Rivendichiamo il nostro diritto a vivere le città

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 11 agosto 2017

Ancora una volta siamo costretti ad assistere a misure di ordinaria repressione nelle nostre città a danno di tutte quelle espressioni autonome che stanno di fatto sopperendo alla carenza di servizi sociali e di soddisfacimento di tutti quei bisogni negati dal sistema economico dominante.

L’ossessione per le politiche securitarie, che ormai accomuna da anni governi e amministrazioni di centrosx e centrodx, sta dando i suoi frutti: frontiere presidiate militarmente, ronde nelle città contro chiunque non appartenga alla “sacra” comunità locale, ordinanze contro i settori più fragili ed emarginati della società, sgomberi di spazi sociali autogestiti, mito del decoro urbano o, meglio, del decoro sociale.

Le città nel frattempo si stanno trasformando in enormi agglomerati extraurbani dove da anni si è spostata la maggior parte della popolazione impossibilitata ad abitare in centro a causa di una vita sempre più cara.

I centri storici sono vuoti o ridotti a mero spazio commerciale ad uso e consumo di una vorace industria del turismo che porta soldi in poche tasche e tanta precarietà e sfruttamento per troppi.

Nel cuore della città di Bologna è stato appena sgomberato manu militari lo spazio sociale Làbas, un importante punto di riferimento per quelle fasce di popolazione a cui vengono negati bisogni sociali e beni che dovrebbero essere garantiti: un sano svago e la possibilità di socializzazione a cui l’essere umano naturalmente tende.

Subito dopo la repressione ha colpito un’altra entità autonoma bolognese, il Laboratorio Crash, protagonista di tante lotte come quelle contro il caro-mensa all’università di Bologna e più in generale contro la devastazione e saccheggio del territorio.

Questi atti repressivi rappresentano la volontà di privatizzare lo spazio pubblico cittadino. Non c’è più il diritto a vivere la città ma solo il dovere di obbedire alla catena di comando dei privati che spartiscono i loro interessi con i politicanti di turno.

Anche nel nostro territorio stiamo combattendo da 8 anni per rivendicare il diritto a ricostruire una città che sappia includere e non escludere; che sia a misura umana e non commerciale, una città in cui la sicurezza sia quella degli edifici e delle scuole e non quella del manganello e delle telecamere; una città che abbia un centro storico popolare e popolato alla portata di tutte e tutti.

E’ per questo che ci sentiamo vicini alle esperienze bolognesi vittime della violenza di uno Stato che soffoca ogni espressione non in linea con i dettami del libero mercato.

Siamo complici e solidali con il Làbas e il Crash! Alla legalità del potere dominante contrapponiamo la nostra illegalità diffusa fatta di solidarietà di classe, di lotta contro le devastazioni ambientali, per i diritti e contro ogni forma di oppressione e sfruttamento.

Solidarietà ai commercianti di frutta e verdura dell’Aquila

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 22 luglio 2017

Esprimiamo la nostra solidarietà con i commercianti di viale della Croce Rossa e del centro commerciale Amiternum, che recentemente hanno visto distruggere quintali di frutta e verdura dal personale dell’Asm. E’ chiaro che se le autorità hanno potuto agire indisturbate è a causa di “falle” nelle normative, e soprattutto in seguito a segnalazioni di chi non vuole che persone non italiane lavorino onestamente e vivano serenamente all’Aquila.

I commercianti multati, cui è stato fatto un notevole danno d’immagine, sono stati penalizzati non perché privi di possesso di permessi per occupare il suolo pubblico o perché il materiale buttato è stato trovato in stato deteriore, ma perché su segnalazione di privati sono stati poi trovati cavilli burocratici che hanno generato un’azione così ingiusta.
Auspichiamo che, tra la richiesta di un crocifisso e l’altro, se ne interessi anche la Confcommercio.

Il tessuto sociale dell’Aquila sta cambiando, come quello del resto del Paese. E’ inevitabile, al pari di quanto sia un’opportunità di crescita e apertura collettiva dell’intera comunità. La presenza di lavoratori e lavoratrici di origine non italiana è certamente una ricchezza per il nostro territorio, che rischia di svuotarsi, gravato com’è da uno spopolamento crescente.

