Il 20 maggio giornata dedicata alla Palestina, con pranzo e testimonianze dai territori occupati

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Pubblicato il: 17 maggio 2018

Si chiama “Missione Palestina” la giornata dedicata al popolo palestinese organizzata da 3e32 / CaseMatte per domenica 20 maggio a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila.

Nel corso della giornata sarà servito un pranzo palestinese (ore 13:30, prenotazione obbligatoria inviando un messaggio a CaseMatte L’Aquila su Facebook entro venerdì 18 maggio), alle ore 16 vi sarà la testimonianza del gruppo “Dottor Clown Italia”, partito lo scorso 22 aprile per la sua sesta missione in Israele e Palestina, e a seguire uno spettacolo di fuoco e di clown per adulti, bambini e bambine.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della loro esperienza durante la missione internazionale partita recentemente per la Palestina: Evaristo Giovanni Arnaldi in arte “Dottor Baristo”, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin in arte “Olga del Volga” di Dottor Clown Italia e della prossima ventura “Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, concettualmente ideata appena dopo il terremoto dell’Appennino centrale di due anni fa. Entrambi “Clown di Contatto” in corsia da quasi venti anni, parleranno delle loro impressioni e della situazione vissuta in Palestina, terminando il pomeriggio con brevi spettacoli di clownerie e magia.

La giornata di solidarietà per la Palestina è organizzata a seguito degli ennesimi estenuanti giorni bui vissuti dalla popolazione di Gaza, massacrata dall’esercito israeliano che – in occasione di una manifestazione al confine – ha sparato sulla folla causando decine di morti e migliaia di feriti. Il silenzio della Comunità internazionale, delle istituzioni italiane e l’indifferenza delle popolazioni occidentali è inaccettabile. Israele non rispetta alcuna risoluzione ONU e la Palestina sta subendo un vero e proprio genocidio. Informarsi, informare e non restare indifferenti è un dovere.

Il menu del pranzo (anche per vegetariani, costo approssimativo 10€, termine prenotazione venerdì 18 maggio):
– Antipasto di hummus (ceci e variante ai fagioli)
– Pasta con Baba Ghanoush/Mutabba (crema di melanzane)
– Dawali (foglie di vite ripiene di riso ed uvetta)
– Pasticcio di spinaci e formaggio tipo feta
– Zatziki e verdure
– Basboosa (dolce a base di semolino, cocco e mandorle)

 

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di Thea Valentina Gardellin – Fu Dario Fo, nel lontano 1999, a portare Patch Adams in Italia. Non era la prima volta che Patch s’avvicinava agli Italiani per parlare loro della comicoterapia, ma Dario e Franca ne avevano catturato l’essenza, l’anima di un’attività che presto sarebbe giunta non solo nelle corsie degli ospedali ma anche nelle case di riposo, nelle prigioni, nei terremoti e nelle zone di guerra. Lui e Franca, con la loro arte giullare e con il teatro impegnato, avevano ben pensato che fosse necessario, in tutta questa strana follia chiamata umanità, distrarre le persone dalla quotidianità, regalando loro un mondo di fantasia. Indistintamente, adulti e bambini, coinvolti dai sorrisi e dagli abbracci dei Clown di Corsia.

Vi sono due tipi di Clown (premesso che non sono professionisti, sebbene abbiano alle spalle corsi di formazione specifica, laboratori e workshop di teatro, di clownerie, di giocoleria e di formazione psicologica nell’emergenza, soprattutto indirizzati al tipo di Clown che essi desiderano diventare o che il destino li porterà ad essere).

Il primo Clown, dal trucco più acceso e dagli abiti sgargianti, è quello che gioca con le bolle di sapone e con le arti magiche, che usa le carte, i palloncini, gli attrezzi di giocoleria e il suo naso rosso per entrare in contatto con chi ha davanti. Il secondo Clown (dal trucco più lieve e dai colori più tenui) agisce più in profondità. E’ quello che cerca, attraverso il contatto, di sfiorare le emozioni e gli stati d’animo altrui.

Un Clown, indipendentemente dal suo “ordine”, interviene sempre in punta di piedi. A passo sicuro ma silenzioso come la brezza in un campo di grano. Chiede il permesso, chiede sempre il permesso prima di agire, perché senza permesso, il Clown non fa.

La sua posizione, sia essa in una corsia oppure in una zona di guerra, rimane invariata. Guarda e ascolta: poi chiede il permesso per intervenire.

