Collemaggio: laboratorio di idee e di esperienze socio-culturali per la rinascita di tutto il territorio

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Pubblicato il: 4 gennaio 2016

collemaggio alla cittàRiscontriamo con favore, apprendendolo dalla stampa, la volontà da parte di Comune e Regione di destinare 10 milioni di euro del Masterplan Abruzzo per l’area di Collemaggio.

Sono anni che ci battiamo con ogni mezzo a difesa di questo splendido parco, lasciato in condizioni di degrado ed abbandono da parte delle istituzioni. Insieme a tante altre associazioni abbiamo promosso un percorso partecipato con il quale abbiamo elaborato un manifesto di proposte per la rinascita e ricostruzione di Collemaggio, individuando anche una sorta di “asse centrale” da cui partire subito con il recupero dell’hotel in via dei matti, i laboratori per le associazioni e CaseMatte. Crediamo che se si vuole investire questi fondi in un progetto che coinvolga le persone si possa partire da qui.

Purtroppo però, in questi anni, di promesse e proclami ne abbiamo sentiti tanti, mentre la realtà che viviamo è quella di un processo agli attivisti del 3e32 che hanno dato vita a CaseMatte – e alle tante esperienze che sono nate da essa – e che ad aprile arriverà alla sua udienza conclusiva. Nonostante i tanti impegni presi da Comune e Regione, nulla è stato fatto in questi anni per impedire che il futuro dell’unica esperienza di vita concreta, spazio sociale, culturale ed autogestito all’interno del parco di Collemaggio venga deciso in un’aula di tribunale.

Siamo convinti che l’area di Collemaggio possa diventare un laboratorio di idee ed esperienze socio-culturali, per la rinascita di tutto il territorio, ma solo all’interno di un processo partecipato dal basso che veda negli individui, singoli o associati, i veri protagonisti.

Solo così si può dar vita a progetti concreti, al di là delle promesse che sentiamo ripetere da ormai troppo tempo.

Bye bye Silveri, ci mancherai tanto!

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Pubblicato il: 28 novembre 2015

Silveri va via da Collemaggio

Vogliamo condividere con tutte e tutti la nostra grande gioia di fronte alla notizia delle dimissioni del manager della Asl 1 Giancarlo Silveri. E’ una notizia di cui devono rallegrarsi tutti gli abitanti della provincia dell’Aquila, vista la gestione scellerata della sanità pubblica in questi anni. Ci auguriamo solamente che Silveri non faccia come ha fatto più volte Cialente, ritirando le sue dimissioni.

La gioia è dovuta non soltanto al fatto che in questi anni si è preoccupato di reprimere, ostacolare e trascinare in tribunale – chiedendo grotteschi risarcimenti – con accuse ridicole l’esperienza di CaseMatte, l’unica realtà che prova a tenere viva e aperta alla città l’area di Collemaggio. Festeggiamo soprattutto perché Silveri ha rappresentato quella pessima gestione, avallata dalla politica bipartisan che caratterizza da anni le nostre istituzioni locali, distinguendosi soprattutto per l‘assoluta incapacità di far fronte alle necessità ed ai bisogni della popolazione aquilana, emersi particolarmente in seguito al sisma.

Basta recarsi a Collemaggio per notare lo stato di abbandono e degrado in cui versa l’area, nella totale indifferenza dimostrata dalla Asl che, anziché lavorare per la rigenerazione del parco e delle sue strutture, si è prodigata a trasferire quei pochi servizi rimasti, pagando affitti salati e quindi con un ulteriore spreco di risorse pubbliche. Una gestione, quella del manager Silveri, che ricorderemo anche e soprattutto per l’utilizzo criminale dei 47 milioni di euro dell’assicurazione post-sisma dell’ospedale, non spesi per la ricostruzione dello stesso, ma per ripianare i debiti della sanità. Nell’era Silveri il delta chirurgico del San Salvatore è stato ristrutturato con anni di colpevole ritardo, e ancora non viene ricostruito il delta medico, con notevoli disagi per operatori sanitari e cittadini nel lavorare ancora nella struttura “da campo” pensata per il G8.

Ci auguriamo, a questo punto, che questo cambio al vertice dell’azienda segnerà anche una nuova politica del bene pubblico all’Aquila, a partire dal futuro del Parco di Collemaggio. La battaglia è ancora lunga e noi siamo pronti e determinati: la giunta regionale dei D’Alfonso, Lolli e Paolucci non ha risposto, ad oggi, ancora a nessuna delle nostre domande sul futuro dell’area, formulate nel corso di partecipate assemblee pubbliche; l’amministrazione comunale di Cialente, ormai allo sbando, non ha un’idea di città, né tantomeno del futuro di Collemaggio.

