CaseMatte ovunque da conquistare

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Pubblicato il: 22 aprile 2016

casematte

Dopo un processo durato anni, oggi finalmente CaseMatte è stata assolta.

Un giorno importante per tutta la città, perché la sentenza riconosce questa esperienza pienamente legittima, anche dal punto di vista giuridico, dopo un’assurda persecuzione politica. Merito anche degli avvocati, che ringraziamo, e che hanno offerto la loro professionalità con passione e competenza. Un passaggio importante, che speriamo costituisca un precedente anche a livello nazionale, su cui continuare a ricostruire il presente ed il futuro dell’Aquila. CaseMatte, infatti, è stata difesa dalla città perché ci è dentro, ne fa parte.

L’esperienza di CaseMatte e del Comitato 3e32 ha affermato con forza che un’altra ricostruzione è possibile. Anzi, è in corso. Da CaseMatte infatti sono fiorite altre realtà che contribuiscono quotidianamente a rendere migliore la vita in una città che ancora attraversa una fortissima crisi sociale ed economica. Ci sono oggi a L’Aquila degli spazi autogestiti di cultura, socialità ed aggregazione politica in cui tantissimi ragazzi stanno crescendo e sperimentando un modello di partecipazione attiva e di creazione di un cambiamento reale, in contrapposizione ad un modello di ricostruzione imposto dall’alto.

Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo tutti i giorni, mettendoci i nostri corpi e tutto il coraggio di cui siamo capaci. Ancor prima che da un’aula di tribunale, siamo sempre stati legittimati dalla città e dalle comunità che la vivono.

Questa vittoria ci dà lo slancio per continuare la nostra battaglia per la riappropriazione e riqualificazione di tutta l’area di Collemaggio. Ci siamo sempre impegnati contro svendite e speculazioni, per la creazione di una cittadella della creatività e di uno spazio per salute di comunità. Siamo convinti che il futuro di Collemaggio passi da qui e faremo di tutto perché avvenga, attraverso un percorso realmente partecipato e trasparente, come abbiamo chiesto con forza nel manifesto sul futuro di Collemaggio che abbiamo sottoscritto alcuni mesi fa insieme a tantissime associazioni e realtà attive sul territorio.

INNEGABILMENTE, OGGI CI SENTIAMO PIÙ LIBERI. Perché è stato riconosciuto anche sul piano legale il fatto che l’esperienza di Casematte rappresenta un valore per il futuro di questo territorio. Il nostro pensiero va al nostro amico e compagno di strada FABRIZIO PAMBIANCHI, che ci ha lasciato due anni fa, e che con la sua generosità e genialità ha contribuito alla nascita del 3e32, dimostrandoci che tutto era ed è possibile, continueremo a batterci ancora con maggior forza, per lui e per tutte le migliaia di persone che in questi anni hanno attraversato e vissuto CaseMatte.

Fabrizio oggi sarebbe contento. E ancora insieme a lui stiamo già pensando a domani.

CaseMatte si difende, difendiamo CaseMatte: 22 aprile Tribunale Via XX Settembre

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Pubblicato il: 19 aprile 2016

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Il prossimo 22 aprile, a partire dalle ore 10.30, torneremo per l’ennesima volta in tribunale per l’udienza finale del processo per “linvasione e occupazione” di CaseMatte.

Rifiutiamo e rispediamo al mittente l’accusa: dopo il terremoto del 2009, abbiamo al contrario riqualificato uno spazio vuoto e abbandonato da anni, all’interno di un parco dimenticato da tempi immemori, rendendolo un luogo pubblico pieno di vita, aperto a tutti, dal quale – negli ultimi sei anni – si è discusso e ci si è mossi per una ricostruzione più giusta, dal quale sono partite le mobilitazioni contro la speculazione e la gestione del post-sisma, dove sono state organizzate – e continuano ad essere organizzate – centinaia di iniziative politiche, sociali, culturali, musicali e ricreative.

Uno spazio colpevolmente abbandonato dalle amministrazioni pubbliche e dalla politica è diventato, grazie al lavoro volontario quotidiano di decine di persone, un punto di riferimento per i più giovani della città, uno spazio di confronto dove sono presenti tra le altre cose una sala prove per le band emergenti aquilane, uno spazio a disposizione delle associazioni, una rampa da skate, una mensa popolare.

