Dieci giorni di eventi all’Aquila per la Palestina e contro la crisi

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Pubblicato il: 14 luglio 2014

casematte-barProiezioni, letteratura e teatro a CaseMatte. Dieci giorni di eventi per la Palestina e contro la crisi

Il genocidio perpetrato da Israele in Palestina diventa ogni giorno sempre più vergognoso e inaccettabile, proprio come il silenzio complice dell’Occidente. 
Crediamo che fare controinformazione e fornire elementi utili alla comprensione dell’occupazione criminale di Israele in Palestina sia uno dei nostri scopi. Siamo convinti che anche L’Aquila debba rispondere e capire profondamente le ingiustizie di cui è vittima da decenni la popolazione palestinese.

Per questo abbiamo organizzato per mercoledì 16 luglio (ore 19.30) a CaseMatte (ex ospedale psichiatrico di Collemaggio) la proiezione del video “Palestina, capire il torto”, realizzato dal giornalista Paolo Barnard. La proiezione avrà luogo a conclusione del presidio di solidarietà con il popolo palestinese, indetto alle ore 18.30 (Fontana Luminosa) dalle Donne in Nero dell’Aquila.
Soltanto attraverso la diffusione della verità storica su quella terra e sul suo popolo possiamo contribuire, nel nostro piccolo, a fare davvero qualcosa.

L’appuntamento di mercoledì non è l’unico nell’estate di CaseMatte. Abbiamo deciso di organizzare diverse iniziative anche per chi, morso da una crisi che non ci appartiene e da un’austerità cui quotidianamente ci opponiamo, non può permettersi di passare l’estate fuori città. Domani martedì 15 luglio ci sarà la presentazione de L’Armata dei sonnambuli, nuovo romanzo del collettivo letterario Wu Ming. Sarà presente Wu Ming 2. Durante la presentazione ci sarà un aperitivo di autofinanziamento. Venerdì 18 ci sarà l’AQ Metal Fest, con sei band metal che si alterneranno sul palco di CaseMatte, mentre il giorno successivo ci sarà la proiezione del documentario “Ritorno a casa” e un aperitivo con ZRK dj set. 

La prossima settimana, invece, il verde del parco di Collemaggio sarà lo scenario dello spettacolo teatrale Ab hoc et ab hac, di e con Daniele Parisi (23 luglio, con aperitivo di autofinanziamento). Il 25 luglio, infine, ci sarà Cronache oscure – Live 05: Para Bellum [conclusione del I atto]gioco di ruolo organizzato dall’associazione Storie dall’oltre.

Proiezioni, letteratura, teatro e giochi a CaseMatte, luogo di aggregazione diventato ormai riferimento per molti in città. Uno spazio sociale che continuiamo a vivere con l’obiettivo di contribuire al cambiamento culturale, sociale e politico del nostro territorio, e a difendere contro chi ci denuncia per aver riqualificato un’area colpevolmente abbandonata.

Silveri: un orrore per la sanità pubblica e per i beni comuni

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Pubblicato il: 10 giugno 2014
CM3E32
by boccaccino

Dopo le ultime elezioni regionali, in città si torna a parlare del ruolo del direttore generale della ASL 1 Giancarlo Silveri, e una parte della classe politica ne chiede all’improvviso le dimissioni. Noi, al contrario, le chiediamo da tempi non sospetti.
Sono quattro anni, infatti, che la sanità pubblica è sotto attacco dalla gestione vergognosa di Silveri, un direttore che dà la massima importanza ai bilanci, mettendo in secondo piano le persone e la nostra salute, oltre che i beni comuni di questa città.

Silveri, d’altronde, è un politico specializzato in contabilità: dopo esser stato direttore di vari filiali bancarie e assessore al Comune dell’Aquila (giunta Tempesta), ha recentemente avuto un ruolo fondamentale nel mettere in piedi il Nuovo Centrodestra abruzzese, in tandem con il senatore marsicano Filippo Piccone.

Noi del 3e32, forse più di tutti, siamo stati costretti in questi anni a difendere in prima linea e senza tregua la città anche dall’arroganza di Silveri, dai mezzi con cui persegue i suoi nefasti obiettivi e dai grossi poteri che lo sostengono.

