Proiezione “Binxêt – Sotto il confine” alla presenza del regista

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Pubblicato il: 17 luglio 2018

Mercoledì 18 luglio presso lo spazio sociale di CaseMatte nel parco di Collemaggio si terrà la proiezione di Binxêt – Sotto il confine il film-documentario di Luigi D’Alife con la voce di Elio Germano.

L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista e dibattito.

“Binxêt – Sotto il confine” è il primo documentario che racconta, con immagini esclusive, la condizione del popolo curdo che subisce la violenza dell’esercito turco in Kurdistan su uno dei confini più caldi del Mondo, quello che divide la Siria dalla Turchia.

E’ un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo i 911 km del confine turco-siriano. Da una parte l’ISIS, dall’altra la Turchia di Erdogan. In mezzo il confine ed una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica.

E’ su questa striscia di terra che si sta giocando la partita più importante; la battaglia contro daesh, il controllo e la chiusura del confine su sui si basa l’accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva ed autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all’idea di essere diviso dai confini, storie di uomini, donne e bambini che sono l’immagine del non arrendersi.

https://www.facebook.com/binxetsottoilconfine/
https://www.openddb.it/film/binxet-sotto-il-confine/ (ON DEMAND)
http://www.movieday.it/movie/index?movie_id=1047 (AL CINEMA)
http://www.binxetsottoilconfine.net/

Capovilla del “Teatro degli orrori” a Follie d’estate con lo spettacolo “Interiezioni”

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Pubblicato il: 28 giugno 2018

Nell’ambito del Festival “Follie d’Estate” in corso nell’Ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio, sabato 30 giungo alle ore 22:30, CaseMatte/3e32 è lieta di presentare “Interiezioni” spettacolo meta-teatrale in bilico fra poesia e sperimentazione musicale, da un’idea di Pierpaolo Capovilla, voce del Teatro degli Orrori e il maestro Paki Zennaro, compositore e storico collaboratore di Carolyn Carlson.

Interiezioni, secondo le parole degli stessi autori, è “rapina poetica e fuga a gambe levate dagli orrori dell’ideologia psichiatrica, la follia e il suo doppio. La stigmatizzazione sociale, l’esercizio del potere statuale sul corpo vivo dell’individuo. La follia, intesa come disperato rifiuto del soggetto a conformarsi alle circostanze storiche, sociali e culturali in cui sopravvive”.

I testi della rappresentazione sono tratti da “Succubi e Supplizi”, che Antonin Artaud scrisse nel 1946 fra un elettroshock e l’altro, nel manicomio di Rodez. Coniugando il verso doloroso e collerico, commovente e straziante di Antonin Artaud con l’irriverente e dissacrante interpretazione di Capovilla, “Interiezioni” ambisce a riscoprire l’autore sotto una luce nuova, contemporanea e sperimentale, arbitraria nella forma ma intimamente coerente con il contenuto poetico, che viene liberato dalla prigionia della pagina scritta, per librarsi nell’evocazione enunciativa, nel qui e ora, in una ricontestualizzazione che ambisce ad essere narrazione critica dell’oggi.

Pierpaolo Capovilla, già protagonista di numerosi altri progetti metateatrali, fra i quali “Eresia”, da Majakovskij, e “La Religione del mio Tempo”, di Pier Paolo Pasolini, questa volta volge lo sguardo verso i temi della follia e dell’ideologia psichiatrica, della rivolta e dell’emancipazione dall’insondabile solitudine del singolo di fronte alla forza prevaricatrice e omicidiaria della società moderna, promettendo al pubblico che vorrà assistervi emozioni, batticuori, lacrime e turbamento. Un evento nel segno della grande poesia del novecento, rivisitata nello spirito della contemporaneità.

A CaseMatte film sullo sfruttamento dei migranti nei campi e incontro con il regista

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Pubblicato il: 18 giugno 2018

Si chiama “The Harvest” il docufilm che verrà proiettato all’Aquila mercoledì 20 giugno, nello spazio sociale di CaseMatte, parco di Collemaggio. L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista Andrea Paco Mariani.

