“Chitarre nel Parco della Luna”: Abate e De Petris in concerto a CaseMatte

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Pubblicato il: 12 dicembre 2018

Giovedì 13 dicembre sarà una notte invernale di arpeggi, introspezione e poesia nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno del parco di Collemaggio.

Si chiama “Chitarre nel Parco della Luna” la serata, che prenderà il via alle 21:30 e vedrà protagonisti il chitarrista bolognese folk-blues sperimentale Maurizio Abate e il chitarrista aquilano Andrea De Petris.

Maurizio Abate è un chitarrista autodidatta attivo fin dai primi anni 2000 e mosso da una particolare fascinazione per gli strumenti a corda. Arriva all’Aquila nel tour che lo sta portando in tutta Italia, con il suo ultimo album, Standing Waters. L’aria simbolica che si respira nel disco suggerisce un vissuto personale ed universale in cui i pensieri e le percezioni rimangono come avvolti in una eterna ruota cosmica.

L’artista emiliano sarà preceduto dall’esibizione di Andrea De Petris. Oltre che chitarrista classico e compositore, De Petris è anche autore di scritture originali. Ha inventato infatti racconti, sceneggiature, monologhi, fiabe ed ha portato in scena alcune proprie ideazioni teatral-musicali tra le quali: “Venezia trasfigurata”, “La Coscienza Cosmica”, “Cos’è un uomo per cui Tu te ne curi”, “Incubi e Succubi”.

Una rilassante serata nel parco di Collemaggio, che da più di nove anni 3e32 / CaseMatte difende dal degrado urbano e dall’abbandono colpevole delle istituzioni.

Da anni infatti, insieme ad altre associazioni, abbiamo proposto alla città il Parco della Luna, una cittadella dell’aggregazione sociale, della cultura e del benessere di comunità, che ad oggi ancora non sembra interessare all’amministrazione.

“Chitarre nel parco” è uno dei modi per continuare ad affermare la socialità come strumento aggregativo giovanile, in un parco bellissimo ignorato dalle istituzioni.

Sabato 27 ottobre assemblea “Memoria e futuro delle lotte”. Il 31 buon compleanno CaseMatte

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Pubblicato il: 26 ottobre 2018

Sabato 27 ottobre, alle ore 18:30, secondo appuntamento della settimana di festeggiamenti del nono compleanno di CaseMatte. In programma l’assemblea “Passato delle lotte, Futuro delle lotte – Diritto alla città, solidarietà, opposizione sociale“.

In occasione del nono anniversario dalla nascita di CaseMatte, verso il decimo inverno di un’esperienza unica in città fatta di mutualismo, autogestione e solidarietà, a quasi dieci anni dal sisma del 2009, convochiamo un’assemblea per incontrarci con alcune realtà indipendenti e antifasciste cittadine che, dal basso, operano per combattere le diseguaglianze e lottano per un presente e un futuro migliore all’Aquila, nel Paese e in Europa.

Per una mobilitazione permanente, che parta dalle tante realtà sociali che lavorano per cambiare questa città nel limbo, che – se lasciata in mano alle classi politiche che l’hanno governata in questi anni – può prendere forme sempre più pericolose di gentrifricazione, depressione economica e culturale, e ridicola retorica su un passato aureo inesistente.
Un’assemblea per riprendere a lottare, per noi, per vivere dignitosamente e poter essere felici anche nella nostra città e nel nostro territorio, perché ci fanno la guerra ogni giorno e non possiamo continuare a restar fermi e muti, ora che a L’Aquila, in questi “ultimi” anni post sisma, in questi tempi difficili fatti di odio, paura e ritorno del fascismo, si decide il nostro futuro.

Dopo l’incontro seguirà un aperitivo cena di autofinanziamento. Mercoledì 31 ottobre, infine, ci sarà il terzo e ultimo appuntamento di “Buon compleanno CaseMatte” con la “tradizionale” festa di compleanno dello spazio. Alle 18:30 proiezione di “Zombie” di George Romero (a 50 anni dall’uscita del celebre film), e in serata live di I Migliori (punk rock), Disko (elettro/dance/pop) e dj set di Borracha.

“Inventare il futuro” per il nono compleanno di CaseMatte

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Pubblicato il: 22 ottobre 2018

Quest’anno CaseMatte, spazio sociale, politico e culturale nato all’Aquila nel 2009, compie 9 anni. Per questa occasione abbiamo deciso di festeggiare con diversi eventi, a partire dal 23 ottobre e fino alla “tradizionale” festa di compleanno del 31.