Torniamo a chiedere ancora una volta che alle parole seguano i fatti, a partire dall’impegno preso – e finora lontano dall’essere rispettato – dal presidente D’Alfonso e dal sindaco per la concessione di tutta l’area al Comune dell’Aquila in comodato d’uso. Passo necessario per poter continuare quel percorso di rinascita dell’area che abbiamo già avviato insieme a tanti altri soggetti ed associazioni, raccolto sotto il progetto condiviso di “Collemaggio cittadella della creatività”, fondamentale per la ricostruzione del tessuto economico e sociale di tutta la città.

A prescindere da chi sarà il prossimo direttore generale, che sia chiaro che difenderemo fino allo stremo la vendita dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Ad ogni modo, oggi è un bel giorno per tutto l’Abruzzo. Se ne è andato un amministratore pubblico arrogante e presuntuoso, che ha gestito la Asl come fosse il suo giocattolino, usandola come merce di scambio per tornaconti di parte e devastando la sanità pubblica del comprensorio aquilano.

Caro Silveri, Il Comitato 3e32/ CaseMatte è arrivato prima di te a Collemaggio e, a quanto pare, ci resterà più di te, nonostante te. 3e32 / CaseMatte è sopravvissuto alla tua dirigenza. Fattene una ragione. Non ci hai mai intimorito e niente può farci più paura.

Giovedì 19 novembre tutti a Roma a fianco dei parenti delle vittime

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Pubblicato il: 18 novembre 2015

grandi-rischi

ll 19 novembre a Roma, presso la Corte di Cassazione, si terrà l’ultimo grado di giudizio del processo alla Commissione Grandi Rischi.

Noi del Comitato 3e32 ci saremo, a fianco dei familiari delle vittime, per difendere la nostra dignità e quella di un intero territorio che è stato preso in giro e strumentalizzato prima e dopo il terremoto del 2009.

Ci saremo soprattutto per combattere l‘ennesima falsa narrazione, costruita ad arte per nascondere le gravi responsabilità della Protezione Civile e del Governo, quella del “processo alla scienza”.

Secondo noi il 31 marzo 2009 è accaduto esattamente il contrario: la scienza si è colpevolmente asservita al volere della politica e della Protezione Civile che, attraverso il suo capo Bertolaso, aveva chiaramente dato mandato per l’organizzazione di “una operazione mediatica […] atta a tranquillizzare la gente”, come chiunque può ascoltare nelle intercettazioni.

Ed infatti gli scienziati accettarono di riunirsi significativamente, quanto inusualmente, a L’Aquila, non confutando la teoria dello scarico di energia e anzi ribadendo, come si può leggere nel verbale della riunione, che “questa sequenza sismica non preannuncia niente” (Barberi), e “escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi” (Boschi).

Reputiamo la sentenza di Appello una vergogna e una presa in giro per le vittime ed i loro familiari, in quanto assolve totalmente e indistintamente tutta la parte scientifica, arrivando a negare addirittura che quella fosse la riunione della Commissione Grandi Rischi. Il fatto che, invece, l’allora vice capo Bernardo De Bernardinis sia stato condannato non dovrebbe lasciar dubbi per una condanna all’allora capo della Protezione Civile Bertolaso nel procedimento denominato Grandi Rischi bis, che si inaugurerà a L’Aquila il 20 novembre.

Non siamo giustizialisti, ma non possiamo tollerare che si cerchi ancora una volta di riscrivere la storia del terremoto aquilano, negando le gravi responsabilità della Commissione Grandi Rischi e della Protezione Civile nei confronti di una popolazione che ha vissuto e continua a vivere sulla propria pelle il peso della scellerata gestione del pre e post-sisma.

Noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo le bugie, le false rassicurazioni, la strumentalizzazione, la propaganda, gli sciacalli che ridevano alle 3.32, le cricche che hanno lucrato sulla ricostruzione e che continuano a farlo.

Non dimentichiamo chi doveva vigilare ed invece si è reso complice. E soprattutto non dimentichiamo chi ha provato in tutti i modi a reprimere ed oscurare le proteste e l’autorganizzazione della nostra comunità.

STRUGGLE CALLING: Assemblea Abruzzo Connection + Rap e Hip Hop Festival

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Pubblicato il: 10 novembre 2015

Struggle-CallingSabato 14 novembre si terrà a CaseMatte l’evento Struggle Calling: la lotta chiama – la scena risponde, il cui ricavato sarà devoluto a Davide Rosci, giovane attivista teramano tuttora in prigione per i fatti del 15 ottobre 2011.

