IL NOSTRO VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE “NO TERREMOTO FISCALE”

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Pubblicato il: 15 aprile 2018

NO ALLA RESTITUZIONE DELLE TASSE

CONTRO QUESTA EUROPA E I GOVERNI CHE L’HANNO SOSTENUTA

PER NUOVE MOBILITAZIONI, PER OTTENERE UNA RICOSTRUZIONE SOCIALE ED ANTI SISMICA, DIRITTI, REDDITO E LAVORO

PER UNA CITTà UNITA E SOLIDALE

Il movimento dei Comitati cittadini portò nel 2010 in piazza migliaia di persone sul tema della restituzione delle tasse pagando le dure proteste anche con numerosi processi a suo carico. In continuità con quel movimento ci sentiamo di dire la nostra anche su questo nuovo capitolo nell’anno 2018.
Un momento difficilissimo per la città, in cui chiedere ad alcune attività produttive la restituzione degli sgravi fiscali – ottenuti per un breve periodo dopo il terremoto del 2009 – è un atto folle e scellerato che però ben corrisponde ai comportamenti dei burocrati europei aiutati da quelli italiani che hanno commesso i loro errori per arrivare a questa situazione.
In tal senso non possiamo non notare l’ipocrisia di chi oggi si contrappone alla restituzione delle tasse attaccando l’Europa, ma fa parte degli stessi partiti che, governando negli ultimi nove anni, hanno sostenuto le sue politiche e causato quindi questa situazione.
Ma più in generale va ribadito con forza il fatto che di manifestazioni all’Aquila andrebbero fatte spesso per molte altre questioni di altrettanta importanza come la mancata ricostruzione antisismica delle scuole, di tutti i luoghi pubblici e delle frazioni dell’Aquila.
In una situazione economica che, tasse o non tasse, vede la ricchezza della ricostruzione rimanere solo in poche tasche senza esser rimessa in circolazione e avere le dovute ricadute sociali.
In un contesto in cui, tasse o non tasse, non c’è lavoro e dove la disoccupazione giovanile è ad un livello allarmante. In cui, restituzione delle tasse o meno, si continua a licenziare e non avere praticamente nessuna prospettiva lavorativa e di “sviluppo” del territorio.
Un contesto in cui di fronte una situazione sociale drammatica non si riescono a mettere in campo, da parte delle amministrazioni, le dovute politiche, a partire anche dalle cose più banali come strade, marciapiedi e trasporto pubblico e dove la ricostruzione continua in modo totalmente frammentato e senza un progetto d’insieme valido.
Facciamo allora un appello ad andare oltre il solo tema della restituzione delle tasse e riprendere le mobilitazioni per una ricostruzione sociale che rivendichi diritti, lavoro e reddito in una città solidale che sappia opporsi alle attuali fascinazioni verso un ritorno all’indietro dal punto di visto culturale, sociale e politico che, se proseguirà, creerà il peggiore dei danni.

LINK MEDIA SOCIALE https://www.spreaker.com/user/mediasociale/puntata-manif
Ascolta “No Terremoto sociale – Parliamo della manifestazione “No Tasse” del 16/4/2018 all’Aquila” su Spreaker.

Lettera ai romani da L’Aquila: Bertolaso, non ti vergogni neanche un po’?

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Pubblicato il: 22 febbraio 2016

berto&gabriCari romani,

con questa lettera vorremo cercare di raccontarvi brevemente tutti i danni, le speculazioni e le ingiustizie che ha causato Guido Bertolaso sul nostro territorio: L’Aquila.

Menzogne. Il 30 marzo 2009, una settimana prima del terremoto, Bertolaso organizza a L’Aquila la commissione Grandi Rischi. “Un’operazione mediatica”, come la definisce lui stesso nelle intercettazioni, con lo scopo di “tranquillizzare la popolazione”. Per effetto di questa “operazione” molte persone sono rimaste serene nelle proprie case la notte del terremoto. Bertolaso è attualmente sotto processo con l’accusa di “omicidio colposo plurimo”, mentre il suo vice Bernardo De Bernardinis è già stato condannato in via definitiva. Dopo il terremoto, le menzogne hanno continuato ad essere protagoniste: dalla grottesca idea del G8 – che ha avuto il solo merito di blindare la città e far costruire due inutili strade – alla favola “dalle tende alle case”.