The Harvest rappresenta un documento importante sulla condizione dei migranti sikh che lavorano nei campi dell’Agro Pontino laziale, quelli da cui proviene la stragrande maggioranza della frutta che arriva sulle tavole all’Aquila e nel centro Italia.

La storia di Gurwinder è rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento: un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare, senza pause, attraversa oggi l’Italia intera. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole; chiamano padrone il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l’ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e “allontanamenti” facili per chi tenta di reagire.

The Harvest racconta tutto questo: la vita delle comunità Sikh stanziate stabilmente nella zona dell’Agro Pontino e il loro rapporto con il mondo del lavoro. I membri di queste comunità vengono principalmente impiegati come braccianti nell’agricoltura della zona. Gli episodi di sfruttamento (caporalato, cottimo, basso salario, violenza fisica e verbale) sono stati rilevati in numerosi casi, quasi sempre da associazioni che operano sul territorio locale. A fianco di questi fenomeni è inoltre cresciuto in maniera esponenziale l’uso di sostanze dopanti per sostenere i faticosi ritmi del lavoro nei campi.

Non proprio una “pacchia”, insomma, a differenza di come il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito ultimamente la vita in Italia dei migranti. La cieca e propagandistica follia di un politico squilibrato e pericoloso, che abbiamo già contestato nella sua ultima visita all’Aquila, e che continueremo a contrastare ad ogni occasione, anche con la proiezione di film come The Harvest, lavoro che ha vinto premi ed è stato presentato già in festival internazionali in Italia, Argentina, Polonia e India.

L’appuntamento è per il 20 giugno, dalle ore 20, a CaseMatte.

Il 20 maggio giornata dedicata alla Palestina, con pranzo e testimonianze dai territori occupati

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Pubblicato il: 17 maggio 2018

Si chiama “Missione Palestina” la giornata dedicata al popolo palestinese organizzata da 3e32 / CaseMatte per domenica 20 maggio a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila.

Nel corso della giornata sarà servito un pranzo palestinese (ore 13:30, prenotazione obbligatoria inviando un messaggio a CaseMatte L’Aquila su Facebook entro venerdì 18 maggio), alle ore 16 vi sarà la testimonianza del gruppo “Dottor Clown Italia”, partito lo scorso 22 aprile per la sua sesta missione in Israele e Palestina, e a seguire uno spettacolo di fuoco e di clown per adulti, bambini e bambine.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della loro esperienza durante la missione internazionale partita recentemente per la Palestina: Evaristo Giovanni Arnaldi in arte “Dottor Baristo”, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin in arte “Olga del Volga” di Dottor Clown Italia e della prossima ventura “Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, concettualmente ideata appena dopo il terremoto dell’Appennino centrale di due anni fa. Entrambi “Clown di Contatto” in corsia da quasi venti anni, parleranno delle loro impressioni e della situazione vissuta in Palestina, terminando il pomeriggio con brevi spettacoli di clownerie e magia.

La giornata di solidarietà per la Palestina è organizzata a seguito degli ennesimi estenuanti giorni bui vissuti dalla popolazione di Gaza, massacrata dall’esercito israeliano che – in occasione di una manifestazione al confine – ha sparato sulla folla causando decine di morti e migliaia di feriti. Il silenzio della Comunità internazionale, delle istituzioni italiane e l’indifferenza delle popolazioni occidentali è inaccettabile. Israele non rispetta alcuna risoluzione ONU e la Palestina sta subendo un vero e proprio genocidio. Informarsi, informare e non restare indifferenti è un dovere.

