Manifesto “Collemaggio Cittadella della Creatività”

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Pubblicato il: 22 giugno 2016

Il 4 giugno del 2015 più di venti associazioni* si sono riunite presso l’Audotorium del Parco e hanno stilato insieme un manifesto dal nome “Collemaggio cittadella della cretività -per la riqualificazione immediata e futura dell’area dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, attraverso un percorso partecipativo dal basso.

Le proposte emerse

– Iniziare subito i lavori di riqualificazione di una sorta di “asse centrale” prioritario di collemaggio, che veda il coinvolgimento delle palazzine B4, B8 e B7 e quindi dell’area nord-ovest del quartiere.

– Richiesta da parte delle associazioni che ne hanno bisogno, dell’utilizzo immediato delle strutture provvisorie installate nell’ex ospedale dopo il sisma del 2009, e l’utilizzo immediato dei locali agibili dell’area, già occupati da uffici per servizi sanitari della Asl, che sono stati o stanno per essere trasferiti nei locali ex-Onpi, in zona Torrione.

– Realizzazione di laboratori artigianali dove creare, produrre ed apprendere un mestiere; e di laboratori artistici in cui gli operatori dello spettacolo della città possano finalmente lavorare congiuntamente, in pieno contatto con la città e mettendo a frutto nel migliore dei modi le competenze presenti nel territorio. Dai laboratori potranno nascere cooperative in vari ambiti. Crediamo che la conformazione dell’area, la presenza di ampi e adeguati spazi, possano favorire lo sviluppo di competenze legate all’artigianato, all’arte, più in generale, allo spettacolo;

– Realizzazione di una foresteria, gestita da una cooperativa che lavori con persone con disagio psicologico o psichiatrico, recuperando il progetto, stanziato nel 2008 e mai realizzato, dell “Albergo in via dei matti”;

– Servizi propri per il benessere di comunità (area giochi, ristorazione alternativa, strumenti innovativi di “terapia” come pet terapy, musica, teatro, ecc.);

– Creazione di cooperative e di associazioni di volontariato che curino il pregiato parco verde di Collemaggio, all’interno del quale trova spazio una flora particolare, che potrebbe fungere anche da attrazione per i turisti che visitano la vicina Basilica;

– Spazi per il co-working, all’interno del quale lavorare e dare spazio a giovani liberi professionisti, per agevolare la professione, soprattutto in avviamento;

– Proposta, da avanzare alle istituzioni competenti, di creazione di una zona franca dal punto di vista fiscale, con aiuti specifici attori economici e innovatori sociali, alla stregua di quanto succede in alcuni quartieri di altre città italiane (es. quartiere Rancitelli a Pescara);

– Recupero della volumetria già esistente, integrando elementi naturali all’insediamento architettonico: recupero dei padiglioni di valenza storico-architettonica, da destinare a “museo della scienza”, “museo della memoria” (progetto avanzato già negli anni prima del terremoto del 2009) e residenze per studenti;

–Installazione di ufficio del Comune dell’Aquila, preposto alla consulenza per la richiesta di fondi per bandi europei e per la partecipazione ai progetti, nel pieno di spirito di sussidiarietà al reddito;

– Creazione di una “rock hall”: struttura a dimensione, sfruttando la volumetria già esistente all’interno dell’area, di concerti live fino a mille persone, pensata all’interno del ragionamento sulla produttività sociale e sull’economia stessa del quartiere;

– Creazione di orti sinergici e di strutture ideonee all’autonomia energetica dell’area.

*Le associazioni: 3e32 / CaseMatte, Arcigay L’Aquila, ass. cult. 360gradi, ass. cult. Arti e Spettacolo, Donne TerreMutate, coop. soc. La Garganta, Circolo Arci Querencia, ass. Bibliobus L’Aquila, ass. 180Amici, L’Aquila in Comune, ass. Re_Acto, Amiternina Rugby, Comitato Territoriale Arci L’Aquila, Unione degli Studenti L’Aquila, Legambiente Abruzzo beni culturali, Ass. cult. Animammersa, Viviamolaq, L’Aquila Città Futura, Art Village, ArtQuake

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In risposta alle accuse a CaseMatte: buoni rapporti di vicinato o persecuzione?