Si inizierà dal pomeriggio alle 18 con l’assemblea Abruzzo Connection, in cui  i movimenti protagonisti dei conflitti che attraversano l’Abruzzo, dopo la giornata di lotta congiunta dello scorso agosto di fronte alla visita ‘toccata e fuga’ di Renzi a L’Aquilasi ritroveranno di nuovo per tornare a parlarsi, vivere un’altra giornata insieme e connettere le lotte.

Si continuerà poi con un aperitivo cena e dalle 21 inizierà la musica con la presentazione del nuovo disco #SaremoTutto del Signor K, del nuovo ep Dolce Nepente di Coll’Asso e l’esibizione di KappaEsse, PandaMan, AQ BeatBox.

La serata si concluderà con una dancehall a cura di Dabadub Sound System.

 

Il testo completo di convocazione dell’assemblea

ASSEMBLEA “ABRUZZO CONNECTION”: LE LOTTE IN CONNESSIONE

Lo scorso 25 agosto abbiamo dato prova dell’esistenza di una forza sociale in Abruzzo che ha saputo ritrovarsi e mettere in pratica un’efficace giornata di lotta di fronte alla visita ‘toccata e fuga’ di Renzi a L’Aquila.

Le diverse realtà attive in Abruzzo quel giorno si sono sollevate unite contro il Primo Ministro, perché stufe dei ricatti, delle ingiustizie e delle devastazioni ambientali, coscienti della dirompenza che le singole lotte territoriali acquistano quando si combatte uniti.

Abbiamo pensato fosse utile allora ritrovarci di nuovo, ancora a L’Aquila, a CaseMatte, all’interno di una giornata che si concluderà a suon di rap militante con benefit per Davide Rosci, giovane attivista teramano tuttora in prigione per i fatti del 15 ottobre 2011: in carcere a causa di una legge assurda di uno Stato che, senza prove, e con fare liberticida, reprime chi alza la testa. Quello stesso Stato che si autoassolve, come nel caso della Commissione Grandi rischi a L’Aquila, che vedrà il prossimo 19 novembre a Roma il terzo grado di giudizio dopo l’ingiusta sentenza d’appello dello scorso anno.

Una nuova giornata, dunque, per parlare, discutere e confrontarsi su strategie utili a connettere le lotte in corso sui territori della nostra regione e non solo: dai No Ombrina ai No Snam, dal 3e32 ai vari movimenti spontanei sollevatisi contro i soprusi e le ingiustizie sociali.

Tutti movimenti in-sorti di fronte alle scelte autoritarie di uno Stato che tramite i governi non si fa scrupoli a passare sopra le teste, i corpi e l’incolumità dei suoi cittadini, per difendere determinati interessi economici.

Ci vedremo a L’Aquila dove per la prima volta, nel 2009, è stato sperimentato un modello autoritario, innalzato ormai a sistema esteso a tutto il territorio nazionale, nell’epoca di Renzi e del Partito della nazione. Un sistema fatto di commissari e di ricatti, come quelli contenuti nello “Sblocca Italia“, che avvierebbe la petrolizzazione ed il deturpamento della costa abruzzese, o come quello del Jobs Act, che produce finta stabilità e anzi più precarietà per una intera generazione di disoccupati e precari che vive nelle nostre città e comunità.

Il 14 ottobre tutti a Roma contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere

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Pubblicato il: 11 ottobre 2015

No grandi opere, difendiamo i territori

Contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere.

Sì al Parco della costa teatina, per un altro modello di sviluppo che metta al centro la tutela, la messa in sicurezza del territorio e un sistema energetico basato sulle energie naturali pulite.

Anche noi del 3e32 saremo presenti insieme al coordinamento No Ombrina mercoledì 14 ottobre a Roma al presidio sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, che vorrebbe dare il via libera definitivo a questo scellerato progetto di devastazione della costa abruzzese.

Per info: Facebook 3e32 o 340.1573446

Manifesto collettivo per “Collemaggio cittadella della creatività”

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Pubblicato il: 8 ottobre 2015

collemaggio alla città

 

Rilanciamo la battaglia per Collemaggio!

Per la riappropriazione e valorizzazione dell’area da parte della collettività, contro l’incuria ed il degrado in cui viene abbandonata dalla Asl.

 

 

Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, responsabile e referente politico della Asl dell’Aquila, ha recentemente espresso la possibilità di un comodato d’uso novantennale al Comune dell’Aquila, che poi potrà disporne per destinarlo a determinate attività.