Il clima in tutto il Paese va purtroppo scaldandosi, alimentato ad arte da chi sfrutta e strumentalizza le migrazioni per i propri beceri calcoli elettorali. Al contrario noi crediamo che la tanto abusata parola “integrazione” si inizi a costruire solo quando un Paese e le sue comunità pongono basi e condizioni egualitarie per tutti. Lo sosteniamo e continueremo a farlo anche all’Aquila, per difendere i principi basilari di uguaglianza e libertà.

Qui il video del sequestro e della distruzione di frutta e verdura all’Ortofrutta Amiternum (video Alessandro Tettamanti)

Il Parco della Luna ha senso solo se resta il progetto creato dal basso che è

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 21 giugno 2017

Decidiamo di prendere parola dopo l’annuncio fatto tramite Facebook, da parte del sindaco Massimo Cialente,  dell’accordo di cooperazione  firmato tra ASL e Comune per la realizzazione del Progetto nominato “Parco della Luna”.

Un accordo che, in virtù di un finanziamento, prevede la realizzazione di un primo stralcio di intervento esecutivo dentro Collemaggio riguardante la riqualificazione degli edifici B4 e B6 e, con “le risorse residue e/o aggiuntive” del finanziamento, dei manufatti B8 B10 B11 e B12.

Le parole del Sindaco, dal social, sono finite anche in un articolo del quotidiano Il Centro dello scorso 15 giugno.

Ci preme sottolineare però che la notizia è incompleta in quanto il sindaco Cialente, e di conseguenza anche l’articolo de Il Centro, omettono di parlare del tutto del percorso partecipativo portato avanti dal Manifesto per “Collemaggio Cittadella solidale della creatività”, firmato nel 2015 da più di venti associazioni. Dal Manifesto  è venuta fuori – in particolare con i tavoli di lavoro tra l’ottobre e il dicembre del 2016 –  la prima bozza progettuale de il “Parco della luna” che il Comune dell’Aquila ha voluto riprendere anche nel nome stesso.

Il lavoro dei tavoli nello specifico è stato fatto anche in un’ottica di pragmatica collaborazione con l’istituzione nel tentativo di presentare, entro i termini previsti dal finanziamento , un progetto più ampio ed organico rispetto alla sola riqualificazione della palazzina dove sorgerà l’Albergo in Via dei Matti N.0, il cui progetto risale a prima del sisma del 2009.

Finanziamento che grazie anche alla nostra azione di progettazione partecipata potrebbe dar vita finalmente ad un primo pezzo della riqualifica dell’ex OP.

Un obiettivo che come Comitato 3e32 ci siamo posti sin dal momento della nostra installazione nel 2009 e che abbiamo perseguito senza distrazioni tramite – tra l’altro – decine e decine di incontri pubblici sul futuro di Collemaggio, l’ultimo dei quali fatto lo scorso 25 maggio  alla presenza di tutti i candidati sindaco e sindaca.

Nell’occasione, volta a sfruttare la competizione elettorale per tenere accesi i riflettori sulla riqualificazione dell’intera area,  abbiamo anche presentato ai candidati e quindi al prossimo sindaco dell’Aquila, proprio il progetto del “Parco della Luna” il cui stesso nome viene fuori da un’idea del Comitato 3e32.

Nelle fredde parole di Cialente, riportate anche da Il Centro, invece nessun riconoscimento viene dato  al percorso partecipativo che ha portato al Progetto del Parco della Luna o al fatto che la struttura B6 sia quella di CaseMatte.

Ci auspichiamo che il prossimo sindaco recepirà e riconoscerà, più di quanto fatto da Cialente,  il percorso di partecipazione tramite il quale realizzare  tutto il progetto e che non riguardi solo gli edifici B4 e B6 (che comunque restano solo un punto di partenza per riqualificare l’intera area).

Siamo convinti e convinte che il progetto “Il Parco della Luna” riuscirà ad essere portato a termine nel migliore dei modi, e diventare così funzionale per i reali bisogni della comunità, solo se manterrà un percorso partecipato, indispensabile per un progetto creato dal basso, qual è.

Come abbiamo dimostrato infatti abbiamo idee, competenze e proposte utili che vanno anche oltre la fase progettuale e  comprendono l’utilizzo collettivo del bene comune “Parco della Luna” come forma di gestione innovativa e sostenibile dello stesso.