La maschera del Clown si costruisce con gli anni, il trucco varia e si modifica e mano a mano che passa il tempo tende ad essere sempre più essenziale. Il nome (come ogni essere umano, anche il Clown ha un nome) lo usa per presentarsi e per proteggersi dai dolori altrui. Il camice, per codice deontologico, deve sempre essere pulito e stirato, perché è così che può garantire l’accoglienza, soprattutto nel contatto. Sembrerà strano, ma è così. Seppure anarchico e libero nello spirito, il Clown ha delle regole precise da seguire.

Solitamente non interviene da solo. Come il Clown bianco ed il Clown augusto, anche il Clown di Corsia necessità di un alter ego che sappia interagire e sorreggere laddove vi sia necessità.

Negli ospedali e nei luoghi di cura, nelle case di riposo, agisce per ridurre il dolore fisico e quello della dipartita. Non lascia sole le persone e ne raccoglie preoccupazioni e lutti. Nelle prigioni accompagna i bambini a trovare i genitori, prendendoli per mano senza far recepire ai piccoli visitatori d’essere in un contesto dalle pareti grigie e le sbarre di ferro. Nei terremoti e nelle guerre accoglie – l’unica cosa che sa forse veramente fare nei terremoti e in guerra: far sentire le persone meno sole e, soprattutto, non dimenticate.

Vi sono alcuni Clown di Corsia famosi per aver esercitato la loro “arte” diversamente. Sono, come citato prima, Patch Adams, che, oltre ad essere stato un Clown, ha fondato in Virginia un ospedale, Il Gesundheit Institute, che garantisce cure mediche gratuite a chiunque ne abbia bisogno; Miloud Oukili che portò il Clown nelle fognature della città di Bucarest dove prese per mano i bambini, figli del terremoto e di Ceausescu, dediti spesso anche alla prostituzione per la sopravvivenza; Caroline Simonds che introdusse i Clown negli hospice e nell’accompagnamento alla morte.

Potrà sembrare impossibile o forse persino contraddittorio inserire un naso rosso in contesti tetri o luttuosi, ma è così che un Clown ribalta la situazione. È così che manifesta il suo essere giullare, con l’affrontare di petto, o meglio di naso, ciò che sa di paura, per trasformarlo in poesia.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della missione internazionale Israele-Palestina alla quale il Presidente della Repubblica Italiana conferì medaglia (forse per il coraggio, forse per la follia, questo non lo sapremo mai): Evaristo Giovanni Arnaldi, in arte ‘Dottor Baristo’, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin, in arte ‘Olga del Volga’, di Dottor Clown Italia e della prossima ventura Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga, realtà ideata concettualmente appena dopo il terremoto di Amatrice. Entrambi Clown di Contatto, entrambi in corsia da su per giù 19/20 anni. Parleranno delle loro esperienze e delle loro impressioni circa la situazione in Palestina, e termineranno il pomeriggio con piccoli spettacoli di clownerie e di magia.

È doveroso ricordare che Evaristo e i suoi Clown furono presenti nel territorio Aquilano sin dal terremoto del 2009 e che il destino, in qualche modo, ha riportato qui anche Thea.

Alcuni film interessanti da vedere: sicuramente Patch Adams di Tom Shadyac con Robin Williams; Clownin’ Kabul, docufilm di Enzo Balestrieri e Stefano Moser girato in Afghanistan nel 2002, durante una missione Clown; e, infine, Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, che narra la storia di Oukili.

25 aprile all’Aquila, una grande giornata di liberazione antifascista: il programma

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Pubblicato il: 23 aprile 2018

Una grande giornata antifascista con letture, assemblee, animazione per bambini e bambine, graffiti, musica, dj set e mostre fotografiche. È il 25 aprile all’Aquila, organizzato anche quest’anno dalla rete antifascista cittadina per promuovere e attualizzare i valori dell’antifascismo.

Dopo il successo dell’anno scorso a San Bernardino, la Liberazione quest’anno verrà celebrata al Parco del Castello, nel centro storico dell’Aquila. La giornata inizierà nel mattino (ore 11) con un omaggio al partigiano jugoslavo Panto Cemovič nel cimitero monumentale dell’Aquila, e a seguire (ore 12) l’omaggio a Giovanni Di Vincenzo presso il Casale Cappelli.