Martedì 23 ottobre, alle ore 18:30, primo appuntamento della settimana in omaggio a CaseMatte, con la presentazione del libro Inventare il futuro, di Nick Srnicek e Alex Williams. Sarà presente Corrado Melluso, coordinatore editoriale della NOT – Nero Edizioni, casa editrice che ha curato la pubblicazione del libro in Italia. A seguire ci sarà un aperitivo cena.

Che fine ha fatto il futuro? Dove sono andati a finire i grandiosi progetti per una società più giusta, più libera, più felice, che una volta furono al centro della storia della sinistra?

In questo saggio al tempo stesso rigoroso e provocatorio, Nick Srnicek e Alex Williams abbandonano ogni tentazione nostalgica e provano a immaginare attraverso quali mezzi ridisegnare una prospettiva che dal capitalismo 24/7 in cui siamo costretti a vivere, ci conduca a un mondo libero dal lavoro ed ecologicamente (oltre che umanamente) sostenibile. A partire da una puntuale critica a quella che chiamano folk politics – l’idea secondo la quale “piccolo è bello” e “locale è meglio che globale” – gli autori puntano quindi a un futuro in cui la tecnologia serva finalmente allo scopo di emancipare l’umanità, anziché essere costretta agli improduttivi usi che ne fa il tecnocapitalismo globale.

Nei temi, nello stile e nell’audacia dei contenuti, Inventare il futuro è sia una risposta alla vacua sinistra della cosiddetta “terza via”, sia una critica costruttiva ai movimenti che hanno provato a opporsi al neoliberalismo ricorrendo a inefficaci politiche localiste. E al passatismo che ammanta buona parte della retorica antiglobalizzazione, gli autori replicano portando alle naturali conseguenze uno dei testi politici più discussi degli ultimi anni, e che proprio Srnicek e Williams scrissero come reazione al fallimento dei movimenti anti-crisi: il Manifesto per una politica accelerazionista.

Dopo l’appuntamento del 23, sabato 27 sempre a CaseMatte ci sarà l’assemblea “Memoria delle lotte, futuro delle lotte”, e il 31 ottobre gran finale con la festa di compleanno dello spazio. Alle 18:30 proiezione di “Zombie” di George Romero (a 50 anni dall’uscita del celebre film), e in serata live di I Migliori (punk rock), Disko (elettro/dance/pop) e dj set di Borracha.

Psychedelic Night di CaseMatte: all’Aquila arrivano i messicani Tajak

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Pubblicato il: 5 ottobre 2018

Dal Messico all’Aquila. Arriveranno sabato 6 ottobre nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, i messicani Tajak Space Rock, per la Psychedelic Night di CaseMatte. Si esibiranno nel corso della serata, che prenderà il via alle ore 22 con gli aquilani I Temporali Climate Change.

In vista del nono compleanno dello spazio politico e sociale, organizziamo una serata di musica alternativa internazionale, in continuità con la promozione di una cultura inclusiva, solidale, interetnica e alternativa che gli attivisti e le attiviste costruiscono da tempo. Oltre alle iniziative politiche, infatti, a CaseMatte è presente una sala prove popolare, due sportelli settimanali gratuiti (di ascolto psicologico e di assistenza legale), un medialab aperto a persone, associazioni, collettivi; attività laboratoriali, corsi e iniziative culturali e musicali come quella del 6 ottobre. Lo spazio rappresenta inoltre da anni un presidio permanente dentro il parco di Collemaggio, totalmente e colpevolmente abbandonato dalle istituzioni di tutti i livelli.

Tajak è una band messicana formata da Alvaro (batteria), Carlos (chitarra, voci) e Coco (basso, voci). Il loro suono è caratterizzato dalla creazione di un’ipnosi in cui si può essere trasportati verso estremi opposti: da caos e distruzione verso la più profonda introspezione. Con il loro primo album Amsterdam 211, uscito gennaio 2017, i Tajak hanno creato un manifesto del loro vero significato, descrivendo la difficile realtà che li circonda attraverso gli occhi della band. Hanno suonato in alcuni festival ed eventi legati all’alternative rock. Dopo una tournée in Sudamerica ora la band è ancora una volta in Europa per presentare il nuovo lavoro Ciclos, uscito lo scorso 17 settembre per l’etichetta indipendente peruviana Buh Records.

Appuntamento a CaseMatte dalle ore 22.

