“Nati alle 3e32” arriva in Parlamento

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 16 Aprile 2019

“Nati alle 3e32” arriva alla Camera dei Deputati. Presenteremo domani mercoledì 17 aprile (ore 16) il nostro libro sulle mobilitazioni dei primi anni del post-sisma aquilano. E lo faremo direttamente a Roma, presso la Sala Stampa della Camera.

La presentazione di “Nati alle 3e32” in Parlamento è un riconoscimento alla verità storica che narriamo nel libro. Una storia che non smetteremo mai di raccontare: la gestione dell’emergenza e della post-emergenza all’Aquila rappresentò lo scenario di un laboratorio politico inedito per l’Italia, che vedeva nell’autoritarismo dell’emergenza il suo strumento di superamento delle normali dinamiche democratiche.

Di questo modello i principali autori furono Silvio Berlusconi, Guido Bertolaso, Gianni Letta, Franco Gabrielli, con il sostegno consapevole sul territorio dei maggiori esponenti della politica locale bipartisan, da Gianni Chiodi a Massimo Cialente.

Mentre loro ricevono targhe, coccarde e premi alla Regione – così come accaduto oggi pomeriggio all’Emiciclo con i premi a Bertolaso, Chiodi e Cialente – il territorio cerca di risollevarsi dalla pesante eredità delle loro scelte politiche scellerate, che ci hanno consegnato una città deformata e disgregata, vissuta da una comunità sfilacciata e pregna di diseguaglianze economiche e sociali.

Nel post-sisma, quei mesi di vita che abbiamo vissuto sulla nostra pelle, quel modello contro il quale ci siamo opposti con i nostri corpi e la nostra voce, con gli anni hanno avuto una giusta e purtroppo drammatica riqualificazione, tanto che ahinoi diverse “profezie” che prevedemmo allora si sono avverate [un esempio su tutti è il destino del Progetto Case], e tanto che alla prima presentazione del 6 aprile all’Aquila – alla quale hanno partecipato circa 500 persone – ne stanno seguendo tante altre, in Abruzzo e in diverse regioni italiane.

Dove diremo la nostra con la libertà di pensiero che ci contraddistingue, anche in Parlamento.

Gli anni passano, le bugie restano

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 8 Aprile 2019

Siamo disgustati/e ma non sorpresi/e dalle parole dell’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, prefetto e vice commissario di Bertolaso, all’epoca dell’emergenza-terremoto aquilana. Parole che viviamo come l’ennesima offesa e l’ennesima bugia, che arrivano fuori tempo massimo quando ormai su alcuni aspetti la verità storica è assodata.

A Gabrielli e soci – che hanno rilasciato le loro dichiarazioni chiusi nella solita caserma, come dieci anni fa – devono avergli fischiato non poco le orecchie, mentre noi facevamo la presentazione del libro che raccoglie le memorie dei primi due anni di mobilitazione dopo la tragedia del 2009, “Nati alle 3e32. L’Aquila, cronache dal dopo terremoto”, nel rettorato del GSSI, dove c’erano circa 500 persone.

Libro che potete trovare in tutte le edicole del Paese e nel presidio di CaseMatte, scritti per lasciare una traccia reale di quanto successo e vissuto, nero su bianco, tramite il nostro racconto di quegli anni vissuti da protagonisti, da aquilani, senza abbassare la testa mai nonostante l’enorme apparato di potere che ci trovano di fronte.

Gabrielli nelle sue parole ha voluto celebrare ancora una volta l’operato di un uomo – definito “eccezionale” – come Guido Bertolaso, lamentando persino la presunta infondatezza dalle accuse tra cui quella della sospensione dei diritti civili durante la fase delle tendopoli rivoltegli dai comitati e i movimenti cittadini.

Ha pensato bene di farlo insieme a Gianni Letta, l’uomo che insieme a Bertolaso fu al centro dello scandalo delle “cricche” che ridevano alle 3:32. E c’è ben poco da dire di fronte a tanta cattiva fede, a una mancanza di rispetto tale nei confronti di una popolazione che, durante il primo anno dopo il sisma (e non solo in quel periodo), ha visto la propria città trasformata in un’enorme e diffusa caserma, e in un terreno di caccia per speculatori d’ogni genere, che Gabrielli ha sempre fatto finta di non vedere, forse perché troppo impegnato a reprimere e far processare chiunque protestasse, arrivando finanche alla farsa, che tutti ricordiamo, del “sequestro delle carriole”. Sì, proprio lui, che da Prefetto doveva controllare l’operato degli apparati dello Stato. Lui che da controllore è poi diventato il successore del controllato, passando a capo della Protezione Civile.