Nel deserto sociale che è L’Aquila oggi, si vuole criminalizzare uno dei pochi luoghi di socialità ed attivismo politico, nonchè presidio permanente contro la vendita del parco pubblico di Collemaggiosi denunciano e si accusano decine di attivisti e attiviste che dopo il terremoto hanno alzato la testa, messo la faccia e i propri corpi per lottare in difesa del proprio territorio, facendo attività politica, sociale e culturale.

Le conseguenze di ciò sono un’infinità di processi assurdi e la perseveranza nell’atteggiamento repressivo, che ha portato anche alle ultimissime denunce per la manifestazione organizzata durante la visita di Renzi a L’Aquila, in cui i manifestanti sono stati manganellati senza alcun motivo.

Per questo e per tanti altri motivi invitiamo tutti coloro che in questi anni hanno apprezzato, attraversato, vissuto CaseMatte ad essere presenti al tribunale di via XX Settembre (L’Aquila) per il processo del 22 aprile, a partire dalle ore 10:30.

Un sei aprile di memoria e conflitto: “Bertolaso e grandi rischi, le responsabilità non si cancellano”

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Pubblicato il: 5 aprile 2016

striscione bertolaso fiaccolata

Da sette anni ci battiamo affinché noi aquilani, questo territorio e la sua gente colpita dal sisma possano finalmente ottenere verità e giustizia per quanto accaduto prima e dopo il 6 aprile del 2009.

In particolare risultano chiare a chi ha vissuto il terremoto sulla sua pelle le responsabilità di chi partecipò alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 e di Guido Bertolaso che la convocò per fare ”un’operazione mediatica” con lo scopo di “rassicurare” la popolazione.

A causa di quelle irresponsabili rassicurazioni avallate da teorie pseudoscientifiche molte persone furono indotte a rimanere nelle proprie abitazioni trovandovi la morte, nonostante il persistere di scosse sempre più forti e che storicamente preoccupano non poco le genti che vivono nell’aquilano.

Inutile esprimere nuovamente la delusione che ci ha lasciato il processo, dalla cui sentenza d’Appello ci sentiamo raggirati, in quanto ha sostenuto – a dispetto di tutti e con un puro gioco formale – che quella addirittura non fosse la “Commissione grandi rischi” e che il messaggio rassicuratorio, oltre che dal vice-presidente della P.C. De Berardinis, fu divulgato solo dalla stampa.

Noi a questi inganni non ci stiamo, non ci siamo mai stati e siamo nati sette anni fa come Comitato per combatterli. E insieme ai parenti delle vittime ci ostiniamo a chiedere Verità e giustizia affinché chi partecipò a quella mortale buffonata della CGR e chi la convocò si prenda le sue responsabilità.

Non solo. Ci attendiamo che Bertolaso venga processato nel processo Bis e rinunci subito alla prescrizione – come fortemente richiesto dalla popolazione e da lui stesso annunciato.

E’ con questo spirito e mossi da tale improrogabili richieste che prenderemo parte, come ogni anno, alla fiaccolata del 5/6 aprile, con questo striscione: “Bertolaso e grandi rischi: le responsabilità non si cancellano”.

Uniti coi parenti delle vittime nel ribadire che però “6 aprile è tutto l’anno” e che non può esistere una ricostruzione senza verità e giustizia.

E per noi il 6 aprile ha sempre significato memoria e conflitto.

Perché questa città non troverà pace finché non saranno riconosciute le responsabilità di chi, tra gli uomini dello Stato, ha sbagliato. E solo lottando per ottenere verità e giustizia potremo finalmente elaborare quello che ci è accaduto e riuscire ad onorare collettivamente la memoria di chi da quel giorno non c’è più.

3e32 / CaseMatte aderisce alla manifestazione indetta dei parenti delle vittime del terremoto

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Pubblicato il: 29 marzo 2016

grandi rischi 2015

Chiedere verità e giustizia significa respingere con forza la narrazione tossica che vuole riscrivere la storia: nei giorni precedenti al terremoto del 6 aprile 2009 una operazione mediatica pensata e guidata da Guido Bertolaso produsse una riunione farsa di una commissione di scienziati pronti a eseguire ciecamente ciò che il potere gli chiedeva: tranquillizzare la popolazione.