Dalle ore 16 via alla Festa della Liberazione nel piazzale antistante l’Auditorium del Parco. Ci saranno letture musicate per bambine, bambini e adulti a cura di Bibliobus e Nati nelle Note, la presentazione dell’iniziativa “Una pietra d’inciampo per Annina e Luigi” (a cura dell’associazione Annina Santomarrone), letture di resistenza a cura della Casa delle Donne e del caffè letterario del gruppo “Passione Letteratura L’Aquila”, un incontro dibattito sui territori resistenti d’Italia e diversi momenti artistici e musicali, con il rap e il rock a cura del laboratorio musicale Cobalto di CaseMatte, e l’esibizione della Music Band Together.

Per l’intera giornata saranno visitabili le mostre sulla resistenza e sulle “nuove resistenti” e animazione, a cura di Bibliobus e Koinonia – Ludobus Ri.Scossa. Ci sarà, infine, uno spazio dove poter mangiare e bere.

Affermare il proprio antifascismo, oggi, significa non permettere la revisione di una storia che si vorrebbe distorcere e meschinamente riscrivere, significa difendere i nostri valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, significa lottare ogni giorno per comunità più aperte, solidali, accoglienti. Significa non lasciare spazio a chi, brillantato di un mantello di finta modernità, vorrebbe riportare la nostra città e il nostro Paese ai tempi più bui. Quelli della sofferenza, della discriminazione e della privazione delle libertà personali e dei diritti collettivi.

Per questo invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare festosamente i valori dell’antifascismo il prossimo 25 aprile.

L’Aquila Antifascista

“Equinozio DiVersi” all’Aquila nella Giornata internazionale della poesia

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Pubblicato il: 20 marzo 2018

In occasione della giornata mondiale della poesia il collettivo poetico Pensatori DiVersi organizza mercoledì 21 marzo, dalle ore 19 nello spazio sociale di CaseMatte, “Equinozio DiVersi“: una serata all’insegna dell’arte, figurativa, poetica e musicale.

Si inizia dalle 19 con l’istallazione video artistica Paesaggio e Lentezza di Debora Frasca, si continuerà fino a notte con l’alternarsi di poeti e gruppi rap e hip hop, per poi proseguire con una performance di percussioni tribal, dj set raggae & dancehall di Mitzu e tekno di Debb.

I poeti Shiva Guerrieri, Paolo Paoletti, Federica Santarelli, Antonio Fiori, Don Ciccio e Stecco leggeranno con l’accompagnamento musicale di Andrea De Petris. I gruppi rap e hip hop Kolossal, Honer, Benzina avranno invece ai piatti Dj Haine.

Durante la giornata ci sarà un’esposizione del Movimento Emancipazione della Poesia (Mep) e sarà allestita una mostra a cura dell’artista Tania Stropkaiova.

 

Il 4 gennaio serata solidale in favore di No Border Kitchen

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Pubblicato il: 2 gennaio 2018

Giovedì 4 gennaio primo evento dell’anno per Casematte, nel parco di Collemaggio all’Aquila. Il nono anno dello spazio sociale si apre con un nuovo appuntamento solidale, questa volta dedicato a sostenere il collettivo No Border Kitchen (NBK), operante a Lesbo, in Grecia.

NBK è “un gruppo autogestito e antigerarchico di attivisti e attiviste di tutto il mondo che condivide l’obiettivo di vincere le frontiere e le restrizioni che impediscono la libertá di movimento”. No Border Kitchen (NBK) ha iniziato a cucinare in diverse postazioni nel settembre 2015, sulla “rotta balcanica”. La repressione governativa nei confronti dei profughi e dei loro sostenitori è aumentata finché la rotta balcanica non è stata definitivamente chiusa. Le persone sono bloccate sulle isole greche, in una terra di nessuno fatta di frontiere, carceri e centri di detenzione, che li costringe a spostamenti ancora piú pericolosi.

La serata inizierà alle 19, con la proiezione del documentario “Sent to their death” del regista Fridoon Joinda, un rifugiato afgano arrivato a Lesbo, insieme ai suoi due fratelli, nel 2016. Il documentario racconta la storia di due attivisti iraniani detenuti nel campo profughi di Moria e della costante lotta per il rispetto dei diritti dei migranti presenti nell’isola. Seguirà l’intervento di un attivista di NBK, che racconterà la sua esperienza in terra greca, e a seguire ci sarà una cena-aperitivo multietnica, a cura di alcuni richiedenti asilo attualmente residenti all’Aquila.