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Pubblicato il: 31 maggio 2016

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Leggiamo su ilcapoluogo.it (riportiamo a fine pagina gli articoli), per la seconda volta in pochi giorni, che uno o più residenti di Via Celano, di cui il giornale non esplicita il nome/i nomi (nonostante nel primo articolo si parli di ‘lettera’ da parte di una cittadina), si dicono “stanchi” perché la musica “incessante che dalle 20 alle 3 di notte proviene da CaseMatte” non lascerebbe in pace gli abitanti della via.

Vorremmo, innanzitutto, precisare che il giornale sarebbe tenuto a verificare le “notizie” di anonimi cittadini perché, quanto riportato da Il Capoluogo, è falso e danneggia il comitato.

La serata di sabato 28 maggio è terminata, infatti, all’una di notte e non alle tre come riportato dall’anonimo/dagli anonimi cittadini.

I carabinieri si sono presentati a CaseMatte alle 22:40, chiamati, evidentemente, almeno venti minuti prima.

Dunque, la verità è che chi ha chiamato il 112 per lamentarsi dell’alto volume lo ha fatto alle 22 circa di sabato, ora e giorno in cui fare un’iniziativa all’aperto con della musica non dovrebbe comportare particolare problemi.

CaseMatte, oltre tutto, stava ospitando una serata in cui i protagonisti erano i richiedenti asilo accolti nell’aquilano; centinaia di giovani a cui è stata data la possibilità di cucinare, fare musica e ballare, ma soprattutto di integrarsi con la comunità in cui vivono. Qualcosa che, siamo convinti, in Prefettura non dispiaccia.

In più, già nel primo articolo del 18 maggio scorso, la non meglio precisata “donna” di Via Celano scrive al giornale dichiarando “adesso basta con la musica fino a tarda notte”. Per poi aggiungere “L’ultimo episodio si è verificato lo scorso venerdì”.

Ebbene, quel venerdì è stata la PRIMA iniziativa, dopo i mesi invernali, organizzata all’aperto dal Comitato 3e32/CaseMatte.

Tali eventi all’aperto, inoltre, organizzati generalmente nei mesi tra maggio e settembre, sono mediamente in numero inferiore alla decina.

Più che di disturbo della quiete e del sonno ci sembra, insomma, si tratti della volontà da parte di qualcuno/a di voler gettare fango su una realtà cittadina legittima e consolidata; un luogo di aggregazione alternativa che evidentemente a qualcuno/a non piace.

Dal nostro canto, siamo chiaramente disponibili a confrontarci con chiunque sia in buona fede e, ovviamente, con i residenti di Via Celano (i quali però, al contrario e fino ad ora, si sono guardati bene dal cercare una qualsiasi forma di dialogo) per venirci incontro e risolvere insieme eventuali problemi di vicinato.

Riteniamo che questo sarebbe un atteggiamento più umano ed intelligente rispetto al chiamare la forza pubblica alle 10 di sera.

capoluogo

CaseMatte ovunque da conquistare

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Pubblicato il: 22 aprile 2016

casematte

Dopo un processo durato anni, oggi finalmente CaseMatte è stata assolta.

Un giorno importante per tutta la città, perché la sentenza riconosce questa esperienza pienamente legittima, anche dal punto di vista giuridico, dopo un’assurda persecuzione politica. Merito anche degli avvocati, che ringraziamo, e che hanno offerto la loro professionalità con passione e competenza. Un passaggio importante, che speriamo costituisca un precedente anche a livello nazionale, su cui continuare a ricostruire il presente ed il futuro dell’Aquila. CaseMatte, infatti, è stata difesa dalla città perché ci è dentro, ne fa parte.