Nessuna sentenza di nessun tribunale riscriverà la storia, gli aquilani e le aquilane sanno cosa fu la Commissione Grandi Rischi, quale ruolo ebbe e soprattutto quali effetti generò.

Come probabilmente accadrà anche Guido Bertolaso la farà franca dal punto di vista giudiziario, cosa che ci interessa relativamente. Noi sappiamo quali sono i mandanti, e non basta un’assoluzione, una prescrizione o uno squallido riciclo nella politica romana per depistare dalla voglia di verità e giustizia. Vi hanno già condannato la storia e gli aquilani.

Ci vediamo domani, mercoledì 30 marzo, dalle ore 17, scalinata del Parco del Castello. 

Vota SI per fermare le trivelle: riunione comitato aquilano 13 marzo ore 17 CaseMatte

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Pubblicato il: 11 marzo 2016

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In coordinamento con il comitato nazionale e con quello abruzzese, lavoreremo per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare  per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. 
La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende sine die le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato referendario si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum anche qui a L’Aquila e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Noi vogliamo che il nostro Paese   prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Da questo punto di vista l’ipocrisia del Governo che a dicembre ha sottoscritto a Parigi l’accordo internazionale sul clima mentre a casa propria continua a sostenere il petrolio e le fonti fossili è inaccettabile.

Anche a L’Aquila, dopo il terremoto, si è parlato tanto di “ricostruzione eco-sostenibile”, ma tutto quello che a cui abbiamo assistito è stata la devastazione del nostro territorio ad opera del piano C.A.S.E. Crediamo quindi che anche da qui debba ripartire con forza la volontà di un cambio radicale di modello di sviluppo per la nostra città e per il nostro Paese.

Il nostro impegno nella campagna referendaria Vota SI per fermare le trivelle è in continuità con quanto manifestato contro il progetto Ombrina mare durante le mobilitazioni dell’anno scorso che hanno visto la partecipazione numerosa di cittadine e cittadini aquilani. Siamo attivisti, studenti, lavoratori che ritengono che la salute dei cittadini e il diritto a decidere del proprio futuro venga prima degli interessi della grandi compagnie petrolifere. Per questo da domani saremo nelle piazze, per le strade, nelle scuole, nelle istituzioni a informare sull’importanza di partecipare e di dire SI il 17 aprile.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.  

Primi firmatari del Comitato aquilano “Vota SI per fermare le trivelle”:  
Appello per L’Aquila, Comitato 3e32 / CaseMatte, Legambiente Beni Culturali, Unione degli Studenti, Link Coordinamento Universitario, Arci, Italia Nostra, Circolo ARCI Querencia, Donne Terre Mutate, FIOM L’Aquila, L’Aquila Che Vogliamo, Rifiuti Zero Abruzzo, Pro Natura, SEL Circolo de L’Aquila, PRC L’Aquila.

Il referente del Comitato è Francesca Aloisio e per info potete scrivere a direzione@legambienteabruzzo.it. Il comitato si riunirà domenica 13 marzo alle 17 presso CaseMatte all’interno dell’ospedale di Collemaggio.

Collemaggio: laboratorio di idee e di esperienze socio-culturali per la rinascita di tutto il territorio

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Pubblicato il: 4 gennaio 2016

collemaggio alla cittàRiscontriamo con favore, apprendendolo dalla stampa, la volontà da parte di Comune e Regione di destinare 10 milioni di euro del Masterplan Abruzzo per l’area di Collemaggio.

Sono anni che ci battiamo con ogni mezzo a difesa di questo splendido parco, lasciato in condizioni di degrado ed abbandono da parte delle istituzioni. Insieme a tante altre associazioni abbiamo promosso un percorso partecipato con il quale abbiamo elaborato un manifesto di proposte per la rinascita e ricostruzione di Collemaggio, individuando anche una sorta di “asse centrale” da cui partire subito con il recupero dell’hotel in via dei matti, i laboratori per le associazioni e CaseMatte. Crediamo che se si vuole investire questi fondi in un progetto che coinvolga le persone si possa partire da qui.