A tal proposito, visto che non abbiamo tempo da perdere, diamo appuntamento all’incontro del 9 luglio “L’autogestione e le città: problematiche, teorie, esperienze a confronto e prospettive” che si terrà durante il Festival della Partecipazione. Sarà l’occasione per parlare  proprio del riutilizzo collettivo degli spazi abbandonati tramite il confronto con alcune esperienze napoletane in cui gli spazi una volta occupati non sono stati assegnati ma, con la delibera n. 446/2016, riconosciuti come «spazi che per loro stessa vocazione (collocazione territoriale, storia, caratteristiche fisiche) divenuti di uso civico e collettivo, per il loro valore di beni comuni.

All’incontro è invitato anche il sindaco dell’Aquila 

L’Aquila è contro il corteo neofascista

Categorie: Comunicati
Commenti: 1 Commento
Pubblicato il: 24 marzo 2017

Casapound, un’organizzazione i cui membri si autodefiniscono ‘fascisti del terzo millennio’ e che da anni si distingue, nelle città italiane nel praticare pestaggi e aggressioni ai danni di cittadine/i straniere/i, omosessuali, di sinistra, ha indetto per il 25 marzo un corteo nazionale all’Aquila, dal titolo “Italia sovrana”.

Non vogliamo dare più importanza ai neofascisti di quanta (non) ne abbiano in Abruzzo e in particolare all’Aquila. Ma siamo antifascisti/e convinti/e, perché viviamo nella città dei Nove Martiri, i primi giovani eroi della Resistenza armata al nazi-fascismo, dei martiri di Filetto e di Onna, perché L’Aquila combatte ogni giorno contro i fascismi e ad essi si oppone. Soprattutto in un giorno in cui sappiamo quanto sarà importante manifestare contro le politiche di austerità europea a Roma, dove verranno celebrati – dovremmo dire commemorati – i 60 anni del Trattato di Roma.

Noi ci opponiamo all’Europa delle banche e dei burocrati, ma anche a quella dell’impoverimento delle popolazioni e dei muri, gli stessi che i neofascisti vorrebbero innalzare con idiote argomentazioni suprematiste. Ci battiamo per un’Europa diversa che sia continente di pace che affermi la giustizia tra i popoli contro i conflitti e l’industria delle armi. Ci battiamo per una svolta radicale della politica economica e sociale dell’UE. Ci battiamo per una politica dell’accoglienza e dell’integrazione, unico vero strumento contro integralisti e terroristi.

Chiediamo che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si esprima per ribadire che L’Aquila è antifascista e antirazzista e mettendo in guardia dalle forme di apologia del nazifascismo che stanno tornando: la nostra città non merita di diventare teatro per parate di nostalgici del ventennio che oltraggiano gravemente la memoria aquilana dell’occupazione e delle stragi nazifasciste. E gli/le aquilani/e sapranno dare con la loro indifferenza e la loro distanza, la migliore dimostrazione di dignità, di intelligenza e di coraggio.

Chiediamo infine a tutti/e di difendere attivamente i valori della democrazia, della libertà, del rispetto dell’altro contro ogni rigurgito fascista, contro i germi di odio, intolleranza, esasperazione nazionalistica e xenofobia. Noi aquilane/i, di nascita e di “adozione”, abbiamo una città ancora da ricostruire, e in questo momento più che mai i valori hanno importanza.
Ricostruiamo una città migliore, cancelliamo il fascismo.

Firmatari (in aggiornamento):
3e32/CaseMatte, ArtQuake/Asilo Occupato, ArciGay Massimo Consoli L’Aquila, ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), Collettivo FuoriGenere, Casa delle donne L’Aquila, Link Studenti Indipendenti L’Aquila, UDS L’Aquila, UDU L’Aquila, Artisti Aquilani, Comunità XXIV Luglio, 180 Amici, Circolo Arci Querencia, Arci Servizio Civile L’Aquila, Arci territoriale L’Aquila, Associazione Bibliobus, Sinistra Anticapitalista, Appello per L’Aquila, Collettivo AltreMenti Valle Peligna, Dabadub Sound System