L’esperienza di CaseMatte e del Comitato 3e32 ha affermato con forza che un’altra ricostruzione è possibile. Anzi, è in corso. Da CaseMatte infatti sono fiorite altre realtà che contribuiscono quotidianamente a rendere migliore la vita in una città che ancora attraversa una fortissima crisi sociale ed economica. Ci sono oggi a L’Aquila degli spazi autogestiti di cultura, socialità ed aggregazione politica in cui tantissimi ragazzi stanno crescendo e sperimentando un modello di partecipazione attiva e di creazione di un cambiamento reale, in contrapposizione ad un modello di ricostruzione imposto dall’alto.

Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo tutti i giorni, mettendoci i nostri corpi e tutto il coraggio di cui siamo capaci. Ancor prima che da un’aula di tribunale, siamo sempre stati legittimati dalla città e dalle comunità che la vivono.

Questa vittoria ci dà lo slancio per continuare la nostra battaglia per la riappropriazione e riqualificazione di tutta l’area di Collemaggio. Ci siamo sempre impegnati contro svendite e speculazioni, per la creazione di una cittadella della creatività e di uno spazio per salute di comunità. Siamo convinti che il futuro di Collemaggio passi da qui e faremo di tutto perché avvenga, attraverso un percorso realmente partecipato e trasparente, come abbiamo chiesto con forza nel manifesto sul futuro di Collemaggio che abbiamo sottoscritto alcuni mesi fa insieme a tantissime associazioni e realtà attive sul territorio.

INNEGABILMENTE, OGGI CI SENTIAMO PIÙ LIBERI. Perché è stato riconosciuto anche sul piano legale il fatto che l’esperienza di Casematte rappresenta un valore per il futuro di questo territorio. Il nostro pensiero va al nostro amico e compagno di strada FABRIZIO PAMBIANCHI, che ci ha lasciato due anni fa, e che con la sua generosità e genialità ha contribuito alla nascita del 3e32, dimostrandoci che tutto era ed è possibile, continueremo a batterci ancora con maggior forza, per lui e per tutte le migliaia di persone che in questi anni hanno attraversato e vissuto CaseMatte.

Fabrizio oggi sarebbe contento. E ancora insieme a lui stiamo già pensando a domani.

CaseMatte si difende, difendiamo CaseMatte: 22 aprile Tribunale Via XX Settembre

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Pubblicato il: 19 aprile 2016

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Il prossimo 22 aprile, a partire dalle ore 10.30, torneremo per l’ennesima volta in tribunale per l’udienza finale del processo per “linvasione e occupazione” di CaseMatte.

Rifiutiamo e rispediamo al mittente l’accusa: dopo il terremoto del 2009, abbiamo al contrario riqualificato uno spazio vuoto e abbandonato da anni, all’interno di un parco dimenticato da tempi immemori, rendendolo un luogo pubblico pieno di vita, aperto a tutti, dal quale – negli ultimi sei anni – si è discusso e ci si è mossi per una ricostruzione più giusta, dal quale sono partite le mobilitazioni contro la speculazione e la gestione del post-sisma, dove sono state organizzate – e continuano ad essere organizzate – centinaia di iniziative politiche, sociali, culturali, musicali e ricreative.

Uno spazio colpevolmente abbandonato dalle amministrazioni pubbliche e dalla politica è diventato, grazie al lavoro volontario quotidiano di decine di persone, un punto di riferimento per i più giovani della città, uno spazio di confronto dove sono presenti tra le altre cose una sala prove per le band emergenti aquilane, uno spazio a disposizione delle associazioni, una rampa da skate, una mensa popolare.

Nel deserto sociale che è L’Aquila oggi, si vuole criminalizzare uno dei pochi luoghi di socialità ed attivismo politico, nonchè presidio permanente contro la vendita del parco pubblico di Collemaggiosi denunciano e si accusano decine di attivisti e attiviste che dopo il terremoto hanno alzato la testa, messo la faccia e i propri corpi per lottare in difesa del proprio territorio, facendo attività politica, sociale e culturale.