Per sostenere il collettivo è anche possibile effettuare una donazione qui.

Uno sguardo sul Kurdistan

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Pubblicato il: 18 dicembre 2017

Giovedì 21 dicembre dalle ore 18:30 si terrà nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, l’incontro Dibattito “Uno sguardo sul Kurdistan”.

Si parlerà, insieme a Federico Venturini ricercatore che si occupa di ecologia sociale e movimenti sociali urbani, del difficile processo di pace tra Turchia e Kurdistan turco (Bakur) e l’importante esperienza politica del confederalismo democratico nel Kurdistan siriano (Rojava).

A seguire aperitivo.

Seconda serata benefit di solidarietà popolare

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 5 dicembre 2017

serata benefit2

Martedì 5 dicembre ci sarà il secondo appuntamento con l’apericena solidale nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, con raccolta fondi destinata a coloro che vivono situazioni di forte marginalità sociale ed economica.

Ore 19: Proiezione de Wallah Je Te Jure, film che racconta le storie di uomini e donne in viaggio lungo le rotte migratorie dall’Africa occidentale all’Italia. (Durata, 60 min)

Ore 20.30 Aperitivo cenato multietnico

A seguire dj set

I fondi raccolti durante la prima serata benefit (350,00€) li abbiamo così utilizzati:
– 150€ abbonamenti autobus;
– 130€ visite mediche;
– 20€ partita di calcetto solidale multietnica;
– 50€ prodotti di igiene e prima necessità.

Come potete vedere ci siete state/i di grande aiuto ma abbiamo ancora bisogno della solidarietà di tutte e tutti per continuare a garantire i diritti elementari di ragazzi che stiamo seguendo e aiutando in processi di integrazione e autodeterminazione.

Continuiamo a ribadire che è fondamentale costruire reti di solidarietà popolari, dunque orizzontali, che colmino quelle lacune istituzionali alimentanti disparità e diseguaglianze sociali tra cittadine e cittadini e che creino dei corridoi alternativi e meglio sostenibili.

Tutore minori stranieri, il 20 novembre incontro e proiezioni a L’Aquila

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Pubblicato il: 14 novembre 2017
(AP Photo/Andrew Medichini)

Si chiama “Tutti possiamo dare una mano” l’iniziativa organizzata da numerose associazioni all’Aquila per il prossimo 20 novembre, dalle ore 17:30. Ad ospitarla sarà il Gran Sasso Science Institute di viale Crispi, nel centro storico del capoluogo abruzzese.

L’obiettivo dell’incontro pubblico è presentare e diffondere la nuova figura del Tutore volontario di un minore straniero non accompagnato, prevista da una legge dello scorso aprile. Il cosiddetto “genitore sociale” può infatti assumere un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini e ragazzi soli arrivati e cresciuti in Italia. Sono i cittadini di domani, e l’aiuto del tutore può essere importante anche per un’integrazione reale.

A parlarne saranno il professore dell’Università dell’Aquila Luigi Gaffuri, l’avvocata Stefania de Nicolais, la psicologa Arianna Sirolli e Massimiliano Ettorre dell’Ordine degli assistenti sociali. Ma saranno protagoniste anche testimonianze di chi è già tutore.

Il 20 novembre sarà l’occasione per presentare anche film, video e corti di produzione locale e diffusione nazionale. Sarà proiettato infatti il lavoro prodotto dal Centro Studi Mediterraneo e realizzato dal videomaker aquilano Francesco Paolucci, mentre dopo un buffet conviviale ci sarà spazio per il cortometraggio “Il Guastafeste”, di Giuseppe Tandoi, recentemente premiato a Venezia. Concluderà l’iniziativa la proiezione de “L’ordine delle cose”, di Andrea Segre, apprezzato da pubblico e critica anche nel corso dell’ultimo Festival di Venezia. Prima della proiezione sarà presente via Skype il regista.

Nel corso della giornata informativa sarà distribuito per la prima volta un vademecum esplicativo con il quale si comprenderà meglio l’importanza sociale e il funzionamento del tutore del minore straniero non accompagnato. L’obiettivo delle associazioni coinvolte nell’evento è promuovere la figura anche sul territorio aquilano.