Assolti anche nell’ultimo processo, fu repressione dello Stato

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 20 febbraio 2017
Oggi all’ennesima udienza nell’ennesimo processo per le mobilitazioni degli aquilani dopo il terremoto del 2009, 14 imputate e imputati nel processo per la manifestazione del 9 novembre 2010 (l’ultima visita di Berlusconi all’Aquila) sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste.
Quello terminato oggi è solo l’ultimo dei numerosi procedimenti che abbiamo dovuto subire in questi anni: 53 assoluzioni su 57 denunce, con 4 condannati che, siamo sicuri, verranno anche loro assolti in Appello. Non finiremo mai di ringraziare, innanzitutto, gli avvocati che per anni hanno assistito gratuitamente gran parte degli imputati. Non smetteremo di sottolineare lo spreco di soldi pubblici per questi processi assurdi.
Il respingimento di tutte le accuse che ci sono state mosse negli ultimi 8 anni ci porta a ribadire quello che affermiamo da sempre: in quella stagione di grande mobilitazione popolare fu messo in scena dallo Stato un meccanismo fortemente repressivo, con il chiaro obiettivo di indebolire un forte movimento popolare, oltre che di farci perdere decine di giornate in tribunale. Ne sono una dimostrazione le accuse, smontate una dopo l’altra, che vanno da assurde “violenze private” fino alla grottesca vicenda delle carriole, passando per l’accusa di “danno al patrimonio e d’immagine” nel caso di uno spazio come CaseMatte, che al contrario abbiamo riqualificato.
Noi proseguiamo a testa alta con le nostre battaglie: la riqualificazione dei quartieri come Collemaggio; la creazione di una reale alternativa sociale e culturale in città; la valorizzazione della aree interne; la redistribuzione delle ricchezze in una ricostruzione più giusta; l’opposizione a grandi opere inutili come quelle del gasdotto Snam; la richiesta di messa in sicurezza di tutti i territori che nella nostra regione, proprio in questi giorni, cadono a pezzi; l’inclusione sociale delle fasce della popolazione rese più deboli da questo sistema economico-politico clientelare.

Tra rassicurazione e allarme, le nostre proposte su prevenzione ed emergenza all’Aquila

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 3 febbraio 2017

Dopo le scosse di terremoto che ci hanno colpito lo scorso 18 gennaio anche a L’Aquila si è tornato a parlare di prevenzione ed emergenza.

Da anni assistiamo alle continue rassicurazioni delle classi dirigenti, secondo le quali la città in cui viviamo sarebbe “la più sicura d’Italia”.

Slogan utilizzati dalla politica di volta in volta in modo strumentale, per giustificare le inadempienze delle istituzioni e le mancanze di una ricostruzione post-sisma che ha visto al centro gli interessi e gli affari, ancor prima che la sicurezza dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della comunità.
Per questo la scorsa settimana abbiamo indetto un incontro pubblico, per incontrarci ed organizzarci, come abbiamo fatto anche dopo il 6 aprile 2009. Il Comitato 3e32 è nato infatti come risposta ad un vuoto di organizzazione dal basso sorto all’indomani del sisma e come risposta a dei bisogni a cui le istituzioni non riuscivano a rispondere. Per molti aspetti ci accorgiamo che, dopo quasi otto anni, poco è cambiato. Per questo è fondamentale continuare e a rinnovare le pratiche di mutuo soccorso dal basso e di solidarietà che, nelle fasi di emergenza, riescono spesso nel compito di sopperire alla carenza della presenza istituzionale. Perché il terremoto, come sappiamo, ci pone davanti anche la possibilità di fare realmente comunità.

L’immobilismo istituzionale è evidente anche dalla coraggiosa protesta che stanno mettendo in campo in questi giorni studenti e studentesse delle scuole medie superiori cittadine: da giorni subiscono pressioni dalle classi dirigenti cittadine, che li vorrebbero zitti e buoni, a far da stampella giovanilista alle loro malefatte.

Nel corso dell’incontro è emersa forte l’esigenza di maggiore informazione e trasparenza, da parte delle istituzioni, nei confronti della comunità. Non si può pretendere che si rimanga inerti e tranquilli, se le stesse amministrazioni non forniscono alla popolazione – e spesso neanche elaborano – informazioni chiare sullo stato in cui versa la città. La popolazione (cittadini, precari, studenti, migranti) deve essere il più possibile cosciente delle caratteristiche del territorio in cui si trova, essere informata e partecipare alle scelte che riguardano la propria sicurezza e quella collettiva negli edifici pubblici, come scuole e ospedali.

Clamoroso e grave è il caso del Comune dell’Aquila, che non ha mai commissionato studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici di sua proprietà (scuole, uffici, etc.), nonostante una legge glielo imponga già da quattro anni. Auspichiamo che all’alternanza frenetica di rassicurazionismo e allarmismo, subentri finalmente una più opportuna valutazione del rischio in termini di “allerta”, progressiva, graduale e documentata, che permetta alla cittadinanza di affrontare con maggiore serenità la vita individuale e collettiva in un territorio come il nostro.