Le conseguenze di ciò sono un’infinità di processi assurdi e la perseveranza nell’atteggiamento repressivo, che ha portato anche alle ultimissime denunce per la manifestazione organizzata durante la visita di Renzi a L’Aquila, in cui i manifestanti sono stati manganellati senza alcun motivo.

Per questo e per tanti altri motivi invitiamo tutti coloro che in questi anni hanno apprezzato, attraversato, vissuto CaseMatte ad essere presenti al tribunale di via XX Settembre (L’Aquila) per il processo del 22 aprile, a partire dalle ore 10:30.

Un sei aprile di memoria e conflitto: “Bertolaso e grandi rischi, le responsabilità non si cancellano”

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Pubblicato il: 5 aprile 2016

striscione bertolaso fiaccolata

Da sette anni ci battiamo affinché noi aquilani, questo territorio e la sua gente colpita dal sisma possano finalmente ottenere verità e giustizia per quanto accaduto prima e dopo il 6 aprile del 2009.

In particolare risultano chiare a chi ha vissuto il terremoto sulla sua pelle le responsabilità di chi partecipò alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 e di Guido Bertolaso che la convocò per fare ”un’operazione mediatica” con lo scopo di “rassicurare” la popolazione.

A causa di quelle irresponsabili rassicurazioni avallate da teorie pseudoscientifiche molte persone furono indotte a rimanere nelle proprie abitazioni trovandovi la morte, nonostante il persistere di scosse sempre più forti e che storicamente preoccupano non poco le genti che vivono nell’aquilano.

Inutile esprimere nuovamente la delusione che ci ha lasciato il processo, dalla cui sentenza d’Appello ci sentiamo raggirati, in quanto ha sostenuto – a dispetto di tutti e con un puro gioco formale – che quella addirittura non fosse la “Commissione grandi rischi” e che il messaggio rassicuratorio, oltre che dal vice-presidente della P.C. De Berardinis, fu divulgato solo dalla stampa.

Noi a questi inganni non ci stiamo, non ci siamo mai stati e siamo nati sette anni fa come Comitato per combatterli. E insieme ai parenti delle vittime ci ostiniamo a chiedere Verità e giustizia affinché chi partecipò a quella mortale buffonata della CGR e chi la convocò si prenda le sue responsabilità.

Non solo. Ci attendiamo che Bertolaso venga processato nel processo Bis e rinunci subito alla prescrizione – come fortemente richiesto dalla popolazione e da lui stesso annunciato.

E’ con questo spirito e mossi da tale improrogabili richieste che prenderemo parte, come ogni anno, alla fiaccolata del 5/6 aprile, con questo striscione: “Bertolaso e grandi rischi: le responsabilità non si cancellano”.

Uniti coi parenti delle vittime nel ribadire che però “6 aprile è tutto l’anno” e che non può esistere una ricostruzione senza verità e giustizia.

E per noi il 6 aprile ha sempre significato memoria e conflitto.

Perché questa città non troverà pace finché non saranno riconosciute le responsabilità di chi, tra gli uomini dello Stato, ha sbagliato. E solo lottando per ottenere verità e giustizia potremo finalmente elaborare quello che ci è accaduto e riuscire ad onorare collettivamente la memoria di chi da quel giorno non c’è più.

3e32 / CaseMatte aderisce alla manifestazione indetta dei parenti delle vittime del terremoto

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Pubblicato il: 29 marzo 2016

grandi rischi 2015

Chiedere verità e giustizia significa respingere con forza la narrazione tossica che vuole riscrivere la storia: nei giorni precedenti al terremoto del 6 aprile 2009 una operazione mediatica pensata e guidata da Guido Bertolaso produsse una riunione farsa di una commissione di scienziati pronti a eseguire ciecamente ciò che il potere gli chiedeva: tranquillizzare la popolazione.