Purtroppo però, in questi anni, di promesse e proclami ne abbiamo sentiti tanti, mentre la realtà che viviamo è quella di un processo agli attivisti del 3e32 che hanno dato vita a CaseMatte – e alle tante esperienze che sono nate da essa – e che ad aprile arriverà alla sua udienza conclusiva. Nonostante i tanti impegni presi da Comune e Regione, nulla è stato fatto in questi anni per impedire che il futuro dell’unica esperienza di vita concreta, spazio sociale, culturale ed autogestito all’interno del parco di Collemaggio venga deciso in un’aula di tribunale.

Siamo convinti che l’area di Collemaggio possa diventare un laboratorio di idee ed esperienze socio-culturali, per la rinascita di tutto il territorio, ma solo all’interno di un processo partecipato dal basso che veda negli individui, singoli o associati, i veri protagonisti.

Solo così si può dar vita a progetti concreti, al di là delle promesse che sentiamo ripetere da ormai troppo tempo.

Bye bye Silveri, ci mancherai tanto!

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Pubblicato il: 28 novembre 2015

Silveri va via da Collemaggio

Vogliamo condividere con tutte e tutti la nostra grande gioia di fronte alla notizia delle dimissioni del manager della Asl 1 Giancarlo Silveri. E’ una notizia di cui devono rallegrarsi tutti gli abitanti della provincia dell’Aquila, vista la gestione scellerata della sanità pubblica in questi anni. Ci auguriamo solamente che Silveri non faccia come ha fatto più volte Cialente, ritirando le sue dimissioni.

La gioia è dovuta non soltanto al fatto che in questi anni si è preoccupato di reprimere, ostacolare e trascinare in tribunale – chiedendo grotteschi risarcimenti – con accuse ridicole l’esperienza di CaseMatte, l’unica realtà che prova a tenere viva e aperta alla città l’area di Collemaggio. Festeggiamo soprattutto perché Silveri ha rappresentato quella pessima gestione, avallata dalla politica bipartisan che caratterizza da anni le nostre istituzioni locali, distinguendosi soprattutto per l‘assoluta incapacità di far fronte alle necessità ed ai bisogni della popolazione aquilana, emersi particolarmente in seguito al sisma.

Basta recarsi a Collemaggio per notare lo stato di abbandono e degrado in cui versa l’area, nella totale indifferenza dimostrata dalla Asl che, anziché lavorare per la rigenerazione del parco e delle sue strutture, si è prodigata a trasferire quei pochi servizi rimasti, pagando affitti salati e quindi con un ulteriore spreco di risorse pubbliche. Una gestione, quella del manager Silveri, che ricorderemo anche e soprattutto per l’utilizzo criminale dei 47 milioni di euro dell’assicurazione post-sisma dell’ospedale, non spesi per la ricostruzione dello stesso, ma per ripianare i debiti della sanità. Nell’era Silveri il delta chirurgico del San Salvatore è stato ristrutturato con anni di colpevole ritardo, e ancora non viene ricostruito il delta medico, con notevoli disagi per operatori sanitari e cittadini nel lavorare ancora nella struttura “da campo” pensata per il G8.

Ci auguriamo, a questo punto, che questo cambio al vertice dell’azienda segnerà anche una nuova politica del bene pubblico all’Aquila, a partire dal futuro del Parco di Collemaggio. La battaglia è ancora lunga e noi siamo pronti e determinati: la giunta regionale dei D’Alfonso, Lolli e Paolucci non ha risposto, ad oggi, ancora a nessuna delle nostre domande sul futuro dell’area, formulate nel corso di partecipate assemblee pubbliche; l’amministrazione comunale di Cialente, ormai allo sbando, non ha un’idea di città, né tantomeno del futuro di Collemaggio.