Ci rattrista anche il fatto che alcuni media locali diano un enorme spazio a simili esternazioni senza vergogna, raccontando nulla, o poco, sull’iniziativa di ieri, che ha visto centinaia di aquilane ed aquilani unirsi in un momento di memoria, orgoglio e voglia di giustizia.

Ma una cosa non possiamo trattenerci dal denunciare, ancora e sempre: Bertolaso ha avuto ben poco di eccezionale; la macchina della Protezione Civile da lui coordinata è stata tutto, fuorché una gestione improntata soltanto alla solidarietà e alla salvaguardia delle libertà individuali e collettive. Bertolaso è stato, semmai, l’uomo dello stato d’eccezione nel momento in cui è stata trasformata un’intera città, già colpita da una sciagura e ferita nell’anima e nel corpo.

Persino l’acronimo con cui era stato ribattezzata la Scuola della Guardia di Finanza – centro operativo, al tempo, della Protezione Civile – non potrebbe essere più esplicito: “Direzione di Comando e Controllo” (DI.CO.MAC).

Per un lungo periodo, il territorio aquilano è stato lo scenario di un laboratorio politico senza precedenti, nella storia dello Stato unitario italiano, un laboratorio in cui sono state messe a punto e rodate tecniche di gestione della popolazione la cui finalità, come si legge nelle linee guida della stessa Protezione Civile (il Metodo Augustus), era niente di meno che spingere la cittadinanza ad “abdicare alle proprie autonomie decisionali, a sottoporsi a privazioni e limitazioni, ad “ubbidire” alle direttive impartite (letteralmente).

Alla loro ricostruzione senza popolo noi gridiamo forte 10, 100, 1000 rivolte della carriole. Perché 6 aprile è tutti i giorni. Sarebbe ora che anche noi aquilani ci ridessimo una svegliata, tornando ad avere le energie e la rabbia di quei giorni, perché la città ne ha bisogno. Solo grazie ad un vasto processo di partecipazione popolare potremo infatti uscire dalla palude dove ci troviamo e ridare un senso a questa ricostruzione, quindi a noi stessi e alla città a cui diamo vita.

Nessuno verrà a salvarci, né Bertolaso, né Letta, né Gabrielli né tanto meno può farlo questo Sindaco e questa giunta comunale. Dobbiamo farlo, sentendoci protagonisti della nostra città e della nostra comunità. Come allora.

Preferiamo la città reale alla città rinata, le nostre iniziative per il decennale del terremoto

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 3 Aprile 2019

Non ci sono mai piaciute le passerelle sulla nostra città. Non abbiamo mai amato troppo i rituali retorici di chi non ha mai compreso fino in fondo la tragedia degli aquilani e delle aquilane, di chi si è ricordato dell’Aquila solo in occasione delle ricorrenze, per raccontare frettolosamente quello che le istituzioni o i tempi televisivi imponevano di narrare.

Per questo, vogliamo ancora una volta raccontare il nostro territorio e raccontarci attraverso una serie di iniziative che abbiamo organizzato nei giorni del decennale. Perché preferiamo la “città reale” alla “città rinata”, perché sappiamo bene cos’è diventato il posto in cui viviamo tutti i giorni. Un luogo colpito da scelte politiche scellerate, a cui abbiamo sempre opposto con determinazione le nostre proposte. Per questo, abbiamo anche aderito al presidio “Fatti di Memoria” insieme a tanti altri soggetti e associazioni, per una narrazione indipendente e autonoma dei primi dieci anni trascorsi dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Nel giorno del decimo anniversario, il 6 aprile (ore 17:30 sala rossa del Gran Sasso Science Institute in via Crispi) presenteremo “Nati alle 3e32 – L’Aquila, cronache del post-terremoto”, un libro autobiografico nel quale raccontiamo i primi due anni del post-sisma aquilano, e in particolare i movimenti sociali che li hanno caratterizzati, attraverso esperienze personali e collettive. Ci saranno tutti gli autori e le autrici e alcuni ospiti speciali, che hanno contribuito alla realizzazione del libro: Diego Bianchi (Zoro), Manuele Bonaccorsi e Sabina Guzzanti. Dopo la presentazione, ci sarà un aperitivo, con inaugurazione di una mostra fotografica a CaseMatte [ex op di Collemaggio], che si intitola a sua volta “Nati alle 3e32”. La mostra, allestita tra il bar e lo spazio polivalente del medialab, sarà affiancata dalla proiezione in loop di video relativi alla stagione delle manifestazioni post-sisma.