 

PROPOSTE PER LA PREVENZIONE E L’EMERGENZA
Vogliamo che le istituzioni rendano pubblici ed accessibili tutti i dati riguardanti la sicurezza degli edifici. Vogliamo lanciare un appello alla popolazione affinché si pretenda lo stesso grado di trasparenza nei riguardi delle abitazioni private ricostruite o riparate dopo il terremoto del 2009, affinché ognuno possa rendersi conto del luogo dove abita o lavora, al fine di fare una prevenzione che vada oltre lo slogan politico e le promesse mancate.

Proponiamo che venga apposto in ogni edificio – con particolare attenzione a quelli “rilevanti e strategici” – il grado di sicurezza sismica, analogamente a quanto già avviene in altri Paesi, come il Cile, che hanno intrapreso politiche pubbliche sulla sicurezza sismica e dai quali dobbiamo prendere esempio.

Dopo otto anni è necessaria, anche per evitare il panico generalizzato, una campagna organica di informazione e sensibilizzazione in caso di emergenza.
Chiediamo che sia attivato un sito web dedicato a tutto ciò che concerne le informazioni utili per l’emergenza: contatti, centri di accoglienza, dati sugli edifici, etc.; chiediamo che le stesse informazioni vengano raccolte in punti fisici presenti in città, utili a chi non utilizza internet e ai tanti che non si muovono facilmente nel mondo della comunicazione istituzionale (studenti fuori sede, studenti erasmus, migranti, operai ricostruzione etc.); chiediamo inoltre che venga immediatamente pianificata una rete di strutture sicure in città, che abbiamo chiamatorifugi di quartiere: un luogo sicuro dove chiunque, se spaventato, possa rifugiarsi in caso di terremoto. I rifugi dovranno essere dotati di materiale adeguato al caso: brande, gruppi elettrogeni, etc. e saranno utilizzati, in tempo di pace, come centri di aggregazione sociali, considerando anche l’assenza di spazi sociali in una città sempre più vasta, che vive da anni di annunci vuoti cui non seguono azioni concrete.

Raccolta per i territori colpiti dal sisma

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 31 agosto 2016

Amatrice terremoto

AGGIORNAMENTO 31 AGOSTO ORE 11:30

Ad oggi, ore 11:30 del 31 agosto, in base ai continui viaggi che compiamo e alla rete di relazioni che stiamo intrattenendo con alcune delle comunità colpite dal terremoto del 24 agosto, queste sono PARTE DELLE ESIGENZE che segnaliamo. Per altre ci stiamo attrezzando direttamente con chi sappiamo che ce le possa fornire (es. roulotte, etc.). Le esigenze possono cambiare molto rapidamente, di ora in ora, in base alla risoluzione dei problemi.

Per velocizzare la raccolta fondi ed il reperimento del materiale abbiamo un conto, già esistente, dell’Associazione L’Aquila in Comune: IBAN IT22Y0501803200000000141992, CAUSALE: “Terremoto Centro Italia”
(per i pagamenti dall’estero BIC: CCRTIT2T84A). Rendiconteremo spesa per spesa.

Chiediamo di diffondere questo post e di scriverci in privato (FacebookTwittter – Email: info.3e32@gmail.com), nel caso di reperimento del materiale. Il punto di raccolta, esclusivamente per questo tipo di materiale, è presso l’Asilo Occupato in viale Duca degli Abruzzi, all’Aquila dalle 16.30 alle 20.30.

LAZIO

– CAPRICCHIA: bagni, asciugatrice;
– SCAI: asciugatrice;
– COSSITO: doccetta da campo, 5 brande, 5 materassi;
– SALETTA: lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro;
– CAMPO SCOSSA SOLIDALE: pentolame, fornelli; accappatoi;

MARCHE

– CAMPO TRA COLLE E SPELONGA: televisore per gli anziani;

ABRUZZO

– COLLEVERRICO DI MONTEREALE: container.

 

AGGIORNAMENTO 29 AGOSTO:

Richieste attualmente da soddisfare:
> Scai (Amatrice, 80 pp): reti e materassi;
> Verrico (Montereale, 30 pp): reti e materassi;
> frazioni di Montereale (in foto): acqua, perché l’ordinanza del divieto dell’utilizzo di acqua potabile è ancora attiva;
> Capricchia (Amatrice, 20 pp): legno per chiudere le strutture pre-esistenti della pro loco;
> Pescara del Tronto (Arquata del Tronto, ca. 100 pp): ferri, lana, uncinetto, riviste;
> Campo Scossa Solidale (SR577, Amatrice): pentolame misura grande, fornelli;
> Campo tra Colle e Spelonga (Arquata del Tronto): televisione per anziani.

