Perdonanza 2011

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Pubblicato il: 28 Agosto 2011

Non è assolutamente vero come inizialmente qualcuno ha provato a sostenere, che questa Perdonanza è passata senza contestazioni. Questo era solo il copione ben studiato che Cialente, Letta e Chiodi si erano preparati e hanno provato comunque a vendere alla stampa.

Il tentativo di dare alla città e alla sua immagine una parvenza di pacificazione sociale e di normalizzazione invece non gli è riuscito.

Le proteste diffuse tra ieri sera (foto), ieri notte (foto) e in più punti oggi lungo il corteo della bolla (foto 1, 2, 3, video) affermano che un cosa sono il significato spirituale e la tradizione della Perdonanza, un’altra è permettere agli attori dello sfacelo sociale in atto che la festa venga utilizzata come scusa per riconciliarsi con l’elettorato e vendere un immagine di normalità.

Al contrario a diventare normali sono state le proteste. Contestare le autorità presenti alla sfilata storica è diventata un’abitudine diffusa e incontrollabile tanto che la polizia non riesce più ad individuare e a tentare di isolare i “contestatori” (vedi qui le proteste dell’anno scorso).

“Basta Bugie”, “basta, ribelliamoci”, “Le ingiustizie non si perdonano si rifiutano” (e qui il testo di un volantino diffuso) sono solo alcuni degli slogan utilizzati tra ieri e oggi dagli aquilani e rivolte ai rappresentanti istituzionale. Pesante è stato anche il silenzio non abituale che li ha accompagnati per lunghi tratti insieme a qualche borbottio.

Non è stato sufficiente nemmeno far passare per la prima volta Chiodi e Letta alla chetichella all’inizio del corteo. Per la prima volta infatti lo spezzone delle autorità non ha chiuso la sfilata in unico spezzone ma il commissario e il sottosegretario hanno aperto il corteo mentre il Comune dell’Aquila come tradizione l’ha chiusa.

Finisce così questa strana Perdonanza piena di sound di musica house/commerciale e concerti alla X factor con cui nel centro storico al di là della zona rossa, è stata data un’immagine kitsch per nascondere sotto la confusione una realtà ben diversa.

L’inizio di una nuova fase

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Pubblicato il: 7 Luglio 2011

A un anno dalle manganellate di Roma gli aquilani sono tornati ad esprimere la loro rabbia gridando forte i nomi di tutti i responsabili senza risparmiare nessuno. La manifestazione del 7 Luglio 2011 è stata chiaramente una manifestazione di rottura e conflitto che sancisce l’inizio di una nuova fase dopo mesi di stasi che stavano lasciando spazio a un pò di rassegnazione.

Lo striscione che ha aperto lo spezzone di 3e32/CaseMatte e Asilo occupato è stato “CHIODI CIALENTE LETTA, IL VOSTRO TEMPO E’ FINITO. MO’ JETESENE TUTTI. Un altro più indietro recitava: ”CONTRO DEVASTAZIONE SOCIALE E DEI TERRITORI, DIRITTO ALL’AUTODIFESA” con riferimento anche ad altri territori in lotta come la Val Susa con cui sempre di più comitati e collettivi aquilani stanno consolidando un forte legame (vedi video e foto Luglio in ValSusa, uniti nella lotta).

Subito prima dell’inizio della manifestazione la sede del Comune dell’Aquila è stata sanzionata con una scritta “COMPLICI” e con un lancio di palloncini a vernice. Stessa sorte è toccata a fine Manifestazione a Palazzo Silone sede della regione Abruzzo e del commissario per la ricostruzione Chiodi. (carrellata foto) (video 1, 2, 3) .

Si diceva una manifestazione di rottura ribadita nei giorni a seguire (leggi il documento di 3e32) e sopratutto con la richiesta di dimissioni faccia a faccia fatta al commissario per la ricostruzione e governatore della regione Abruzzo Gianni Chiodi durante una concitata assemblea cittadina a Piazza Duomo (guarda video) che lo ha accolto invece con il tappeto rosso convinta ancora in una possibilità di dialogo. Questo momento ha ulteriormente sancito la differenza tra chi si propone di essere conflittuale e chi no. Puoi leggere qui il duro scambio di comunicati successivo all’assemblea sul significato di “ricostruzione” tra quello che si erge a rappresentante di quell’assemblea (leggi qui)  e il comitato 3e32 (leggi qui).

6 Aprile 2011 – Fiaccolata

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Pubblicato il: 6 Aprile 2011

6 Aprile 2011, L’Aquila ricorda le 309 vittime del sisma.

La fotogallery

Il video
  
 

Un altro spazio restituito alla città e al territorio

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Pubblicato il: 22 Gennaio 2011

Uno stabile in centro storico con pochi danni, ormai in disuso dal 6 aprile 2009, un gruppo di ragazzi in cerca di spazi di aggregazione, il 22 gennaio, l’incontro.