Il giorno successivo, domenica 7 aprile, lo spazio sociale di CaseMatte – luogo importante per molti giovani negli ultimi dieci anni – ospiterà “Il rap dopo un terremoto”, insieme a Militant A, voce storica degli Assalti Frontali. Insieme a lui presenteremo il suo nuovo libro “Conquista il tuo quartiere e conquisterai il mondo. La mia vita con il rap” alle ore 16. Alle ore 17 ci sarà un laboratorio rap, mentre alle 18 spazio all’open mic, prima dell’aperitivo cena serale.

Infine, martedì 9 aprile, alle ore 19, sempre a CaseMatte si terrà lo spettacolo teatrale “Questa è casa mia”, la storia vissuta dalla famiglia aquilana Solfanelli a seguito del terremoto e alla conseguente gestione del post sisma. “Questa è casa mia”, scritto, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli, è un monologo di narrazione civile, che vede al centro la storia di un’amicizia, quella tra Paolo, aquilano e figlio unico dei Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch’essa dalla potenza della natura e dall’iniquità dell’uomo. Dopo lo spettacolo ci sarà un aperitivo cena.

Con questi eventi, e con l’adesione a “Fatti di memoria”, vogliamo narrare anche la città che non vedrete sui tg, quella che fatica ogni giorno nelle disperse periferie di un territorio disgregato, senza lavoro e con un tessuto sociale ancora in parte da ritessere. Andiamo avanti, nel decennale e sempre, a testa alta e con determinazione, per costruire insieme una comunità equa e inclusiva, e una città migliore.

A CaseMatte incontro sulla rotta balcanica dei migranti

Categorie: Comunicati, Eventi
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 18 Febbraio 2019

Negli ultimi anni migliaia di migranti sono fuggiti da violenze, guerre e fame alla volta dell’Europa, attraverso la rotta balcanica. Su questa via, meno conosciuta rispetto alla rotta libica ma ugualmente insidiosa, in migliaia vengono marginalizzati da un’Europa che preferisce i muri e la morte alla convivenza e all’integrazione dei popoli.

Di questo si parlerà in “Rotte migranti – In viaggio verso l’Europa” giovedì 21 febbraio, alle ore 18, nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila. Al termine dell’incontro ci sarà un aperitivo sociale di autofinanziamento.

Dopo i muri di Orban e l’accordo UE-Turchia la rotta balcanica è mutata, ma le persone continuano a migrare e soffrire, perché le migrazioni hanno contraddistinto la storia dell’umanità e non saranno fermate dalle politiche di contenimento e dalle violenze legittimate dall’Unione Europea.

Come per la rotta libica è tanta la disinformazione, innumerevoli sono le falsità e le strumentalizzazioni. Per questo Anna Clementi e Diego Saccora, due attivisti indipendenti da anni sui luoghi della rotta balcanica con l’associazione “Lungo la rotta balcanica”, hanno deciso di intraprendere un viaggio lungo l’Italia, per raccontare la rotta balcanica attraverso testimonianze, foto, video e mappe. Quella aquilana sarà l’unica tappa abruzzese di “Rotte migranti”.

Con loro ci sarà il fotografo di origini aquilane Danilo Balducci, uno dei fotoreporter italiani più impegnati negli anni sul fronte della rotta, nei campi profughi e sui confini, dalla Grecia alla Bosnia, dove i respingimenti illegali della polizia rendono l’UE responsabile di crudeltà quotidiane commesse contro persone che vogliono solo costruirsi un futuro migliore.