Chiediamo insieme a tante altre realtà un impegno reale da parte delle istituzioni locali per passare finalmente dalle parole ai fatti e uscire da questo inaccettabile immobilismo.

 

Manifesto collettivo per “Collemaggio cittadella della creatività” dell’assemblea permanente per la riqualificazione immediata e futura dell’area dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, attraverso un percorso partecipativo dal basso

(per aderire al manifesto ed essere informati sulle prossime iniziative in merito, mandare una mail a info.3e32@gmail.com)

Noi, cittadini, cittadine, collettivi, associazioni e individualità, riuniti nella prima assemblea del 4 giugno 2015, dichiariamo il nostro interesse affinché l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila, venga riscattata dal degrado e dall’incuria, venga riqualificata e diventi un centro nevralgico e strategico della vita sociale, economica e culturale della comunità aquilana.Inoltre esplicitiamo la necessità di voler creare in quest’area un luogo che ospiti le migliori aspirazioni di questa assemblea, mettiamo a disposizione della collettività le nostre competenze e ci impegniamo a seguire gli sviluppi delle proposte che faremo in un’assemblea permanente.

L’Aquila è oggi una città vastissima e semi vuota. La densità abitativa è molto bassa e questo influisce fortemente sulla disgregazione e sul malessere sociale. Pertanto abbiamo bisogno di ricostruire la socialità attraverso un luogo che, anche attraverso la propria conformazione urbanistica, aggreghi. Crediamo che oggi più che mai sia necessario in città un luogo densamente abitato e vissuto, atto a stimolare la socialità ed il confronto delle diversità.

Pensiamo che il nostro tempo sia qui e ora: pertanto chiediamo l’utilizzo immediato delle strutture provvisorie installate nell’ex ospedale dopo il sisma del 2009, e l’utilizzo immediato dei locali agibili dell’area, già occupati da uffici per servizi sanitari della Asl, che sono stati o stanno per essere trasferiti nei locali ex-Onpi, in zona Torrione. La dismissione dell’area di Collemaggio sta per essere completata e, a partire da domani, mura agibili su cui poter mettere in pratica la nostra ricostruzione, le nostre attività e la nostra operosità – necessaria alla nostra sopravvivenza – saranno vuote.

Crediamo dunque che ora come non mai ci sia bisogno da parte della città di riprendere in mano l’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Crediamo che debbano esserci anche e soprattutto quei giovani e quelle associazioni che con la loro vivacità in questi anni hanno [r]esistito sul territorio e hanno lavorato tra mille difficoltà, per la ricostruzione socio-economica della città.

Troppo spesso le istituzioni locali restano molto indietro rispetto alle esigenze della dimensione sociale reale. Questo stesso documento intende essere uno strumento anche per supplire a un deficit di partecipazione che l’amministrazione comunale – che dell’area deve indicare la destinazione d’uso – prima pone come fondamento del suo agire, e poi non compie. Vuole essere espressione della spinta sociale che sta emergendo e che non può più attendere.

Per noi i responsabili dell’abbandono di Collemaggio saranno, da oggi in poi, in ordine di importanza: Regione, Comune e Asl. Non abbiamo intenzione in ogni caso di stare dietro le promesse della politica e in caso di continuazione effettiva dello stato di abbandono dell’area metteremo da subito in campo azioni di protesta ed altre iniziative. La battaglia per “Collemaggio cittadella della creatività”, vettore per una ripresa socio-economica, che nasca dall’impulso delle realtà più giovani e vivaci che questa città possiede non si può abbandonare.

Tutto questo si può e si deve fare in tempi brevi recuperando da subito con un programma le parti abbandonate agibili dell’ex manicomio (e senza programmare ulteriore inutile cubatura) e iniziando i lavori di riqualificazione di una sorta di “asse centrale” prioritario di collemaggio, che veda il coinvolgimento delle palazzine B4, B8 e B7 e quindi dell’area nord-ovest del quartiere.

