Il 20 maggio giornata dedicata alla Palestina, con pranzo e testimonianze dai territori occupati

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 17 maggio 2018

Si chiama “Missione Palestina” la giornata dedicata al popolo palestinese organizzata da 3e32 / CaseMatte per domenica 20 maggio a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila.

Nel corso della giornata sarà servito un pranzo palestinese (ore 13:30, prenotazione obbligatoria inviando un messaggio a CaseMatte L’Aquila su Facebook entro venerdì 18 maggio), alle ore 16 vi sarà la testimonianza del gruppo “Dottor Clown Italia”, partito lo scorso 22 aprile per la sua sesta missione in Israele e Palestina, e a seguire uno spettacolo di fuoco e di clown per adulti, bambini e bambine.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della loro esperienza durante la missione internazionale partita recentemente per la Palestina: Evaristo Giovanni Arnaldi in arte “Dottor Baristo”, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin in arte “Olga del Volga” di Dottor Clown Italia e della prossima ventura “Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, concettualmente ideata appena dopo il terremoto dell’Appennino centrale di due anni fa. Entrambi “Clown di Contatto” in corsia da quasi venti anni, parleranno delle loro impressioni e della situazione vissuta in Palestina, terminando il pomeriggio con brevi spettacoli di clownerie e magia.

La giornata di solidarietà per la Palestina è organizzata a seguito degli ennesimi estenuanti giorni bui vissuti dalla popolazione di Gaza, massacrata dall’esercito israeliano che – in occasione di una manifestazione al confine – ha sparato sulla folla causando decine di morti e migliaia di feriti. Il silenzio della Comunità internazionale, delle istituzioni italiane e l’indifferenza delle popolazioni occidentali è inaccettabile. Israele non rispetta alcuna risoluzione ONU e la Palestina sta subendo un vero e proprio genocidio. Informarsi, informare e non restare indifferenti è un dovere.

Il menu del pranzo (anche per vegetariani, costo approssimativo 10€, termine prenotazione venerdì 18 maggio):
– Antipasto di hummus (ceci e variante ai fagioli)
– Pasta con Baba Ghanoush/Mutabba (crema di melanzane)
– Dawali (foglie di vite ripiene di riso ed uvetta)
– Pasticcio di spinaci e formaggio tipo feta
– Zatziki e verdure
– Basboosa (dolce a base di semolino, cocco e mandorle)

 

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di Thea Valentina Gardellin – Fu Dario Fo, nel lontano 1999, a portare Patch Adams in Italia. Non era la prima volta che Patch s’avvicinava agli Italiani per parlare loro della comicoterapia, ma Dario e Franca ne avevano catturato l’essenza, l’anima di un’attività che presto sarebbe giunta non solo nelle corsie degli ospedali ma anche nelle case di riposo, nelle prigioni, nei terremoti e nelle zone di guerra. Lui e Franca, con la loro arte giullare e con il teatro impegnato, avevano ben pensato che fosse necessario, in tutta questa strana follia chiamata umanità, distrarre le persone dalla quotidianità, regalando loro un mondo di fantasia. Indistintamente, adulti e bambini, coinvolti dai sorrisi e dagli abbracci dei Clown di Corsia.

Vi sono due tipi di Clown (premesso che non sono professionisti, sebbene abbiano alle spalle corsi di formazione specifica, laboratori e workshop di teatro, di clownerie, di giocoleria e di formazione psicologica nell’emergenza, soprattutto indirizzati al tipo di Clown che essi desiderano diventare o che il destino li porterà ad essere).

Il primo Clown, dal trucco più acceso e dagli abiti sgargianti, è quello che gioca con le bolle di sapone e con le arti magiche, che usa le carte, i palloncini, gli attrezzi di giocoleria e il suo naso rosso per entrare in contatto con chi ha davanti. Il secondo Clown (dal trucco più lieve e dai colori più tenui) agisce più in profondità. E’ quello che cerca, attraverso il contatto, di sfiorare le emozioni e gli stati d’animo altrui.