Repressione. Fin da subito dopo il terremoto, Bertolaso, commissario per l’emergenza, ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione, vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre città e in altre regioni, e reprimendo ogni tipo di protesta, grazie alla complicità del prefetto e vice commissario Franco Gabrielli (poi suo successore a capo della protezione civile e ora Prefetto di Roma – guarda un po’!). Era vietato discutere del futuro della propria città o paese e fin dalle prime ore dopo il terremoto il territorio è stato completamente militarizzato. Si arrivò anche al paradossale sequestro delle carriole utilizzate per le proteste.

Speculazione. Con le palazzine del Progetto Case e le sue 19 “new town” Bertolaso ha sostanzialmente contribuito alla devastazione del territorio aquilano, occupando circa 460 ettari fuori città (più dell’estensione del centro storico aquilano) e favorendo, grazie alla deroga sugli appalti dovuta all’emergenza, le imprese che hanno costruito tali alloggi ad un costo intorno ai 3mila euro a metro quadro. La Protezione Civile è arrivata perfino ad utilizzare isolatori sismici non collaudati e difettosi (forniti dalla fondazione Eucentre di Gian Michele Calvi), dal costo gonfiato, per cui Mauro Dolce, in qualità di responsabile del procedimento di realizzazione del Progetto Case è stato condannato. Ovviamente sia Calvi che Dolce facevano parte del Dipartimento dei Protezione Civile ed erano vicini a Bertolaso. Anche qui viene da chiedersi dove fosse l’allora prefetto Gabrielli, che aveva il compito di vigilare sulla legalità della ricostruzione. Dopo 5 anni in alcuni di questi Progetti Case antisismici sono crollati i balconi e senza che ci fosse bisogno di un terremoto.

Ipocrisia. Bertolaso aveva creato un modello di Protezione Civile, a servizio del Governo Berlusconi, teso a nascondere dietro la propaganda mediatica le grande speculazioni, come quella di Anemone e Balducci (entrambi già condannati). E’ successo a L’Aquila, nell’emergenza rifiuti in Campania, per i lavori del G8 alla Maddalena, per i mondiali di nuoto proprio a Roma, e in molti altri casi. Era una prassi talmente collaudata che Bertolaso ha perfino cercato di trasformare la Protezione Civile in una S.p.A.! Solo le proteste dei movimenti, in primis di noi terremotati, sono riuscite a scongiurare una simile follia.

Potremmo continuare per ore. Sembra incredibile che la Protezione Civile abbia subito una simile deriva, piegandosi ad interessi affaristici e politici, e ancora più grave facendosi scudo dell’impegno e del lavoro di tanti volontari. Purtroppo questa gente non conosce dignità, come dimostra il fatto che Bertolaso sia oggi candidato a sindaco di Roma e Gabrielli ne sia già Prefetto!

Il nostro è un appello ai romani (e a tutta Italia), questi personaggi appartenenti alla classe politica, che si definiscono come “tecnici” o “bipartisan” in realtà nascondono la peggiore politica, quella che da anni antepone l’interesse dei poteri economici che distruggono e speculano sui nostri territori, a quelli delle comunità che li vivono. La candidatura di Bertolaso per l’amministrazione della Capitale si inserisce dunque a pieno titolo in un trend di lungo e rodato corso.