 

Proposte emerse nel corso dell’assemblea pubblica

Elenchiamo di seguito le proposte emerse nel corso dell’assemblea pubblica, alla quale sono intervenute 18 soggetti collettivi e associazioni, assieme ai cittadini singoli presenti. Le proposte vogliono essere pezzi di un primo puzzle teso a comprendere e comporre la natura dell’area e la sua vocazione, nel presente e nel futuro:

– Realizzazione di laboratori artigianali dove creare, produrre ed apprendere un mestiere; e di laboratori artistici in cui gli operatori dello spettacolo della città possano finalmente lavorare congiuntamente, in pieno contatto con la città e mettendo a frutto nel migliore dei modi le competenze presenti nel territorio. Dai laboratori potranno nascere cooperative in vari ambiti. Crediamo che la conformazione dell’area, la presenza di ampi e adeguati spazi, possano favorire lo sviluppo di competenze legate all’artigianato, all’arte, più in generale, allo spettacolo;

– Realizzazione di una foresteria, gestita da una cooperativa che lavori con persone con disagio psicologico o psichiatrico, recuperando il progetto, stanziato nel 2008 e mai realizzato, dell “Albergo in via dei matti”;

– Favorire l’insediamento delle associazioni che ritengono di aver necessità di uno spazio per le proprie attività. Nel corso della prima assemblea è emersa forte l’esigenza di disporre, fin da subito, di spazi agibili per i soggetti che ne fanno richiesta. Ci sono locali agibili e ci sono anche moltissime energie della città che sono alla ricerca di questi. Domani quegli spazi posso essere assegnati alle associazioni che ne hanno bisogno;

– Servizi propri per il benessere di comunità (area giochi, ristorazione alternativa, strumenti innovativi di “terapia” come pet terapy, musica, teatro, ecc.);

– Creazione di cooperative e di associazioni di volontariato che curino il pregiato parco verde di Collemaggio, all’interno del quale trova spazio una flora particolare, che potrebbe fungere anche da attrazione per i turisti che visitano la vicina Basilica;

 Spazi per il co-working, all’interno del quale lavorare e dare spazio a giovani liberi professionisti, per agevolare la professione, soprattutto in avviamento;

– Proposta, da avanzare alle istituzioni competenti, di creazione di una zona franca dal punto di vista fiscale, con aiuti specifici attori economici e innovatori sociali, alla stregua di quanto succede in alcuni quartieri di altre città italiane (es. quartiere Rancitelli a Pescara);

– Recupero della volumetria già esistente, integrando elementi naturali all’insediamento architettonico: recupero dei padiglioni di valenza storico-architettonica, da destinare a “museo della scienza”, “museo della memoria” (progetto avanzato già negli anni prima del terremoto del 2009) e residenze per studenti;

– Installazione di ufficio del Comune dell’Aquila, preposto alla consulenza per la richiesta di fondi per bandi europei e per la partecipazione ai progetti, nel pieno di spirito di sussidiarietà al reddito;

– Creazione di una “rock hall”: struttura a dimensione, sfruttando la volumetria già esistente all’interno dell’area, di concerti live fino a mille persone, pensata all’interno del ragionamento sulla produttività sociale e sull’economia stessa del quartiere;

– Creazione di orti sinergici e di strutture ideonee all’autonomia energetica dell’area.

 

I primi sottoscrittori:

3e32 / CaseMatte, Arcigay L’Aquila, ass. cult. 360gradi, ass. cult. Arti e Spettacolo, Donne TerreMutate, coop. soc. La Garganta, Circolo Arci Querencia, ass. Bibliobus L’Aquila, ass. 180Amici, L’Aquila in Comune, ass. Re_Acto, Amiternina Rugby, Comitato Territoriale Arci L’Aquila, Unione degli Studenti L’Aquila, Legambiente Abruzzo beni culturali, Ass. cult. Animammersa, Viviamolaq, L’Aquila Città Futura, Art Village, ArtQuake

 

Conferenza stampa “Solo chi lotta vive!” #RenziScappa

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Pubblicato il: 27 agosto 2015

conferenza-stampa-post-renzi

Domani venerdi 28 agosto ore 11

@Piazza San Basilio Spazio RestArt

Conferenza stampa “Solo chi lotta vive!” #RenziScappa

Incontro per rilanciare le motivazioni
che ci hanno portato in piazza contro Renzi ed il Governo.

Invitiamo tutti quanti a partecipare
i manganelli non ci fermeranno!

Rifiutiamo qualsiasi menzogna e strumentalizzazione, continuiamo a batterci per una ricostruzione ed un modello di sviluppo, economico e politico diverso.

Solo chi lotta vive! #RenziScappa

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Pubblicato il: 26 agosto 2015

Renzi_AQ8Quella delle proteste contro Matteo Renzi in visita a L’Aquila è stata una giornata forse inaspettata e che valutiamo in maniera positiva: l’Abruzzo, unito, si è sollevato contro il Primo Ministro. Una dimostrazione che i territori abruzzesi possono lottare insieme, perché non ci si salva da soli e le vertenze vanno unite perché riguardano l’intera regione e sono tutte collegate alla sua salvaguardia.