Lo abbiamo fatto, ad esempio, proteggendo con i nostri corpi l’area di Collemaggio dall’abbandono intollerabile da parte della ASL di Silveri, che continua pervicacemente ad ignorarne il progressivo degrado, con la complicità silenziosa del Comune dell’Aquila. Un’area che per questo motivo continuiamo a presidiare, accendendola con le nostre sole energie e senza una lira, dal settembre del 2009, con l’esperienza di CaseMatte: ancora oggi una delle poche realtà che, attraverso attività culturali, sociali e politiche, porta avanti un progetto di rinascita e valorizzazione dell’intera zona.

Per questo il manager Silveri ci ha portati in tribunale, ricattandoci con la richiesta di folli cifre di risarcimento per “danno d’immagine” (la prossima udienza relativa al processo, che vede imputate 12 persone, ci sarà il 27 giugno), mentre lui entra ed esce senza problemi (come farà?) da inchieste giudiziarie imbarazzanti: come quella sui 47 milioni di euro dell’assicurazione stipulata dall’ospedale dell’Aquila, utilizzati per ripianare il bilancio della sanità regionale, anziché per ristrutturare le proprietà della ASL; o quella sul ritrovamento di feti umani nei sotterranei inagibili del San Salvatore, nel luogo che i media hanno ribattezzato la “stanza degli orrori”. Silveri ci accusa di essere nell’illegalità, mentre affida da tre anni senza bando di gara milioni di euro pubblici per i pasti ospedalieri, come ha riportato recentemente un’inchiesta giornalistica. Il vero orrore sono la gestione dell’azienda per la salute pubblica da parte dello stesso Silveri con la connivenza di tanti politicanti, che ora parlano di dimissioni – per una mera logica partitica di spoil system – e che fino a un mese fa erano suoi conniventi.

L’unico danno che noi abbiamo provocato è stato quello di aver messo sotto gli occhi di tutti l’incompetenza e la volontà, neanche troppo nascosta, di Silveri di svendere o privatizzare Collemaggio. A tal proposito pensiamo che la città abbia il diritto di sapere se l’area è già stata cartolarizzata e come mai, a distanza di 5 anni dal terremoto, il processo di ricostruzione di Collemaggio non è stato ancora nemmeno pianificato.

Il Comune, da par suo, nonostante anni ed anni di promesse fatte da politici di ogni colore, ancora non è stato in grado nemmeno di attivare un processo partecipativo su questo tema centrale per il futuro di tutta la città. Siamo curiosi di vedere se con il nuovo governo regionale qualcosa cambierà davvero e se si riuscirà finalmente ad avviare un serio confronto tra cittadini, associazioni ed istituzioni sul futuro di Collemaggio.

Noi continuiamo a portare avanti la nostra idea con ostinazione: Collemaggio può e deve diventare un laboratorio per un modello di ricostruzione che metta al centro le persone, la cultura, il sociale, la salute di comunità, l’ambiente, ospitando e creando sinergie tra le esperienze più vive del nostro territorio: associazioni, spazi sociali, istituzioni culturali. Un luogo a partire dal quale la nostra città possa rilanciarsi attraverso il lavoro, attivando processi che valorizzino l’innovazione e la creatività.

GranSasso AnnoZero sullo sviluppo del Gran Sasso

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Pubblicato il: 29 maggio 2014

Il progetto GranSasso AnnoZero propone lo sviluppo turistico sostenibile del GranSasso a partire da attività a basso impatto ambientale: free ride, sci alpinismo e di fondo, arrampicata, downhill/mountain bike, snowpark, escursionismo, il parapendio, mountain bike e realizzazione di eventi per la promozione della montagna in estate e in inverno.

Per questo, dopo la presentazione pubblica del progetto e l’organizzazione della Spring Session, vogliamo rilanciare con un nuovo grande evento per il prossimo autunno: il Festival della Montagna, manifestazione dedicata alla valorizzazione turistica e culturale del Gran Sasso e al valore della montagna per il nostro territorio. Sarà un momento di festa, attività sportive e culturali, dibattiti, musica e scoperta del territorio.

