“Oltre le sbarre” a CaseMatte: incontro su 41-bis e detenzione

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Pubblicato il: 18 Giugno 2019

41-bis, divieto di lettura in cella, detenzione e repressione. Se ne parlerà mercoledì 19 giugno (ore 18) nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale di Collemaggio all’Aquila.

Si chiama “Oltre le sbarre” il pomeriggio organizzato da 3e32 / CaseMatte, durante il quale verranno presentati i libri “L’inferno dei regimi differenziati” e “Mi chiamano sbandato“, la campagna Pagine Contro la Tortura e Matricola1312.

Abbiamo voluto organizzare questo incontro in una città come L’Aquila, dove nel carcere Le Costarelle Anna e Silvia, due militanti detenute nella sezione AS2, dal 29 maggio scorso sono in sciopero della fame per protestare contro le condizioni dell’istituto penitenziario aquilano.

Il carcere di Preturo, infatti, è una struttura deputata solo al regime 41-bis, ma da oltre un anno è stata creata una sezione femminile di AS2 (Alta Sicurezza 2) dove le persone detenute avrebbero diritto a un trattamento diverso anche rispetto al 41-bis. Ma l’istituto aquilano non è in grado di differenziare i trattamenti e, di fatto, Anna e Silvia subiscono una carcerazione peggiore rispetto a quella a cui avrebbero diritto.

Per questo ieri un gruppo di militanti anarchici ha occupato la sala Rivera della sede comunale dell’Aquila, e ha calato uno striscione da una gru in Piazza Duomo. Una protesta sostanzialmente pacifica che è riuscita a stimolare un inizio di dibattito sull’argomento in città.

E’ di assoluta importanza infatti che un carcere, dove peraltro si applica un regime di detenzione duro, non sia del tutto isolato dal territorio e la comunità in cui si trova perché solo in questo modo si può contribuire al rispetto dei diritti dei detenuti, la cosa di cui ci importa. Tanto più in una regione in cui vergognosamente ancora manca la figura, presente in tutte le altre regioni d’Italia, del Garante dei detenuti.

Anche per questo domani si sviscereranno questi aspetti, affrontando le complessità senza pregiudizi e partendo dalla condivisione di una critica possibile anche al regime del 41 bis, un regime carcerario così duro da sembrare a molti una sorta di vendetta inconciliabile con uno Stato di diritto e a cui sono sottoposti esseri umani sul nostro territorio e che quindi ci riguarda tutte e tutti.

Nel corso dell’incontro verrà presentato “L’inferno dei regimi differenziati” (Libriliberi Editore). Dietro sigle e numeri si nasconde quello che Alessio Attanasio definisce “L’inferno dei regimi differenziati”, un mondo fatto di divieti, isolamento e limitazioni, progettato e costruito per isolare e costringere “alla resa” il prigioniero.

Alessio Attanasio è un giovane che dal 2002 vive ininterrottamente in regime differenziato. Per la sua azione instancabile fatta di reclami, scioperi e corrispondenza è stato trasferito numerose volte in diverse carceri, completando il giro delle sezioni 41bis del Paese. Contestualmente si parlerà di Pagine contro la Tortura, campagna nazionale contro il divieto di ricevere dall’esterno libri e stampe d’ogni genere nelle sezioni 41bis, alla presenza dei promotori della campagna.

A CaseMatte verranno presentati anche “Mi chiamano sbandato”, il primo libro di Edmond, autore del blog Matricola1312 e dell’autoproduzione “Ho innalzato sogni più alti de ste mura”. Una raccolta di racconti e poesie per abbattere il muro dello stigma sociale. Una testimonianza di lotta e di voglia rivalsa. L’autore, in arte Edmond, ha combattuto a lungo dietro le sbarre. Le sue poesie e i suoi testi in prosa sono diventati prima il cuore del blog Matricola1312, poi reading in giro per l’Italia e infine un libro. Sarà presente una delle ideatrici del blog.

“Il fiore del deserto”: Davide Grasso all’Aquila

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Pubblicato il: 17 Maggio 2019

Si chiama Il fiore del deserto: la rivoluzione delle donne e delle comuni tra l’Iraq e la Siria del nord il libro che verrà presentato sabato 18 maggio (ore 18) nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila.