Il menu del pranzo (anche per vegetariani, costo approssimativo 10€, termine prenotazione venerdì 18 maggio):
– Antipasto di hummus (ceci e variante ai fagioli)
– Pasta con Baba Ghanoush/Mutabba (crema di melanzane)
– Dawali (foglie di vite ripiene di riso ed uvetta)
– Pasticcio di spinaci e formaggio tipo feta
– Zatziki e verdure
– Basboosa (dolce a base di semolino, cocco e mandorle)

 

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di Thea Valentina Gardellin – Fu Dario Fo, nel lontano 1999, a portare Patch Adams in Italia. Non era la prima volta che Patch s’avvicinava agli Italiani per parlare loro della comicoterapia, ma Dario e Franca ne avevano catturato l’essenza, l’anima di un’attività che presto sarebbe giunta non solo nelle corsie degli ospedali ma anche nelle case di riposo, nelle prigioni, nei terremoti e nelle zone di guerra. Lui e Franca, con la loro arte giullare e con il teatro impegnato, avevano ben pensato che fosse necessario, in tutta questa strana follia chiamata umanità, distrarre le persone dalla quotidianità, regalando loro un mondo di fantasia. Indistintamente, adulti e bambini, coinvolti dai sorrisi e dagli abbracci dei Clown di Corsia.

Vi sono due tipi di Clown (premesso che non sono professionisti, sebbene abbiano alle spalle corsi di formazione specifica, laboratori e workshop di teatro, di clownerie, di giocoleria e di formazione psicologica nell’emergenza, soprattutto indirizzati al tipo di Clown che essi desiderano diventare o che il destino li porterà ad essere).

Il primo Clown, dal trucco più acceso e dagli abiti sgargianti, è quello che gioca con le bolle di sapone e con le arti magiche, che usa le carte, i palloncini, gli attrezzi di giocoleria e il suo naso rosso per entrare in contatto con chi ha davanti. Il secondo Clown (dal trucco più lieve e dai colori più tenui) agisce più in profondità. E’ quello che cerca, attraverso il contatto, di sfiorare le emozioni e gli stati d’animo altrui.

Un Clown, indipendentemente dal suo “ordine”, interviene sempre in punta di piedi. A passo sicuro ma silenzioso come la brezza in un campo di grano. Chiede il permesso, chiede sempre il permesso prima di agire, perché senza permesso, il Clown non fa.

La sua posizione, sia essa in una corsia oppure in una zona di guerra, rimane invariata. Guarda e ascolta: poi chiede il permesso per intervenire.

La maschera del Clown si costruisce con gli anni, il trucco varia e si modifica e mano a mano che passa il tempo tende ad essere sempre più essenziale. Il nome (come ogni essere umano, anche il Clown ha un nome) lo usa per presentarsi e per proteggersi dai dolori altrui. Il camice, per codice deontologico, deve sempre essere pulito e stirato, perché è così che può garantire l’accoglienza, soprattutto nel contatto. Sembrerà strano, ma è così. Seppure anarchico e libero nello spirito, il Clown ha delle regole precise da seguire.

Solitamente non interviene da solo. Come il Clown bianco ed il Clown augusto, anche il Clown di Corsia necessità di un alter ego che sappia interagire e sorreggere laddove vi sia necessità.

Negli ospedali e nei luoghi di cura, nelle case di riposo, agisce per ridurre il dolore fisico e quello della dipartita. Non lascia sole le persone e ne raccoglie preoccupazioni e lutti. Nelle prigioni accompagna i bambini a trovare i genitori, prendendoli per mano senza far recepire ai piccoli visitatori d’essere in un contesto dalle pareti grigie e le sbarre di ferro. Nei terremoti e nelle guerre accoglie – l’unica cosa che sa forse veramente fare nei terremoti e in guerra: far sentire le persone meno sole e, soprattutto, non dimenticate.

Vi sono alcuni Clown di Corsia famosi per aver esercitato la loro “arte” diversamente. Sono, come citato prima, Patch Adams, che, oltre ad essere stato un Clown, ha fondato in Virginia un ospedale, Il Gesundheit Institute, che garantisce cure mediche gratuite a chiunque ne abbia bisogno; Miloud Oukili che portò il Clown nelle fognature della città di Bucarest dove prese per mano i bambini, figli del terremoto e di Ceausescu, dediti spesso anche alla prostituzione per la sopravvivenza; Caroline Simonds che introdusse i Clown negli hospice e nell’accompagnamento alla morte.