Siamo convinti che sia necessario investire sulla promozione organica di queste attività. In caso contrario, ogni altro intervento sarà inutile e l’alternativa sarà la chiusura del Centro Turistico, della Funivia e la morte di ogni speranza di rilancio economico del nostro territorio attraverso la nostra montagna.

Crediamo inoltre che anche investimenti sugli impianti (come la sostituzione delle Fontari o il collegamento con Monte Cristo) possano aumentare le potenzialità del Gran Sasso, ma solo se realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e delle procedure amministrative e, soprattutto se in un quadro organico di promozione, valorizzazione del turismo sostenible e di tutte le attività connesse, invernali ed estive.

Non condividiamo la posizione di chi dice no a prescindere a qualsiasi intervento. Nonostante in GranSasso AnnoZero ci siano per la gran parte alpinisti, siamo convinti che sia fondamentale che il Gran Sasso rimanga una possibilità di svago e rapporto con la natura, aperta a tutti, non una nicchia fruibile solo da un’élite di poche persone.

Il nostro territorio ha un bisogno disperato di lavoro, e attraverso progetti di valorizzazione turistica sostenibile, come quelli proposti da GranSasso AnnoZero – che, lo ricordiamo per chi parla a sproposito, non prevedono alcuna costruzione e sono solo in minima parte legati agli impianti – si creerebbero nuove opportunità (più di 50 nuovi possibili occupazioni, come spiegato nel nostro progetto), in maniera duratura e con un minimo impatto ambientale.

Invitiamo tutti a confrontarsi e a dare il loro contributo al nostro progetto, sulla base di proposte concrete e sulla voglia di difendere il Gran Sasso come bene comune di questo territorio, non come un mondo proibito, riservato a pochi appassionati.

Il futuro del nostro comprensorio non può essere solo quello delle grandi fabbriche, né tantomeno quello delle cave o degli aereoporti, ma deve puntare alla riscoperta e valorizzazione reale del territorio.

Auditorium strapieno per la presentazione di “GranSasso AnnoZero” [video]

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Pubblicato il: 16 marzo 2014

gransasso-annozero-auditorium

Tutti i video della presentazione

In un Auditorium del Parco strapieno, è stato presentato sabato 15 marzo alla città “GranSasso AnnoZero”. Il progetto, promosso da diversi operatori della montagna, professionisti, associazioni e appassionati, nasce dall’amore per il Gran Sasso e per l’intero comprensorio aquilano, dall’esperienza di chi da anni si dedica alla montagna in modo professionale e dalla consapevolezza di come la gestione del Centro Turistico del Gran Sasso (CTGS) necessiti di un sostanziale sostegno.

Nel corso dell’incontro è stata sviscerata nei dettagli la proposta e le attività invernali ed estive: infrastrutture, snowpark, sci di fondo, parapendio, trekking, mountain bike, sicurezza e cultura della montagna, arrampicata, alpinismo e nuove tecnologie rappresentano solo alcuni aspetti del progetto. Il tutto rafforzato da una capillare calendarizzazione degli eventi e da unapromozione articolata, che rilanci finalmente la nostra montagna come fulcro dello sviluppo turistico sostenibile del comprensorio.

Per la prima volta della storia, diversi soggetti lavorano insieme ed elaborano un progetto – comprensivo persino del piano finanziario – che spinge verso una sola direzione: il rilancio del Gran Sasso, col fine di realizzare davvero quel salto di qualità che latita ormai da troppo tempo. Oltre alla valorizzazione turistica, si vuole ricostruire e rafforzare il rapporto tra la città e la montagna. Infatti, solo attraverso una rinnovata cultura della montagna la città tornerà a vivere il Gran Sasso come bene dell’intera comunità, dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.