Un Clown, indipendentemente dal suo “ordine”, interviene sempre in punta di piedi. A passo sicuro ma silenzioso come la brezza in un campo di grano. Chiede il permesso, chiede sempre il permesso prima di agire, perché senza permesso, il Clown non fa.

La sua posizione, sia essa in una corsia oppure in una zona di guerra, rimane invariata. Guarda e ascolta: poi chiede il permesso per intervenire.

La maschera del Clown si costruisce con gli anni, il trucco varia e si modifica e mano a mano che passa il tempo tende ad essere sempre più essenziale. Il nome (come ogni essere umano, anche il Clown ha un nome) lo usa per presentarsi e per proteggersi dai dolori altrui. Il camice, per codice deontologico, deve sempre essere pulito e stirato, perché è così che può garantire l’accoglienza, soprattutto nel contatto. Sembrerà strano, ma è così. Seppure anarchico e libero nello spirito, il Clown ha delle regole precise da seguire.

Solitamente non interviene da solo. Come il Clown bianco ed il Clown augusto, anche il Clown di Corsia necessità di un alter ego che sappia interagire e sorreggere laddove vi sia necessità.

Negli ospedali e nei luoghi di cura, nelle case di riposo, agisce per ridurre il dolore fisico e quello della dipartita. Non lascia sole le persone e ne raccoglie preoccupazioni e lutti. Nelle prigioni accompagna i bambini a trovare i genitori, prendendoli per mano senza far recepire ai piccoli visitatori d’essere in un contesto dalle pareti grigie e le sbarre di ferro. Nei terremoti e nelle guerre accoglie – l’unica cosa che sa forse veramente fare nei terremoti e in guerra: far sentire le persone meno sole e, soprattutto, non dimenticate.

Vi sono alcuni Clown di Corsia famosi per aver esercitato la loro “arte” diversamente. Sono, come citato prima, Patch Adams, che, oltre ad essere stato un Clown, ha fondato in Virginia un ospedale, Il Gesundheit Institute, che garantisce cure mediche gratuite a chiunque ne abbia bisogno; Miloud Oukili che portò il Clown nelle fognature della città di Bucarest dove prese per mano i bambini, figli del terremoto e di Ceausescu, dediti spesso anche alla prostituzione per la sopravvivenza; Caroline Simonds che introdusse i Clown negli hospice e nell’accompagnamento alla morte.

Potrà sembrare impossibile o forse persino contraddittorio inserire un naso rosso in contesti tetri o luttuosi, ma è così che un Clown ribalta la situazione. È così che manifesta il suo essere giullare, con l’affrontare di petto, o meglio di naso, ciò che sa di paura, per trasformarlo in poesia.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della missione internazionale Israele-Palestina alla quale il Presidente della Repubblica Italiana conferì medaglia (forse per il coraggio, forse per la follia, questo non lo sapremo mai): Evaristo Giovanni Arnaldi, in arte ‘Dottor Baristo’, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin, in arte ‘Olga del Volga’, di Dottor Clown Italia e della prossima ventura Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga, realtà ideata concettualmente appena dopo il terremoto di Amatrice. Entrambi Clown di Contatto, entrambi in corsia da su per giù 19/20 anni. Parleranno delle loro esperienze e delle loro impressioni circa la situazione in Palestina, e termineranno il pomeriggio con piccoli spettacoli di clownerie e di magia.

È doveroso ricordare che Evaristo e i suoi Clown furono presenti nel territorio Aquilano sin dal terremoto del 2009 e che il destino, in qualche modo, ha riportato qui anche Thea.

Alcuni film interessanti da vedere: sicuramente Patch Adams di Tom Shadyac con Robin Williams; Clownin’ Kabul, docufilm di Enzo Balestrieri e Stefano Moser girato in Afghanistan nel 2002, durante una missione Clown; e, infine, Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, che narra la storia di Oukili.