Appuntamento a CaseMatte giovedì 21 febbraio, alle ore 18, con “Rotte migranti – In viaggio verso l’Europa”.

[foto Danilo Balducci]

L’Aquila libera ha respinto Salvini. Biondi dimettiti!

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 7 Gennaio 2019

L’Aquila libera ha respinto Salvini. Biondi dimettiti!

Il 5 gennaio, il giorno della Fiera dell’Epifania all’Aquila, doveva essere un giorno trionfale per il ministro Matteo Salvini, che aveva pensato, insieme ai suoi fidi collaboratori locali, di strumentalizzare la festa per passare dentro le ali di folla presenti a prescindere tra le classiche bancarelle.

Non è andata così. Salvini non è riuscito infatti nemmeno ad arrivare a via Sallustio, dove era atteso dai suoi, decidendo di scappare verso la chiesa delle Anime Sante. Lì è rimasto ben attaccato a un muro, a fare selfie con l’impossibilità di muoversi senza essere contestato. Voleva fare una diretta sui social dalle bancarelle, l’ha fatta fermo fuori da una chiesa, con i cori che gli davano dello sciacallo.

Tutto questo è stato possibile perché più di cento persone si sono auto convocate e unite spontaneamente, per gridare tutto il loro sdegno verso l’ennesima passerella di un Ministro che da quando si è insediato non ha fatto altro che avallare politiche contro i poveri a prescindere dalla loro nazionalità, concedere condoni fiscali, promulgare un decreto che toglie diritti umani basilari, criminalizzare le opposizioni, chiudere vergognosamente i porti, fare la voce grossa contro la Commissione Europea sui media, per poi tornare sui propri passi al primo richiamo. Forte con i deboli e debole con i forti.

In tutto questo ha voluto prendersi un po’ di spazio anche il Sindaco dell’Aquila di estrema destra Pierluigi Biondi, che in piazza non si stava filando nessuno, considerando che la protesta era contro il ministro dell’Interno. Alle Anime Sante Biondi ha deciso di oltrepassare il cordone della polizia e venire a provocare i manifestanti. Di fronte l’accusa del tutto politica, rivoltagli da un oppositore, di aver distrutto L’Aquila insieme al Partito Democratico che ha governato precedentemente la città, il primo cittadino non ha resistito a spogliarsi della sua fascia tricolore e re-indossare le vesti del militante di CasaPound, formazione politica neo fascista in cui ha militato fino a due anni fa. Ha quindi deciso di colpire con la mano il volto del manifestante e poi spingerlo nuovamente nonostante nel frattempo polizia e collaboratori si fossero frapposti. Nel parapiglia, di fronte a tanta violenza, successivamente al Sindaco gli sono stati fatti cadere gli occhiali. Cosa che a quanto pare lo ha riportato alla calma.

A tal riguardo rimaniamo basiti di fronte l’atteggiamento della quasi totalità della stampa locale che, evidentemente più realista del re, non riesce ancora a vedere quello che è successo nonostante la presenza di immagini video che mostrano i fatti in maniera inequivocabile, e dopo che lo stesso Biondi abbia in ritardo – e dopo aver raccontato il falso insieme al suo partito – praticamente ammesso quanto accaduto giustificandosi dicendo: “Questa è la mia indole”. Quindi l’indole del Sindaco dell’Aquila è di essere un violento e questo ci dovrebbe andar bene?

Per noi tutto ciò non è accettabile, ed è più che sufficiente per chiedere in maniera convinta le dimissioni dal suo ruolo di Sindaco della nostra città.Crediamo che tutta la parte sana della città dovrebbe unirsi a questa richiesta e affermare a gran voce che chi usa violenza di fronte a dei cittadini che contestano non può svolgere il ruolo di sindaco.

D’altronde chiediamo le dimissioni di Biondi, più in generale, perché siamo stanche e stanchi di non avere nessuna prospettiva lavorativa; siamo stanche e stanchi di studiare in moduli provvisori fatti di lamiera; siamo stanche e stanchi di dover fare km a piedi con le buste della spesa in mano sulle statali senza un servizio di trasporto pubblico consono; delle file interminabili in ospedale; dei negozi che aprono e chiudono perché non ce la fanno; delle c.a.s.e. che ‘prima gli aquilani de nà’ote’, ma senza bar, senza servizi e centri di aggregazione. Siamo stanche e stanchi dei servizi sociali inesistenti, della solitudine istituzionale e delle proposte bloccate, per far spazio a quelle riguardanti i presepi e i crocefissi.