Il libro è scritto da Davide Grasso, ex combattente nelle milizie che nel 2016 ha preso parte alla lotta contro lo Stato Islamico nella Siria del Nord. L’autore sarà presente all’Aquila per parlarne, in un dibattito organizzato da 3e32 / CaseMatte, Fuori Genere, Link L’Aquila, Uds L’Aquila e Caffè Letterario Aquilano.

L’esperienza di Grasso – già presente a CaseMatte un anno fa per la presentazione di Hevalen – si intreccia con quella di tanti e tante volontari e volontarie che in questi anni hanno contribuito alla causa della rivoluzione curda liberando molte città dall’invasione fascio-islamica dell’ISIS.

La difesa della rivoluzione del confederalismo democratico curdo, che poggia sull’autorganizzazione democratica, l’ecologia, il femminismo e l’anticapitalismo, rappresenta una delle esperienze rivoluzionarie più avanzate e riuscite degli ultimi decenni.

Sabato 18 maggio se ne parlerà con l’autore, recentemente accusato insieme ad altri quattro combattenti, sostenitori e sostenitrici torinesi, di “pericolosità sociale” dalla procura di Torino.

A termine dell’incontro ci sarà un aperitivo sociale di autofinanziamento.

25 Aprile L’Aquila – Festa della Liberazione

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Pubblicato il: 23 Aprile 2019

CENTRO STORICO
>> ore 10:30 piazza Nove Martiri: “Colazione resistente” (ognuno porta qualcosa), sit-in e microfono aperto
>> a seguire camminata con “pensieri partigiani” per il centro storico

Per tutta la giornata mostre sulle Nuove Resistenti a cura di FuoriGenere e sulla storia della Resistenza

CASEMATTE COLLEMAGGIO
>> da ora di pranzo barbecue a disposizione, porta ciccia o verdura da arrostire. A fine pranzo “Amaro Partigiano”
>> ore 16 proiezione nel medialab del docu-film “La bimba col pugno chiuso: La resistenza di Giovanna Marturano” a cura delle ass. Donne TerreMutate, Anpi, Anppia
Ore 17 assemblea aperta “Attraverso il 25 aprile. Liberi di spostarsi, liberi di resistere”

Per tutto il pomeriggio fino a sera a CaseMatte
>> liberation graffiti jam (noi mettiamo a disposizione i pannelli, tu porta le bombolette)
>> laboratorio “antifascismo creativo” con giocolieria e bolle di sapone giganti
>> mini rampa da skate
>> musica: rock e e rap dal laboratorio musicale Cobalto (sala prove di CaseMatte) con Slammer Sound Crew and more
>> Finissage della mostra “Nati alle 3e32” per i 10 anni dalla prima assemblea del comitato

A CaseMatte incontro sulla rotta balcanica dei migranti

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Pubblicato il: 18 Febbraio 2019

Negli ultimi anni migliaia di migranti sono fuggiti da violenze, guerre e fame alla volta dell’Europa, attraverso la rotta balcanica. Su questa via, meno conosciuta rispetto alla rotta libica ma ugualmente insidiosa, in migliaia vengono marginalizzati da un’Europa che preferisce i muri e la morte alla convivenza e all’integrazione dei popoli.

Di questo si parlerà in “Rotte migranti – In viaggio verso l’Europa” giovedì 21 febbraio, alle ore 18, nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila. Al termine dell’incontro ci sarà un aperitivo sociale di autofinanziamento.

Dopo i muri di Orban e l’accordo UE-Turchia la rotta balcanica è mutata, ma le persone continuano a migrare e soffrire, perché le migrazioni hanno contraddistinto la storia dell’umanità e non saranno fermate dalle politiche di contenimento e dalle violenze legittimate dall’Unione Europea.

Come per la rotta libica è tanta la disinformazione, innumerevoli sono le falsità e le strumentalizzazioni. Per questo Anna Clementi e Diego Saccora, due attivisti indipendenti da anni sui luoghi della rotta balcanica con l’associazione “Lungo la rotta balcanica”, hanno deciso di intraprendere un viaggio lungo l’Italia, per raccontare la rotta balcanica attraverso testimonianze, foto, video e mappe. Quella aquilana sarà l’unica tappa abruzzese di “Rotte migranti”.