Riparte il servizio di Assistenza Legale Popolare (ALP) a CaseMatte

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Pubblicato il: 12 settembre 2018

Dopo la pausa estiva, riparte domani giovedì 13 settembre il servizio di Assistenza Legale Popolare (ALP) nel medialab dello spazio sociale di 3e32 / CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila. Ogni giovedì, dalle 15 alle 18, un gruppo di attivisti, in collaborazione con avvocati che danno il proprio contributo a titolo gratuito, offrono informazione, indirizzo e supporto ai cittadini e alle cittadine, nell’attuazione dei diritti civili e sociali, e contro gli abusi.

Nei primi due mesi di sperimentazione diverse sono le persone che si sono rivolte allo sportello di assistenza legale popolare, con alcune criticità – in determinati ambiti, come il diritto all’abitare, a un trattamento di lavoro equo e i diritti dei migranti – che in certi casi assumono una rilevanza diffusa e pubblica, in un contesto economico-sociale complesso come quello aquilano.

Un nuovo servizio per lo spazio sociale di CaseMatte, che da anni rappresenta un punto di riferimento nel parco di Collemaggio, pur tra le difficoltà comportate ogni giorno dall’abbandono colpevole dell’area da parte delle istituzioni. Oltre all’Assistenza Legale Popolare, infatti, nello spazio sono attivi uno sportello di ascolto psicologico gratuito settimanale, una sala prove popolare e autogestita, oltre ad altre numerose attività, come corsi, laboratori, attività politiche, eventi sociali, culturali e musicali.

Il servizio di Assistenza Legale Popolare sarà aperto ogni giovedì, dalle ore 15 alle ore 18. Per info è possibile contattare le pagine Facebook 3e32 o Casematte L’Aquila o scrivere a info.3e32@gmail.com.

Su Collemaggio il Sindaco sfugge ai confronti e perde tempo sui fondi

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Pubblicato il: 31 agosto 2018
foto Silvia Santucci

La lettera che lo scorso 6 agosto la Asl dell’Aquila ha inviato all’amministrazione comunale, con la quale l’azienda conferma l’indisponibilità a concedere l’utilizzo dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio per fini diversi da quelli previsti dalla legge, è l’esplicita conferma di quanto affermiamo da sempre: l’area dell’ex manicomio deve avere una destinazione socio-sanitaria e culturale.

L’amministrazione Biondi voleva deviare i 10 milioni previsti dal Masterplan per il progetto del “Parco della Luna” verso altro: la Asl le ha semplicemente ricordato che non si può fare. Noi aggiungiamo che non è giusto farlo: l’area di Collemaggio rappresenta una vergogna della città oggi, è un buco nero e buio nel centro storico dell’Aquila, e il Parco della Luna, progetto elaborato e presentato da una ventina di associazioni tempo fa, rappresenta la prima luce in un’area vasta e bellissima, dove oggi persino i lampioni sono spenti.

Da mesi chiediamo la convocazione della Commissione Territorio per discutere di questa area strategica insieme agli attori coinvolti. Sarebbe anche l’occasione di confrontarsi anche sulla possibilità di realizzare lì il nuovo Cotugno, come saggiamente proposto da Preside, studenti e studentesse nei mesi scorsi. Il presidente continua a rinviare la convocazione della Commissione, stante l’indisponibilità continua del sindaco Pierluigi Biondi e del manager Asl Rinaldo Tordera ad essere presenti. Cosa si teme? Perché si rifiuta il confronto sulle carte?

La situazione è grave e necessita di una spinta decisiva: in ballo ci sono milioni di euro, soldi pubblici destinati alla tanto decantata ricostruzione sociale della città, che potrebbero essere persi o spesi altrove se l’amministrazione non sarà in grado di affidare i lavori entro il 2019. Una data non così lontana, considerando che dev’essere ancora indetto il bando per la progettazione, propedeutico al bando europeo per la riqualificazione degli edifici.

Da sempre ci battiamo per la riqualificazione del parco di Collemaggio, e non cederemo neanche di un millimetro di fronte all’inettitudine e all’incompetenza dell’amministrazione.

Comunicato congiunto di Coalizione Sociale L’Aquila e 3e32 / CaseMatte

Torna Collemagico: il parcogiochi vagante a CaseMatte il 3 agosto

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Pubblicato il: 2 agosto 2018

Dopo il successo di due anni fa, torna Collemagico a CaseMatte, lo spazio sociale nel Parco di Collemaggio all’Aquila. Venerdì 3 agosto, dalle ore 18 e fino a sera, laboratori, spettacoli, danza e teatro in una serata organizzata da 3e32 / CaseMatte e Brucaliffo, con gli artisti e le artiste di Le Fucine Vulcaniche di Bologna.

