i tuoi rimproveri erano consigli carezzevoli..ci mancherai molto,ti penso assai….
    Andrea

  7. Giovanni-Max Mangione scrive:

    non riesco a mettere insieme due parole che trovino un senso…
    Ti ho voluto ricordare in questa foto scattata alla fine di una giornata stupenda improvvisata in 10 minuti, fatta di arrosticini, birra e tante risate. Ricordo che ridendo ti ho detto: “Ti rendi conto che sto a fotografa’ uno che solleva un cane sulla testa senza motivo, Fabbri’?” e tu quasi facevi cadere Olanda per le risate…
    Eri stato per l’ennesima volta disponibile ad aiutare, ad aiutarmi, appena il giorno prima , mettendoti a disposizione affinché riuscisse un altro evento…
    Avevi ragione quel giorno…
    Ciao Fabbri’

  8. tiziana scrive:

    Pappy, quando ti penso ho una visione di te che corri corri, correvi sempre….. te che con i tuoi inseparabili amici andavate a scuola, Marco e Pierpaolo sul motorino e tu aggrappato dietro sui pattini. Che matti!! ciao Fabbrì

  9. Claudio Perrotti scrive:

    Un fraterno saluto,…. Fabrizio,
    la notizia della tua morte è stata come una rasoiata, …ma la vita sa essere anche bugiarda e crudele.
    Di te ho un ricordo speciale, …come delle persone migliori,
    quella luce che avevi negli occhi sarà quello che mi rimarrà di te.

  10. Anita Lamanna scrive:

    Ciao Fabrizio, ti ricordo nelle case di paglie, un ciclone di forza incredibile, inventore delle idee più belle. Ho avuto una bella fortuna a incontrati. Abbraccio forte tutti i tuoi cari e i tuoi amici.
    Anita

  11. Antonio Cacio scrive:

    In questi giorni la lontananza si fa ancora più dura, una piccola donazione per Fabbri ed i figli da parte mia, di Salima e Martino

  12. Francesco scrive:

    “Per svegliarsi la mattina ci deve essere un motivo”

  13. Massimo "Blaky" Carboni scrive:

    Ciao Pappy,ieri siamo venuti a salutarti ed oggi ci ritroviamo nella vita di tutti i giorni che però nn scorre come sempre…il pensiero x te vive costantemente in noi e mi vengono in mente i meravigliosi momenti passati in sala prove a scrivere canzoni,a suonare,ad incazzarci x il volume troppo alto…ieri sei riuscito a riunire oltre a tanta gente anche gli Underground Press,ma tu mancavi,cazzo se mancavi,eravamo monchi…ora che la tua Anima voli verso la luce…ti ascolterò nei brani che ho con me,registrati insieme a Max e Budda…un abbraccio grande a tutti i compagni de L’Aquila e che il tuo nome…il tuo ricordo…la tua essenza siano sempre con tutti noi!!!

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