Continua la lotta No Snam: assemblea pubblica informativa a Prata d’Ansidonia

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 15 maggio 2018

Anche dopo la grande manifestazione che ha attraversato le strade di Sulmona il 21 aprile scorso, continuano gli incontri informativi con la popolazione sull’inutile, dannoso e pericoloso gasdotto di Snam, che dovrebbe attraversare – e sventrare – interi territori di tutto il comprensorio aquilano.

Giovedì 17 maggio, alle ore 18 nell’aula consiliare, ci sarà un’assemblea pubblica a Prata d’Ansidonia (L’Aquila) per informare e mobilitare la comunità sull’inopportunità di costruire un gasdotto. All’incontro parteciperà il sindaco Paolo Eusani, gli attivisti e le attiviste della rete No Hub del Gas Abruzzo.

Il comune di Prata d’Ansidonia, già vessato dai danni del terremoto del 2009, sta rinascendo grazie al turismo e alle bellezze del suo territorio, come Castello Camponeschi e la meravigliosa area archeologica di Peltuinum. Costruire un megatubo che sfregia il territorio, in una zona altamente sismica, è inaccettabile.

Continueremo la nostra decisa opposizione contro il progetto Snam, che vuole trasformare l’Abruzzo e l’Italia in una stazione di servizio del gas europeo.

Appuntamento nell’aula consiliare di Prata d’Ansidonia il 17 maggio, alle ore 18, per dire ancora una volta tutti insieme no al gasdotto Snam, e sì all’autodeterminazione delle aree interne d’Abruzzo.

25 aprile all’Aquila, una grande giornata di liberazione antifascista: il programma

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Pubblicato il: 23 aprile 2018

Una grande giornata antifascista con letture, assemblee, animazione per bambini e bambine, graffiti, musica, dj set e mostre fotografiche. È il 25 aprile all’Aquila, organizzato anche quest’anno dalla rete antifascista cittadina per promuovere e attualizzare i valori dell’antifascismo.

Dopo il successo dell’anno scorso a San Bernardino, la Liberazione quest’anno verrà celebrata al Parco del Castello, nel centro storico dell’Aquila. La giornata inizierà nel mattino (ore 11) con un omaggio al partigiano jugoslavo Panto Cemovič nel cimitero monumentale dell’Aquila, e a seguire (ore 12) l’omaggio a Giovanni Di Vincenzo presso il Casale Cappelli.

Dalle ore 16 via alla Festa della Liberazione nel piazzale antistante l’Auditorium del Parco. Ci saranno letture musicate per bambine, bambini e adulti a cura di Bibliobus e Nati nelle Note, la presentazione dell’iniziativa “Una pietra d’inciampo per Annina e Luigi” (a cura dell’associazione Annina Santomarrone), letture di resistenza a cura della Casa delle Donne e del caffè letterario del gruppo “Passione Letteratura L’Aquila”, un incontro dibattito sui territori resistenti d’Italia e diversi momenti artistici e musicali, con il rap e il rock a cura del laboratorio musicale Cobalto di CaseMatte, e l’esibizione della Music Band Together.

Per l’intera giornata saranno visitabili le mostre sulla resistenza e sulle “nuove resistenti” e animazione, a cura di Bibliobus e Koinonia – Ludobus Ri.Scossa. Ci sarà, infine, uno spazio dove poter mangiare e bere.

Affermare il proprio antifascismo, oggi, significa non permettere la revisione di una storia che si vorrebbe distorcere e meschinamente riscrivere, significa difendere i nostri valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, significa lottare ogni giorno per comunità più aperte, solidali, accoglienti. Significa non lasciare spazio a chi, brillantato di un mantello di finta modernità, vorrebbe riportare la nostra città e il nostro Paese ai tempi più bui. Quelli della sofferenza, della discriminazione e della privazione delle libertà personali e dei diritti collettivi.

Per questo invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare festosamente i valori dell’antifascismo il prossimo 25 aprile.