Un esempio è il filo diretto tra il post-terremoto e il progetto Ombrina Mare: non si può sempre delegare e aspettare che la politica istituzionale (non) faccia quello che gli si chiede. Di fronte ai ricatti, le ingiustizie e la devastazione ambientale è necessario scendere in piazza uniti e dimostrare di essere una forza.

La manifestazione contro Renzi ha creato proprio questo, una nuova forza sociale di un Abruzzo unito. Territori diversi che hanno prima di tutto in comune la volontà di decidere del loro presente e del loro futuro senza essere calpestati ed umiliati, affamati e devastati.

Il vero successo della giornata di ieri, oltre alla “cacciata di Renzi”, è stato infatti il coordinamento e la condivisione con tanti altri soggetti che sono scesi in piazza in risposta al nostro appello e con cui abbiamo condiviso pratiche e rivendicazioni. Per questo rispediamo al mittente (la classe politica aquilana, ormai preoccupata solo di mantenere la propria poltrona ossequiando come sempre il nuovo sovrano) qualsiasi distinzione tra aquilani e non. La sola distinzione è tra chi ha scelto di stare dalla parte delle cricche, dei petrolieri, delle clientele, e di rinchiudersi a discutere in un palazzo mentre la cittadinanza veniva caricata dalla polizia in maniera totalmente ingiustificata e gratuita.

Questo risultato, che segna il consolidamento di una rete sempre più forte a livello regionale, non sarebbe mai stato possibile senza un instancabile lavoro sotto traccia che abbiamo continuato a portare avanti in questi anni, con caparbietà e passione. Le tante assemblee ed incontri a CaseMatte, sui conflitti ambientali regionali, su Collemaggio e la ricostruzione, sulla precarietà, oltre al confronto con tante realtà del mondo della scuola, del lavoro, dell’associazionismo, delle vertenze locali e nazionali. E’ un lavoro lungo e spesso faticoso, ma che si nutre della consapevolezza del fatto che la devastazione ambientale, la precarietà, la giustizia sociale sono battaglie nate da una stessa rabbia, ancor più viva in una generazione come la nostra che sente di non avere più nulla da perdere, ma tutto da strappare. Ed è per questo che l’immagine più bella che conserveremo della giornata di ieri è quella di aver protestato fianco a fianco con i ragazzi di Zona22, gli studenti (tanti ed aquilanissimi), il movimento No Ombrina, il comitato No Snam, il comitato No Biomasse di Bazzano e Paganica, e i tanti pezzi del mondo dell’associazionismo.

A L’Aquila la manifestazione è servita probabilmente soprattutto a chi non c’era. C’erano infatti per lo più gli aquilani che in piazza ci sono sempre stati senza mai tirarsi indietro. Ma da troppo tempo in generale a L’Aquila ormai si ha la sensazione di essere in balia di qualcosa di inestricabile, troppo forte, troppo complesso, troppo sbagliato.

Dopo le rivolte e le manifestazioni del 2010 in città è iniziato un terribile riflusso accompagnato da un generale senso di impotenza, si è come assopiti e stanchi di reagire. Il motto di tanti pare sia divenuto “si salvi chi può”, e chi resta cerca di raccomandarsi alla meglio al politico locale, cedendogli sempre più potere e accontentandosi delle briciole per sopravvivere.

La manifestazione del 25 agosto contro Matteo Renzi è stata un grido di liberazione dalla frustrazione alla ricerca di un nuovo protagonismo sociale, rimbombato tra i vicoli della zona rossa. In centinaia ci siamo riappropriati di quelle strade e quelle vie, tuttora in gran parte abbandonate dal 6 aprile 2009, che lo Stato aveva deciso di presidiare e vietare con tanto di reparti antisommossa. Sembrava di rivivere l’incubo del G8!

Ma evidentemente la rabbia e la voglia di liberazione erano tali che abbiamo deciso di sfidare l’ordine militare imposto e raggiungere la sede del GSSI senza paura, opponendo i nostri corpi alla violenza dei manganelli e degli scudi. Qualcosa che, siamo certi, ha scosso le coscienze di molti con buona pace di chi si limita come al solito a criticare da lontano, dicendo che sarebbe stato meglio così o colà o che addirittura Renzi non va contestato perché ci deve dar soldi. Ma davvero siamo arrivati a questo? A credere alla vecchia favola che se stiamo buoni ci accontentano, mentre in realtà a L’Aquila si muore di miseria, di disoccupazione, di una precarietà lavorativa ed esistenziale unica? La ricostruzione dell’Aquila è un diritto, i soldi per completarla ci spettano! Inutile quindi stare dietro il balletto di numeri dei finanziamenti che arrivano e non arrivano. E’ importante anche il come si sta ricostruendo questa città e come ci si vive adesso, il ‘come fare’ per viverci meglio ORA.