Presenti, tra gli altri, anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il presidente del CTGS Umberto Beomonte Zobel. Entrambi si sono dichiarati entusiasti e hanno manifestato l’intenzione di sostenere “GranSasso AnnoZero” attraverso una parte dei 15milioni che il Governo ha stanziato per lo sviluppo del Gran Sasso. Infatti, nonostante la complessità e la ricchezza della proposta, il progetto ha un costo di avviamento triennale di appena 444mila euro. Inoltre, buona parte dei costi previsti per alcune attività, sarebbero già inclusi nel piano industriale del CTGS. Il Sindaco, rispondendo alle domande dei relatori, ha promesso il finanziamento totale del progetto e l’apertura di un tavolo tecnico, che avrà luogo la prossima settimana, dopo l’approvazione del piano industriale del CTGS da parte del consiglio comunale.

primi promotori del progetto sono GranSasso AnnoZero sono Mountain Evolution – Scuola di Montagna, Risk4Sport – Mountain Sport and Event Photography, Rad Moves Snowboard Club, Luca Daniele Gentile – Guida Alpina e Maestro di Alpinismo & Sci Alpinismo, Comitato 3e32, Asd Old School Freeride GranSasso, Asd Gran Sasso Paradelta, SmilEgo Outdoor.

L’incontro di ieri è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che il gruppo vuole organizzare in città e, ovviamente, sul Gran Sasso. Nel corso dell’incontro i promotori hanno anche lanciato un appello a chiunque volesse contribuire con idee e proposte all’ampliamento del progetto. Per info gransassoannozero@gmail.com.

Il progetto integrale è scaricabile qui [per scaricare il pdf premere "File" e poi "Scarica"]

Domani 25 febbraio nuova udienza del processo per l’occupazione di CaseMatte

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Pubblicato il: 24 febbraio 2014

casematte-prima-dopoDomani 25 febbraio dalle ore 11 presso il tribunale di Bazzano si svolgerà una nuova udienza del processo per l’occupazione di CaseMatte.

Nell’udienza precedente (11 ottobre 2013) la Asl si è costituita parte civile ed ha chiesto ai 12 accusati una provvisionale di 50mila euro per danni all’immagine e al patrimonio…

Forse il danno di immagine si riferisce al fatto che l’area di CaseMatte, l’unica curata e viva all’interno del parco, mette in mostra ancor di più il degrado complessivo in cui la Asl ha abbandonato l’area!

Qui potete vedere le foto di com’era prima e com’è adesso dopo l’entrata del Comitato 3e32, l’unità edilizia contestata.

Le udienze ed i processi saranno ancora tanti, ma in ogni caso questa intimidazione e repressione non fermerà la nostra volontà di continuare a batterci per la difesa dei beni comuni e per una ricostruzione giusta e trasparente.

GIOVEDì 6 FEBBRAIO AL CONSIGLIO COMUNALE, NON GNOCCHI MA FREGNACCE! NOI NON CI STIAMO, E VOI?

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Pubblicato il: 5 febbraio 2014

gnocchi-fregnacce

 

Il GRANDE INCIUCIO ALL’AQUILANA

Il sindaco Cialente ha ritirato le dimissioni annunciate dopo lo scandalo dell’inchiesta “Do ut des”, senza che alcuna delle condizioni a cui le dimissioni erano dovute sia cambiata.

Gli indagati (tra cui membri ed ex membri dell’amministrazione come Riga e Placidi, l’ex consigliere Tancredi e il dirigente Di Gregorio) sono ancora indagati; il ministro Trigilia  (a cui Cialente aveva di fatto imputato la sua crisi politica) è ancora al suo posto e i rapporti con il governo non sono migliorati, anzi. Persino la giunta è rimasta la stessa, ma “riverniciata” con la nomina del procuratore Trifuoggi a vicesindaco. Quando si dice sepolcri imbiancati…

E l’opposizione di centrodestra in tutto questo? Dopo un lungo ed assordante silenzio seguito agli arresti e all’inchiesta, il capogruppo De Matteis aveva annunciato le dimissioni in massa dei “suoi” consiglieri per provocare comunque la caduta della giunta. Dimissioni, anche queste, solo annunciate.

L’amministrazione Cialente resta quindi in piedi grazie al supporto e alla complicità non solo di tutto il centrosinistra (SEL e Rifondazione Comunista inclusi) ma anche di De Matteis e del centrodestra. Unica opposizione, quella dei due consiglieri delle liste civiche Di Cesare e Vittorini.

Larghe intese di fatto, quelle che una volta si chiamavano inciuci.

Perché?

Al di là  del personalismo e della sovraesposizione del sindaco, il problema di questa amministrazione e di questa città non sta solo nella persona di Massimo Cialente. E nemmeno nel Partito Democratico.