Torniamo a chiedere ancora una volta che alle parole seguano i fatti, a partire dall’impegno preso – e finora lontano dall’essere rispettato – dal presidente D’Alfonso e dal sindaco per la concessione di tutta l’area al Comune dell’Aquila in comodato d’uso. Passo necessario per poter continuare quel percorso di rinascita dell’area che abbiamo già avviato insieme a tanti altri soggetti ed associazioni, raccolto sotto il progetto condiviso di “Collemaggio cittadella della creatività”, fondamentale per la ricostruzione del tessuto economico e sociale di tutta la città.

A prescindere da chi sarà il prossimo direttore generale, che sia chiaro che difenderemo fino allo stremo la vendita dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Ad ogni modo, oggi è un bel giorno per tutto l’Abruzzo. Se ne è andato un amministratore pubblico arrogante e presuntuoso, che ha gestito la Asl come fosse il suo giocattolino, usandola come merce di scambio per tornaconti di parte e devastando la sanità pubblica del comprensorio aquilano.

Caro Silveri, Il Comitato 3e32/ CaseMatte è arrivato prima di te a Collemaggio e, a quanto pare, ci resterà più di te, nonostante te. 3e32 / CaseMatte è sopravvissuto alla tua dirigenza. Fattene una ragione. Non ci hai mai intimorito e niente può farci più paura.

Giovedì 19 novembre tutti a Roma a fianco dei parenti delle vittime

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Pubblicato il: 18 novembre 2015

grandi-rischi

ll 19 novembre a Roma, presso la Corte di Cassazione, si terrà l’ultimo grado di giudizio del processo alla Commissione Grandi Rischi.

Noi del Comitato 3e32 ci saremo, a fianco dei familiari delle vittime, per difendere la nostra dignità e quella di un intero territorio che è stato preso in giro e strumentalizzato prima e dopo il terremoto del 2009.

Ci saremo soprattutto per combattere l‘ennesima falsa narrazione, costruita ad arte per nascondere le gravi responsabilità della Protezione Civile e del Governo, quella del “processo alla scienza”.

Secondo noi il 31 marzo 2009 è accaduto esattamente il contrario: la scienza si è colpevolmente asservita al volere della politica e della Protezione Civile che, attraverso il suo capo Bertolaso, aveva chiaramente dato mandato per l’organizzazione di “una operazione mediatica […] atta a tranquillizzare la gente”, come chiunque può ascoltare nelle intercettazioni.

Ed infatti gli scienziati accettarono di riunirsi significativamente, quanto inusualmente, a L’Aquila, non confutando la teoria dello scarico di energia e anzi ribadendo, come si può leggere nel verbale della riunione, che “questa sequenza sismica non preannuncia niente” (Barberi), e “escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi” (Boschi).

Reputiamo la sentenza di Appello una vergogna e una presa in giro per le vittime ed i loro familiari, in quanto assolve totalmente e indistintamente tutta la parte scientifica, arrivando a negare addirittura che quella fosse la riunione della Commissione Grandi Rischi. Il fatto che, invece, l’allora vice capo Bernardo De Bernardinis sia stato condannato non dovrebbe lasciar dubbi per una condanna all’allora capo della Protezione Civile Bertolaso nel procedimento denominato Grandi Rischi bis, che si inaugurerà a L’Aquila il 20 novembre.

Non siamo giustizialisti, ma non possiamo tollerare che si cerchi ancora una volta di riscrivere la storia del terremoto aquilano, negando le gravi responsabilità della Commissione Grandi Rischi e della Protezione Civile nei confronti di una popolazione che ha vissuto e continua a vivere sulla propria pelle il peso della scellerata gestione del pre e post-sisma.

Noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo le bugie, le false rassicurazioni, la strumentalizzazione, la propaganda, gli sciacalli che ridevano alle 3.32, le cricche che hanno lucrato sulla ricostruzione e che continuano a farlo.

Non dimentichiamo chi doveva vigilare ed invece si è reso complice. E soprattutto non dimentichiamo chi ha provato in tutti i modi a reprimere ed oscurare le proteste e l’autorganizzazione della nostra comunità.

STRUGGLE CALLING: Assemblea Abruzzo Connection + Rap e Hip Hop Festival

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Pubblicato il: 10 novembre 2015

Struggle-CallingSabato 14 novembre si terrà a CaseMatte l’evento Struggle Calling: la lotta chiama – la scena risponde, il cui ricavato sarà devoluto a Davide Rosci, giovane attivista teramano tuttora in prigione per i fatti del 15 ottobre 2011.

