Aggiornamento dai paesi colpiti dal sisma (Colle Verrico, Cantalupo, Saletta, Cossito, San Lorenzo a Flaviano, Pescara del Tronto, Pretare, Spelonga, Amatrice)

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Pubblicato il: 31 Agosto 2016

Amatrice tendopoli

31/08/2016 Ieri sono partiti da L’Aquila 3 gruppi di persone, sia per consegnare dei materiali richiesti, sia per continuare a monitorare le zone colpite del terremoto.

Il primo gruppo è partito abbastanza presto e si è diretto a Colle Verrico e in particolare all’agriturismo La Casa Rosa (azienda di 50 ettari, a conduzione biologica, immersa nei boschi con diversi edifici rurali) che sta vivendo una situazione un po’ complessa, in quanto la casa museo del ‘500 (dove fra l’altro abitavano i genitori dei gestori) ha diversi danni e hanno quindi bisogno di un container per poter salvare tutto quello che c’è all’interno. Si sono comunque detti disponibili a prestare la loro preziosa conoscenza del territorio per qualsiasi esigenza.

La seconda tappa è stata il campo della Prot. Civile di Cantalupo che ospita circa una 70ina di persone, tra cui 5 bambini e qualche adolescente. Li abbiamo preso alcuni contatti e ci hanno chiesto se riusciamo a reperirgli un’asciugatrice per il campo.

Abbiamo poi proseguito verso Saletta dove siamo andate nel campo, che è gestito indipendentemente dagli ordini generali della protezione civile. Ospita una 30ina di persone maggior parte anziani, che attualmente hanno bisogno di indumenti intimi, calzature per il clima attuale, lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro, giochi tipo carte. Li abbiamo messi in contatto con il campo di Posta dove si sono resi disponibile a sopperire ad alcune delle richieste fatte. Ripasseremo nei prossimi giorni per vedere se hanno necessità di altro.

Siamo passati poi a Cossito dove c’è un campo gestito (una 15ina di persone giovani e anziani) che molto probabilmente in questi giorni avrà problemi con la pioggia, hanno bisogno di 5 brande e 5 materassi e ci aggiorneranno ogni sera su altre richieste.

La tappa più drammatica è stata il campo di San Lorenzo a Flaviano, campo autorganizzato da giovani che sembrano molto provati e sono senza luce. Attualmente dicono di non aver bisogno di niente, ma nei prossimi giorni conviene tornare a monitorare la situazione.

Un altro gruppo è andato, partendo dal campo di Pescara del Tronto, insieme alla 180 amici e al Gus a fare un sopralluogo nei paesi vicini, per creare un servizio di supporto d’ascolto itinerante.

Il primo paese visitato è stato Pretare dove c’è un campo autogestito, che attualmente non ha bisogno di nulla, abbiamo comunque preso un contatto telefonico e li risentiremo nei prossimi giorni.

Successivamente ci siamo diretti al campo di Spelonga (che in realtà si trova più a Colle di Arquata) dove abbiamo parlato con la protezione civile che sta ancora facendo una specie di censimento delle persone che si trovano lì. Fino adesso è il campo più numeroso: 137 persone. Esigenze particolari non sono ancora emerse, a parte la necessità di sfogarsi su quanto accaduto.

Infine l’ultima macchina partita ieri, si è diretta ad Amatrice, dove attualmente stanno aumentando molto le misure di sicurezza: il campo della protezione civile sta venendo recintato, vengono chiesti di documenti all’ingresso, non è possibile far entrare persone all’interno e pare non si sia nemmeno più possibile cucinarsi in forma autonoma… Questo ci riporta alla mente la militarizzazione dei campi fatta all’Aquila, da noi molto osteggiata nel 2009…

Aggiornamento dai paesi colpiti dal sisma (Scai, Capricchia, Retrosi, S. Angelo, Rio, Salette, Verrico)

Categorie: Informazione
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Pubblicato il: 29 Agosto 2016

30/08/2016 Piccolo report del giro fatto da uno dei gruppi partiti ieri dall’Aquila che si è diretto verso le frazioni di Montereale.