L’Aquila Antifascista

IL NOSTRO VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE “NO TERREMOTO FISCALE”

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Pubblicato il: 15 aprile 2018

NO ALLA RESTITUZIONE DELLE TASSE

CONTRO QUESTA EUROPA E I GOVERNI CHE L’HANNO SOSTENUTA

PER NUOVE MOBILITAZIONI, PER OTTENERE UNA RICOSTRUZIONE SOCIALE ED ANTI SISMICA, DIRITTI, REDDITO E LAVORO

PER UNA CITTà UNITA E SOLIDALE

Il movimento dei Comitati cittadini portò nel 2010 in piazza migliaia di persone sul tema della restituzione delle tasse pagando le dure proteste anche con numerosi processi a suo carico. In continuità con quel movimento ci sentiamo di dire la nostra anche su questo nuovo capitolo nell’anno 2018.
Un momento difficilissimo per la città, in cui chiedere ad alcune attività produttive la restituzione degli sgravi fiscali – ottenuti per un breve periodo dopo il terremoto del 2009 – è un atto folle e scellerato che però ben corrisponde ai comportamenti dei burocrati europei aiutati da quelli italiani che hanno commesso i loro errori per arrivare a questa situazione.
In tal senso non possiamo non notare l’ipocrisia di chi oggi si contrappone alla restituzione delle tasse attaccando l’Europa, ma fa parte degli stessi partiti che, governando negli ultimi nove anni, hanno sostenuto le sue politiche e causato quindi questa situazione.
Ma più in generale va ribadito con forza il fatto che di manifestazioni all’Aquila andrebbero fatte spesso per molte altre questioni di altrettanta importanza come la mancata ricostruzione antisismica delle scuole, di tutti i luoghi pubblici e delle frazioni dell’Aquila.
In una situazione economica che, tasse o non tasse, vede la ricchezza della ricostruzione rimanere solo in poche tasche senza esser rimessa in circolazione e avere le dovute ricadute sociali.
In un contesto in cui, tasse o non tasse, non c’è lavoro e dove la disoccupazione giovanile è ad un livello allarmante. In cui, restituzione delle tasse o meno, si continua a licenziare e non avere praticamente nessuna prospettiva lavorativa e di “sviluppo” del territorio.
Un contesto in cui di fronte una situazione sociale drammatica non si riescono a mettere in campo, da parte delle amministrazioni, le dovute politiche, a partire anche dalle cose più banali come strade, marciapiedi e trasporto pubblico e dove la ricostruzione continua in modo totalmente frammentato e senza un progetto d’insieme valido.
Facciamo allora un appello ad andare oltre il solo tema della restituzione delle tasse e riprendere le mobilitazioni per una ricostruzione sociale che rivendichi diritti, lavoro e reddito in una città solidale che sappia opporsi alle attuali fascinazioni verso un ritorno all’indietro dal punto di visto culturale, sociale e politico che, se proseguirà, creerà il peggiore dei danni.

LINK MEDIA SOCIALE https://www.spreaker.com/user/mediasociale/puntata-manif
Ascolta “No Terremoto sociale – Parliamo della manifestazione “No Tasse” del 16/4/2018 all’Aquila” su Spreaker.

L’Aquila, 9 anni dopo: è il momento del coraggio

Categorie: Comunicati, memoria
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Pubblicato il: 5 aprile 2018

Stasera, alle 22:30, invitiamo tutti e tutte a partecipare alla fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Dopo nove anni sentiamo il bisogno di stringerci intorno ai parenti delle vittime, per chiedere ancora verità e giustizia. Quella stessa giustizia parzialmente negata dalle aule di tribunale, ma che al contrario è ben chiara agli occhi degli aquilani e delle aquilane. Non permetteremo a nessuno di riscrivere la nostra storia, perché sappiamo di chi sono le responsabilità della mancata prevenzione, delle “operazioni mediatiche”, della gestione dell’emergenza e poi della ricostruzione. Per questo da tempo parliamo di uno spazio della memoria, da individuare in città e da immaginare insieme ai comitati dei parenti delle vittime.