 

AGGIORNAMENTO 26 AGOSTO: quanto richiesto in questo post è stato raccolto e consegnato in serata a Capricchia. Nelle prossime ore aggiorneremo su nuovi materiali necessari in altre zone.

Il Comitato 3e32 insieme agli spazi autogestiti CaseMatte L’Aquila e Asilo Occupato L’Aquila saranno presenti nei territori colpiti dal sisma quotidianamente, organizzando dei turni di spedizione.
Riceviamo costantemente aggiornamenti riguardo i beni necessari, anche nei paesini più piccoli e isolati.

Stiamo allestendo un punto di raccolta all’Asilo Occupato, viale Duca degli Abruzzi 4, dalle 17.00 alle 20.30

Attualmente (25 agosto) riceviamo richiesta dalla frazione di Capricchia di:
– Tende da campo
– Brande e materassini
– Bombole a gas
– Prolunghe, ciabatte, adattatori
– Piatti, posate, bicchieri di plastica

Se interessati ad aiutare con i turni di raccolta non esitate a contattarci, c’è sempre bisogno di una mano.
Per info: 3481760542 (Eleonora) – 3477099887 (Beatrice)

(Le richieste cambieranno di giorno in giorno, quindi se potete farci avere questi materiali in breve tempo va benissimo, altrimenti aspettate i prossimi aggiornamenti)

 

24/08/2016 Ieri la situazione era questa

Alcuni di noi oggi sono saliti ad Amatrice per capire se era possibile dare una mano e per capire bene quale era la situazione… La parte storica della città praticamente non esiste più… vigili del fuoco, protezione civile ecc. lavorano incessantemente per cercare di tirare persone fuori dalla macerie. Mentre eravamo lì sono stati tirati fuori 3 corpi, purtroppo tutti senza vita. La situazione non è per niente facile. In queste ore stanno iniziando ad allestire alcune tendopoli, per poter ospitare le persone sfollate, durante la notte. L’unica cosa che possiamo dire è che attualmente è inutile salire per cercare di dare una mano, perché data la situazione estremamente disastrosa solo agli addetti è data possibilità di scavare tra le macerie e si rischia di dare intralcio ai tanti mezzi di soccorso che arrivano. Probabilmente sarà possibile aiutare appena verranno allestite le tendopoli o magari si potrà semplicemente dare una mano nello smistamento dei tanti beni di prima necessità che stanno arrivando.

Terremoto: aiuti in base alle esigenze e coinvolgimento diretto e immediato degli sfollati

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 29 agosto 2016
Illica
Illica

Il terremoto che ha scosso i territori dell’Appennino centrale ha rievocato, per l’immane numero di vittime, l’intensità dell’evento e gli accostamenti proposti da parte dell’informazione, il terremoto aquilano del 2009. Il parallelismo tra i due terremoti però non è affatto calzante e, a chi è di queste parti, è stato subito chiaro che criticità ed esigenze non sarebbero state identiche.

L’intera popolazione residente nei comuni colpiti ammonta a circa 5mila abitanti, gli sfollati ospitati nei campi allestiti dalla Protezione Civile ad oggi sono poco più di 2mila, a fronte di 3500 posti disponibili. Il territorio è impervio, la viabilità difficile anche in tempo di pace. Quasi la metà della popolazione coinvolta è distribuita in piccolissime frazioni, di cui molte con meno di 50 abitanti, arroccate anche oltre i 1000 metri di altitudine.

Durante i sopralluoghi che abbiamo fatto, e che continueremo a fare in questi giorni, abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi queste realtà: alcune sono rase al suolo, altre sono danneggiate con diversa intensità, alcune sono state totalmente abbandonate, in altre piccoli nuclei di abitanti hanno deciso di auto-organizzarsi. Qualcuno ha la propria casa in buono stato, usa il bagno o la cucina, ma ha paura di dormirci, e non riceve adeguata assistenza rispetto ai territori più colpiti. Qualcuno ha invece necessità di rimanere vicino al bestiame, qualcuno non vuole abbandonare il proprio paese.

