Un appello per CaseMatte

aprile 12, 2013 in Comunicati

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Sono quattro anni che, come comitato 3e32, abbiamo dato vita all’esperienza di ricostruzione sociale autogestita di CaseMatte. In questo tempo lo spazio pubblico che abbiamo creato è divenuto a L’Aquila un fondamentale centro di aggregazione e di produzione culturale e politica.
Siamo tra i pochi nodi pulsanti in questa città complessa e in trasformazione e che ha ancora fame di spazi sociali. CaseMatte è uno spazio autogestito, che non ha mai ricevuto un finanziamento,  non è dipendente da niente e nessuno, veramente autonomo e libero. E così  vogliamo che rimanga, anche a costo di continuare ad esser trattati come banditi sul cui capo pesa, in un’aula di tribunale, l’ imputazione di occupazione abusiva in concorso. Perché è quello che sta avvenendo.
Stiamo rispondendo penalmente per esserci presi cura ed aver riqualificato 28metri quadri e l’aiuola circostante, mentre tutta ColleMaggio resta ampiamente abbandonata.
La direzione della Asl non considera ColleMaggio un bene pubblico della città e ha denunciato chi la pensa diversamente.
Ci chiediamo se davvero esista una soluzione politica, se sia ancora possibile trovare un punto di incontro a tale proposito.
Perché CaseMatte pone una questione centrale nella ricostruzione di questa città le cui sorti sono legate a due diversi visioni del futuro della ricostruzione:
da una parte chi vuole conservare e sviluppare  spazi pubblici in un ottica di bene comune, dall’altra chi recinta, chiude, privatizza, vende per l’interesse di pochi, impoverendo la città stessa.
E allora ci rivolgiamo prima di tutto alla città: è giusto che l’esperienza incarnata da CaseMatte possa essere affrontata unicamente nell’aula di un tribunale?
E’  giusto condannare chi per anni si è generosamente attivato per la città e dentro la città apportando linfa vitale ad un contesto troppo spesso piatto e ai limiti del vivibile?
E’ giusto che uno dei pochi spazi sociali dove si produce cultura, arte e si fa politica venga chiuso?
Non è forse giusto invece che CaseMatte venga finalmente considerata parte integrante della nostra comunità e da questa venga quindi tutelata,  nella sua particolare natura libera e autogestita?
In questi anni, CaseMatte da subito dopo il terremoto ha svolto una funzione che pochi altri, e non le istituzioni, hanno voluto o avuto la forza di svolgere: venire incontro alle esigenze che questa città/non città esprime continuamente, cercando di rispondere alle laceranti contraddizioni ed al disagio che ora i benpensanti percepiscono soltanto come una “mancanza di sicurezza”.
Nel bel mezzo della crisi, in una città terremotata e senza lavoro, la nostra risposta di donne e uomini precari, è stata quella di costruire  nel deserto sociale, e totalmente con le  nostre forze, uno spazio che venisse incontro direttamente ai nostri bisogni reali e a quelli del territorio.
Se credi che quest’esperienza in questa città sia giusta,  serva e vada tutelata anche nella misura in cui si è fatta portatrice di un’altra visione  della città, firma mandando una mail di adesione a info.3e32@gmail.com

6 aprile a CaseMatte: presentazione del libro “Parola di Scienza” di Antonello Ciccozzi

aprile 7, 2013 in Comunicati, Eventi

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Il video completo della presentazione

aA CaseMatte il 6 aprile sarà un giorno  di memoria e responsabilità, con la presentazione del libro “Parola di Scienza – Il terremoto e la Commissione Grandi Rischi. Un’analisi antropologica (DeriveApprodi)” di Antonello Ciccozzi, ricercatore di antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di L’Aquila e consulente per l’accusa nel processo alla Commissione Grandi Rischi.

Il libro riporta, insieme a nuovi approfondimenti, la consulenza per intero dove Ciccozzi analizza il nesso causale tra la “diagnosi rassicurante” degli esperti della Commissione Grandi Rischi (Cgr) e le “condotte imprudenti” di molti aquilani.