Con loro ci sarà il fotografo di origini aquilane Danilo Balducci, uno dei fotoreporter italiani più impegnati negli anni sul fronte della rotta, nei campi profughi e sui confini, dalla Grecia alla Bosnia, dove i respingimenti illegali della polizia rendono l’UE responsabile di crudeltà quotidiane commesse contro persone che vogliono solo costruirsi un futuro migliore.

Appuntamento a CaseMatte giovedì 21 febbraio, alle ore 18, con “Rotte migranti – In viaggio verso l’Europa”.

[foto Danilo Balducci]

“Chitarre nel Parco della Luna”: Abate e De Petris in concerto a CaseMatte

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Pubblicato il: 12 Dicembre 2018

Giovedì 13 dicembre sarà una notte invernale di arpeggi, introspezione e poesia nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno del parco di Collemaggio.

Si chiama “Chitarre nel Parco della Luna” la serata, che prenderà il via alle 21:30 e vedrà protagonisti il chitarrista bolognese folk-blues sperimentale Maurizio Abate e il chitarrista aquilano Andrea De Petris.

Maurizio Abate è un chitarrista autodidatta attivo fin dai primi anni 2000 e mosso da una particolare fascinazione per gli strumenti a corda. Arriva all’Aquila nel tour che lo sta portando in tutta Italia, con il suo ultimo album, Standing Waters. L’aria simbolica che si respira nel disco suggerisce un vissuto personale ed universale in cui i pensieri e le percezioni rimangono come avvolti in una eterna ruota cosmica.

L’artista emiliano sarà preceduto dall’esibizione di Andrea De Petris. Oltre che chitarrista classico e compositore, De Petris è anche autore di scritture originali. Ha inventato infatti racconti, sceneggiature, monologhi, fiabe ed ha portato in scena alcune proprie ideazioni teatral-musicali tra le quali: “Venezia trasfigurata”, “La Coscienza Cosmica”, “Cos’è un uomo per cui Tu te ne curi”, “Incubi e Succubi”.

Una rilassante serata nel parco di Collemaggio, che da più di nove anni 3e32 / CaseMatte difende dal degrado urbano e dall’abbandono colpevole delle istituzioni.

Da anni infatti, insieme ad altre associazioni, abbiamo proposto alla città il Parco della Luna, una cittadella dell’aggregazione sociale, della cultura e del benessere di comunità, che ad oggi ancora non sembra interessare all’amministrazione.

“Chitarre nel parco” è uno dei modi per continuare ad affermare la socialità come strumento aggregativo giovanile, in un parco bellissimo ignorato dalle istituzioni.

Torna Collemagico: il parcogiochi vagante a CaseMatte il 3 agosto

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Pubblicato il: 2 Agosto 2018

Dopo il successo di due anni fa, torna Collemagico a CaseMatte, lo spazio sociale nel Parco di Collemaggio all’Aquila. Venerdì 3 agosto, dalle ore 18 e fino a sera, laboratori, spettacoli, danza e teatro in una serata organizzata da 3e32 / CaseMatte e Brucaliffo, con gli artisti e le artiste di Le Fucine Vulcaniche di Bologna.

Dalle ore 18 ci saranno laboratori creativi, giocoleria, orchestrina partecipata, trampoli e bolle di sapone. Dopo un aperitivo di autofinanziamento, alle ore 21 via agli spettacoli di fuoco, teatro luci, ombre e gestualità, acrobazie aeree e musica.

Collemagico è l’arte di strada nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, colpevolmente abbandonata da tutte le istituzioni. Un parco bellissimo, nel centro città, che 3e32 / CaseMatte anima da nove anni insieme a pochi altri soggetti, e nell’indifferenza delle amministrazioni.

Appuntamento il 3 agosto, dalle ore 18, nello spazio sociale di CaseMatte.

Proiezione “Binxêt – Sotto il confine” alla presenza del regista

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Pubblicato il: 17 Luglio 2018

Mercoledì 18 luglio presso lo spazio sociale di CaseMatte nel parco di Collemaggio si terrà la proiezione di Binxêt – Sotto il confine il film-documentario di Luigi D’Alife con la voce di Elio Germano.

L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista e dibattito.

“Binxêt – Sotto il confine” è il primo documentario che racconta, con immagini esclusive, la condizione del popolo curdo che subisce la violenza dell’esercito turco in Kurdistan su uno dei confini più caldi del Mondo, quello che divide la Siria dalla Turchia.