Vogliamo infatti ricostruire l’opposizione sociale in questa città contro il Sindaco del terzo millennio e la sua giunta xenofoba che non è stata in grado di proporre uno straccio di idea per il futuro della città, ma solo di ostacolare o bloccare tantissime esperienze innovative nate nel post sisma.

Noi pensiamo che sia possibile ricominciare a vivere questa città solo a partire dalla voglia di protagonismo dimostrata da tutte e tutti coloro che sono scesi in piazza il 5 gennaio e hanno attraversato la città al grido di L’Aquila Libera, senza accettare mai più zone rosse come quella che la polizia ha vergognosamente cercato di imporre, senza successo, in Via Patini.

Tutto questo deve darci il coraggio di continuare a batterci per la ricostruzione sociale della nostra città nel contesto più generale del nostro Paese e dell’Europa attraversata in questi ultimi tempi in particolare da rigurgiti fascisti e da una guerra sempre più senza frontiere ai poveri a cui è necessario opporsi.

Che tutti i giorni sia la Fiera dell’Epifania, la fiera del riscatto, del conflitto e della voglia di stare per strada costruendo in comune una nuova città fondata sulla solidarietà e la voglia di protagonismo dei suoi cittadini non più disposti a bere le balle di chi vuole solo la guerra tra i più deboli, ma convinti che solo lottando insieme possiamo costruirci quel futuro che vogliono toglierci. Non glielo permetteremo.

L’AQUILA LIBERA*

*Abbiamo comunemente deciso di utilizzare questa sigla per rappresentare tutti quelli che hanno preso parte alla giornata del 5 gennaio ritrovandosi insieme per strada e lottando insieme per un città e un Paese migliore.

Salvini sciacallo, via dalla Fiera della Befana!

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 31 Dicembre 2018

La fiera della Befana all’Aquila è da sempre la festa di tutte e tutti in città. Per questo non accettiamo che Matteo Salvini si presenti per strumentalizzarla, tenendo addirittura un comizio elettorale tra le bancarelle, per sfruttare la massiccia affluenza di persone.

Salvini è uno sciacallo che viene a fare le passerelle all’Aquila esattamente come quelli che lo hanno preceduto negli anni scorsi. Noi non vogliamo che la fiera della Befana venga utilizzata a fini propagandistici. Per questo siamo pronti a contestarlo, così come abbiamo fatto già nel 2016 e così come abbiamo fatto con tutti i politicanti sciacalli arrivati in città dal 2009. Salvini e la Lega, lo ricordiamo per chi avesse la memoria corta, erano tra quelli a battersi contro i finanziamenti dello Stato per la ricostruzione dell’Aquila, mentre facevano sparire 49 milioni di euro comprando diamanti in Africa.

Lo facciamo perché prosegue da troppo tempo la sua becera e vuota propaganda sulla pelle dei poveri e sulla testa di milioni di persone. Lo facciamo perché il decreto che porta la sua firma è contro l’integrazione, genera insicurezza e povertà, lascia morire le persone per strada, semplicemente crea il problema che dice di voler combattere. Lo facciamo perché è a capo di un governo bugiardo nemico del popolo e degli aquilani, dove al di là delle promesse e degli annunci elettorali non si riesce, per esempio, neanche a contenere l’ennesimo aumento dei pedaggi autostradali. Lo facciamo perché Salvini è un razzista e noi, come aquilane e aquilani, sappiamo bene che significa ricevere accoglienza e solidarietà nel momento del bisogno.

Salvini, L’Aquila non ti vuole!

“Chitarre nel Parco della Luna”: Abate e De Petris in concerto a CaseMatte

Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 12 Dicembre 2018

Giovedì 13 dicembre sarà una notte invernale di arpeggi, introspezione e poesia nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno del parco di Collemaggio.

Si chiama “Chitarre nel Parco della Luna” la serata, che prenderà il via alle 21:30 e vedrà protagonisti il chitarrista bolognese folk-blues sperimentale Maurizio Abate e il chitarrista aquilano Andrea De Petris.