E’ con loro che abbiamo preso i primi contatti. Consapevoli dell’importanza, per le popolazioni terremotate, di essere immediatamente parte attiva nel processo di ricostruzione, abbiamo stabilito come obiettivo principale quello di sostenere l’autogestione anche di piccolissimi gruppi, il confronto e la condivisione delle esperienze locali.

Per questo ci auguriamo che, diversamente da quanto avvenuto nel caso del terremoto dell’Aquila, anche nei campi istituzionali si sostenga il coinvolgimento diretto delle persone del luogo disponibili ad offrire aiuto, esperienza e competenza, che saranno preziosi anche nel momento della ricostruzione dei paesi.

Per il momento, abbiamo recapitato materiale vario a chi ce lo ha chiesto, territorio per territorio, frazione per frazione. Siamo in contatto anche con alcune istituzioni, per fare in modo di non sovrapporci e non lasciare zone scoperte.

In questa primissima fase a chi ci ha chiesto come aiutare rispondiamo che le richieste che riceviamo al momento dai territori colpiti cambiano di giorno in giorno e riusciamo a soddisfarle entro le 24 ore successive.

Per questo riteniamo utile per ora raccogliere donazioni in denaro con cui far fronte a tali necessità.

Per velocizzare la raccolta fondi abbiamo optato per utilizzare il conto già esistente dell’associazione “L’Aquila in Comune”: IBAN IT22Y0501803200000000141992, CAUSALE: “Terremoto Centro Italia” (per i pagamenti dall’esterno BIC: CCRTIT2T84A).

3e32 / CaseMatte – Appello per L’Aquila – Asilo Occupato

Manifesto “Collemaggio Cittadella Solidale della Creatività”

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 22 giugno 2016

Il 4 giugno del 2015 più di venti associazioni* si sono riunite presso l’Audotorium del Parco e hanno stilato insieme un manifesto dal nome “Collemaggio cittadella solidale della creatività -per la riqualificazione immediata e futura dell’area dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, attraverso un percorso partecipativo dal basso.

Le proposte emerse

– Iniziare subito i lavori di riqualificazione di una sorta di “asse centrale” prioritario di Collemaggio, che veda il coinvolgimento delle palazzine B4, B8 e B7 e quindi dell’area nord-ovest del quartiere.

– Richiesta da parte delle associazioni che ne hanno bisogno, dell’utilizzo immediato delle strutture provvisorie installate nell’ex ospedale dopo il sisma del 2009, e l’utilizzo immediato dei locali agibili dell’area, già occupati da uffici per servizi sanitari della Asl, che sono stati o stanno per essere trasferiti nei locali ex-Onpi, in zona Torrione.

– Realizzazione di laboratori artigianali dove creare, produrre ed apprendere un mestiere; e di laboratori artistici in cui gli operatori dello spettacolo della città possano finalmente lavorare congiuntamente, in pieno contatto con la città e mettendo a frutto nel migliore dei modi le competenze presenti nel territorio. Dai laboratori potranno nascere cooperative in vari ambiti. Crediamo che la conformazione dell’area, la presenza di ampi e adeguati spazi, possano favorire lo sviluppo di competenze legate all’artigianato, all’arte, più in generale, allo spettacolo;

– Realizzazione di una foresteria, gestita da una cooperativa che lavori con persone con disagio psicologico o psichiatrico, recuperando il progetto, stanziato nel 2008 e mai realizzato, dell “Albergo in via dei matti”;

– Servizi propri per il benessere di comunità (area giochi, ristorazione alternativa, strumenti innovativi di “terapia” come pet terapy, musica, teatro, ecc.);

– Creazione di cooperative e di associazioni di volontariato che curino il pregiato parco verde di Collemaggio, all’interno del quale trova spazio una flora particolare, che potrebbe fungere anche da attrazione per i turisti che visitano la vicina Basilica;

– Spazi per il co-working, all’interno del quale lavorare e dare spazio a giovani liberi professionisti, per agevolare la professione, soprattutto in avviamento;

– Proposta, da avanzare alle istituzioni competenti, di creazione di una zona franca dal punto di vista fiscale, con aiuti specifici attori economici e innovatori sociali, alla stregua di quanto succede in alcuni quartieri di altre città italiane (es. quartiere Rancitelli a Pescara);

– Recupero della volumetria già esistente, integrando elementi naturali all’insediamento architettonico: recupero dei padiglioni di valenza storico-architettonica, da destinare a “museo della scienza”, “museo della memoria” (progetto avanzato già negli anni prima del terremoto del 2009) e residenze per studenti;