La questione è indipendente dall’effettiva vittoria, o anche solo dalla concreta competizione elettorale a cui egli prenderà o meno parte. Anzi, l’appeal bipartisan dell’ex capo del Dipartimento della Protezione Civile è indicativo di un metodo di gestione della cosa pubblica, e delle emergenze in particolare, che ha assunto negli
ultimi due decenni una portata sistematica e apparentemente incontestabile nel nostro Paese. Questo metodo si basa, appunto, sulla limitazione temporanea dei diritti civili (e non solo), in contesti in cui l’eccezionalità della situazione (catastrofi naturali, disastri ecologici, grandi eventi, ecc.) viene evocata come condizione sufficiente per un esercizio non convenzionale degli strumenti di controllo, di sicurezza e di repressione a disposizione. La generalizzazione e l’estensione indiscriminata di questo metodo è dunque, senza alcun dubbio, una delle forme attuali, se non la principale, del totalitarismo.

In altri tempi esso si presentava con l’aspetto del dittatore e della violenza dichiarata (e per questo, più facilmente identificabile dal punto di vista della lotta politica). Oggi ha la faccia apparentemente innocua del burocrate e dell’operatore di soccorso: in una parola, del tecnocrate – ma la sostanza, non cambia.

Bertolaso, ma non ti vergogni neanche un po’?

3e32 / CaseMatte – Appello per L’Aquila – Link Studenti Indipendenti L’Aquila – Unione degli Studenti L’Aquila – Legambiente L’Aquila – Asilo Occupato L’Aquila

L’unica grande opera è la ricostruzione dei nostri territori. Utilizziamo i soldi del TAV per ricostruire L’Aquila

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Pubblicato il: 24 ottobre 2013

casematte-notavDopo il nostro comunicato sul Tav che tanto ha fatto discutere anche in Val di Susa, il consigliere comunale di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare invita il presidente della Comunità Montana della Val di Susa Sandro Plano a un confronto proprio a L’Aquila. L’unica grande opera è la ricostruzione dei nostri territori. Questo il testo della lettera di invito:

Caro Presidente Sandro Plano,
abbiamo letto con interesse la tua denuncia sulla mancanza di fondi nella legge di stabilità per la ricostruzione dei territori dell’aquilano colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Tra le nostre montagne e la vostra valle, del resto, si è ormai da tempo instaurata una sincera solidarietà, testimoniata dalla vostra presenza alla manifestazione nazionale svolta all’Aquila nel novembre 2010 e dalla partecipazione di cittadine e cittadini abruzzesi a molte delle vostre iniziative.
Ci accomuna, credo, la visione che, nella destinazione delle risorse, un Paese che voglia dirsi civile non possa rinunciare alla salvaguardia del territorio e al confronto continuo con la popolazione che ne è custode.
Invece, la legge di stabilità in discussione assegna risorse insignificanti alla messa in sicurezza del territorio dai rischi sismici e idrogeologici, insufficienti anche solo per dare avvio a politiche serie di prevenzione.
Noi crediamo che sia assolutamente necessario intervenire prima che le
disgrazie accadano: con una regolare attività di ripristino e tutela, si creerebbero posti di lavoro stabili e utili, con la prevenzione si risparmierebbero risorse e, soprattutto, tante vite. E’ la nostra storia che ci impone questa battaglia: mai più come a Gianpilieri, mai più come L’Aquila.
La storia stessa ci chiama alla sfida della ricostruzione, una ricostruzione che vorremmo sicura, equa e partecipata, ma che, dopo più di quattro anni,
stenta ancora a partire.
Al di là delle responsabilità locali, che sarebbe poco onesto occultare, un dato di fatto incontrovertibile è che nella legge di stabilità sono stanziati zero euro di nuove risorse per la ricostruzione dei nostri territori. Significa decretare la morte delle nostre città, lo spopolamento inesorabile con l’esodo dei nostri ragazzi, la certezza amara per i nostri anziani di non rivedere la propria casa.
Significa decretare che nel nostro Paese è passata la cultura di un federalismo becero ed egoista a fronte di quella di una comunità solidale.
Crediamo che questo sia inaccettabile per tutti quelli che lottano per la tutela dei beni comuni, imprescindibile dalla partecipazione attiva delle comunità locali.
Lo Stato che già ci ha “invaso” con le cricche di affari vicine a Guido Bertolaso, calpestando la volontà popolare e infliggendo ferite profonde al nostro territorio, oggi continua a ignorare le nostre istanze.
Un meccanismo che voi ben conoscete e che combattete da anni con tenacia. Perché non è possibile devastare un territorio, infischiandose delle cittadine e dei cittadini che vi abitano e inseguendo un modello di sviluppo di cui l’attualità sta ormai decretando la sconfitta.
L’unica grande opera necessaria è la messa in sicurezza di tutti i territori.
Anche noi chiediamo che le risorse per il Tav in Val di Susa e l’acquisto degli F-35 siano destinate alla prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, ai precari, alla
scuola, a una ricostruzione sicura e partecipata dei nostri centri.
Per questo sarebbe per noi un onore ospitarti nella nostra terra accompagnato dai sindaci della comunità montana che rappresenti. Sarebbe un segnale per tutta la politica: due territori devastati per diverse ragioni, ma uniti nella consapevolezza che solo con la partecipazione e la condivisione delle scelte si possono cambiare le cose, che le lotte hanno un respiro comune e solidale quando si tratta di rispetto dei territori e delle popolazioni che li abitano.