E’ molto importante per noi di 3e32/CaseMatte poter presentare in anteprima assoluta un’opera che contribuirà a smascherare il teorema del “processo alla scienza” di cui per settimane hanno parlato dolosamente quasi tutti i media dopo la condanna dei potenti componenti della commissione.
Lo faremo il 6 aprile e in un luogo all’interno del quale da anni continuiamo a combattere contro quelle stesse logiche del potere cui è stata asservita la cosiddetta “scienza” in quella commissione. Siamo convinti che “Parola di scienza” possa contribuire ad avviare un percorso di elaborazione finora impedito e diventare uno strumento concreto di riattivazione della coscienza collettiva della nostra comunità.

Durante la serata verrà proiettato anche “Il volto della giustizia”, video inedito realizzato a L’Aquila dagli studenti e dalle studentesse del “Liceo Cotugno”. Appuntamento dunque alle 17.30 di sabato 6 aprile a CaseMatte per “Responsabilità e memoria”. A seguire aperitivo.

1°Aprile: firmata finalmente l’intesa per il progetto “Collemaggio parco pubblico”.

aprile 1, 2013 in Comunicati, Riflessioni

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Alla fine tutte le Istituzioni locali in gioco si sono convinte anche grazie al nostro impulso, che l’area di ColleMaggio è un bene comune. E’ stato finalmente approvato questo progetto (in allegato) che trasformerà in breve tempo l’area dell’ex manicomio, dallo stato di semi-abbandono in cui si trova ad una zona aperta alla città, finalmente utilizzata, riqualificata e piena d’effervescenza sociale. “Era semplice – hanno dichiarato in una conferenza stampa congiunta il Sindaco dell’aquila e il Direttore della Asl1 – bastava dar retta al buon senso e non fare il gioco dei soliti interessi. Da oggi le cose andranno diversamente, la ricostruzione sociale dell’Aquila è finalmente iniziata. Aq19 città della cultura e dei diritti tutti i giorni! “.

E’ vero oggi è primo Aprile, ma chiediamo alle istituzioni coinvolte e alla città: sarebbe poi così difficile?

Ennesimo processo per le manifestazioni del post-terremoto

marzo 29, 2013 in Comunicati

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sfondo3Ieri pomeriggio è arrivata la conferma dell’ennesimo processo per le manifestazioni del post-terremoto.

Questa volta si tratta della manifestazione del 23 dicembre 2010, quando in centinaia occupammo il consiglio regionale, di fronte alla beffa sul trattamento fiscale e la restituzione delle tasse.

E’ stato anche grazie a quella manifestazione (e alle tante altre iniziative) che il territorio aquilano ha visto, in parte, riconosciuto il diritto ad un trattamento fiscale più equo (che poi non è stato neanche come quello di marche e umbria alla fine, ma molto peggiore).

Come al solito si cerca di criminalizzare chi si è battuto in prima linea per difendere i diritti di un intero territorio, e ovviamente anche questa volta non si chiamano in causa rappresentanti istituzionali e politici, che pure erano presenti.

Lo diciamo chiaramente: basta! Non possiamo più accettare questa repressione giudiziaria, che si traduce solo in un vergognoso sperpero di risorse pubbliche, per processi inutili, mentre i veri criminali e gli sciacalli della politica che hanno speculato sul nostro territorio sono a piede libero, anzi si permettono pure di venirci a dire che se la ricostruzione è ferma la colpa è delle nostre proteste!

Lanciamo un appello a tutta la città per respingere in maniera unitaria queste accuse vergognose e per mobilitarsi contro questa criminalizzazione, che serve solo a distogliere energie fondamentali dalla battaglia che quotidianamente portiamo avanti per la ricostruzione del nostro territorio.