La prima frazione visitata è stata Santa Vittoria, che fortunatamente sembra non aver subito danni, infatti gli abitanti dormono nelle proprie abitazioni anche se c’è a disposizione una tenda della Protezione Civile.

Il paese successivo è stato Verrico in cui non hanno necessità particolari se non quella dell’acqua (ancora non potabile) che tuttavia possono usare per cucinare, le analisi del campione d’acqua sono ancora in corso. Gli abbiamo quindi lasciato una 50ina di litri di acqua e abbiamo parlato con alcune persone del paese (quasi tutti anziani): alcuni dormono nelle tende della Protezione Civile (2 tende, circa 8 posti), in cui hanno le brandine di emergenza e fortunatamente le stufette, altri sono rientrati in casa o hanno scelto di sistemarsi per conto proprio, sono stati comunque molto felici del nostro interessamento e ringraziano tutti. Li abbiamo messi in contatto nel caso gli serva altra acqua o avessero necessita impellenti, con un addetto allo smistamento del campo della Protezione Civile del campo di Scai (dove hanno casse di acqua in abbondanza).

Abbiamo poi proseguito verso Colle Verrico, dove la situazione è abbastanza tranquilla: hanno a disposizione una tenda della protezione civile (in cui però attualmente non dorme nessuno) e non hanno ricevuto nessuna segnalazione sull’acqua (continuano quindi ad usarla senza problemi).

Siamo quindi arrivati a Scai dove abbiamo consegnato prese, ciabatte, materiale elettrico, piatti, bicchieri, posate di plastica. Ci hanno detto che attualmente hanno bisogno solo di intimo e brandine (in quanto come già segnalato, quello che hanno attualmente sono abbastanza malandate). A Scai, al contrario delle altre frazioni visitate, ci sono stati danni alle abitazioni.

In generale queste frazioni, rispetto ad altre, hanno riportato molti meno danni, abbiamo comunque preso alcuni riferimenti telefonici e li ricontatteremo nei prossimi giorni per vedere se hanno necessità di altro.

Capricchia

29/08/2016

Anche ieri sono partite alcune macchina dall’Aquila, per dirigersi verso alcune frazioni da cui avevamo ricevuto segnalazioni di necessità.

Una macchina si è diretta a Scai (la frazione più grande di Amatrice), in cui c’è un campo gestito dalla Protezione Civile del Lazio (per circa 80 persone), in cui però mancano ancora diverse cose e per velocizzare i tempi, gli “ospiti” hanno scelto di muoversi autonomamente, in quanto le richieste fatte in maniera “ufficiale” faticano ad essere soddisfatte in tempi rapidi. Attualmente ancora non hanno le docce e le brandine messe a disposizione erano tutte molto malandate. Grazie al sostegno economico di Action Aid abbiamo quindi acquistato e consegnato lì una ventina di brandine e sacchi a pelo. Ci hanno anche chiesto scarpe (dal 36 al 43) e abbigliamento pesante, li abbiamo quindi messi in contatto con un’associazione che aiuta il centro smistamento di Posta, che pare ben fornito e più facilmente raggiungibile. Gli abitanti sembrano veramente molto provati, ma quelli con cui abbiamo parlato non hanno nessuna intenzione di spostarsi da vicino le loro abitazioni.

Proseguendo la macchina è andata a Verrico (Montereale) per portare acqua potabile (dato che sono ancora in attesa dei risultati delle analisi sulla falda acquifera) e stufette elettriche, in quanto la notte la temperatura scende vertiginosamente e nel campo sono presenti bambini e anziani.

Un’altra macchina è tornata a Capricchia (nella foto, prima del sisma) dove abbiamo preso le misure per capire quanto materiale serve per chiudere gli spazi (tettoia in legno) della pro loco, in modo da aiutarli a creare un posto al chiuso usabile con i primi freddi (appena pronta faremo girare la lista dei materiali e il “progetto”). Sempre lì abbiamo approntato un fax simile di richiesta al COC (centro operativo comune) in modo da renderli autonomi e in grado quindi di richiedere da soli alla protezione civile, comune e croce rossa, gli oggetti e/o materiali di cui hanno bisogno. Una richiesta per ricevere le “tende blu” (attualmente il campo è fornito solo di tende donate da noi e da altre associazioni) è stata già inoltrata e sembra che sia stata anche accettata.