E’ un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo i 911 km del confine turco-siriano. Da una parte l’ISIS, dall’altra la Turchia di Erdogan. In mezzo il confine ed una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica.

E’ su questa striscia di terra che si sta giocando la partita più importante; la battaglia contro daesh, il controllo e la chiusura del confine su sui si basa l’accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva ed autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all’idea di essere diviso dai confini, storie di uomini, donne e bambini che sono l’immagine del non arrendersi.

https://www.facebook.com/binxetsottoilconfine/
https://www.openddb.it/film/binxet-sotto-il-confine/ (ON DEMAND)
http://www.movieday.it/movie/index?movie_id=1047 (AL CINEMA)
http://www.binxetsottoilconfine.net/

Capovilla del “Teatro degli orrori” a Follie d’estate con lo spettacolo “Interiezioni”

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Pubblicato il: 28 Giugno 2018

Nell’ambito del Festival “Follie d’Estate” in corso nell’Ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio, sabato 30 giungo alle ore 22:30, CaseMatte/3e32 è lieta di presentare “Interiezioni” spettacolo meta-teatrale in bilico fra poesia e sperimentazione musicale, da un’idea di Pierpaolo Capovilla, voce del Teatro degli Orrori e il maestro Paki Zennaro, compositore e storico collaboratore di Carolyn Carlson.

Interiezioni, secondo le parole degli stessi autori, è “rapina poetica e fuga a gambe levate dagli orrori dell’ideologia psichiatrica, la follia e il suo doppio. La stigmatizzazione sociale, l’esercizio del potere statuale sul corpo vivo dell’individuo. La follia, intesa come disperato rifiuto del soggetto a conformarsi alle circostanze storiche, sociali e culturali in cui sopravvive”.

I testi della rappresentazione sono tratti da “Succubi e Supplizi”, che Antonin Artaud scrisse nel 1946 fra un elettroshock e l’altro, nel manicomio di Rodez. Coniugando il verso doloroso e collerico, commovente e straziante di Antonin Artaud con l’irriverente e dissacrante interpretazione di Capovilla, “Interiezioni” ambisce a riscoprire l’autore sotto una luce nuova, contemporanea e sperimentale, arbitraria nella forma ma intimamente coerente con il contenuto poetico, che viene liberato dalla prigionia della pagina scritta, per librarsi nell’evocazione enunciativa, nel qui e ora, in una ricontestualizzazione che ambisce ad essere narrazione critica dell’oggi.

Pierpaolo Capovilla, già protagonista di numerosi altri progetti metateatrali, fra i quali “Eresia”, da Majakovskij, e “La Religione del mio Tempo”, di Pier Paolo Pasolini, questa volta volge lo sguardo verso i temi della follia e dell’ideologia psichiatrica, della rivolta e dell’emancipazione dall’insondabile solitudine del singolo di fronte alla forza prevaricatrice e omicidiaria della società moderna, promettendo al pubblico che vorrà assistervi emozioni, batticuori, lacrime e turbamento. Un evento nel segno della grande poesia del novecento, rivisitata nello spirito della contemporaneità.

A CaseMatte film sullo sfruttamento dei migranti nei campi e incontro con il regista

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Pubblicato il: 18 Giugno 2018

Si chiama “The Harvest” il docufilm che verrà proiettato all’Aquila mercoledì 20 giugno, nello spazio sociale di CaseMatte, parco di Collemaggio. L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista Andrea Paco Mariani.

The Harvest rappresenta un documento importante sulla condizione dei migranti sikh che lavorano nei campi dell’Agro Pontino laziale, quelli da cui proviene la stragrande maggioranza della frutta che arriva sulle tavole all’Aquila e nel centro Italia.

La storia di Gurwinder è rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento: un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare, senza pause, attraversa oggi l’Italia intera. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole; chiamano padrone il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l’ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e “allontanamenti” facili per chi tenta di reagire.

The Harvest racconta tutto questo: la vita delle comunità Sikh stanziate stabilmente nella zona dell’Agro Pontino e il loro rapporto con il mondo del lavoro. I membri di queste comunità vengono principalmente impiegati come braccianti nell’agricoltura della zona. Gli episodi di sfruttamento (caporalato, cottimo, basso salario, violenza fisica e verbale) sono stati rilevati in numerosi casi, quasi sempre da associazioni che operano sul territorio locale. A fianco di questi fenomeni è inoltre cresciuto in maniera esponenziale l’uso di sostanze dopanti per sostenere i faticosi ritmi del lavoro nei campi.