Oggi viviamo su un territorio dove esiste una comunità che sembra essere tornata a una normalità “monca”, in una quotidianità sospesa dove si vive il passato con nostalgia, il presente con precarietà e il futuro con preoccupazione. L’Aquila è un’immensa (e vuota) periferia, dove non ci sono né servizi né punti di riferimento di alcun genere. Noi, come tanti e tante altri, resistiamo e vogliamo continuare a vivere qui, grazie all’unica risorsa che abbiamo: tutti e tutte coloro che combattono, nonostante le difficoltà, aggravate nel corso degli anni da classi dirigenti inadeguate.

La nostra forza è la comunità, la vicinanza, la condivisione di sentimenti e azioni. Per questo, oggi e domani gli aquilani e le aquilane si stringono tra loro per darsi forza e ricordare ciò che è successo. Ma il tessuto sociale della città è diverso da quello di nove anni fa. Oggi per noi dev’essere il momento del coraggio: di mettersi in gioco per un reale miglioramento delle nostre condizioni di vita, di occupare vuoti lasciati dalla politica, di promuovere un conflitto popolare e generalizzato volto al riscatto sociale e alla riconquista di una vita degna.

Durante il resto dell’anno continueremo a camminare e lottare, a testa alta, per costruire una città e una comunità migliore, più aperta e inclusiva, realmente solidale, opponendoci come sempre a chi vuole sacrificare presente e futuro della comunità all’interesse di pochi.

Nasce a CaseMatte “Ti Ascolto”: sportello di ascolto psicologico

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 10 marzo 2018

Nasce a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila, “Ti Ascolto”.

“Ti Ascolto” è uno sportello di ascolto psicologico e di accoglienza gratuito, che offre un servizio di breve durata da uno a cinque incontri, fissati tramite appuntamento sulla pagina Facebook “Ti Ascolto – CaseMatte”, alla mail tiascoltocasematte@gmail.com, o dal vivo nel giorno di apertura dello sportello.

Sarà attivo tutti martedì, a partire dal prossimo 13 marzo, dalle 15 alle 19. Il servizio è a cura dei due giovani psicologi aquilani Rita Petrolini e Osvaldo Tunno Piscitani, che intendono mettere a disposizione le proprie competenze per un servizio sociale rivolto alle fasce deboli della comunità.

L’obiettivo è infatti offrire sostegno, supporto e ascolto, per stabilire insieme un eventuale percorso di aiuto, fornendo informazioni utili rispetto ai servizi e le risorse di rete esistenti all’Aquila.

Lo abbiamo detto spesso: negli ultimi anni L’Aquila è cambiata, a causa del terremoto e non solo, e oggi ci troviamo di fronte a un territorio disgregato, un tessuto che soffre di diseguaglianze economiche e sociali laceranti, aggravate dalla mancanza di politiche volte al benessere di comunità, e in presenza di tagli dei servizi sociali basilari e necessari per la popolazione.

Fasce deboli con cui conviviamo tutti i giorni anche nel parco di Collemaggio, un’area tanto splendida quanto abbandonata dalle istituzioni, in un contesto di miseria sociale nel quale ci immergiamo ogni giorno.

Nei prossimi giorni organizzeremo anche un aperitivo di autofinanziamento e una presentazione a CaseMatte del servizio “Ti Ascolto”.

Per info tiascoltocasematte@gmail.com.

Sulle manifestazioni del 10 febbraio a Macerata e L’Aquila

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Pubblicato il: 8 febbraio 2018

Sabato 10 febbraio aderiamo convintamente alla manifestazione anti razzista e antifascista di Macerata e riteniamo sbagliata la sospensione dell’appuntamento, indetto da alcune associazioni.

Nella stessa giornata faremo all’Aquila, nello spazio sociale di CaseMatte (ex ospedale di Collemaggio), un’iniziativa anti revisionista [info qui] sulle vicende del confine orientale italiano, per una ricostruzione storica di quegli eventi che portarono ai fatti delle Foibe, scevra da mitologie, nazionalismi e fascismi.