Infine l’ultima macchina è tornata tra le frazioni di Retrosi, S. Angelo, Rio (devastato), Salette (22 morti su soli 33 residenti…) in cui attualmente non ci sono necessità o richieste specifiche, ma gli abitanti sono molto interessati a capire cosa aspettarsi dal futuro e quindi molto disponibili a parlare con noi aquilani che abbiamo già vissuto questa esperienza.

Ricordiamo il conto per le donazioni Associazione L’Aquila in Comune: IBAN IT22Y0501803200000000141992, CAUSALE: “Terremoto Centro Italia”  (per i pagamenti dall’esterno BIC: CCRTIT2T84A)

Richieste attualmente da soddisfare:
> Scai (Amatrice, 80 pp): reti e materassi;
> Verrico (Montereale, 30 pp): reti e materassi;
> frazioni di Montereale (in foto): acqua, perché l’ordinanza del divieto dell’utilizzo di acqua potabile è ancora attiva;
> Capricchia (Amatrice, 20 pp): legno per chiudere le strutture pre-esistenti della pro loco;
> Pescara del Tronto (Arquata del Tronto, ca. 100 pp): ferri, lana, uncinetto, riviste;
> Campo Scossa Solidale (SR577, Amatrice): pentolame misura grande, fornelli;
> Campo tra Colle e Spelonga (Arquata del Tronto): televisione per anziani.

Chiediamo di diffondere questo post e di scriverci in privato (FacebookTwittter – Email: info.3e32@gmail.com), nel caso di reperimento del materiale. Il punto di raccolta, esclusivamente per questo tipo di materiale, è presso l’Asilo Occupato in viale Duca degli Abruzzi, all’Aquila dalle 16.30 alle 20.30.

Aggiornamento dai paesi colpiti dal sisma (Capricchia, Montereale, Santa Lucia, Santa Vittoria, Castiglione e Verrico)

Categorie: Informazione
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Pubblicato il: 28 Agosto 2016

Montereale

28/08/2016

Ieri tra mattina e pomeriggio sono partite diverse macchine da CaseMatte L’Aquila, alcune sono andate in zona Capricchia per aiutare nell’allestimento del campo autogestito, altre si sono concentrate nelle zone abruzzesi del sisma.

Per quanto riguarda Capricchia l’unica richiesta che ci è pervenuta è di legno per chiudere la tettoia della pro loco e renderla una struttura chiusa su tutti i lati, in modo da avere un luogo chiuso e riscaldabile da utilizzare all’arrivo dei primi freddi. Oggi alcuni di noi torneranno in zona, per prendere le misure precise del legno necessario.

Altre automobili si sono concentrate sulle zone abruzzesi del sisma. Insieme alle zone umbre, sono quelle che hanno registrato meno danni, crolli, vittime, ma vivono ugualmente disagi “a breve”.

Nel comune di Montereale (già nel cratere del sisma del 2009) l’amministrazione consiglia vivamente di dormire fuori casa, e c’è per ordinanza divieto di utilizzo di acqua potabile. La maggior parte delle persone dormono in strada, ma hanno meno problemi logistici rispetto al reatino, ovviamente. Nel campo da calcetto coperto è stata allestita un’area con brandine per passare la notte. Ci sono altre sei aree di accoglienza sparse per il vasto territorio comunale.

Abbiamo visitato diverse frazioni: Santa Lucia (la più colpita, totalmente evacuata, dove ci hanno fermato ed identificato le forze dell’ordine), Santa Vittoria, Castiglione e Verrico. A Verrico abbiamo trovato una tenda blu montata in mezzo la strada. Ci sono una trentina di persone, con un neonato, una bimba piccola, sembra anche due disabili.