Maurizio Abate è un chitarrista autodidatta attivo fin dai primi anni 2000 e mosso da una particolare fascinazione per gli strumenti a corda. Arriva all’Aquila nel tour che lo sta portando in tutta Italia, con il suo ultimo album, Standing Waters. L’aria simbolica che si respira nel disco suggerisce un vissuto personale ed universale in cui i pensieri e le percezioni rimangono come avvolti in una eterna ruota cosmica.

L’artista emiliano sarà preceduto dall’esibizione di Andrea De Petris. Oltre che chitarrista classico e compositore, De Petris è anche autore di scritture originali. Ha inventato infatti racconti, sceneggiature, monologhi, fiabe ed ha portato in scena alcune proprie ideazioni teatral-musicali tra le quali: “Venezia trasfigurata”, “La Coscienza Cosmica”, “Cos’è un uomo per cui Tu te ne curi”, “Incubi e Succubi”.

Una rilassante serata nel parco di Collemaggio, che da più di nove anni 3e32 / CaseMatte difende dal degrado urbano e dall’abbandono colpevole delle istituzioni.

Da anni infatti, insieme ad altre associazioni, abbiamo proposto alla città il Parco della Luna, una cittadella dell’aggregazione sociale, della cultura e del benessere di comunità, che ad oggi ancora non sembra interessare all’amministrazione.

“Chitarre nel parco” è uno dei modi per continuare ad affermare la socialità come strumento aggregativo giovanile, in un parco bellissimo ignorato dalle istituzioni.

Sabato 27 ottobre assemblea “Memoria e futuro delle lotte”. Il 31 buon compleanno CaseMatte

Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 26 Ottobre 2018

Sabato 27 ottobre, alle ore 18:30, secondo appuntamento della settimana di festeggiamenti del nono compleanno di CaseMatte. In programma l’assemblea “Passato delle lotte, Futuro delle lotte – Diritto alla città, solidarietà, opposizione sociale“.

In occasione del nono anniversario dalla nascita di CaseMatte, verso il decimo inverno di un’esperienza unica in città fatta di mutualismo, autogestione e solidarietà, a quasi dieci anni dal sisma del 2009, convochiamo un’assemblea per incontrarci con alcune realtà indipendenti e antifasciste cittadine che, dal basso, operano per combattere le diseguaglianze e lottano per un presente e un futuro migliore all’Aquila, nel Paese e in Europa.

Per una mobilitazione permanente, che parta dalle tante realtà sociali che lavorano per cambiare questa città nel limbo, che – se lasciata in mano alle classi politiche che l’hanno governata in questi anni – può prendere forme sempre più pericolose di gentrifricazione, depressione economica e culturale, e ridicola retorica su un passato aureo inesistente.
Un’assemblea per riprendere a lottare, per noi, per vivere dignitosamente e poter essere felici anche nella nostra città e nel nostro territorio, perché ci fanno la guerra ogni giorno e non possiamo continuare a restar fermi e muti, ora che a L’Aquila, in questi “ultimi” anni post sisma, in questi tempi difficili fatti di odio, paura e ritorno del fascismo, si decide il nostro futuro.

Dopo l’incontro seguirà un aperitivo cena di autofinanziamento. Mercoledì 31 ottobre, infine, ci sarà il terzo e ultimo appuntamento di “Buon compleanno CaseMatte” con la “tradizionale” festa di compleanno dello spazio. Alle 18:30 proiezione di “Zombie” di George Romero (a 50 anni dall’uscita del celebre film), e in serata live di I Migliori (punk rock), Disko (elettro/dance/pop) e dj set di Borracha.

“Inventare il futuro” per il nono compleanno di CaseMatte

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 22 Ottobre 2018

Quest’anno CaseMatte, spazio sociale, politico e culturale nato all’Aquila nel 2009, compie 9 anni. Per questa occasione abbiamo deciso di festeggiare con diversi eventi, a partire dal 23 ottobre e fino alla “tradizionale” festa di compleanno del 31.

Martedì 23 ottobre, alle ore 18:30, primo appuntamento della settimana in omaggio a CaseMatte, con la presentazione del libro Inventare il futuro, di Nick Srnicek e Alex Williams. Sarà presente Corrado Melluso, coordinatore editoriale della NOT – Nero Edizioni, casa editrice che ha curato la pubblicazione del libro in Italia. A seguire ci sarà un aperitivo cena.