Nessuna sentenza di nessun tribunale riscriverà la storia, gli aquilani e le aquilane sanno cosa fu la Commissione Grandi Rischi, quale ruolo ebbe e soprattutto quali effetti generò.

Come probabilmente accadrà anche Guido Bertolaso la farà franca dal punto di vista giudiziario, cosa che ci interessa relativamente. Noi sappiamo quali sono i mandanti, e non basta un’assoluzione, una prescrizione o uno squallido riciclo nella politica romana per depistare dalla voglia di verità e giustizia. Vi hanno già condannato la storia e gli aquilani.

Ci vediamo domani, mercoledì 30 marzo, dalle ore 17, scalinata del Parco del Castello. 

Vota SI per fermare le trivelle: riunione comitato aquilano 13 marzo ore 17 CaseMatte

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Pubblicato il: 11 marzo 2016

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In coordinamento con il comitato nazionale e con quello abruzzese, lavoreremo per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare  per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. 
La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende sine die le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato referendario si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum anche qui a L’Aquila e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Noi vogliamo che il nostro Paese   prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Da questo punto di vista l’ipocrisia del Governo che a dicembre ha sottoscritto a Parigi l’accordo internazionale sul clima mentre a casa propria continua a sostenere il petrolio e le fonti fossili è inaccettabile.

Anche a L’Aquila, dopo il terremoto, si è parlato tanto di “ricostruzione eco-sostenibile”, ma tutto quello che a cui abbiamo assistito è stata la devastazione del nostro territorio ad opera del piano C.A.S.E. Crediamo quindi che anche da qui debba ripartire con forza la volontà di un cambio radicale di modello di sviluppo per la nostra città e per il nostro Paese.

Il nostro impegno nella campagna referendaria Vota SI per fermare le trivelle è in continuità con quanto manifestato contro il progetto Ombrina mare durante le mobilitazioni dell’anno scorso che hanno visto la partecipazione numerosa di cittadine e cittadini aquilani. Siamo attivisti, studenti, lavoratori che ritengono che la salute dei cittadini e il diritto a decidere del proprio futuro venga prima degli interessi della grandi compagnie petrolifere. Per questo da domani saremo nelle piazze, per le strade, nelle scuole, nelle istituzioni a informare sull’importanza di partecipare e di dire SI il 17 aprile.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.  

Primi firmatari del Comitato aquilano “Vota SI per fermare le trivelle”:  
Appello per L’Aquila, Comitato 3e32 / CaseMatte, Legambiente Beni Culturali, Unione degli Studenti, Link Coordinamento Universitario, Arci, Italia Nostra, Circolo ARCI Querencia, Donne Terre Mutate, FIOM L’Aquila, L’Aquila Che Vogliamo, Rifiuti Zero Abruzzo, Pro Natura, SEL Circolo de L’Aquila, PRC L’Aquila.

Il referente del Comitato è Francesca Aloisio e per info potete scrivere a direzione@legambienteabruzzo.it. Il comitato si riunirà domenica 13 marzo alle 17 presso CaseMatte all’interno dell’ospedale di Collemaggio.

Collemaggio: laboratorio di idee e di esperienze socio-culturali per la rinascita di tutto il territorio

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Pubblicato il: 4 gennaio 2016

collemaggio alla cittàRiscontriamo con favore, apprendendolo dalla stampa, la volontà da parte di Comune e Regione di destinare 10 milioni di euro del Masterplan Abruzzo per l’area di Collemaggio.

Sono anni che ci battiamo con ogni mezzo a difesa di questo splendido parco, lasciato in condizioni di degrado ed abbandono da parte delle istituzioni. Insieme a tante altre associazioni abbiamo promosso un percorso partecipato con il quale abbiamo elaborato un manifesto di proposte per la rinascita e ricostruzione di Collemaggio, individuando anche una sorta di “asse centrale” da cui partire subito con il recupero dell’hotel in via dei matti, i laboratori per le associazioni e CaseMatte. Crediamo che se si vuole investire questi fondi in un progetto che coinvolga le persone si possa partire da qui.