Quali assicurazioni per l’ospedale di L’Aquila?

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Pubblicato il: 5 maggio 2011

La video inchiesta sull’ospedale di L’Aquila a due anni dal sisma.

  

Quali assicurazioni sull’ospedale dell’Aquila?

A più di due anni dal sisma l’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, già al centro di un’inchiesta per i crolli che lo hanno interessato, è solo parzialmente agibile. Eppure grazie all’ex direttore della Asl dell’Aquila Roberto Marzetti, l’ospedale era una delle pochissime strutture pubbliche nel capoluogo abruzzese assicurate contro i terremoti. Il che, dopo i crolli, lasciava spazio ad un certo ottimismo.

Ma partiamo da lontano. Attraverso i meccanismi dello spoil sistem Roberto Marzetti, alla fine del 2009, viene rimosso dalla giunta Chiodi. Giancarlo Silveri, 67 anni, ex democristiano, già assessore al bilancio del Comune di L’Aquila nel 2007 durante l’ultimo mandato del sindaco di centro-destra Biagio Tempesta, viene nominato commissario per la discussa unificazione delle due Asl provinciali (L’Aquila e Avezzano-Sulmona). Subito dopo, nel dicembre 2009, diventa Direttore Generale della nuova Asl unificata.

Silveri sceglie di non impegnare i 47 milioni di euro provenienti dal rimborso assicurativo nella ricostruzione dell’ospedale. Cifra che finisce per ripianare il debito contratto dalla Asl a causa della mobilità passiva provocata dal sisma e dal cosiddetto codice “T09”, stabilito per esentare i terremotati dal pagamento del ticket all’indomani del terremoto. Il 9 aprile 2009, infatti, viene promulgata dal commissario ad acta per il rientro del debito sanitario regionale abruzzese Gino Redigolo la Deliberazione n. 23/09, che permette ai terremotati abruzzesi di non pagare a tempo determinato il ticket sanitario. In questa delibera regionale non si accenna alla copertura finanziaria, necessaria per il rientro ordinario dall’eccezionalità dell’utilizzo diffuso all’interno del Cratere del codice “T09”. Di fatto, come affermerà Silveri durante una recente assemblea cittadina, la “copertura finanziaria” è stata l’assicurazione per i beni immobili della Asl. L’esenzione dal pagamento del ticket, concessa ai terremotati all’indomani del 6 Aprile 2009, è stata dunque pagata con il premio assicurativo.

Silveri sostiene invece che i finanziamenti necessari alla ricostruzione delle parti danneggiate del San Salvatore proverranno dall’articolo 20 della legge 77/1988, la quale prevede finanziamenti annuali da parte del Governo Centrale alla Conferenza delle Regioni al fine di migliorare l’edilizia e le tecnologie sanitarie. Tale legge stanzia finanziamenti alle Regioni in base alle esigenze e alle condizioni di ogni singolo presidio ospedaliero.