Che fine ha fatto il futuro? Dove sono andati a finire i grandiosi progetti per una società più giusta, più libera, più felice, che una volta furono al centro della storia della sinistra?

In questo saggio al tempo stesso rigoroso e provocatorio, Nick Srnicek e Alex Williams abbandonano ogni tentazione nostalgica e provano a immaginare attraverso quali mezzi ridisegnare una prospettiva che dal capitalismo 24/7 in cui siamo costretti a vivere, ci conduca a un mondo libero dal lavoro ed ecologicamente (oltre che umanamente) sostenibile. A partire da una puntuale critica a quella che chiamano folk politics – l’idea secondo la quale “piccolo è bello” e “locale è meglio che globale” – gli autori puntano quindi a un futuro in cui la tecnologia serva finalmente allo scopo di emancipare l’umanità, anziché essere costretta agli improduttivi usi che ne fa il tecnocapitalismo globale.

Nei temi, nello stile e nell’audacia dei contenuti, Inventare il futuro è sia una risposta alla vacua sinistra della cosiddetta “terza via”, sia una critica costruttiva ai movimenti che hanno provato a opporsi al neoliberalismo ricorrendo a inefficaci politiche localiste. E al passatismo che ammanta buona parte della retorica antiglobalizzazione, gli autori replicano portando alle naturali conseguenze uno dei testi politici più discussi degli ultimi anni, e che proprio Srnicek e Williams scrissero come reazione al fallimento dei movimenti anti-crisi: il Manifesto per una politica accelerazionista.

Dopo l’appuntamento del 23, sabato 27 sempre a CaseMatte ci sarà l’assemblea “Memoria delle lotte, futuro delle lotte”, e il 31 ottobre gran finale con la festa di compleanno dello spazio. Alle 18:30 proiezione di “Zombie” di George Romero (a 50 anni dall’uscita del celebre film), e in serata live di I Migliori (punk rock), Disko (elettro/dance/pop) e dj set di Borracha.

Psychedelic Night di CaseMatte: all’Aquila arrivano i messicani Tajak

Categorie: Comunicati
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 5 Ottobre 2018

Dal Messico all’Aquila. Arriveranno sabato 6 ottobre nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, i messicani Tajak Space Rock, per la Psychedelic Night di CaseMatte. Si esibiranno nel corso della serata, che prenderà il via alle ore 22 con gli aquilani I Temporali Climate Change.

In vista del nono compleanno dello spazio politico e sociale, organizziamo una serata di musica alternativa internazionale, in continuità con la promozione di una cultura inclusiva, solidale, interetnica e alternativa che gli attivisti e le attiviste costruiscono da tempo. Oltre alle iniziative politiche, infatti, a CaseMatte è presente una sala prove popolare, due sportelli settimanali gratuiti (di ascolto psicologico e di assistenza legale), un medialab aperto a persone, associazioni, collettivi; attività laboratoriali, corsi e iniziative culturali e musicali come quella del 6 ottobre. Lo spazio rappresenta inoltre da anni un presidio permanente dentro il parco di Collemaggio, totalmente e colpevolmente abbandonato dalle istituzioni di tutti i livelli.

Tajak è una band messicana formata da Alvaro (batteria), Carlos (chitarra, voci) e Coco (basso, voci). Il loro suono è caratterizzato dalla creazione di un’ipnosi in cui si può essere trasportati verso estremi opposti: da caos e distruzione verso la più profonda introspezione. Con il loro primo album Amsterdam 211, uscito gennaio 2017, i Tajak hanno creato un manifesto del loro vero significato, descrivendo la difficile realtà che li circonda attraverso gli occhi della band. Hanno suonato in alcuni festival ed eventi legati all’alternative rock. Dopo una tournée in Sudamerica ora la band è ancora una volta in Europa per presentare il nuovo lavoro Ciclos, uscito lo scorso 17 settembre per l’etichetta indipendente peruviana Buh Records.

Appuntamento a CaseMatte dalle ore 22.

«pagina 1 di 21

Prossimi Eventi a CaseMatte
Archivi