Non proprio una “pacchia”, insomma, a differenza di come il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito ultimamente la vita in Italia dei migranti. La cieca e propagandistica follia di un politico squilibrato e pericoloso, che abbiamo già contestato nella sua ultima visita all’Aquila, e che continueremo a contrastare ad ogni occasione, anche con la proiezione di film come The Harvest, lavoro che ha vinto premi ed è stato presentato già in festival internazionali in Italia, Argentina, Polonia e India.

L’appuntamento è per il 20 giugno, dalle ore 20, a CaseMatte.

Il 20 maggio giornata dedicata alla Palestina, con pranzo e testimonianze dai territori occupati

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Pubblicato il: 17 Maggio 2018

Si chiama “Missione Palestina” la giornata dedicata al popolo palestinese organizzata da 3e32 / CaseMatte per domenica 20 maggio a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila.

Nel corso della giornata sarà servito un pranzo palestinese (ore 13:30, prenotazione obbligatoria inviando un messaggio a CaseMatte L’Aquila su Facebook entro venerdì 18 maggio), alle ore 16 vi sarà la testimonianza del gruppo “Dottor Clown Italia”, partito lo scorso 22 aprile per la sua sesta missione in Israele e Palestina, e a seguire uno spettacolo di fuoco e di clown per adulti, bambini e bambine.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della loro esperienza durante la missione internazionale partita recentemente per la Palestina: Evaristo Giovanni Arnaldi in arte “Dottor Baristo”, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin in arte “Olga del Volga” di Dottor Clown Italia e della prossima ventura “Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, concettualmente ideata appena dopo il terremoto dell’Appennino centrale di due anni fa. Entrambi “Clown di Contatto” in corsia da quasi venti anni, parleranno delle loro impressioni e della situazione vissuta in Palestina, terminando il pomeriggio con brevi spettacoli di clownerie e magia.

La giornata di solidarietà per la Palestina è organizzata a seguito degli ennesimi estenuanti giorni bui vissuti dalla popolazione di Gaza, massacrata dall’esercito israeliano che – in occasione di una manifestazione al confine – ha sparato sulla folla causando decine di morti e migliaia di feriti. Il silenzio della Comunità internazionale, delle istituzioni italiane e l’indifferenza delle popolazioni occidentali è inaccettabile. Israele non rispetta alcuna risoluzione ONU e la Palestina sta subendo un vero e proprio genocidio. Informarsi, informare e non restare indifferenti è un dovere.

Il menu del pranzo (anche per vegetariani, costo approssimativo 10€, termine prenotazione venerdì 18 maggio):
– Antipasto di hummus (ceci e variante ai fagioli)
– Pasta con Baba Ghanoush/Mutabba (crema di melanzane)
– Dawali (foglie di vite ripiene di riso ed uvetta)
– Pasticcio di spinaci e formaggio tipo feta
– Zatziki e verdure
– Basboosa (dolce a base di semolino, cocco e mandorle)

 

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di Thea Valentina Gardellin – Fu Dario Fo, nel lontano 1999, a portare Patch Adams in Italia. Non era la prima volta che Patch s’avvicinava agli Italiani per parlare loro della comicoterapia, ma Dario e Franca ne avevano catturato l’essenza, l’anima di un’attività che presto sarebbe giunta non solo nelle corsie degli ospedali ma anche nelle case di riposo, nelle prigioni, nei terremoti e nelle zone di guerra. Lui e Franca, con la loro arte giullare e con il teatro impegnato, avevano ben pensato che fosse necessario, in tutta questa strana follia chiamata umanità, distrarre le persone dalla quotidianità, regalando loro un mondo di fantasia. Indistintamente, adulti e bambini, coinvolti dai sorrisi e dagli abbracci dei Clown di Corsia.

Vi sono due tipi di Clown (premesso che non sono professionisti, sebbene abbiano alle spalle corsi di formazione specifica, laboratori e workshop di teatro, di clownerie, di giocoleria e di formazione psicologica nell’emergenza, soprattutto indirizzati al tipo di Clown che essi desiderano diventare o che il destino li porterà ad essere).