Qui, come altrove, la Protezione civile abruzzese – presente in gran forze alla tendopoli di Grisciano, Accumoli – ha montato solo le tende (poche), senza portare altro, come brandine o condizionatori (soprattutto per le temperature basse di notte). In serata abbiamo acquistato sei brandine grazie alle donazioni che ci state facendo pervenire. E’ un meccanismo che, in questo caso, ha funzionato alla grande. Stiamo cercando di reperire anche condizionatori e/o caloriferi.

Ricordiamo il conto per le donazioni Associazione L’Aquila in Comune: IBAN IT22Y0501803200000000141992, CAUSALE: “Terremoto Centro Italia”

Conto Corrente per raccolta fondi terremoto centro Italia

Categorie: Informazione
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Pubblicato il: 26 Agosto 2016

rete-aq-profilo

Per velocizzare la raccolta fondi abbiamo optato per utilizzare il conto già esistente dell’Associazione L’Aquila in Comune: IBAN IT22Y0501803200000000141992, CAUSALE: “Terremoto Centro Italia”  (per i pagamenti dall’esterno BIC: CCRTIT2T84A)

A breve apriremo una sezione del sito in cui aggiorneremo costantemente sulle donazioni arrivate e sul loro utilizzo, per fare in modo che ci sia completa trasparenza (attualmente potete seguire come ci stiamo muovendo e i materiali che stiamo consegnando dai report giornalieri pubblicati sul sito).

Aggiornamento dai paesi colpiti dal sisma (Capricchia e frazioni vicino ad Amatrice)

Categorie: Informazione
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Pubblicato il: 26 Agosto 2016

Capricchia

27/08/2016

Anche ieri alcuni di noi sono saliti in zona Amatrice per vedere se c’era necessità, in particolare nelle frazioni più piccole, di qualcosa di specifico.
 
La prima frazione visitata è stata Capricchia (nella foto il campo autogestito fatto dagli abitanti, ai quali nei giorni scorsi abbiamo donato delle tende) a cui abbiamo portato alcuni libri per dei bambini della zona. Lì abbiamo fatto due chiacchiere con il signore che gestiva il bar e con delle giovani che smistavano i vestiti.
 
Da lì a piedi (dato che la strada era bloccata) abbiamo consegnato delle tende ad alcuni ragazzi della Rete Scossa Solidale, che stanno organizzando un centro di aggregazione giovanile e di economia solidale.
 
Altre tende sono state consegnate da un altro gruppo partito dall’Aquila a Colle di Arquata, insieme a dell’altro materiale igienico sanitario. Infine ad Arquata sul Tronto, dove c’erano molti bambini, sono stati consegnati libri e giochi vari.
 
Ieri ci sono state segnale necessità di tende ed altri materiali dalle frazioni di di Arquata del Tronto: Colle di Arquata, Pretare e Spelonga.
 
Questa mattina sono partite altre due macchine per le zone abruzzesi e di Amatrice, più tardi daremo aggiornamenti su eventuali richieste dai campi della zona.

26/08/2016

Ieri tra pomeriggio e sera abbiamo fatto partire due macchine per Capricchia, con i materiali raccolti all’Asilo Occupato L’Aquila durante la giornata.

Fortunatamente grazie alle tende portate da noi e da alcuni ragazzi di Roma, le persone del posto sono riuscite ad allestire un mini campo per la notte. Il campo è stato posizionato nelle vicinanze della pro loco, una struttura in legno che ha resistito al sisma, provvista anche di cucina e bar.

L’idea degli abitanti è di creare una specie di campo autogestito in quanto per scelta non vogliono abbandonare la zona e sono disponibili a gestirsi in autonomia. Ci siamo lasciati con l’idea di risentirli in giornata in modo da capire, una volta montato tutto il materiale da noi consegnato, se ci siano altre cose di cui hanno bisogno.

Altre persone di noi sono passate nelle frazioni di Retrosi, Moletano, Collecreta, Voceto, Collepagliuca, Cascello e Prato che attualmente hanno pochissimi residenti, alcuni si sono organizzati per rimanere vicino le loro case, altri hanno scelto di spostarsi della tendopoli di S. Angelo.