Potrà sembrare impossibile o forse persino contraddittorio inserire un naso rosso in contesti tetri o luttuosi, ma è così che un Clown ribalta la situazione. È così che manifesta il suo essere giullare, con l’affrontare di petto, o meglio di naso, ciò che sa di paura, per trasformarlo in poesia.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della missione internazionale Israele-Palestina alla quale il Presidente della Repubblica Italiana conferì medaglia (forse per il coraggio, forse per la follia, questo non lo sapremo mai): Evaristo Giovanni Arnaldi, in arte ‘Dottor Baristo’, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin, in arte ‘Olga del Volga’, di Dottor Clown Italia e della prossima ventura Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga, realtà ideata concettualmente appena dopo il terremoto di Amatrice. Entrambi Clown di Contatto, entrambi in corsia da su per giù 19/20 anni. Parleranno delle loro esperienze e delle loro impressioni circa la situazione in Palestina, e termineranno il pomeriggio con piccoli spettacoli di clownerie e di magia.

È doveroso ricordare che Evaristo e i suoi Clown furono presenti nel territorio Aquilano sin dal terremoto del 2009 e che il destino, in qualche modo, ha riportato qui anche Thea.

Alcuni film interessanti da vedere: sicuramente Patch Adams di Tom Shadyac con Robin Williams; Clownin’ Kabul, docufilm di Enzo Balestrieri e Stefano Moser girato in Afghanistan nel 2002, durante una missione Clown; e, infine, Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, che narra la storia di Oukili.

25 aprile all’Aquila, una grande giornata di liberazione antifascista: il programma

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Pubblicato il: 23 aprile 2018

Una grande giornata antifascista con letture, assemblee, animazione per bambini e bambine, graffiti, musica, dj set e mostre fotografiche. È il 25 aprile all’Aquila, organizzato anche quest’anno dalla rete antifascista cittadina per promuovere e attualizzare i valori dell’antifascismo.

Dopo il successo dell’anno scorso a San Bernardino, la Liberazione quest’anno verrà celebrata al Parco del Castello, nel centro storico dell’Aquila. La giornata inizierà nel mattino (ore 11) con un omaggio al partigiano jugoslavo Panto Cemovič nel cimitero monumentale dell’Aquila, e a seguire (ore 12) l’omaggio a Giovanni Di Vincenzo presso il Casale Cappelli.

Dalle ore 16 via alla Festa della Liberazione nel piazzale antistante l’Auditorium del Parco. Ci saranno letture musicate per bambine, bambini e adulti a cura di Bibliobus e Nati nelle Note, la presentazione dell’iniziativa “Una pietra d’inciampo per Annina e Luigi” (a cura dell’associazione Annina Santomarrone), letture di resistenza a cura della Casa delle Donne e del caffè letterario del gruppo “Passione Letteratura L’Aquila”, un incontro dibattito sui territori resistenti d’Italia e diversi momenti artistici e musicali, con il rap e il rock a cura del laboratorio musicale Cobalto di CaseMatte, e l’esibizione della Music Band Together.

Per l’intera giornata saranno visitabili le mostre sulla resistenza e sulle “nuove resistenti” e animazione, a cura di Bibliobus e Koinonia – Ludobus Ri.Scossa. Ci sarà, infine, uno spazio dove poter mangiare e bere.

Affermare il proprio antifascismo, oggi, significa non permettere la revisione di una storia che si vorrebbe distorcere e meschinamente riscrivere, significa difendere i nostri valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, significa lottare ogni giorno per comunità più aperte, solidali, accoglienti. Significa non lasciare spazio a chi, brillantato di un mantello di finta modernità, vorrebbe riportare la nostra città e il nostro Paese ai tempi più bui. Quelli della sofferenza, della discriminazione e della privazione delle libertà personali e dei diritti collettivi.

Per questo invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare festosamente i valori dell’antifascismo il prossimo 25 aprile.