Purtroppo però, in questi anni, di promesse e proclami ne abbiamo sentiti tanti, mentre la realtà che viviamo è quella di un processo agli attivisti del 3e32 che hanno dato vita a CaseMatte – e alle tante esperienze che sono nate da essa – e che ad aprile arriverà alla sua udienza conclusiva. Nonostante i tanti impegni presi da Comune e Regione, nulla è stato fatto in questi anni per impedire che il futuro dell’unica esperienza di vita concreta, spazio sociale, culturale ed autogestito all’interno del parco di Collemaggio venga deciso in un’aula di tribunale.

Siamo convinti che l’area di Collemaggio possa diventare un laboratorio di idee ed esperienze socio-culturali, per la rinascita di tutto il territorio, ma solo all’interno di un processo partecipato dal basso che veda negli individui, singoli o associati, i veri protagonisti.

Solo così si può dar vita a progetti concreti, al di là delle promesse che sentiamo ripetere da ormai troppo tempo.

Bye bye Silveri, ci mancherai tanto!

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Pubblicato il: 28 novembre 2015

Silveri va via da Collemaggio

Vogliamo condividere con tutte e tutti la nostra grande gioia di fronte alla notizia delle dimissioni del manager della Asl 1 Giancarlo Silveri. E’ una notizia di cui devono rallegrarsi tutti gli abitanti della provincia dell’Aquila, vista la gestione scellerata della sanità pubblica in questi anni. Ci auguriamo solamente che Silveri non faccia come ha fatto più volte Cialente, ritirando le sue dimissioni.

La gioia è dovuta non soltanto al fatto che in questi anni si è preoccupato di reprimere, ostacolare e trascinare in tribunale – chiedendo grotteschi risarcimenti – con accuse ridicole l’esperienza di CaseMatte, l’unica realtà che prova a tenere viva e aperta alla città l’area di Collemaggio. Festeggiamo soprattutto perché Silveri ha rappresentato quella pessima gestione, avallata dalla politica bipartisan che caratterizza da anni le nostre istituzioni locali, distinguendosi soprattutto per l‘assoluta incapacità di far fronte alle necessità ed ai bisogni della popolazione aquilana, emersi particolarmente in seguito al sisma.

Basta recarsi a Collemaggio per notare lo stato di abbandono e degrado in cui versa l’area, nella totale indifferenza dimostrata dalla Asl che, anziché lavorare per la rigenerazione del parco e delle sue strutture, si è prodigata a trasferire quei pochi servizi rimasti, pagando affitti salati e quindi con un ulteriore spreco di risorse pubbliche. Una gestione, quella del manager Silveri, che ricorderemo anche e soprattutto per l’utilizzo criminale dei 47 milioni di euro dell’assicurazione post-sisma dell’ospedale, non spesi per la ricostruzione dello stesso, ma per ripianare i debiti della sanità. Nell’era Silveri il delta chirurgico del San Salvatore è stato ristrutturato con anni di colpevole ritardo, e ancora non viene ricostruito il delta medico, con notevoli disagi per operatori sanitari e cittadini nel lavorare ancora nella struttura “da campo” pensata per il G8.

Ci auguriamo, a questo punto, che questo cambio al vertice dell’azienda segnerà anche una nuova politica del bene pubblico all’Aquila, a partire dal futuro del Parco di Collemaggio. La battaglia è ancora lunga e noi siamo pronti e determinati: la giunta regionale dei D’Alfonso, Lolli e Paolucci non ha risposto, ad oggi, ancora a nessuna delle nostre domande sul futuro dell’area, formulate nel corso di partecipate assemblee pubbliche; l’amministrazione comunale di Cialente, ormai allo sbando, non ha un’idea di città, né tantomeno del futuro di Collemaggio.