Allo stesso tempo crediamo che in questo clima xenofobo creato ad arte dalle destre e da gruppi para-fascisti, e che ha portato Traini ad aprire il fuoco a Macerata, gli stessi non possano essere legittimati a manifestare per le strade della nostra città o addirittura fare iniziative nelle sedi pubbliche comunali come comunicato dal gruppo di CasaPound per i giorni 9 e 10 febbraio all’Aquila.

3e32 / CaseMatte; Potere al Popolo L’Aquila; Coalizione Sociale; collettivo FuoriGenere

Collemaggio, solo passi indietro: l’amministrazione rigetta i progetti esistenti e non fa niente

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 31 gennaio 2018

Sono passati quasi nove anni dal sisma e per l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio non è prevista alcuna riqualificazione.

Questa amministrazione infatti ha rigettato il progetto del “Parco della Luna” a cui come 3e32/ CaseMatte avevamo lavorato, provando faticosamente a collaborare con la scorsa amministrazione comunale la quale, seppure con lentezza, era giunta ad un accordo di collaborazione con l’Azienda sanitaria, proprietaria dell’area.

Il progetto puntava a riqualificare con 10 milioni di fondi europei una parte dell’ex Op con destinazione socio-sanitaria e culturale, tramite la creazione di un “albergo in Via dei Matti“, struttura ricettiva a tre stelle gestita anche da utenti della salute mentale e, più in generale, di spazi pubblici per attività sociali e laboratori artistico-artigianali. Luoghi collettivi che – invertendo il segno del manicomio – puntassero alla cooperazione, alla creatività, all’integrazione, alla creazione di lavoro, con particolare attenzione al coinvolgimento delle fragilità sociali ed alla prevenzione socio-sanitaria.

Il progetto, inoltre, era frutto di un percorso di partecipazione dal basso iniziato nel 2015, a partire dal manifesto sottoscritto da più di venti associazioni, “Collemaggio Cittadella Solidale della Creatività“, ed era stato presentato ed apprezzato.

Se la nuova amministrazione comunale non condivide può sostituirlo con un altro che ritiene migliore. Ma, ad oggi, niente di tutto questo è successo: quei fondi si stanno perdendo e Collemaggio resta un’area di 19 ettari in stato di degrado, profondamente abbandonata dalla proprietà e dal Comune, che pure dovrebbe considerarla un’area strategica, se non altro per la vicinanza con l’adiacente basilica (da poco rimessa a nuovo) ed il centro della città.

Non prendiamo sul serio neanche le parole pronunciate alla stampa dal Consigliere di maggioranza Giorgio De Matteis, secondo il quale quei fondi sarebbero stati recuperati dall’attuale amministrazione: i 10 milioni del Masterplan erano e sono lì, pronti ad essere utilizzati per lo sviluppo socio-sanitario-culturale di Collemaggio. Più passa il tempo, tuttavia, e più aumenta il rischio che vadano definitivamente persi.

L’unica cosa che si è riuscita a captare riguardo l’ex Op, tra indiscrezioni giornalistiche e rumors politici, è che quegli stessi dieci milioni che erano a disposizione per il Parco della Luna, il sindaco Biondi vorrebbe utilizzarli per la sede unica del Comune, per cui ci sono a disposizione già 35 milioni. Fantomatica sede unica che – dicono – potrebbe sorgere anche nella stessa Collemaggio, a scapito dei tanti commercianti fatti tornare in centro con bandi dedicati, lavoratori e lavoratrici che aspettano proprio che gli uffici tornino in centro per avere un po’ di ossigeno.

Noi pensiamo invece che l’area di Collemaggio debba prioritariamente essere adibita ad una destinazione socio-sanitaria e culturale perché quella è la sua storia e quella è la sua vocazione, principi su cui appunto si ispirava il progetto del Parco della Luna e che sono anche sanciti dalla legge che prevede che le aree ex manicomiali devono mantenere una relazione con la salute mentale e di comunità.