–Installazione di ufficio del Comune dell’Aquila, preposto alla consulenza per la richiesta di fondi per bandi europei e per la partecipazione ai progetti, nel pieno di spirito di sussidiarietà al reddito;

– Creazione di una “rock hall”: struttura a dimensione, sfruttando la volumetria già esistente all’interno dell’area, di concerti live fino a mille persone, pensata all’interno del ragionamento sulla produttività sociale e sull’economia stessa del quartiere;

– Creazione di orti sinergici e di strutture ideonee all’autonomia energetica dell’area.

*Le associazioni: 3e32 / CaseMatte, Arcigay L’Aquila, ass. cult. 360gradi, ass. cult. Arti e Spettacolo, Donne TerreMutate, coop. soc. La Garganta, Circolo Arci Querencia, ass. Bibliobus L’Aquila, ass. 180Amici, L’Aquila in Comune, ass. Re_Acto, Amiternina Rugby, Comitato Territoriale Arci L’Aquila, Unione degli Studenti L’Aquila, Legambiente Abruzzo beni culturali, Ass. cult. Animammersa, Viviamolaq, L’Aquila Città Futura, Art Village, ArtQuake

04

In risposta alle accuse a CaseMatte: buoni rapporti di vicinato o persecuzione?

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 31 maggio 2016

rifugiati-collage

Leggiamo su ilcapoluogo.it (riportiamo a fine pagina gli articoli), per la seconda volta in pochi giorni, che uno o più residenti di Via Celano, di cui il giornale non esplicita il nome/i nomi (nonostante nel primo articolo si parli di ‘lettera’ da parte di una cittadina), si dicono “stanchi” perché la musica “incessante che dalle 20 alle 3 di notte proviene da CaseMatte” non lascerebbe in pace gli abitanti della via.

Vorremmo, innanzitutto, precisare che il giornale sarebbe tenuto a verificare le “notizie” di anonimi cittadini perché, quanto riportato da Il Capoluogo, è falso e danneggia il comitato.

La serata di sabato 28 maggio è terminata, infatti, all’una di notte e non alle tre come riportato dall’anonimo/dagli anonimi cittadini.

I carabinieri si sono presentati a CaseMatte alle 22:40, chiamati, evidentemente, almeno venti minuti prima.

Dunque, la verità è che chi ha chiamato il 112 per lamentarsi dell’alto volume lo ha fatto alle 22 circa di sabato, ora e giorno in cui fare un’iniziativa all’aperto con della musica non dovrebbe comportare particolare problemi.

CaseMatte, oltre tutto, stava ospitando una serata in cui i protagonisti erano i richiedenti asilo accolti nell’aquilano; centinaia di giovani a cui è stata data la possibilità di cucinare, fare musica e ballare, ma soprattutto di integrarsi con la comunità in cui vivono. Qualcosa che, siamo convinti, in Prefettura non dispiaccia.

In più, già nel primo articolo del 18 maggio scorso, la non meglio precisata “donna” di Via Celano scrive al giornale dichiarando “adesso basta con la musica fino a tarda notte”. Per poi aggiungere “L’ultimo episodio si è verificato lo scorso venerdì”.

Ebbene, quel venerdì è stata la PRIMA iniziativa, dopo i mesi invernali, organizzata all’aperto dal Comitato 3e32/CaseMatte.

Tali eventi all’aperto, inoltre, organizzati generalmente nei mesi tra maggio e settembre, sono mediamente in numero inferiore alla decina.

Più che di disturbo della quiete e del sonno ci sembra, insomma, si tratti della volontà da parte di qualcuno/a di voler gettare fango su una realtà cittadina legittima e consolidata; un luogo di aggregazione alternativa che evidentemente a qualcuno/a non piace.

Dal nostro canto, siamo chiaramente disponibili a confrontarci con chiunque sia in buona fede e, ovviamente, con i residenti di Via Celano (i quali però, al contrario e fino ad ora, si sono guardati bene dal cercare una qualsiasi forma di dialogo) per venirci incontro e risolvere insieme eventuali problemi di vicinato.

Riteniamo che questo sarebbe un atteggiamento più umano ed intelligente rispetto al chiamare la forza pubblica alle 10 di sera.

capoluogo

«pagina 1 di 18

Prossimi Eventi a CaseMatte
Archivi