Il primo Clown, dal trucco più acceso e dagli abiti sgargianti, è quello che gioca con le bolle di sapone e con le arti magiche, che usa le carte, i palloncini, gli attrezzi di giocoleria e il suo naso rosso per entrare in contatto con chi ha davanti. Il secondo Clown (dal trucco più lieve e dai colori più tenui) agisce più in profondità. E’ quello che cerca, attraverso il contatto, di sfiorare le emozioni e gli stati d’animo altrui.

Un Clown, indipendentemente dal suo “ordine”, interviene sempre in punta di piedi. A passo sicuro ma silenzioso come la brezza in un campo di grano. Chiede il permesso, chiede sempre il permesso prima di agire, perché senza permesso, il Clown non fa.

La sua posizione, sia essa in una corsia oppure in una zona di guerra, rimane invariata. Guarda e ascolta: poi chiede il permesso per intervenire.

La maschera del Clown si costruisce con gli anni, il trucco varia e si modifica e mano a mano che passa il tempo tende ad essere sempre più essenziale. Il nome (come ogni essere umano, anche il Clown ha un nome) lo usa per presentarsi e per proteggersi dai dolori altrui. Il camice, per codice deontologico, deve sempre essere pulito e stirato, perché è così che può garantire l’accoglienza, soprattutto nel contatto. Sembrerà strano, ma è così. Seppure anarchico e libero nello spirito, il Clown ha delle regole precise da seguire.

Solitamente non interviene da solo. Come il Clown bianco ed il Clown augusto, anche il Clown di Corsia necessità di un alter ego che sappia interagire e sorreggere laddove vi sia necessità.

Negli ospedali e nei luoghi di cura, nelle case di riposo, agisce per ridurre il dolore fisico e quello della dipartita. Non lascia sole le persone e ne raccoglie preoccupazioni e lutti. Nelle prigioni accompagna i bambini a trovare i genitori, prendendoli per mano senza far recepire ai piccoli visitatori d’essere in un contesto dalle pareti grigie e le sbarre di ferro. Nei terremoti e nelle guerre accoglie – l’unica cosa che sa forse veramente fare nei terremoti e in guerra: far sentire le persone meno sole e, soprattutto, non dimenticate.

Vi sono alcuni Clown di Corsia famosi per aver esercitato la loro “arte” diversamente. Sono, come citato prima, Patch Adams, che, oltre ad essere stato un Clown, ha fondato in Virginia un ospedale, Il Gesundheit Institute, che garantisce cure mediche gratuite a chiunque ne abbia bisogno; Miloud Oukili che portò il Clown nelle fognature della città di Bucarest dove prese per mano i bambini, figli del terremoto e di Ceausescu, dediti spesso anche alla prostituzione per la sopravvivenza; Caroline Simonds che introdusse i Clown negli hospice e nell’accompagnamento alla morte.

Potrà sembrare impossibile o forse persino contraddittorio inserire un naso rosso in contesti tetri o luttuosi, ma è così che un Clown ribalta la situazione. È così che manifesta il suo essere giullare, con l’affrontare di petto, o meglio di naso, ciò che sa di paura, per trasformarlo in poesia.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della missione internazionale Israele-Palestina alla quale il Presidente della Repubblica Italiana conferì medaglia (forse per il coraggio, forse per la follia, questo non lo sapremo mai): Evaristo Giovanni Arnaldi, in arte ‘Dottor Baristo’, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin, in arte ‘Olga del Volga’, di Dottor Clown Italia e della prossima ventura Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga, realtà ideata concettualmente appena dopo il terremoto di Amatrice. Entrambi Clown di Contatto, entrambi in corsia da su per giù 19/20 anni. Parleranno delle loro esperienze e delle loro impressioni circa la situazione in Palestina, e termineranno il pomeriggio con piccoli spettacoli di clownerie e di magia.

È doveroso ricordare che Evaristo e i suoi Clown furono presenti nel territorio Aquilano sin dal terremoto del 2009 e che il destino, in qualche modo, ha riportato qui anche Thea.

Alcuni film interessanti da vedere: sicuramente Patch Adams di Tom Shadyac con Robin Williams; Clownin’ Kabul, docufilm di Enzo Balestrieri e Stefano Moser girato in Afghanistan nel 2002, durante una missione Clown; e, infine, Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, che narra la storia di Oukili.

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