 

Occupazione Consiglio Regionale

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Pubblicato il: 23 Dicembre 2010

L’ennesimo sfregio alla città, il mancato rinvio della restituzione delle tasse con il Milleproroghe, ha scatenato il 23 dicembre la rabbia degli aquilani.

Alcune centinaia di cittadini si sono ritrovati in assemblea straordinaria in piazza Duomo, insieme ai consiglieri comunali e alle forze economiche e sociali del territorio, per valutare la situazione e decidere nuove azioni di mobilitazione.

La prima è scattata subito: l’occupazione della sede del consiglio regionale al Palazzo dell’Emiciclo, dove è arrivata la notizia della concessione di un’ulteriore proroga di sei mesi. Evidentemente la mobilitazione e il clima di esasperazione che si è determinato in città hanno consigliato l’adozione di questo provvedimento – che pure il parlamento si era impegnato ad assumere e che il governo non aveva ritenuto di rispettare.

Ancora una volta il governo ha tenuto in scacco la città e costretto ad attese e a mobilitazioni estenuanti i cittadini, che ormai sono veramente stufi dei contentini e delle concessioni dell’ultimo minuto. Non sono più accettabili proroghe di sei mesi in sei mesi. E’ inoltre per lo meno strano che la copertura finanziaria, che secondo Tremonti mancava ieri, oggi è stata miracolosamente trovata.

I cittadini hanno già depositato una legge che contiene le norme per l’adozione delle agevolazioni fiscali necessarie: ora chiediamo che i rappresentanti istituzionali locali, dal Comune alla Regione, adottino deliberazioni che impegnino definitivamente il governo a promulgare una norma che stabilisca una volta per tutte lo stesso trattamento fiscale di Umbria e Marche, oltre ovviamente a firmare tutti la legge di iniziativa popolare.

Quello che viene chiesto sono le dimissioni di tutto il “sistema commissariale”: Chiodi, per manifesta incapacità e per aver dimostrato di non saper rappresentare e tutelare il territorio; del vice commissario Cicchetti, il cui primo provvedimento è un ulteriore sfregio alla città, con profili di incostituzionalità; del “commissario ombra” De Matteis che passa dalla derisione dei cittadini che protestano – come all’indomani della grande manifestazione di Roma del 7 luglio – alle false rassicurazioni sulla zona franca, agli atteggiamenti strumentali di altrettanto falsa opposizione.

Terzigno chiama Italia…L’Aquila risponde!

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Pubblicato il: 16 Dicembre 2010

20 Novembre 2010: L’Aquila unisce l’Italia

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Pubblicato il: 20 Novembre 2010

Oltre 26.000 persone all’Aquila: RIPRENDIAMOCI LE CITTA’ E I TERRITORI

Da passerella di propaganda governativa subita sulla propria pelle, L’Aquila è diventata protagonista ieri di una piazza reale dei movimenti, i comitati e le associazioni che in tutta Italia lottano per i propri diritti. Il metodo Augustus – il protocollo sul controllo sociale applicato esplicitamente dalla protezione civile –  a lungo andare non funziona proprio…anzi. Ieri la piazza era piena di aquilani che hanno risposto alla grande all’appello. Oltre a loro  da Nord a Sud migliaia di persone sono arrivate in città, frutto del lavoro di più di un anno svolto anche grazie alla presenza dello spazio autogestito di CaseMatte che da più di una anno ha ospitato centinaia e centinaia di persone provenienti da tutta Euoropa permettondogli di conoscere la realtà della città pericolante e di esserle solidale. Ieri quella solidarietà è divenuta complicità. Gridare L’Aquila oggi dà quel pizzico di rabbia e coraggio in più per lottare ovunque. Una scritta è rimasta sui muri vicino la villa comunale:”per risorgere L’Aquila deve prima insorgere”. La zona rossa si è ritirata e in concomitanza del corteo le camionette dei militari sono scomparse. Migliaia di persone sono transitate nel centro storico aperto senza nessun incidente. Centinaia gli aquilani che si sono sparpagliati per il centro storico per rivedere le proprie case. Intanto durante e dopo la manifestazione si stanno raccogliendo presso il tendone di Piazza Duomo le firme per presentare la legge di iniziativa popolare. Dopo un giorno siamo a 11mila firme.

guarda qui la galleria fotografica di MediaCrew CaseMatte

Qui sotto i video degli Interventi dal palco:

Sara Vegni – Comitato 3e32 – Presidio Piazza Duomo
Antonello Ciccozzi – Antropologo Università dell’Aquila
Daniela Comitato vittime Viareggio
Rappresentanti studenti
Vincenzo Vittorini parenti vittime casa dello studente – 6 Aprile per la vita
Luigi Fabiani – Presidio Piazza Duomo
NO Tav
Alberto Puliafito (giornalista autore di Comando e Controllo)

Media Correllati: Report di indymedia Abruzzo QUI

 

Berlusconi contestato a L’Aquila

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Pubblicato il: 9 Novembre 2010

Berlusconi arriva a L’Aquila per consegnare le onoreficienze di protezione civile. Comitati e cittadini lo contestano. In mattinata era successo lo stesso prima a Vicenza poi a Padova, i luoghi dell’alluvione degli ultimi giorni. A L’Aquila l’inutile cerimonia è prevista nel solito bunker-caserma della guardia di finanza ex sede del Dicomac, la direzione del comando e del controllo ai bei tempi di Bertolaso e la protezione Civile.  :”Paramilitari in polo blu. L’Aquila non sarà la vostra salò”recita uno striscione dei manifestanti lasciati molto lontani all’esterno, nei pressi della rotonda di Coppito. Hanno con loro carriole piene di macerie per ricordare che c’è una città ancora da ricostruire. “Macerie di democrazia” anche, che ricordano della manifestazione del 20 Novembre (foto).  A un certo punto passa Antonio Cicchetti in auto blu. I comitati lo riconoscono e assaltano la sua macchina che è costretta a fare marcia indietro (nel video).  (leggi qui chi è cicchetti). Piccoli tafferugli si susseguono durante tutto il pomeriggio.


Dopo che Cicchetti è scappato via i manifestanti inseguendo la sua macchina guadagnano qualche metro in direzione guardia di Finanza (comunque molto lontana). Inizia un lungo “gioco” nella rotonda, una delle tante spuntate nella periferia aquilana. Si guadagna qualche metro dal centro, si viene respinti malamente al centro, ci si riprova, si blocca un pò il traffico da un lato, poi dall’altro e poi dall’altro ancora tanto è rotonda.

I sindacati di polizia che uniti avevano annunciato di manifestare contro il governo devono averci ripensato e deciso di reprimere alacremente i manifestanti. Intanto “soldi” ritagliati a coriandoli vengono buttati su tutte le auto blu e sulla polizia.

Comunque è assolutamente vietato avvicinarsi ai luoghi esclusivi dove deve andare in onda lo spettacolo Berlusconiano sorretto anche dal sindaco della città di L’Aquila che all’interno ha ringraziato il premier per essere presente alla cerimonia e, in particolare, per essere “uno dei piu’ grandi tifosi della squadra di rugby, perche’ in questi momenti abbiamo bisogno, la nostra comunita’ ha bisogno, di trovarci uniti intorno ad alcuni simboli e la squadra e’ uno di questi”.

Fuori dall’inutile cerimonia che sicuramente non serve a niente per L’Aquila spintoni e tafferugli. “Ogni volta che Berlusconi è in crisi viene a L’Aquila, oggi come nel 2009 – afferma una manifestante – viene senza confrontarsi con le persone e nemmeno con le istituzioni locali ma a gloriarsi sulla pelle degli aquilani trincerato in una caserma. A L’Aquila la ricostruzione non è iniziata e non c’è nessuna prospettiva per il futuro. Spero che il 20 alla manifestazione nazionale vengano in tanti perché questa è una città che si sta ribellando, sede dell’amplificazione più forte della crisi economica, politica e istituzionale in cui è caduta l’Italia di Berlusconi”.

Alla fine di tutto lo striscione “macerie di democrazia – 20 novembre L’Aquila chiama Italia” ricomparirà sul ponte belvedere in un’altra zona della città.

L’Aquila al Corteo della Fiom a Roma il 16 Ottobre

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Pubblicato il: 16 Ottobre 2010

Riprendiamoci la città by night

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Pubblicato il: 31 Luglio 2010

Nel titolo il senso dell’iniziativa: riaprire, illuminare, animare per una notte la città.
Far rivivere il centro storico, portare quante più persone possibile a riappropriarsi di quegli spazi da troppo tempo vissuti come una quinta, un set, un contenitore morto e vuoto.

Il senso della serata

 

Una parte dello spettacolo di Animammersa

video: Pizzica Salentina a Piazza Duomo

video: Carlo Ghirardato in Corso Federico II

video: il coro di Domà alla Villa

video: Malia alla Villa

video: White Mirrow alla Villa

video: Project Orange alla Villa

video: Coimbra alla Villa

video: Secundus a Piazza Regina Margherita

video: Link Pretara a Piazza Regina Margherita

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