Il coraggioso corteo di ieri ha dimostrato prima di tutto a noi stessi che la ricostruzione sociale dell’Aquila non avverrà grazie all’ANCE o al Sindaco Cialente ma alzando la testa ogni giorno, creando sulle strade tra le persone percorsi di auto organizzazione e necessario conflitto. Pensiamo che la giornata di protesta contro Renzi abbia messo un primo tassello in tal senso, l’inizio di un nuovo percorso. Non ci interessa per ora esser minoritari.

Infatti nonostante i vari meccanismi di autodifesa per non ammettere a se stessi la nostra condizione miserevole, degna espressione della classe politica locale che dovrebbe rappresentarci, siamo certi che ieri sia stato rotto un sonno che durava da anni e che garantiva una pace sociale imposta per non disturbare i manovratori della ricostruzione. Questo ci interessa.

Siamo certi che oggi la sollevazione di ieri darà i suoi effetti anche nella dimensione più locale. Per esempio ha ricordato a tutti che si può contestare anche duramente, che si può e ci si deve mettere in gioco per cambiare le cose, anche insieme a chi porta avanti vertenze da altri territori perché in realtà ci riguardano e perché insieme siamo più forti. 

Esistono nemici a cui, se uniti, si può far capire di non essere graditi. Chiaro che il nemico politico non è solo Renzi ma anche chi in Abruzzo e a L’Aquila si rende responsabile ogni giorno di politiche che ci condannano alla macelleria sociale, alla miseria e alla devastazione dei territori. Bisogna riapprendere e riconoscere questo nemico. E far sì che alla giornata del 25 agosto seguano nuovi percorsi condivisi che diano forza ai territori in lotta.

L’Aquila sta morendo dentro, la sollevazione di ieri insieme agli altri territori d’Abruzzo insegna che è ancora possibile lottare, essere protagonisti della ricostruzione e del proprio futuro. In un’espressione è ancora possibile sentirsi vivi.

 

Il video della manifestazione

Alcune foto della manifestazione

Renzi_manganellata

Ecco come questo Governo ha manganellato gli aquilani che manifestano. La polizia dopo non averci capito niente ha caricato violentemente ed in maniera ingiustificata davanti al GSSI dove era in corso l’incontro con Renzi. Questa è come appare in Italia la democrazia oggi: non si ammettano contestazioni da parte di una città in ginocchio (triste emblema di un intere Paese) che però oggi si è sollevata insieme insieme all’Abruzzo tutto, che grida forte il proprio NO all’ennesima devastazione del territorio abruzzese con la piattaforma petrolifera Ombrina e allo scellerato viadotto della Snam.

 

L’Aquila con il popolo greco | 2 luglio ore 19 Fontana Luminosa | 5 luglio ore 21 CaseMatte

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Pubblicato il: 30 giugno 2015

referendum-grecia

Video della manifestazione

Alcune foto

grecia-solidarietaSi stanno svolgendo in questi giorni, in Italia e in Europa, manifestazioni di solidarietà al popolo greco, che vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente.

Giovedì 2 luglio, alle 19, alla Fontana Luminosa si terrà anche all’Aquila un sit-in per testimoniare la nostra vicinanza alla Grecia, e per affermare che un’Europa dei popoli, dei diritti, dell’accoglienza è necessaria.

Tutte le cittadine, i cittadini e le associazioni sono invitati a partecipare. Portiamo solo bandiere greche ed esprimiamo, al di là di ogni appartenenza, la nostra vicinanza a un popolo affamato dagli interessi finanziari di pochi, a scapito dei diritti di tutti

Il popolo greco ha eletto solo qualche mese fa un governo col preciso mandato di mettere fine alle politiche dell’austerità, che hanno portato la Grecia sull’orlo di una catastrofe umanitaria.

Oggi gli stessi organismi finanziari, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che nessuno ha mai eletto, pretendono di continuare a imporre quelle stesse politiche a un governo democraticamente eletto, chiedendogli di abbattere definitivamente lo stato sociale, con ulteriori riduzioni delle pensioni, dei salari, dei diritti dei lavoratori.

Di fronte a questo ricatto della finanza, la scelta del governo greco del referendum del 5 luglio con cui si chiederà ai greci se accettare o no le condizioni poste da Bruxelles, è quanto di più democratico sia successo finora in Europa, ormai governata dai soli interessi finanziari e da politici accondiscendenti.