Torniamo a chiedere ancora una volta che alle parole seguano i fatti, a partire dall’impegno preso – e finora lontano dall’essere rispettato – dal presidente D’Alfonso e dal sindaco per la concessione di tutta l’area al Comune dell’Aquila in comodato d’uso. Passo necessario per poter continuare quel percorso di rinascita dell’area che abbiamo già avviato insieme a tanti altri soggetti ed associazioni, raccolto sotto il progetto condiviso di “Collemaggio cittadella della creatività”, fondamentale per la ricostruzione del tessuto economico e sociale di tutta la città.

A prescindere da chi sarà il prossimo direttore generale, che sia chiaro che difenderemo fino allo stremo la vendita dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. Ad ogni modo, oggi è un bel giorno per tutto l’Abruzzo. Se ne è andato un amministratore pubblico arrogante e presuntuoso, che ha gestito la Asl come fosse il suo giocattolino, usandola come merce di scambio per tornaconti di parte e devastando la sanità pubblica del comprensorio aquilano.

Caro Silveri, Il Comitato 3e32/ CaseMatte è arrivato prima di te a Collemaggio e, a quanto pare, ci resterà più di te, nonostante te. 3e32 / CaseMatte è sopravvissuto alla tua dirigenza. Fattene una ragione. Non ci hai mai intimorito e niente può farci più paura.

Giovedì 19 novembre tutti a Roma a fianco dei parenti delle vittime

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Pubblicato il: 18 novembre 2015

grandi-rischi

ll 19 novembre a Roma, presso la Corte di Cassazione, si terrà l’ultimo grado di giudizio del processo alla Commissione Grandi Rischi.

Noi del Comitato 3e32 ci saremo, a fianco dei familiari delle vittime, per difendere la nostra dignità e quella di un intero territorio che è stato preso in giro e strumentalizzato prima e dopo il terremoto del 2009.

Ci saremo soprattutto per combattere l‘ennesima falsa narrazione, costruita ad arte per nascondere le gravi responsabilità della Protezione Civile e del Governo, quella del “processo alla scienza”.

Secondo noi il 31 marzo 2009 è accaduto esattamente il contrario: la scienza si è colpevolmente asservita al volere della politica e della Protezione Civile che, attraverso il suo capo Bertolaso, aveva chiaramente dato mandato per l’organizzazione di “una operazione mediatica […] atta a tranquillizzare la gente”, come chiunque può ascoltare nelle intercettazioni.

Ed infatti gli scienziati accettarono di riunirsi significativamente, quanto inusualmente, a L’Aquila, non confutando la teoria dello scarico di energia e anzi ribadendo, come si può leggere nel verbale della riunione, che “questa sequenza sismica non preannuncia niente” (Barberi), e “escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi” (Boschi).

Reputiamo la sentenza di Appello una vergogna e una presa in giro per le vittime ed i loro familiari, in quanto assolve totalmente e indistintamente tutta la parte scientifica, arrivando a negare addirittura che quella fosse la riunione della Commissione Grandi Rischi. Il fatto che, invece, l’allora vice capo Bernardo De Bernardinis sia stato condannato non dovrebbe lasciar dubbi per una condanna all’allora capo della Protezione Civile Bertolaso nel procedimento denominato Grandi Rischi bis, che si inaugurerà a L’Aquila il 20 novembre.

Non siamo giustizialisti, ma non possiamo tollerare che si cerchi ancora una volta di riscrivere la storia del terremoto aquilano, negando le gravi responsabilità della Commissione Grandi Rischi e della Protezione Civile nei confronti di una popolazione che ha vissuto e continua a vivere sulla propria pelle il peso della scellerata gestione del pre e post-sisma.

Noi non dimentichiamo. Non dimentichiamo le bugie, le false rassicurazioni, la strumentalizzazione, la propaganda, gli sciacalli che ridevano alle 3.32, le cricche che hanno lucrato sulla ricostruzione e che continuano a farlo.

Non dimentichiamo chi doveva vigilare ed invece si è reso complice. E soprattutto non dimentichiamo chi ha provato in tutti i modi a reprimere ed oscurare le proteste e l’autorganizzazione della nostra comunità.

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