Dalle ore 18 ci saranno laboratori creativi, giocoleria, orchestrina partecipata, trampoli e bolle di sapone. Dopo un aperitivo di autofinanziamento, alle ore 21 via agli spettacoli di fuoco, teatro luci, ombre e gestualità, acrobazie aeree e musica.

Collemagico è l’arte di strada nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, colpevolmente abbandonata da tutte le istituzioni. Un parco bellissimo, nel centro città, che 3e32 / CaseMatte anima da nove anni insieme a pochi altri soggetti, e nell’indifferenza delle amministrazioni.

Appuntamento il 3 agosto, dalle ore 18, nello spazio sociale di CaseMatte.

Proiezione “Binxêt – Sotto il confine” alla presenza del regista

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 17 luglio 2018

Mercoledì 18 luglio presso lo spazio sociale di CaseMatte nel parco di Collemaggio si terrà la proiezione di Binxêt – Sotto il confine il film-documentario di Luigi D’Alife con la voce di Elio Germano.

L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista e dibattito.

“Binxêt – Sotto il confine” è il primo documentario che racconta, con immagini esclusive, la condizione del popolo curdo che subisce la violenza dell’esercito turco in Kurdistan su uno dei confini più caldi del Mondo, quello che divide la Siria dalla Turchia.

E’ un viaggio tra vita e morte, dignità e dolore, lotta e libertà. Si svolge lungo i 911 km del confine turco-siriano. Da una parte l’ISIS, dall’altra la Turchia di Erdogan. In mezzo il confine ed una speranza. Questa speranza si chiama Rojava, soltanto un punto sulla carta di una regione tormentata, terra di resistenza ma anche laboratorio di democrazia dal basso, luogo in cui, sui fucili di chi combatte, sventolano bandiere di colori diversi ma che che parlano lo stesso linguaggio; quello dell’uguaglianza di genere, dell’autodeterminazione dei popoli e della convivenza pacifica.

E’ su questa striscia di terra che si sta giocando la partita più importante; la battaglia contro daesh, il controllo e la chiusura del confine su sui si basa l’accordo tra Unione Europea e Turchia, la violenza repressiva ed autoritaria del dittatore Erdogan. Un racconto di denuncia sulle pesanti responsabilità dell’Europa nel sottoscrivere un accordo che violenta le vite di migliaia di persone, solo un piccolo tassello nella storia di un popolo che continua a non rassegnarsi all’idea di essere diviso dai confini, storie di uomini, donne e bambini che sono l’immagine del non arrendersi.

https://www.facebook.com/binxetsottoilconfine/
https://www.openddb.it/film/binxet-sotto-il-confine/ (ON DEMAND)
http://www.movieday.it/movie/index?movie_id=1047 (AL CINEMA)
http://www.binxetsottoilconfine.net/

Solidarietà ai/alle compagn* torinesi: contro la svolta autoritaria delle istituzioni italiane

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Pubblicato il: 16 luglio 2018

Contro la svolta autoritaria delle istituzioni italiane, occorre al più presto costituire una rete comune di autodifesa.

Come comitato 3e32 e come spazio sociale “CaseMatte” dell’Aquila esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra totale complicità con i/le compagn* torinesi che il 1° maggio 2017 hanno preso parte allo spezzone del corteo sociale per contestare il PD e i sindacati confederali.

Caricati allora immotivatamente dalle forze dell’ordine, sono stati colpiti il 13 luglio 2018 dalla notifica di 15 misure cautelari e, in 9 casi, di arresto domiciliare, oltre che attraverso la perquisizione del centro sociale “Askatasuna” e dello spazio popolare “Neruda”.

Quello di venerdì scorso è solo l’ultimo atto di una strategia complessiva volta a normalizzare nel nostro Paese l’uso sempre più massiccio di misure giuridiche e di piazza apertamente autoritarie e anti-democratiche.

Le parole del ministro degli interni Salvini sui social, che invoca con toni tanto vaghi quanto inquietanti la punizione di tutti i “delinquenti” ancora in circolazione, la recente e a dir poco sfacciata richiesta della Meloni per abolire il reato di tortura e dare così mano libera alle forze dell’ordine, le motivazioni tutte politiche addotte dal PM Rinaudo in questa circostanza, secondo il quale i dissidenti torinesi avrebbero voluto “rimarcare la loro estraneità alla manifestazione [ufficiale] e ai valori da essa espressi”: di fronte a ciò, noi tutti e tutte rivendichiamo l’esigenza di non allineamento espressa dai/dalle compagn* torinesi e rimarchiamo con forza la nostra estraneità a una politica istituzionale i cui valori sono sempre più vicini ai disvalori del fascismo.