Nella tendopoli, nata in un terreno prima gestito dalla Pro Loco, praticamente ci sono quasi più volontari che sfollati, abbiamo preso alcuni contatti con persone che hanno intenzione di partecipare attivamente e di creare una rete fra le varie frazioni di Amatrice.

Un altro campo più piccolo (circa una trentina di persone) gestito dai vigili del fuoco è nato a Sommati, abbiamo preso contatti anche con loro, ma attualmente dicono di non avere necessità di niente di specifico.

L’idea è di tornare nuovamente oggi in zona, per capire come si stanno evolvendo le cose e per cercare di comprendere se sono nate nuove necessità per materiali e altre cose.

Abbiamo comunque deciso di attivare il prima possibile un conto bancario (o qualcosa di simile), per poter raccogliere dei fondi da destinare direttamente alle persone/associazioni/pro loco con cui stiamo prendendo contatti o per comprare, in maniera rapida, quello di cui man mano avranno bisogno.

3e32 CaseMatte L’Aquila

In presidio fuori l’Emiciclo per chiedere garanzie per i detenuti

Categorie: manifestazioni
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Pubblicato il: 10 Giugno 2016

imageLa Regione Abruzzo è l’unica in Italia rimasta, ad oggi, senza garante dei detenuti. Questa figura, indipendente e prevista in tutti i territori italiani, nasce con la funzione di vigilare su tutte le forme di privazione della libertà, dalle carceri, alla custodia nei luoghi di polizia, alla permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, alle residenze di esecuzione delle misure di sicurezza psichiatriche (Rems), fino ai trattamenti sanitari obbligatori (tso).

Lunedì 13 giugno il Consiglio regionale discuterà all’Aquila sulla sospirata nomina, a ben cinque anni dell’istituzione della figura del garante a livello nazionale. Una delle tante mancanze di un governo regionale cui stanno a cuore più le infrastrutture e i tagli, anziché la salute e i diritti dei propri cittadini.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio convocato alle ore 11 fuori il palazzo dell’Emiciclo, per spingere il Consiglio regionale a nominare il garante dei detenuti. Per la salvaguardia dei diritti di tutte e tutti.

3e32 / CaseMatte

Lettera ai romani da L’Aquila: Bertolaso, non ti vergogni neanche un po’?

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Pubblicato il: 22 Febbraio 2016

berto&gabriCari romani,

con questa lettera vorremo cercare di raccontarvi brevemente tutti i danni, le speculazioni e le ingiustizie che ha causato Guido Bertolaso sul nostro territorio: L’Aquila.

Menzogne. Il 30 marzo 2009, una settimana prima del terremoto, Bertolaso organizza a L’Aquila la commissione Grandi Rischi. “Un’operazione mediatica”, come la definisce lui stesso nelle intercettazioni, con lo scopo di “tranquillizzare la popolazione”. Per effetto di questa “operazione” molte persone sono rimaste serene nelle proprie case la notte del terremoto. Bertolaso è attualmente sotto processo con l’accusa di “omicidio colposo plurimo”, mentre il suo vice Bernardo De Bernardinis è già stato condannato in via definitiva. Dopo il terremoto, le menzogne hanno continuato ad essere protagoniste: dalla grottesca idea del G8 – che ha avuto il solo merito di blindare la città e far costruire due inutili strade – alla favola “dalle tende alle case”.

Repressione. Fin da subito dopo il terremoto, Bertolaso, commissario per l’emergenza, ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione, vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre città e in altre regioni, e reprimendo ogni tipo di protesta, grazie alla complicità del prefetto e vice commissario Franco Gabrielli (poi suo successore a capo della protezione civile e ora Prefetto di Roma – guarda un po’!). Era vietato discutere del futuro della propria città o paese e fin dalle prime ore dopo il terremoto il territorio è stato completamente militarizzato. Si arrivò anche al paradossale sequestro delle carriole utilizzate per le proteste.