Il che sembrerebbe necessario e tanto più evidente in una città trasformata in cui è in corso, da anni, una pericolosa dispersione sociale, e una precarietà che sta procurando grandi disagi sociali e psicologici, a fronte di servizi assolutamente insufficienti e per cui c’è un enorme bisogno di spazi di aggregazione e attività adibite all’inclusione sociale ed alla cultura.

Non solo l’azienda sanitaria non attua la ricostruzione pubblica delle sue proprietà, ma anche il Comune sta rinunciando a farlo, perdendo 10 milioni destinati proprio a questo.

Come se non bastasse la Asl continua a pagare affitti a terzi tra cui, guarda un po’, proprio al Comune, nel caso dell’Ex Onpi dove sono stati trasferiti quasi tutti gli ambulatori prima presenti a Collemaggio, e dove sarà necessario spendere altri soldi pubblici per la creazione di parcheggi, al contrario già presenti a Collemaggio.

Il tutto mentre l’azienda afferma di non aver risorse neanche per tenere aperto otto ore al giorno il Centro di Salute Mentale, il minimo che viene garantito in tutte le altre città che non hanno subito, tra l’altro, terremoti importanti, e dunque traumi collettivi come il nostro.

Da quasi nove anni come Comitato 3e32 / CaseMatte ci battiamo per tenere alta l’attenzione sull’area, e per renderla vivibile e aperta almeno per quanto riguarda la parte vicina al nostro insediamento, rimettendo a disposizione, dal basso, uno spazio accogliente e diversi servizi alla cittadinanza, in primis alle fasce sociali più in difficoltà.

Grazie al percorso collettivo che abbiamo generato, altre associazioni negli ultimi anni sono entrate nell’ex Op, occupando alcune strutture utilizzate come ambulatori dopo il terremoto: associazioni legate anche alla salute mentale, all’autismo oltre che al teatro ed all’architettura.

Ciò nonostante – e nonostante le nostre ripetute richieste – la proprietà si ostina a non accendere una luce (neanche una!), nelle vie interne al quartiere, rendendo l’area persino difficilmente attraversabile ed esponendola a rischi sociali.

In più, aggiungiamo che l’unico ambulatorio che la Asl ha lasciato nel quartiere è quello relativo alle tossicodipendenze, che parte della popolazione giovanile più ‘problematica’ (e anche più povera) un tempo presente nell’area del terminal si è spostata anche nell’ex Op, che il Parco del Sole è chiuso ormai da tempo immemore e non è dato saperne la data di riapertura. Tutto, insomma, fa pensare ad una volontà di ghettizzazione, che vogliamo denunciare, oltre che combattere con tutti coloro che vorranno farlo insieme a noi.

Collemaggio ha bisogno di un progetto di riqualificazione subito, con destinazione socio-sanitaria culturale, in modo da non perdere i 10 milioni che erano stati trovati per realizzarlo. Ma ha bisogno anche di una cura quotidiana, a partire dai servizi basilari: pulizia, manutenzione, illuminazione, per restituire vivibilità all’area e far sentire le associazioni e le persone che la frequentano al sicuro. Se questo non accadrà le responsabilità saranno dell’amministrazione comunale, dell’Azienda sanitaria e della Regione.

Noi, come sempre, siamo pronti a dare battaglia.

No Snam, mobilitazione e coordinamento: comunicato congiunto dopo Paganica

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Pubblicato il: 9 gennaio 2018

Centinaia di persone hanno partecipato ieri all’assemblea convocata a Paganica per ribadire il no della popolazione al progetto del gasdotto Snam.

Come spieghiamo da anni, sono numerose le ragioni economiche, ambientali, di opportunità energetica e sicurezza sismica, sulla quale basare un’opposizione popolare forte e decisa al passaggio del gasdotto, che attraverserà anche il territorio comunale aquilano per ben 20 km, e che è parte di un’opera ancora più grande e dannosa che si collega fino al Tap pugliese.