Dopo il sisma, in virtù di una rimodulazione della legge (stabilita nel decreto Abruzzo), vengono destinati 35 milioni di euro all’Ospedale dell’Aquila. Il finanziamento, non ancora erogato, è destinato a “lavori di ripristino strutturale e funzionale” del Presidio Ospedaliero aquilano. Eppure, dopo un iniziale intervento di consolidamento, le strutture dei cosiddetti delta medico e chirurgico vedono i lavori fermi da un anno e mezzo e versano in uno stato di incredibile abbandono.

Rimane comunque un dato di fatto: se i soldi dell’assicurazione, disponibili molto prima di quelli stabiliti dalla rimodulazione dell’articolo 20 della legge 77/1988 (i 35 milioni sono stati finanziati ma non ancora erogati), fossero stati utilizzati per la ricostruzione dei delta lesionati dal sisma, oggi constateremmo una situazione nettamente diversa. Interi reparti infatti, come Anatomia Patologica, Maxillo Facciale e Oculistica, ospitati prima del sisma all’interno dei suddetti Delta operano ancora oggi all’interno di container, tra mille difficoltà, in condizioni di incredibile precarietà, e in strutture definite “provvisorie”, come quella montata in occasione del G8.il reparto di anatomia patologica ancora nei container

Questa situazione provoca naturalmente numerosi disservizi. Per esempio, nel reparto di neonatologia, le partorienti tra la 26esima e la 36esima settimana devono essere per lo più trasferite in altri ospedali, anche attraverso costosi e pericolosi viaggi in elicottero verso Pescara o Campobasso.

Tanti dubbi permangono su una questione così spinosa come quella del presidio ospedaliero aquilano. Al di là della rimodulazione dell’ articolo 20 della legge 77/1988, che di certo non nasce per la ricostruzione, cosa prevedono il governo centrale e quello regionale per l’ospedale dell’Aquila? Perché dopo due anni l’ospedale è ancora in piena emergenza? Cosa accadrebbe se domani a L’Aquila ci fosse di nuovo un’emergenza sismica? La Regione è più attenta a rientrare nel disavanzo del settore sanitario, piuttosto che alla ricostruzione dell’ospedale del capoluogo a seguito di un terremoto? Non basta cercare le domande giuste, è vitale trovare le risposte.

Cronologia di una storia post-sismica

6 aprile 2009 – Il terremoto danneggia notevolmente alcune parti del P.O. San Salvatore, tra cui i Delta Medico e Chirurgico;

9 aprile 2009 – Viene promulgata la DG 8/47, che introduce il cosiddetto codice “T09”;

Agosto 2009 – E’ stabilito che i proventi dall’assicurazione sui beni immobili della Asl aquilana vengano utilizzati per la ricostruzione dei delta danneggiati dal sisma. I cantieri si fermeranno dopo poche settimane;

Settembre 2009 – Il Direttore Generale della Asl di L’Aquila Roberto Marzetti viene rimosso dall’incarico; contestualmente, Giancarlo Silveri diventa commissario per l’unificazione delle due Asl provinciali;

Dicembre 2009 – Giancarlo Silveri diventa Direttore Generale della nuova Asl unificata L’Aquila-Avezzano-Sulmona;

Maggio 2010 – Con una rimodulazione dell’articolo 20 della legge 77/1988 vengono destinati 35 milioni di euro a lavori di ripristino delle parti danneggiate del San Salvatore;

11 dicembre 2010 – Gianni Chiodi diventa Commissario ad acta per il rientro del debito sanitario regionale abruzzese;

18 aprile 2011 – Il Consiglio Comunale di L’Aquila approva quasi all’unanimità un odg urgente sull’ospedale, in cui si chiede che i proventi dell’assicurazione vengano impiegati per la ricostruzione dei delta lesionati dal sisma. Inoltre si auspica che il Governo, nella forma della Protezione Civile, rimborsi le spese della Asl a causa dell’esenzione procurata dal codice “T09”.