Speculazione. Con le palazzine del Progetto Case e le sue 19 “new town” Bertolaso ha sostanzialmente contribuito alla devastazione del territorio aquilano, occupando circa 460 ettari fuori città (più dell’estensione del centro storico aquilano) e favorendo, grazie alla deroga sugli appalti dovuta all’emergenza, le imprese che hanno costruito tali alloggi ad un costo intorno ai 3mila euro a metro quadro. La Protezione Civile è arrivata perfino ad utilizzare isolatori sismici non collaudati e difettosi (forniti dalla fondazione Eucentre di Gian Michele Calvi), dal costo gonfiato, per cui Mauro Dolce, in qualità di responsabile del procedimento di realizzazione del Progetto Case è stato condannato. Ovviamente sia Calvi che Dolce facevano parte del Dipartimento dei Protezione Civile ed erano vicini a Bertolaso. Anche qui viene da chiedersi dove fosse l’allora prefetto Gabrielli, che aveva il compito di vigilare sulla legalità della ricostruzione. Dopo 5 anni in alcuni di questi Progetti Case antisismici sono crollati i balconi e senza che ci fosse bisogno di un terremoto.

Ipocrisia. Bertolaso aveva creato un modello di Protezione Civile, a servizio del Governo Berlusconi, teso a nascondere dietro la propaganda mediatica le grande speculazioni, come quella di Anemone e Balducci (entrambi già condannati). E’ successo a L’Aquila, nell’emergenza rifiuti in Campania, per i lavori del G8 alla Maddalena, per i mondiali di nuoto proprio a Roma, e in molti altri casi. Era una prassi talmente collaudata che Bertolaso ha perfino cercato di trasformare la Protezione Civile in una S.p.A.! Solo le proteste dei movimenti, in primis di noi terremotati, sono riuscite a scongiurare una simile follia.

Potremmo continuare per ore. Sembra incredibile che la Protezione Civile abbia subito una simile deriva, piegandosi ad interessi affaristici e politici, e ancora più grave facendosi scudo dell’impegno e del lavoro di tanti volontari. Purtroppo questa gente non conosce dignità, come dimostra il fatto che Bertolaso sia oggi candidato a sindaco di Roma e Gabrielli ne sia già Prefetto!

Il nostro è un appello ai romani (e a tutta Italia), questi personaggi appartenenti alla classe politica, che si definiscono come “tecnici” o “bipartisan” in realtà nascondono la peggiore politica, quella che da anni antepone l’interesse dei poteri economici che distruggono e speculano sui nostri territori, a quelli delle comunità che li vivono. La candidatura di Bertolaso per l’amministrazione della Capitale si inserisce dunque a pieno titolo in un trend di lungo e rodato corso.

La questione è indipendente dall’effettiva vittoria, o anche solo dalla concreta competizione elettorale a cui egli prenderà o meno parte. Anzi, l’appeal bipartisan dell’ex capo del Dipartimento della Protezione Civile è indicativo di un metodo di gestione della cosa pubblica, e delle emergenze in particolare, che ha assunto negli
ultimi due decenni una portata sistematica e apparentemente incontestabile nel nostro Paese. Questo metodo si basa, appunto, sulla limitazione temporanea dei diritti civili (e non solo), in contesti in cui l’eccezionalità della situazione (catastrofi naturali, disastri ecologici, grandi eventi, ecc.) viene evocata come condizione sufficiente per un esercizio non convenzionale degli strumenti di controllo, di sicurezza e di repressione a disposizione. La generalizzazione e l’estensione indiscriminata di questo metodo è dunque, senza alcun dubbio, una delle forme attuali, se non la principale, del totalitarismo.

In altri tempi esso si presentava con l’aspetto del dittatore e della violenza dichiarata (e per questo, più facilmente identificabile dal punto di vista della lotta politica). Oggi ha la faccia apparentemente innocua del burocrate e dell’operatore di soccorso: in una parola, del tecnocrate – ma la sostanza, non cambia.

Bertolaso, ma non ti vergogni neanche un po’?

