Ferita dal terremoto, sfregiata dalla cattiva amministrazione

Categorie: Comunicati
Commenti: 1 Commento
Pubblicato il: 31 Agosto 2011

L’Aquila, 31 agosto 2011


Mentre si discute di rimuovere le casette provvisorie sorte per l’emergenza, spunta in pieno centro storico una piattaforma di circa 100 metri quadrati destinata a supportare una chiesetta prefabbricata e a coprire la meravigliosa facciata di S. Silvestro, una delle più belle e più antiche chiese della città dell’Aquila.

La presenza della piattaforma in cemento armato era già stata notata, non senza sconcerto, già da qualche tempo. All’inizio si pensava potesse essere la base di una gru, ma la superficie esagerata e poi il cartello affisso alla transenna, non lasciavano dubbi: “Costruzione di una chiesa prefabbricata in legno”. Committente, la parrocchia di S. Pietro.

Una mano “provvidenziale”, dato il montare dell’indignazione per l’ennesimo sfregio al patrimonio urbano, ha poi corretto il cartello, come hanno potuto constatare i cittadini che si sono dati appuntamento per denunciare con la loro presenza lo scempio. E così, la scritta “permanente” accanto a “Conc.” (concessione) è stata goffamente cancellata con un tratto nero e al suo posto è stato aggiunto “manufatto temporaneo”. E ancora, qualche riga più giù, accanto alla dicitura “COSTRUZIONE DI UNA CHIESA PREFABBRICATA IN LEGNO” è comparsa la precisazione “(provvisoria)”.

Insomma uno dei tanti manufatti “temporanei” su base di cemento armato che le prossime generazioni di abitanti si ritroveranno come eredità di un post terremoto gestito senza senso né idee.

Ci si chiede chi possa aver dato una simile autorizzazione. Il cartello, in effetti, al di là delle sue correzioni, non riporta nessun estremo di autorizzazione, se non la data di comunicazione di inizio lavori. Una pratica che appare eccessivamente semplice per la costruzione di un manufatto in una piazza storica, certamente sottoposta a vincolo da parte della Sovrintendenza (a proposito: non dovrebbe esserci anche il suo parere?)

Come mai, se non è più possibile edificare casette di emergenza, si può consentire la costruzione di questo prefabbricato? Con quali ragioni di gravità ed emergenza? E per chi, poi, visto che il quartiere è quasi totalmente disabitato? E in ogni caso, proprio nel bel mezzo di una piazza?

Noi crediamo che la nostra città, anche nelle condizioni in cui è ridotta, anzi, proprio per le condizioni in cui è ridotta, vada tutelata. E il perpetuarsi di abusi, rattoppi, interventi a casaccio, degrado urbano, consumo di territorio, siano una premessa pessima per la ricostruzione. E’ necessaria un’immediata inversione di rotta: il terremoto non giustifica tutto, l’emergenza ha già fatto accettare troppi “strappi” all’integrità del territorio e conseguentemente della coesione sociale e del senso di identità.

L’Aquila è ferita, ma proprio per questo dobbiamo curarla e rispettarla, ancora di più di quanto abbiamo saputo fare prima. Altrimenti, alle generazioni future lasceremo non una città ricostruita, ma una lunga serie di obbrobri da demolire!


1 Commento - Lascia un commento
  1. gianni ferri ha detto:

    a perugia,nella frazione di villa pitignano, in seguito al terremoto di assisi si era danneggiata la chiesa parrocchiale.
    l’iniziativa “un aiuto concreto subito” del sig. berlusconi ha realizzato in tempi velocissimi, una tensostruttura, nel locale parco pubblico, e senza tante autorizzazioni e cartelli che doveva servire come chiesa provvisoria.
    il restauro della parrocchiale è stato completato da diversi anni, anche prima di molte case, ma la tensostruttura è ancora là ad occupare uno spazio pubblico, ed è ancora utilizzata per varie funzioni religiose.ci sarà una licenza,forse un condono??
    vigilate gente,

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