Forse è ora di dire che il problema di questa città sta in un sistema di potere esteso e trasversale, bipartisan, che lega insieme nell’interesse destra e sinistra, PD, UDC, ex PDL e buona parte degli attuali consiglieri comunali.

Lo stesso sistema che all’indomani del terremoto si è piegato a Berlusconi e alla Protezione Civile Spa, permettendo lo spopolamento della città; che ha localizzato il Progetto C.A.S.E. devastando il paesaggio e provocando una irrimediabile disgregazione sociale; che ha lasciato che una società finanziaria, Europa Risorse, si appropriasse e gestisse gli alloggi sfitti agibili (attraverso il Fondo Immobiliare); che non ha saputo sostenere l’economia del territorio, i commercianti e le piccole imprese locali, sempre più in crisi; che ha favorito un progetto inopportuno e ben poco limpido come l’Aeroporto, dandolo in gestione ad oscuri personaggi; che spreca soldi pubblici pagando affitti ai costruttori per gli uffici comunali quando potrebbe disporre di edifici propri; che si autoalimenta ad ogni elezione con pacchetti di veri e propri voti di scambio.

E l’elenco sarebbe ancora lungo…

Un sistema che, pur avendo gestito miliardi di euro (miliardi che l’amministrazione si è sempre rifiutata di rendicontare ai cittadini, nonostante le ripetute richieste), ha provocato l’impoverimento della città provocando una vera emergenza sociale.

Dove sono finiti i nostri soldi?

In questo sistema di clientele e spartizioni, centrosinistra e centrodestra sono egualmente coinvolti e responsabili. Non esistono singoli casi e pecore nere, non è un problema di persone, ma, lo ripetiamo per l’ennesima volta perché è il punto chiave, di sistema.

Un sistema che permette a pochi di accaparrarsi i molti soldi della ricostruzione e i relativi appalti e progetti o di gestirli in modo privatistico e clientelare, sulla nostra pelle. E’ su questo che si basano le “larghe intese” all’aquilana, gli accordi che tengono in piedi Cialente oltre ogni decenza e che spiegano i teatrini mediatici a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane. Cialente e il PD oggi: ma se fosse UDC o PDL domani non cambierebbe nulla.

Si stanno spartendo tutto, e non c’è da fidarsi.

Questo è il male profondo di questa città, il vero blocco nella ricostruzione. Questo è il nemico da combattere senza quartiere. Questo è ciò a cui tutte le aquilane e gli aquilani che amano la propria terra e non piegano la testa devono ribellarsi senza esitazioni. Questo è l’unico modo di riscattare la dignità del nostro territorio di fronte al vergognoso attacco del Governo e dei media nazionali.

Non cediamo al ricatto della clientela, del favore e della raccomandazione. Rivendichiamo diritti ed equità!

Chiodi: dimissioni. Basta giochi sulla nostra pelle #dimettiamoli

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Pubblicato il: 24 gennaio 2014

Già nel settembre 2011 fummo l’unica voce che, durante lo sciopero generale indetto della Cgil, chiese espressamente le dimissioni del Governatore (allora anche Commissario della ricostruzione) Gianni Chiodi perché, scrivevamo allora: “Non possiamo permetterci di assistere alla morte sociale del nostro territorio: la città non c’è, il lavoro non c’è, le case non ci sono, l’ospedale non c’è. Tutti gli sforzi sono concentrati a favore degli interessi delle cricche, nonchè a frenare una rinascita autentica e dal basso”. Lo pensiamo tuttora. In quel giorno di settembre, andammo fin sotto casa sua a gridare forte: “Da L’Aquila con rabbia Chiodi dimissioni”.

Oggi vogliamo ribadire con forza che deve sparire dalla vita politica e pubblica abruzzese. Tre assessori arrestati in cinque anni e, ora, più di venti tra assessori e consiglieri indagati. E’ l’ennesima dimostrazione del fatto che il problema non è relativo al singolo caso o alla “pecora nera”, ma ad un sistema di clientele e favori ormai consolidato ed accettato. Noi, che pecore non siamo, lo abbiamo sempre denunciato, e per questo subiamo continuamente processi: per esempio, il 3 febbraio ci sarà la prima udienza per la manifestazione che organizzammo mentre Berlusconi, Chiodi e Cialente premiavano Bertolaso al Dicomac. Anche per questo ci sembra vergognoso che si permetta di parlare Franco Gabrielli, che di quel sistema è stato uno dei primi responsabili.