Una presa di posizione politica autonoma e non in linea viene ormai considerata immediatamente e di per sé come illegale e colpita senza esitazioni. È necessario coordinarsi e ritrovarsi insieme contro questa deriva.

La tradizione italiana di mobilitazioni dal basso, sia sui territori minacciati da disastrose “grandi opere”, sia attraverso il tessuto di iniziative legate agli spazi sociali autogestiti e alle lotte diffuse che hanno comunque costellato le nostre città e le nostre campagne negli ultimi anni, insieme alla presenza dei migranti sul territorio nazionale, è sempre più percepita a livello istituzionale come una minaccia concreta in grado di mettere in questione un ordine costituito da forze politiche parlamentari che, per quanto tra di loro eterogenee, perseguono comunque scopi unitari.

Non c’è spazio per chi decide di costruire un’alternativa sociale e politica nella vita di tutti i giorni, consacrando tanta parte del proprio tempo in pratiche di mutualismo, di solidarietà e di opposizione reale al colonialismo interno portato avanti dalle dinamiche del capitalismo globale e dai suoi emissari nostrani.

Come aquilani abbiamo visto, dopo il sisma del 6 aprile 2009, la nostra città trasformata in un’immensa caserma e abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle la messa in opera di un laboratorio repressivo e di gestione delle popolazioni all’avanguardia, senza precedenti in Italia per dimensioni ed estensione (dispiegato dalla Protezione Civile e voluto dalle diverse forze politiche locali e nazionali allora al governo).

E come attivisti e militanti aquilani impegnati nel contrastare questi processi, ci sentiamo di rivolgerci a tutti coloro che hanno a cuore e coltivano oggi l’autonomia degli individui e delle comunità, così come la libertà di costruire percorsi di lotta contro la distruzione dei nostri diritti e contro la dissuasione violenta del nostro irrinunciabile dovere di critica verso i fascismi istituzionali.

In questi tempi così brutalmente segnati dal ritorno di un autoritarismo che sembrava appartenere per sempre al passato, è necessario impegnarsi a fare rete il più possibile, coalizzarsi in nome di una autodifesa condivisa contro un un nemico che non teme di superare le proprie differenze interne per conseguire i propri loschi obiettivi.

A CaseMatte film sullo sfruttamento dei migranti nei campi e incontro con il regista

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Pubblicato il: 18 giugno 2018

Si chiama “The Harvest” il docufilm che verrà proiettato all’Aquila mercoledì 20 giugno, nello spazio sociale di CaseMatte, parco di Collemaggio. L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista Andrea Paco Mariani.

The Harvest rappresenta un documento importante sulla condizione dei migranti sikh che lavorano nei campi dell’Agro Pontino laziale, quelli da cui proviene la stragrande maggioranza della frutta che arriva sulle tavole all’Aquila e nel centro Italia.

La storia di Gurwinder è rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento: un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare, senza pause, attraversa oggi l’Italia intera. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole; chiamano padrone il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l’ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e “allontanamenti” facili per chi tenta di reagire.

The Harvest racconta tutto questo: la vita delle comunità Sikh stanziate stabilmente nella zona dell’Agro Pontino e il loro rapporto con il mondo del lavoro. I membri di queste comunità vengono principalmente impiegati come braccianti nell’agricoltura della zona. Gli episodi di sfruttamento (caporalato, cottimo, basso salario, violenza fisica e verbale) sono stati rilevati in numerosi casi, quasi sempre da associazioni che operano sul territorio locale. A fianco di questi fenomeni è inoltre cresciuto in maniera esponenziale l’uso di sostanze dopanti per sostenere i faticosi ritmi del lavoro nei campi.

Non proprio una “pacchia”, insomma, a differenza di come il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito ultimamente la vita in Italia dei migranti. La cieca e propagandistica follia di un politico squilibrato e pericoloso, che abbiamo già contestato nella sua ultima visita all’Aquila, e che continueremo a contrastare ad ogni occasione, anche con la proiezione di film come The Harvest, lavoro che ha vinto premi ed è stato presentato già in festival internazionali in Italia, Argentina, Polonia e India.

L’appuntamento è per il 20 giugno, dalle ore 20, a CaseMatte.

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