La sveltina pre-natalizia, con la quale il Consiglio dei Ministri ha autorizzato la scellerata costruzione della centrale di compressione di Sulmona è l’ennesimo sfregio a un territorio già provato dai disastri naturali, abitato da popolazioni che non vogliono essere colonizzate, spopolate, sacrificate.

Apprezziamo il sostegno alla mobilitazione da parte della Regione, dei sindaci del territorio e delle istituzioni intervenute ieri. Chiediamo tuttavia prese di posizione forti e azioni concrete anche nei confronti delle forze politiche protagoniste nei governi nazionali che negli ultimi venti anni hanno fatto la loro parte nell’iter autorizzativo del progetto.

Daremo nelle prossime settimane seguito a quanto da noi proposto e deciso nel corso dell’incontro di ieri. E’ infatti necessario percorrere due strade parallele e complementari: una che persegua il sabotaggio giuridico, attraverso i ricorsi e l’utilizzo prezioso degli usi civici, bene della collettività; l’altra che costruisca sul territorio un’ampia mobilitazione popolare. Una voce così forte da essere udita a Roma. Per questo anche da L’Aquila sarà importante partecipare anche alla grande assemblea regionale che si terrà a breve a Sulmona.

Per questo nei prossimi giorni organizzeremo altre assemblee No Snam nelle frazioni aquilane interessate dal tracciato del gasdotto, con lo scopo di amplificare e rafforzare la mobilitazione, attraverso un coordinamento di comitati, usi civici, associazioni, forze politiche e singoli cittadini, aperto a chiunque voglia fattivamente opporsi al progetto.

Il territorio aquilano, la valle dell’Aterno, l’Abruzzo interno e l’intero Appennino centrale sono ostili al gasdotto Snam.

Coordinamento No Snam L’Aquila
Asbuc Paganica e San Gregorio
3e32 / CaseMatte
Comitati No Snam Sulmona
Asbuc Arischia
Coalizione Sociale L’Aquila

No alla follia Snam: assemblea per la mobilitazione all’Aquila

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Pubblicato il: 5 gennaio 2018

Il territorio aquilano dice fermamente no all’attraversamento dell’inutile gasdotto della Snam. Per questo l’amministrazione separata dei beni e usi civici di Paganica e San Gregorio, il 3e32 e i comitati No Snam di Sulmona organizzano per lunedì 8 gennaio (ore 17:30) un’assemblea pubblica, che si terrà alla sala civica di Paganica, nei pressi della Villa Comunale, dove si tenne la prima partecipata assemblea più di un anno fa.

Con il consumo del gas in picchiata da 10 anni – come ha evidenziato anche un recente dossier di Legambiente – il governo vuole far passare sull’Appennino un pericoloso gasdotto che non servirà i nostri territori, ma che li attraverserà di fatto colonizzandoli, al solo fine di vendere il gas in Nord Europa, utile solo a trame geopolitiche sulla pelle e sulla testa della popolazione.

Il gasdotto Snam attraverserà tutti gli epicentri dei terremoti degli ultimi 10 anni, devastando il territorio e diventando una bomba a orologeria in caso di sisma. Basti pensare che dal 2010 al 2015 si sono verificati 7 incidenti, di cui uno, proprio in Abruzzo, che causò 8 feriti e 12 intossicati. Per non parlare di Paganica, dove il 6 aprile 2009 un gasdotto grande un sesto di quello che vorrebbe la Snam esplose generando un cratere di venti metri quadrati e il crollo di una parete dell’acquedotto.

Il folle, obsoleto e dannoso progetto dovrebbe passare per ben 20 km anche sul territorio comunale dell’Aquila, per questo è necessario mobilitarsi insieme alle frazioni del capoluogo, ai comuni abruzzesi e a tutte le popolazioni della dorsale appenninica, a partire dagli epicentri dei terremoti degli ultimi 10 anni, come Colfiorito, Norcia e Amatrice, e anche alla luce dell’autorizzazione – arrivata nell’ultimo Consiglio dei Ministri utile, alla vigilia di Natale – per la costruzione della centrale a Sulmona.

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