In risposta alle dichiarazioni di Cialente sul “processo a CaseMatte”

marzo 27, 2013 in Comunicati

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Prendiamo atto delle parole sul processo a CaseMatte rilasciate ieri dal Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente a news-town.it . Facciamo presente che non è la prima volta però che Cialente promette di farsi carico di un intervento politico che possa tutelare CaseMatte dall’attaccco giudiziario di Silveri e della ASL. Già in passato il sindaco aveva fatto uscite mediatiche di questo tipo, arrivando perfino a sostenere di aver già risolto tutto.

Ciò che comunque più ci preme, è far sapere al Sindaco e alla città che qualsiasi eventuale azione che riguarda noi deve essere concordata con noi. L’ultima cosa che ci preoccupa è un eventuale condanna processuale. Se il Comune ha intenzione di prendere accordi con la asl su CaseMatte deve prima di tutto parlare con noi sulle eventuali modalità di sanare la situazione.
Respingiamo da subito ogni tipo di accordo che storpi in qualche modo la natura libera ed autogestita di CaseMatte o ci ponga in posizione di subalternità rispetto ad Enti, istituzioni o associazioni.

CaseMatte è uno spazio pubblico autogestito e tale deve rimanere.

Oggi nuova udienza del processo a CaseMatte

marzo 26, 2013 in Comunicati

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Aggiornamento ore 12,30
L’udienza è stata rinviata al prossimo 11 ottobre per vizi di notifica…

Abbiamo recuperato il bar dell’ex ospedale psichiatrico restituendolo alla collettività. Facciamo un uso pubblico e collettivo all’interno del bene comune che è Collemaggio. Sei tu, Silveri, che abbandonando e favorendo il degrado di tutta l’area ne fai un uso privatistico in attesa della (s)vendita. Noi non abbiamo occupato. Hai occupato tu!

Oggi 26 marzo in dodici saremo chiamat* in tribunale per rispondere del reato di occupazione, per aver riqualificato 28 metri quadri all’interno di un ex-manicomio da tempo abbandonato dalla proprietà della Asl del manager Silveri.

Si tratta di spazi in cui è scorsa e scorre vita e si pratica autogestione, in cui non ci si è assegnati alla passività imposta ma si sono costruiti orizzontalmente legami, saperi, fiducia senza profitto alcuno.

In quasi quattro anni siamo divenuti una forza di cui evidentemente qualcuno ha paura perché forse su Collemaggio (come su tutto il territorio) vorrebbe solo speculare.

E’ da più di un anno ormai che numerosi cittadini aquilani devono presentarsi alla sbarra degli imputati per il semplice fatto di aver promosso manifestazioni di protesta contro la gestione del post-terremoto, per essersi impegnati in prima persona nella rimozione delle macerie dal centro de L’Aquila con pale e carriole, per aver riaperto e liberato spazi abbandonati dalle istituzioni e che oggi sono diventati punti di riferimento per la vita culturale, sociale e politica della città.

Ieri si è tenuta la seconda udienza sui fatti della manifestazione del 7 Luglio 2010, giornata in cui più di 5mila aquilani invasero le strade centrali della capitale per far valere i propri diritti e in particolare per ottenere una restituzione delle tasse parziale e dilazionata nel tempo, cosa che poi è avvenuta. Due ragazzi riportarono gravi ferite alla testa a causa di manganellate. Tre persone furono identificate dalla digos romana e per questo ora si trovano alla sbarra a rispondere di manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.

Oggi si terrà il processo contro CaseMatte, la sede occupata dal Comitato 3e32 all’interno dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio. Un luogo sottratto all’abbandono (ed al rischio di svendita) della ASL e da tre anni fulcro di una miriade di attività culturali e aperte a tutti, nonché un presidio di difesa del parco di Collemaggio come bene comune.

Ci vediamo tra poco fuori al tribunale.

CASEMATTE SI DIFENDE, DIFENDIAMO CASEMATTE!

Sono passati ormai 4 anni dal terremoto…

marzo 23, 2013 in Comunicati

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Vi scriviamo in diretta da Piazza Palazzo, colma di istallazioni, iniziative, gente in movimento, finalmente viva!