Si inizierà dal pomeriggio alle 18 con l’assemblea Abruzzo Connection, in cui  i movimenti protagonisti dei conflitti che attraversano l’Abruzzo, dopo la giornata di lotta congiunta dello scorso agosto di fronte alla visita ‘toccata e fuga’ di Renzi a L’Aquilasi ritroveranno di nuovo per tornare a parlarsi, vivere un’altra giornata insieme e connettere le lotte.

Si continuerà poi con un aperitivo cena e dalle 21 inizierà la musica con la presentazione del nuovo disco #SaremoTutto del Signor K, del nuovo ep Dolce Nepente di Coll’Asso e l’esibizione di KappaEsse, PandaMan, AQ BeatBox.

La serata si concluderà con una dancehall a cura di Dabadub Sound System.

 

Il testo completo di convocazione dell’assemblea

ASSEMBLEA “ABRUZZO CONNECTION”: LE LOTTE IN CONNESSIONE

Lo scorso 25 agosto abbiamo dato prova dell’esistenza di una forza sociale in Abruzzo che ha saputo ritrovarsi e mettere in pratica un’efficace giornata di lotta di fronte alla visita ‘toccata e fuga’ di Renzi a L’Aquila.

Le diverse realtà attive in Abruzzo quel giorno si sono sollevate unite contro il Primo Ministro, perché stufe dei ricatti, delle ingiustizie e delle devastazioni ambientali, coscienti della dirompenza che le singole lotte territoriali acquistano quando si combatte uniti.

Abbiamo pensato fosse utile allora ritrovarci di nuovo, ancora a L’Aquila, a CaseMatte, all’interno di una giornata che si concluderà a suon di rap militante con benefit per Davide Rosci, giovane attivista teramano tuttora in prigione per i fatti del 15 ottobre 2011: in carcere a causa di una legge assurda di uno Stato che, senza prove, e con fare liberticida, reprime chi alza la testa. Quello stesso Stato che si autoassolve, come nel caso della Commissione Grandi rischi a L’Aquila, che vedrà il prossimo 19 novembre a Roma il terzo grado di giudizio dopo l’ingiusta sentenza d’appello dello scorso anno.

Una nuova giornata, dunque, per parlare, discutere e confrontarsi su strategie utili a connettere le lotte in corso sui territori della nostra regione e non solo: dai No Ombrina ai No Snam, dal 3e32 ai vari movimenti spontanei sollevatisi contro i soprusi e le ingiustizie sociali.

Tutti movimenti in-sorti di fronte alle scelte autoritarie di uno Stato che tramite i governi non si fa scrupoli a passare sopra le teste, i corpi e l’incolumità dei suoi cittadini, per difendere determinati interessi economici.

Ci vedremo a L’Aquila dove per la prima volta, nel 2009, è stato sperimentato un modello autoritario, innalzato ormai a sistema esteso a tutto il territorio nazionale, nell’epoca di Renzi e del Partito della nazione. Un sistema fatto di commissari e di ricatti, come quelli contenuti nello “Sblocca Italia“, che avvierebbe la petrolizzazione ed il deturpamento della costa abruzzese, o come quello del Jobs Act, che produce finta stabilità e anzi più precarietà per una intera generazione di disoccupati e precari che vive nelle nostre città e comunità.

Il 14 ottobre tutti a Roma contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 11 ottobre 2015

No grandi opere, difendiamo i territori

Contro Ombrina, contro le Trivellazioni, contro le grandi opere.

Sì al Parco della costa teatina, per un altro modello di sviluppo che metta al centro la tutela, la messa in sicurezza del territorio e un sistema energetico basato sulle energie naturali pulite.

Anche noi del 3e32 saremo presenti insieme al coordinamento No Ombrina mercoledì 14 ottobre a Roma al presidio sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, che vorrebbe dare il via libera definitivo a questo scellerato progetto di devastazione della costa abruzzese.

Per info: Facebook 3e32 o 340.1573446

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