05/05/2011

La zona rossa

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Pubblicato il: 15 aprile 2011

Le nostre incursioni nelle zone rosse dell’Aquila.

E’ più leggittimo istituirle o violarle? La zona rossa non esiste.

 

 

 

 

 

Aprile 2011: un giro in zona rossa da Piazza Duomo a Piazza S. Pietro, per scoprire il miracolo aquilano a 2 anni dal terremoto…

  
Gennaio 2011: un tour nel centro storico, fra ricostruzione ferma e macerie. La prima streetview della Zona Rossa.

 
Dicembre 2010: La zona bianca

Question Time con le istituzioni: Case E e Centri Storici

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Pubblicato il: 21 ottobre 2010

21 Ottobre 2010 CaseMatte Collemaggio

Visti i ritardi e la confusione che regna nel mondo sospeso dei proprietari di casa classificata E o nei centri storici, i comitati ed i cittadini in questo incontro pongono alle istituzioni delle domande, nella speranza di ottenere delle risposte.


1) Perché è bloccata la ricostruzione delle E fuori e dentro i centri storici? 2) Nel caso di demolizione dell’edificio il contributo sarà sufficiente alla ricostruzione? 3) I progetti che sono già stati presentati possono essere modificati? 4) Fatta eccezione degli aggregati perchè per il resto non si parla di ricostruzione del centro storico?

1) Che fine hanno fatto i cunicoli intelligenti? Non è urgente costruirli ora, ancora in assenza di cantieri? 2) Piano di ricostruzione per centri storici e frazioni: serve realmente in tutti i casi? 3) Aggregati: come verranno ristrutturati? 4) Case E: se fra riparazione e abbattimento+ricostruzione tempi e costi sono gli stessi, perchè le richieste di abbattimento non vengono accettate e viene chiesta l’integrazione economica da parte dei cittadini? 5) Nei costi a mq rimborsati è compreso il costo di rimozione e smaltimento delle macerie? 6) Quanto è l’importo a mq che verrà rimborsato per le case diverse dalla 1a? 7) L’indennizzo sarà uguale al danno? 8) Gli ordini e le istituzioni sono pronti a pretendete che nella struttura tecnica di missione vengano integrati tecnici aquilani competenti? 8) Il comune è disposto ad impugnare la nomina di Cicchetti?

1) La cittadinanza è pronta per un dissenso collettivo contro i decreti che portano alla “ricostruzione del rattoppo”? 2) Cosa deve fare chi ha presentato il progetto prima dell’uscita del prezziario aggiornato? 3) E’ possibile semplificare le procedure burocratiche per la ricostruzione? 4) E’ possibile creare uno sportello unico?

1) Scadenze presentazioni progetti: se è un indennizzo non dovrebbe esserci scadenza, visto che è un diritto?

Confronto pubblico con le istituzioni: ricostruzione e territorio

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Pubblicato il: 12 ottobre 2010

L’Aquila 8 Ottobre 2010 – CaseMatte Collemaggio

La ricostruzione dell’Aquila non può essere ridotta ad una questione meramente edilizia, ricostruire una città va ben oltre: significa re-immaginarla, capire di cosa questa generazione e le future vivranno, significa interrogarsi sui modelli di produzione e di consumo
E’ possibile immaginare un futuro per la nostra città che si basi sulla capacità di valorizzare l’ambiente in quanto “elemento distintivo” del territorio, garantendo al contempo la tutela ed il rinnovamento delle risorse naturali e del patrimonio?