L’Aquila Antifascista

“Equinozio DiVersi” all’Aquila nella Giornata internazionale della poesia

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Pubblicato il: 20 marzo 2018

In occasione della giornata mondiale della poesia il collettivo poetico Pensatori DiVersi organizza mercoledì 21 marzo, dalle ore 19 nello spazio sociale di CaseMatte, “Equinozio DiVersi“: una serata all’insegna dell’arte, figurativa, poetica e musicale.

Si inizia dalle 19 con l’istallazione video artistica Paesaggio e Lentezza di Debora Frasca, si continuerà fino a notte con l’alternarsi di poeti e gruppi rap e hip hop, per poi proseguire con una performance di percussioni tribal, dj set raggae & dancehall di Mitzu e tekno di Debb.

I poeti Shiva Guerrieri, Paolo Paoletti, Federica Santarelli, Antonio Fiori, Don Ciccio e Stecco leggeranno con l’accompagnamento musicale di Andrea De Petris. I gruppi rap e hip hop Kolossal, Honer, Benzina avranno invece ai piatti Dj Haine.

Durante la giornata ci sarà un’esposizione del Movimento Emancipazione della Poesia (Mep) e sarà allestita una mostra a cura dell’artista Tania Stropkaiova.

 

Il 4 gennaio serata solidale in favore di No Border Kitchen

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Pubblicato il: 2 gennaio 2018

Giovedì 4 gennaio primo evento dell’anno per Casematte, nel parco di Collemaggio all’Aquila. Il nono anno dello spazio sociale si apre con un nuovo appuntamento solidale, questa volta dedicato a sostenere il collettivo No Border Kitchen (NBK), operante a Lesbo, in Grecia.

NBK è “un gruppo autogestito e antigerarchico di attivisti e attiviste di tutto il mondo che condivide l’obiettivo di vincere le frontiere e le restrizioni che impediscono la libertá di movimento”. No Border Kitchen (NBK) ha iniziato a cucinare in diverse postazioni nel settembre 2015, sulla “rotta balcanica”. La repressione governativa nei confronti dei profughi e dei loro sostenitori è aumentata finché la rotta balcanica non è stata definitivamente chiusa. Le persone sono bloccate sulle isole greche, in una terra di nessuno fatta di frontiere, carceri e centri di detenzione, che li costringe a spostamenti ancora piú pericolosi.

La serata inizierà alle 19, con la proiezione del documentario “Sent to their death” del regista Fridoon Joinda, un rifugiato afgano arrivato a Lesbo, insieme ai suoi due fratelli, nel 2016. Il documentario racconta la storia di due attivisti iraniani detenuti nel campo profughi di Moria e della costante lotta per il rispetto dei diritti dei migranti presenti nell’isola. Seguirà l’intervento di un attivista di NBK, che racconterà la sua esperienza in terra greca, e a seguire ci sarà una cena-aperitivo multietnica, a cura di alcuni richiedenti asilo attualmente residenti all’Aquila.

Per sostenere il collettivo è anche possibile effettuare una donazione qui.

Uno sguardo sul Kurdistan

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Pubblicato il: 18 dicembre 2017

Giovedì 21 dicembre dalle ore 18:30 si terrà nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, l’incontro Dibattito “Uno sguardo sul Kurdistan”.

Si parlerà, insieme a Federico Venturini ricercatore che si occupa di ecologia sociale e movimenti sociali urbani, del difficile processo di pace tra Turchia e Kurdistan turco (Bakur) e l’importante esperienza politica del confederalismo democratico nel Kurdistan siriano (Rojava).

A seguire aperitivo.

Seconda serata benefit di solidarietà popolare

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Pubblicato il: 5 dicembre 2017

serata benefit2

Martedì 5 dicembre ci sarà il secondo appuntamento con l’apericena solidale nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, con raccolta fondi destinata a coloro che vivono situazioni di forte marginalità sociale ed economica.