Su twitter seguite il resoconto della passeggiata fotografica seguendo #ricostruzione e su facebook dalla pagina Una città chiamata L’Aquila – Fotografa la ricostruzione
Su radiostella180.it la diretta dell’evento
Ci potete raggiungere fino a tarda notte a Piazza Palazzo!

Per chi non riuscirà a raggiungerci vi inviamo un testo sul senso del nostro stare in piazza oggi.

Comitato 3e32
Sono passati ormai 4 anni dal terremoto. In questi 4 anni ne abbiamo viste di tutti i colori: dallo “state tranquilli” della Commissione Grandi Rischi, al “miracolo aquilano” di Berlusconi, dal divieto di assemblee e volantinaggio nelle tendopoli di Bertolaso, al sequestro delle carriole da parte di Gabrielli. Dalla grande presa in giro (e spreco) del G8, alla truffa e speculazioni ai danni del nostro territorio del piano C.A.S.E. Dal vescovo D’Ercole che si è occupato soprattutto di affari e di politica, ad istituzioni locali complici, e intente solo a curare le proprie clientele, in particolare con i costruttori amici. Dalla Porta Santa aperta dal vescovo Molinari per far evitare le contestazioni a Bertolaso, Letta, Cialente e Chiodi, alle cricche di affari che ridevano alle 3e32, con il loro protettore Letta che ancora si permette di venire in città e darci pure la colpa della mancata ricostruzione.

Nonostante tutto questo, abbiamo vissuto straordinari momenti di partecipazione e di rivolta: le prime proteste in pochissimi, le assemblee “clandestine” nelle tendopoli, “Yes We Camp”, le prime manifestazioni a Roma e a L’Aquila, l’occupazione e liberazione di CaseMatte e l’Asilo (spazi abbandonati al degrado, in pieno centro, e oggi restituiti alla collettività come spazi sociali), centinaia di progetti, eventi culturali, assemblee cittadine e fiaccolate di memoria, il blocco dell’autostrada in 20.000, l’invasione di Roma con manganellate e denunce, un’enorme manifestazione nazionale ed una legge di iniziativa popolare, e le tante domeniche in cui ci siamo ritrovati in questa piazza in migliaia, con pale e carriole per rimuovere le macerie, nonostante il vergognoso tentativo di impedircelo da parte del Comune e del Governo.

Ed ora siamo arrivati al nuovo salvatore, il ministro Barca. Accolto da tutti come il messia che avrebbe finalmente cambiato le cose. Mesi fa aveva annunciato solennemente in tv che questa primavera la ricostruzione dei centri storici sarebbe finalmente partita. E poi cosa fa? Si presenta il 21 marzo a raccontarci quello che non è stato fatto in questi anni, e a dirci che la colpa fondamentalmente è stata nostra. Perchè non abbiamo avuto fiducia. La cosa paradossale è che ce lo dice sedendo a fianco di Chiodi, Cialente e Gianni Letta. Gli stessi protagonisti del teatrino fatto di bugie, speculazioni ed incapacità a cui abbiamo assistito in questi 4 anni.
Addirittura il suo compare Letta, che rivendica la piena continuità dell’operato del Governo, arriva a dirci che la colpa della mancata ricostruzione è stata delle carriole e delle proteste!
Tutto ciò davanti al silenzio complice dei nostri amministratori e della classe politica locale. Quegli stessi che un giorno si uniscono alle carriole e il giorno dopo sfilano al fianco degli sciacalli; che un giorno prendono posto in prima fila alle nostre manifestazioni, e il giorno dopo presenziano compìti alle cerimonie di premiazione e propaganda.
Lo diciamo con forza: Barca, se questa è la tua ricostruzione, e il tuo sponsor Gianni Letta, non sei più benvenuto a L’Aquila!