Ma non è questo il punto. Abbiamo l’obbligo di dimettere Chiodi soprattutto per le politiche che in questi anni ha intrapreso: nessuna attenzione alla ricostruzione del cratere (con annesso dirottamento di fondi); smantellamento scientifico del sistema sanitario; ripianamento del bilancio con i soldi dell’assicurazione sul sisma; tagli alla cultura e al welfare; aumento colpevole della disoccupazione.

Come nel gennaio 2011 pensiamo sia l’ora che, anche in Abruzzo, si costruisca un movimento di opposizione sociale che scenda in strada e chieda – ieri come oggi – le dimissioni di Gianni Chiodi, finora troppo sicuro di restare al suo posto senza problemi. Dimettiamolo definitivamente, prima che si dimetta da solo, per lanciarsi in una nuova ipocrita campagna elettorale.

Basta giochi sulla nostra pelle.

Il ritorno del “dimissionario seriale” Massimo Cialente

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Pubblicato il: 22 gennaio 2014

cialente-dimissionario-serialeOggi abbiamo assistito alla grande pantomima del ritorno di Massimo Cialente. Ha affermato che “errare è umano” dopo essersi dimesso per “aver compiuto errori”. Ha detto che il ritorno è dovuto all’attacco dei media nazionali alla città, dopo essersi dimesso per lo stesso identico motivo.

Il “dimissionario seriale” ha ritirato le dimissioni senza neanche un’argomentazione, se non quella del “grande affetto della città” che lo avrebbe spinto a tornare sui suoi passi. Una spinta che noi vediamo solo in quegli apparati corporativi e partitici che hanno tutto l’interesse a garantire l’immobilismo. Cialente oggi non ha motivato nulla di fronte alla città.

Lui e la coalizione di centro – sinistra – destra che lo sostiene, stanno in maniera del tutto irresponsabile condannando a morte una città intera, solo per mantenere il loro potere e le loro poltrone. Un potere che, tra l’altro, si sintetizza benissimo nel personalismo di Cialente, che tanto ricalca quello espresso da Berlusconi, Bertolaso e Gianni Letta.

Ma la verità è che il problema di questo territorio non è solo Cialente, ma il sistema di clientele, poltrone, favori che lo sostiene e che ha permesso che la ricostruzione materiale, economica e sociale sia un affare di pochi, mentre le fasce più deboli della città sono allo stremo, ed i giovani costretti ad andarsene. 

Non basta una pennellata di finta trasparenza e un magistrato come vicesindaco per camuffare il sistema che coinvolge e soddisfa i poteri forti della città, che abbracciano indistintamente centrodestra e centrosinistra.

Solo dalla partecipazione reale delle persone, dai progetti concreti di ricostruzione sociale, dalle tante idee e proposte rimaste inascoltate in questi anni, potrà prender vita un nuovo modello di ricostruzione ed un futuro diverso per questo territorio.

Siamo pronti ad andare a dirlo con forza al prossimo consiglio comunale, appena il presidente stalinista Benedetti, troppo impegnato in questi giorni a insultare e a dare del fascista a chi ha osato opporsi a questa sceneggiata, lo convocherà.

NON C’E’ FUTURO SENZA CAMBIAMENTO
INDIETRO NON SI TORNA

Complici e solidali con l’occupazione degli artisti a Teramo

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Pubblicato il: 20 gennaio 2014

occupazioneSiamo complici e solidali con gli artisti che sabato hanno occupato i locali dell’ex Oviesse di Teramo per denunciare l’assenza di spazi sociali e culturali nella città abruzzese.

Siamo complici e solidali con chiunque sia stufo di aspettare le mille richieste, proroghe e promesse che le istituzioni locali e non, anche in Abruzzo, declinano nei riguardi di chi ha bisogno di uno spazio per creare socialità, cultura e politica.

Siamo complici e solidali con i 15 manifestanti che in questi minuti stanno subendo una denuncia per “danneggiamento e occupazione”. Il danneggiamento lo compie chi non restituisce spazi pubblici alla collettività, il danneggiamento è di chi specula nelle nostre città. L’occupazione è solo quella dei posti di potere, volta a tutelare gli interessi privati.