Tribunale per i minorenni d’Abruzzo, 180 Amici, 3e32 / CaseMatte, Abitare insieme, Abruzzo centro internazionale Crocevia, Amnesty International L’Aquila, Auser Abruzzo, Banca Etica, Bibliobus, Biblipaganica Caritas Avezzano, Centro Antiviolenza per le donne – Biblioteca delle donne, Cgil L’Aquila, Circolo Querencia, Cngei L’Aquila, Comitato territoriale Arci L’Aquila, Comunità XXIV Luglio, Comunità minori “Crescere insieme L’Aquila”, Coordinamento Ricostruire Insieme, Genitori si diventa L’Aquila, Migrantes Avezzano, Nati nelle note, Uisp L’Aquila.

Con il patrocinio di Comune dell’Aquila e Ordine assistenti sociali Abruzzo

CaseMatte festeggia otto anni di autogestione, autonomia e solidarietà!

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Pubblicato il: 28 ottobre 2017


Otto anni
. Tanto è passato da quando l’ex bar di quello che per decenni è stato l’ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila è stato riaperto, riqualificato, liberato. Da allora è CaseMatte.

Come ogni anno, anche questo 31 ottobre, nella notte di Halloween, festeggeremo tutte e tutti insieme il compleanno. Insieme alle tante persone che in questi anni l’hanno vissuta, e che quotidianamente continuano ad attraversarla.

Martedì 31 ottobre si parte alle 19, con l’aperitivo sociale e la proiezione di Le streghe di Salem, di Rob Zombie. Dalle 22 via ai concerti, prima con gli aquilani Lithium Quartet (sperimental funky) e poi con i laziali Banzai Hawaii (Space Surf Rock). A seguire Borracha dj set.

Otto anni di autogestione, di sperimentazione di pratiche politiche, culturali e solidali dal basso. Otto anni di incontri, eventi, iniziative e progetti. In un parco bellissimo e da troppo tempo colpevolmente abbandonato. Un parco oggi buio, sul quale torniamo a chiedere, come facciamo da tempo, di fare luce, in tutti i sensi. A partire dall’illuminazione. Un servizio essenziale per uno spazio pubblico, che dovrebbe essere di tutti.

Dovrebbe infatti tornare all’uso pubblico della collettività anche il resto del parco di Collemaggio, tassello importante per una città migliore. Ultimamente sono diverse le associazioni “nuove vicine di casa”: a loro rivolgiamo il nostro appello per un fronte comune, affinché l’area di Collemaggio rimanga destinata a finalità socio-sanitarie-culturali. Così come facciamo da più di due anni il manifesto di Collemaggio cittadella solidale della creatività, diventata poi l’idea progettuale del Parco della Luna.

CaseMatte è cambiata nel tempo: lo spirito del periodo emergenziale, peculiare nei primi anni dopo il terremoto, ha lasciato fisiologicamente spazio all’aggregazione dei più giovani della città, di tante fragilità sociali, di chi a L’Aquila è un fantasma da ignorare o un figlio da diseredare. Per questo, oltre le numerose iniziative politiche e culturali, CaseMatte è oggi uno spazio sociale aperto a tutti e tutte, attraversato ogni giorno, e dove ci si autorganizza con una sala prove popolare, dove c’è una rampa da skate, la connessione internet gratuita e una piccola biblioteca. Uno spazio che non è nostro, ma di tutte e tutti.

Per questo vi aspettiamo martedì 31 ottobre per festeggiare insieme un altro compleanno di autogestione e libertà!

Serata benefit di solidarietà popolare

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Pubblicato il: 24 settembre 2017

Martedì 26 settembre dalle ore 19:30 nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, si terrà un aperitivo cena con piatti etnici per raccolta fondi destinati a coloro che vivono una situazione di forte marginalità sociale ed economica.

Le sottoscrizioni verranno utilizzate per pagare spese mediche, acquistare abbigliamento invernale, prodotti di igiene e altri beni di prima necessità individuati finora.

A seguire Dj Set.

In un momento in cui le istituzioni non garantiscono i diritti più elementari è sempre più importante sviluppare reti di solidarietà popolare.

 

L’Aquila è una città che è cambiata molto in questi anni e forse questo continuo cambiamento, collegato chiaramente al terremoto del 2009 e alla nascita della periferia, ha avuto un’accelerazione maggiore nell’ultimo anno.

In tutto ciò ci sembra che la Politica – di qualsivoglia schieramento – sia rimasta molto indietro rispetto al mutamento della dimensione sociale.

Chi per sua natura invece come noi opera per strada, nel sociale, sta constando il triste svilupparsi di sacche di estrema povertà finora sconosciute all’Aquila in questa quantità dovute all’assenza di lavoro retribuito.