Ore 19: Proiezione de Wallah Je Te Jure, film che racconta le storie di uomini e donne in viaggio lungo le rotte migratorie dall’Africa occidentale all’Italia. (Durata, 60 min)

Ore 20.30 Aperitivo cenato multietnico

A seguire dj set

I fondi raccolti durante la prima serata benefit (350,00€) li abbiamo così utilizzati:
– 150€ abbonamenti autobus;
– 130€ visite mediche;
– 20€ partita di calcetto solidale multietnica;
– 50€ prodotti di igiene e prima necessità.

Come potete vedere ci siete state/i di grande aiuto ma abbiamo ancora bisogno della solidarietà di tutte e tutti per continuare a garantire i diritti elementari di ragazzi che stiamo seguendo e aiutando in processi di integrazione e autodeterminazione.

Continuiamo a ribadire che è fondamentale costruire reti di solidarietà popolari, dunque orizzontali, che colmino quelle lacune istituzionali alimentanti disparità e diseguaglianze sociali tra cittadine e cittadini e che creino dei corridoi alternativi e meglio sostenibili.

Tutore minori stranieri, il 20 novembre incontro e proiezioni a L’Aquila

Categorie: Comunicati, Eventi, NEWS
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Pubblicato il: 14 novembre 2017
(AP Photo/Andrew Medichini)

Si chiama “Tutti possiamo dare una mano” l’iniziativa organizzata da numerose associazioni all’Aquila per il prossimo 20 novembre, dalle ore 17:30. Ad ospitarla sarà il Gran Sasso Science Institute di viale Crispi, nel centro storico del capoluogo abruzzese.

L’obiettivo dell’incontro pubblico è presentare e diffondere la nuova figura del Tutore volontario di un minore straniero non accompagnato, prevista da una legge dello scorso aprile. Il cosiddetto “genitore sociale” può infatti assumere un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini e ragazzi soli arrivati e cresciuti in Italia. Sono i cittadini di domani, e l’aiuto del tutore può essere importante anche per un’integrazione reale.

A parlarne saranno il professore dell’Università dell’Aquila Luigi Gaffuri, l’avvocata Stefania de Nicolais, la psicologa Arianna Sirolli e Massimiliano Ettorre dell’Ordine degli assistenti sociali. Ma saranno protagoniste anche testimonianze di chi è già tutore.

Il 20 novembre sarà l’occasione per presentare anche film, video e corti di produzione locale e diffusione nazionale. Sarà proiettato infatti il lavoro prodotto dal Centro Studi Mediterraneo e realizzato dal videomaker aquilano Francesco Paolucci, mentre dopo un buffet conviviale ci sarà spazio per il cortometraggio “Il Guastafeste”, di Giuseppe Tandoi, recentemente premiato a Venezia. Concluderà l’iniziativa la proiezione de “L’ordine delle cose”, di Andrea Segre, apprezzato da pubblico e critica anche nel corso dell’ultimo Festival di Venezia. Prima della proiezione sarà presente via Skype il regista.

Nel corso della giornata informativa sarà distribuito per la prima volta un vademecum esplicativo con il quale si comprenderà meglio l’importanza sociale e il funzionamento del tutore del minore straniero non accompagnato. L’obiettivo delle associazioni coinvolte nell’evento è promuovere la figura anche sul territorio aquilano.

Tribunale per i minorenni d’Abruzzo, 180 Amici, 3e32 / CaseMatte, Abitare insieme, Abruzzo centro internazionale Crocevia, Amnesty International L’Aquila, Auser Abruzzo, Banca Etica, Bibliobus, Biblipaganica Caritas Avezzano, Centro Antiviolenza per le donne – Biblioteca delle donne, Cgil L’Aquila, Circolo Querencia, Cngei L’Aquila, Comitato territoriale Arci L’Aquila, Comunità XXIV Luglio, Comunità minori “Crescere insieme L’Aquila”, Coordinamento Ricostruire Insieme, Genitori si diventa L’Aquila, Migrantes Avezzano, Nati nelle note, Uisp L’Aquila.

Con il patrocinio di Comune dell’Aquila e Ordine assistenti sociali Abruzzo

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