Video1: in questo video interventi di: Mattia Lolli (Comitato 3e32) introduzione al convegno, Ettore Di Cesare richiesta di chiarimenti sui limiti di spesa delle case E ed sui problemi relativi agli abbattimenti, Paolo De Santis (Presidente dell’ordine degli ingegneri)

 
Video2: in questo video interventi di: Ettore Di Cesare richiesta di partecipazione, Architetto Conti

Video3: in questo video interventi di: Ettore Di Cesare blocco della ricostruzione “casuale” o voluto?, Antonello Ciccozzi (docente di antropologia culturale presso l’Università degli Studi dell’Aquila) scala di valutazione del danno domestico basata sulla microzonazione sociale

video4: in questo video interventi di: Ettore Di Cesare linee di indirizzo strategico: si sono accorti che c’è stato un terremoto?, Alfredo Moroni (Assessore all’ambiente del comune dell’Aquila) consumo del territorio, ricostruzione sostenibile, macerie

video5: in questo video interventi di: Alfredo Moroni (Assessore all’ambiente del comune dell’Aquila): raccolta differenziata, inceneritori, metanodotto, Ettore Di Cesare: proroga presentazione domande case E, istituzionalizzazione della partecipazione, Andrea Micangeli (La Sapienza CIRPS – Centro Interuniversitario di Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile): bando pannelli solari

qui è scaricabile il bando per i pannelli solari a cui si fa riferimento

video6: in questo video interventi di: Leonardo Marotta (Ricercatore Scienze Ambientali, IUAV di Venezia) considerazioni su quanto detto fino ad ora, Patrizia (Ass. Salviamo Paganica) riciclaggio macerie, raccolta firme per bloccare ampliamento cave, centrale a biomasse, Alfredo Moroni (Assessore all’ambiente del comune dell’Aquila) centrale a biomasse

work-shop tematico: Zona Rossa e dintorni

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Pubblicato il: 6 agosto 2010

Primo appuntamento con l’architetto Antonio Perrotti a riguardo di centri storici, pianificazione, aggregati e altro.

Nelle prossime iniziative l’architetto continuerà a fornire informazioni tecniche sulla ricostruzione e i bisogni dei cittadini del cratere. Uno sportello popolare e contestualmente la realizzazione di altri video sono in preparazione per fornire strumenti che facilitino la comprensione dei danni e le procedure nel quadro di una pianificazione complessiva del territorio.

  

Incontro con l’ABI su mutui, prestiti e microcredito per le zone colpite dal sisma

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Pubblicato il: 28 luglio 2010

Incontro organizzato dall’Assemblea Cittadina per discutere con l’Associazione Bancaria Italiana dell’attuale situazione dell’Aquila e del cratere in riferimento a mutui, prestiti e microcredito


Intervento di Alessandro Messina (Responsabile Crediti ABI) in apertura

Intervento di Luigi Fabiani (Assemblea Cittadina) che spiega le richieste dell’Assemblea

Intervento di Alessandro Messina (Responsabile Crediti ABI) che risponde all’Assemblea Cittadina + Alfonso(Assemblea Cittadina)

Intervento dell’Assessore Pierluigi Pezzopane + Antonio Di Matteo che risponde all’Assemblea Cittadina

Interventi dell’Abi e dell’Assemblea per le conclusioni

Tavola Rotonda Ricostruzione Sostenibile

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Pubblicato il: 22 maggio 2010

1 introduzione + Annalisa Taballione (Collettivo 99)

2 Luca Santarossa (3e32) + Piero (Gruppo di lavoro Ricostruzione Sostenibile)

3 Mattia Lolli (3e32) + Agostino Del Re (CNA L’Aquila)

4 Giancarlo (Ass. Cultura d’impresa) + Massimo Cialente (Sindaco dell’Aquila)

5 Chiodi (Commissario Ricostruzione)

6 Fontana (Coordinatore struttura tecnica di missione) parte 1

7 Fontana (Coordinatore struttura tecnica di missione)

8 Leonardo (Università IUAV di Venezia) + Antonio (Eco Villaggio Autocostruito Pescomaggiore)

9 Alessandro Panepucci (intervento sulle biomasse) + Giovanni (Associazione Xenia – Autorecupero)

10 Ettore (Rete AQ, membro onorario 3e32)

11 Antonio Perrotti

12 Cialente (Sindaco dell’Aquila)

13 Ricostruzione Sostenibile Fontana (Coordinatore struttura tecnica di missione) intervento sulla partecipazione

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