Ci siamo ritrovati a parlare con persone che, senza più un tetto, vivono nei parchi pubblici o in case inagibili, o altre che non arrivano a fine mese e non hanno soldi per pagare l’affitto, medicine o visite mediche o fanno fatica a trovare indumenti per affrontare l’inverno aquilano.

Di fronte a tutto questo non possiamo certo girarci dall’altra parte o addirittura cadere nella trappola della guerra al più povero che purtroppo va tanto di moda, così ben orchestrata da alcuni politici che di sicuro hanno che vivere.

Per questo, da mesi ormai, il Comitato 3e32/CaeMatte ha iniziato ad interfacciarsi con altre associazioni locali che operano quotidianamente come noi nel sociale, nel modo delle marginalità, dei rifugiati e dell’accoglienza (e dei rifugiati che perdono per vari moti i l’accoglienza).

Questo con l’intenzione di creare una rete capace, anche tramite l’auto organizzazione, di rispondere a bisogni primari che le istituzioni non sembrano più riuscire minimamente a garantire. Proprio in quest’ottica abbiamo iniziato un percorso comune per creare in breve tempo una foresteria notturna ed un servizio di bagni diurno.

L’aperitivo solidale che si svolgerà martedì 26 settembre dalle 19:30 a CaseMatte è un’ idea del Comitato 3e32 per creare una situazione solidale concreta in cui chi ha la possibilità e le risorse può passare piacevolmente del tempo davanti ad un aperitivo lasciando in cambio delle sottoscrizioni che verranno integralmente ed immediatamente utilizzate per i bisogni da noi intercettati.

La nostra però non è “beneficenza” ma solidarietà popolare, di classe. Una solidarietà che non fa distinzione tra italiani, migranti e rifugiati e che si muove per tamponare le emergenze più gravi nell’immediato e continuare un percorso per una maggiore ridistribuzione delle ricchezze e un’esistenza più degna per tutti.

Siamo il 99% della popolazione mondiale a chiederlo, e più uniamo le nostre voci in unica voce, più avremo la forza per creare insieme una società più giusta di questa, in cui l’1% della popolazione possiede una ricchezza pari a quella del restante 99%.

L’Aquila Calling: dibattito sulle esperienze di migranti e operatori

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 3 settembre 2017

Si chiama L’Aquila Calling il dibattito a più voci per raccontare le esperienze dei migranti, dei rifugiati, di chi parte da lontano e raggiunge la nostra città, degli operatori e dei volontari che lavorano con loro.

E’ organizzato all’Aquila dal 3e32 / CaseMatte e da Fraterna Tau per il prossimo martedì 5 settembre, alle ore 18, nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

I protagonisti dell’incontro saranno i ragazzi e le ragazze che, come migranti o operatori, vivono quotidianamente dinamiche sulle quali troppe volte ci sono forti disinformazione e pregiudizio. Sarà l’occasione per fare il punto anche sulle politiche sociali e dell’accoglienza in un contesto sociale come L’Aquila e il suo territorio.

A seguire ci sarà un aperitivo-cena con piatti etnici dal Senegal, Guinea Conakry, Costa D’Avorio, Gambia, Afghanistan e Pakistan.

Tanti migranti e rifugiati hanno fatto un lungo viaggio e hanno raggiunto anche la nostra città, L’Aquila, dove vivono da giorni, mesi, anni.

Come stanno? Come li stiamo accogliendo? Chi si sta dando da fare per promuovere il loro processo d’integrazione?

In tanti li stiamo conoscendo e stiamo lavorando insieme per accoglierli, in quest’epoca in cui farlo, sta prendendo sempre più anche la forma di un’azione politica contro l’ideologia razzista e fascista di ritorno in questo Paese.

Alla stupidità che promuove la guerra tra poveri, grazie anche al megafono interessato di molti media complici, contrapponiamo solidarietà ed accoglienza. 

Casa, lavoro, reddito per tutti e tutte, migranti e italiani. I veri nemici sono gli speculatori, il neo liberismo e le folli politiche liberticide dei Minniti e dei Salvini, che danno vita a scene come quelle viste a Roma a Piazza Indipendenza e Termini che non vogliamo vedere mai più.

Per una L’Aquila solidale e accogliente. Perché una città fondata su questi valori è l’unica che vale la pena davvero di essere ricostruita.

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