E ci indigna l’ipocrisia con cui il Governo Renzi, al pari di quello francese, si sia allineato al volere dei poteri finanziari europei, senza un mandato parlamentare e con buona pace dei proclami elettorali “anti-austerity”.

Tsipras ha riportato l’Europa a quella dimensione politica senza la quale l’Unione non può avere nessun futuro.

Non vogliamo l’Europa fortezza, l’Europa dei mercati e della finanza, ma l’Europa dei popoli, dei diritti, dell’accoglienza.

Vogliamo un’altra Europa e un’altra Italia.

Stiamo con il popolo Greco, con Siryza, con Tsipras.

3e32 / Casematte, Appello per L’Aquila, Arcigay L’Aquila

Venerdì 26 giugno si terrà una nuova udienza dell’assurdo processo contro CaseMatte…

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Pubblicato il: 24 giugno 2015
CaseMatte ieri sera
CaseMatte ieri sera

Venerdì 26 giugno si terrà una nuova udienza dell’assurdo processo contro CaseMatte. Forse l’ultima.

Le istituzioni infatti, nonostante mille proclami e promesse, e nonostante le nostre richieste ripetute, in questi 5 anni non hanno saputo (o voluto?) trovare una soluzione condivisa per il futuro di questo spazio fondamentale per l’aggregazione, la cultura, la creatività e la resilienza di questo territorio.

La storia di CaseMatte si lega simbolicamente a quella dell’intera area di Collemaggio, che in questi anni abbiamo difeso in ogni modo dalla speculazione e dal degrado in cui la ASL continua ad abbandonarla.

Per questo abbiamo promosso un percorso collettivo su Collemaggio, coinvolgendo le stesse istituzioni, le associazioni ed i cittadini, per chiedere che questo spazio così importante per il futuro della nostra città venga fatto rinascere attraverso progetti condivisi, e per permettere da subito alle tante associazioni che ne hanno bisogno (alcune delle quali ne hanno già fatto formalmente richiesta), di utilizzare gli spazi agibili ed abbandonati all’interno del Parco.

Durante l’ultimo incontro, giovedì 4 giugno presso l’auditorium, il Sindaco dell’Aquila Cialente e l’Assessore Regionale alla Sanità Paolucci si erano impegnati a dare una risposta alle associazioni entro 10 giorni. Siamo ancora in attesa di una risposta in merito.

Al momento la cosa certa è che, per essersi battuti per la tutela e la valorizzazione di Collemaggio, 12 attiviste e attivisti rischiano una condanna penale ed un risarcimento alla ASL, che ha proceduto con le denunce e costituendosi parte civile nel processo conseguente, chiedendo 50.000 euro di provvisionale per “danno di immagine ed al patrimonio”. Tutto ciò, nonostante lo stesso Sindaco Cialente abbia inoltrato al direttore Silveri due lettere, in cui comunicava la volontà da parte del Comune di “affittare” l’area in cui si trova CaseMatte.

Noi potremmo limitarci a ripetere per l’ennesima volta che non abbiamo apportato alcun danno e che la ASL ha evidentemente lasciato all’abbandono l’intera area dell’Ex OP, ma non ne abbiamo voglia né tempo.

Stiamo, invece, delineando – comunemente con altre associazioni – una sorta di asse centrale di Collemaggio su cui far partire subito i lavori secondo progetti che prevedono laboratori artistici, artigianali ed una foresteria (il vecchio progetto dell’Albergo in Via dei Matti n.0).

Insomma, noi entreremo di nuovo in un’aula di tribunale confortati più che mai dal fatto che fuori quell’aula la città stia accerchiando la miope (per non dire folle) “gestione” di Collemaggio che l’attuale direzione della Asl ha voluto riservare a questo importante e strategico pezzo di città e bene comune.

Non abbiamo mai negato di essere noi quelli che nel settembre 2009 entrarono a Collemaggio per necessità e per realizzare il sogno di una ricostruzione giusta che, a partire da questo quartiere e dalla nostra esperienza di autogestione, ci consenta di restare a vivere e lavorare su questo territorio.

Una cosa è sicura: fino a quando ci sarà il 3e32, l’Ex OP non verrà mai ceduto alla speculazione ediliziaLa nostra battaglia per ColleMaggio continua ad andare avanti, insieme alle altre associazioni ed ai cittadini, per farlo tornare a vivere nonostante l’incuria e l’ipocrisia da parte delle istituzioni.

Per questo invitiamo chi potrà, a venire venerdì mattina alle ore 11 insieme a noi in tribunale per far sentire la propria solidarietà.

3e32 e CaseMatte fanno parte della città e della sua storia. Difendiamoli!

 

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