3e32 / CaseMatte – Appello per L’Aquila – Link Studenti Indipendenti L’Aquila – Unione degli Studenti L’Aquila – Legambiente L’Aquila – Asilo Occupato L’Aquila

Mi dimetto e poi… mi rimetto! #cialente #rimettiamoli

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Pubblicato il: 22 Gennaio 2014

L’unica grande opera è la ricostruzione dei nostri territori. Utilizziamo i soldi del TAV per ricostruire L’Aquila

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Pubblicato il: 24 Ottobre 2013

casematte-notavDopo il nostro comunicato sul Tav che tanto ha fatto discutere anche in Val di Susa, il consigliere comunale di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare invita il presidente della Comunità Montana della Val di Susa Sandro Plano a un confronto proprio a L’Aquila. L’unica grande opera è la ricostruzione dei nostri territori. Questo il testo della lettera di invito:

Caro Presidente Sandro Plano,
abbiamo letto con interesse la tua denuncia sulla mancanza di fondi nella legge di stabilità per la ricostruzione dei territori dell’aquilano colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Tra le nostre montagne e la vostra valle, del resto, si è ormai da tempo instaurata una sincera solidarietà, testimoniata dalla vostra presenza alla manifestazione nazionale svolta all’Aquila nel novembre 2010 e dalla partecipazione di cittadine e cittadini abruzzesi a molte delle vostre iniziative.
Ci accomuna, credo, la visione che, nella destinazione delle risorse, un Paese che voglia dirsi civile non possa rinunciare alla salvaguardia del territorio e al confronto continuo con la popolazione che ne è custode.
Invece, la legge di stabilità in discussione assegna risorse insignificanti alla messa in sicurezza del territorio dai rischi sismici e idrogeologici, insufficienti anche solo per dare avvio a politiche serie di prevenzione.
Noi crediamo che sia assolutamente necessario intervenire prima che le
disgrazie accadano: con una regolare attività di ripristino e tutela, si creerebbero posti di lavoro stabili e utili, con la prevenzione si risparmierebbero risorse e, soprattutto, tante vite. E’ la nostra storia che ci impone questa battaglia: mai più come a Gianpilieri, mai più come L’Aquila.
La storia stessa ci chiama alla sfida della ricostruzione, una ricostruzione che vorremmo sicura, equa e partecipata, ma che, dopo più di quattro anni,
stenta ancora a partire.
Al di là delle responsabilità locali, che sarebbe poco onesto occultare, un dato di fatto incontrovertibile è che nella legge di stabilità sono stanziati zero euro di nuove risorse per la ricostruzione dei nostri territori. Significa decretare la morte delle nostre città, lo spopolamento inesorabile con l’esodo dei nostri ragazzi, la certezza amara per i nostri anziani di non rivedere la propria casa.
Significa decretare che nel nostro Paese è passata la cultura di un federalismo becero ed egoista a fronte di quella di una comunità solidale.
Crediamo che questo sia inaccettabile per tutti quelli che lottano per la tutela dei beni comuni, imprescindibile dalla partecipazione attiva delle comunità locali.
Lo Stato che già ci ha “invaso” con le cricche di affari vicine a Guido Bertolaso, calpestando la volontà popolare e infliggendo ferite profonde al nostro territorio, oggi continua a ignorare le nostre istanze.
Un meccanismo che voi ben conoscete e che combattete da anni con tenacia. Perché non è possibile devastare un territorio, infischiandose delle cittadine e dei cittadini che vi abitano e inseguendo un modello di sviluppo di cui l’attualità sta ormai decretando la sconfitta.
L’unica grande opera necessaria è la messa in sicurezza di tutti i territori.
Anche noi chiediamo che le risorse per il Tav in Val di Susa e l’acquisto degli F-35 siano destinate alla prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, ai precari, alla
scuola, a una ricostruzione sicura e partecipata dei nostri centri.
Per questo sarebbe per noi un onore ospitarti nella nostra terra accompagnato dai sindaci della comunità montana che rappresenti. Sarebbe un segnale per tutta la politica: due territori devastati per diverse ragioni, ma uniti nella consapevolezza che solo con la partecipazione e la condivisione delle scelte si possono cambiare le cose, che le lotte hanno un respiro comune e solidale quando si tratta di rispetto dei territori e delle popolazioni che li abitano.

Il 25 Aprile a L’Aquila

Categorie: Informazione
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Pubblicato il: 26 Aprile 2013
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