Siamo felici che anche a Teramo sia stata avviata questa occupazione. Le realtà autorganizzate e autonome, come CaseMatte, Asilo Occupato e Zona22, riceveranno sempre la nostra complicità e il nostro supporto.

Riprendiamoci gli spazi. Riprendiamoci le città.

 

A testa alta e schiena dritta per il cambiamento!

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Pubblicato il: 20 gennaio 2014

indietro non si torna

A L’Aquila per due sabati consecutivi centinaia di cittadini indipendenti si sono auto-convocati in Piazza Duomo per interrogarsi sul futuro della città e chiedere un cambiamento prima che sia troppo tardi. Non sono stati mobilitati dagli apparati di partito e di sindacato, o dal ricatto sul proprio posto di lavoro, ma si sono ritrovate liberamente ed hanno anche respinto al mittente i tentativi di strumentalizzazione (aiutato invece da diversi media locali).

Qualcosa insomma di profondamente differente da quanto avvenuto venerdì nella manifestazione del Centrosinistra, camuffata con la difesa della “onorabilità della città”, ma che in realtà si è dimostrata essere solo una prova di forza,  priva di altri contenuti se non quello del “Cialente torna per favore”.

Quello del centro sinistra locale è stato un arroccamento politico dai toni leghisti  come lo “sterminiamoli” indirizzato da una senatrice della Repubblica ai componenti di un’altra parte politica.

Se è inammissibile l’atteggiamento della senatrice Pezzopane – che ci sembra più proiettata verso le elezioni regionali che a spendersi per la città – ancor peggio ha fatto il presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti, garante dell’assise civica che, invece di convocare il consiglio per fare chiarezza sui gravissimi fatti, è impegnato come avvocato difensore dell’ex sindaco Roberto  Riga e si diverte a denigrare i cittadini che protestano e chiedono chiarezza.

Noi  continuiamo a chiedere a Cialente di prendersi le sue responsabilità politiche e andarsene, perché non possiamo più permettere che questa classe dirigente di Centrosinistra e Centrodestra, rappresentata meglio di ogni altro dall’attuale Sindaco, sempre stato a braccetto di Gianni Letta, continui a gestire come ha fatto finora una città sempre più in ginocchio.

I cittadini hanno estremamente bisogno  di una classe dirigente credibile che sia in grado di pianificare, programmare e ridisegnare una città ostaggio degli interessi di pochi.

Mentre i broker fanno affari, L’Aquila rimane una non-città invivibile, dove troppi sono lasciati soli, senza servizi, senza reddito, senza diritti.
Vogliamo una ricostruzione che sia anche e soprattutto sociale. Vogliamo vivere con dignità!

Per questo continueremo a batterci per un cambiamento che vada nella direzione della trasparenza e della giustizia sociale attraverso la microzonazione del danno e dei bisogni.

Costruiamo insieme un progetto reale di rinascita economica e sociale della città, che metta in rete le migliori idee e le esperienze già attivi sul territorio, invece di procedere a caso, come si sta facendo, puntando su progetti assurdi come un aeroporto o sull’arrivo di fantomatiche grandi aziende, che sfrutteranno i fondi del 5% per poi andarsene lasciando i lavoratori senza occupazione e diritti.

L’Aquila deve essere ricostruita e non può essere sacrificata sull’altare dell’austerity da un governo delle larghe intese (presieduto dallo stesso partito che governa L’Aquila, lo ricordiamo a tutti) che preferisce fare opere inutili come la Tav piuttosto che ricostruire un intero territorio.

L’unico possibile riscatto per questa città dalla campagna diffamatoria che vuole farci passare tutti come mazzettari o approfittatori, sta nella direzione opposta da quella auspicata dal raduno di venerdì, e cioè in un cambiamento radicale di questa classe dirigente e di questo modello di ricostruzione basato sulla clientela e l’ingiustizia.

INDIETRO NON SI TORNA, NON C’E’ FUTURO SENZA CAMBIAMENTO: se Cialente ritira le dimissioni siamo pronti ad occupare il Consiglio Comunale

 

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