In pratica dopo 4 anni di bugie e rimpalli di responsabilità alla fine si è scoperto che la colpa è la nostra! E lo stesso vale per il futuro: dobbiamo stare buoni e non criticare, dobbiamo avere fiducia.
Sarà per questo che Bertolaso, Letta, e tutti gli sciacalli che hanno fatto affari prosciugando i fondi per la ricostruzione sono tranquillamente a piede libero, mentre decine di cittadini che si sono battuti in difesa del proprio territorio e dei propri diritti, sono oggi sotto processo: per le carriole, per le manganellate a Roma, per l’occupazione di CaseMatte, per essere rientrati in zona rossa, per aver contestato Cicchetti, ecc. ecc.
Alcuni di questi processi si terranno proprio nei prossimi giorni, e per questo ne approfittiamo per lanciare un appello alla presenza e solidarietà di tutte e tutti:
-lunedì mattina a Piazzale Clodio a Roma, all’udienza per la manifestazione del 7 luglio 2010
-martedì mattina a Bazzano, quella per l’occupazione di CaseMatte

Ovviamente questa repressione ed intimidazione non ci ha mai fermato e non ci fermerà adesso. Oggi siamo qui in piazza Palazzo per mettere sotto gli occhi di tutti l’evidenza del degrado e dell’abbandono in cui versa la nostra città. Nonostante tutta la propaganda fatta di promesse e menzogne, è chiaro che ad oggi ancora mancano le risorse e la volontà di dare inizio al processo di ricostruzione di questo territorio.
Noi da oggi cominciamo un percorso di mobilitazione per rimettere con forza L’Aquila al centro del dibattito politico nazionale. E siamo particolarmente felici di farlo nello stesso giorno in cui migliaia di persone scendono in strada in Val di Susa, per dire no ad una grande opera, inutile e dannosa, quanto dispendiosa. I folli costi della TAV e delle grandi opere come il ponte sullo stretto, utili solo alle mafie ed alle cricche di affari, siano utilizzati per l’unica grande opera di cui il Paese ha bisogno in questo momento: la messa in sicurezza del territorio nazionale, continuamente esposto al rischio di disastri idro-geologici.
E nel rilanciare questo messaggio, vogliamo ringraziare particolarmente la presenza qui oggi del comitato “sisma.12″, proveniente dall’Emilia terremotata, con cui ci sentiamo uniti in un unica battaglia.

Vogliamo ringraziare tutte le associazioni, i comitati e le persone presenti oggi, per aver risposto a questo appello ed essersi impegnati per dare vita a questa iniziativa.
Questa giornata per noi rappresenta l’inizio di una battaglia fatta di partecipazione, condivisione, proposte, ma anche di rabbia e di determinazione per la riappropriazione della nostra città, delle sue strade e delle sue piazze, ma anche e soprattutto dei nostri diritti e del nostro futuro. Sappiamo che in questo percorso non saremo soli, ma saremo in tantissimi come oggi, perchè quello che Letta e Barca non possono capire è che a muovere le ondate di protesta e attivismo di questi anni è stato innanzitutto l’amore verso questo territorio, e la volontà di vederlo un giorno rinascere, in maniera più solidale, aperta e vitale, di quanto non fosse prima. E’ questa forza, fatta di autorganizzazione e consapevolezza, ma anche di entusiasmo ed ironia, l’unica in cui possiamo avere davvero fiducia. Cominciamo da oggi, noi per primi, a fari carico, per quello che possiamo, della “ricostruzione sociale” di questo territorio, nessuno la farà al posto nostro. Prepariamoci ad una primavera molto calda.

La lotta non si arresta. Noi non ci arrestiamo. Davide libero. Tutt* liber*

marzo 14, 2013 in Comunicati

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a14 Marzo 2013

Questa mattina l’avvocato di Davide si è recato al carcere di Rieti per fargli visita ma non lo ha trovato. Gli è stato comunicato che ieri Davide è stato di nuovo trasferito questa volta a Viterbo.

L’indirizzo per scrivergli è: casa circondariale Viterbo via S.salvatore 01100

Davide libero. Tutt* liber*

7 Marzo 2013

Riportiamo il comunicato di Azione Antifascista Teramo e rinnoviamo la nostra vicinanza a Davide.

Ieri mattina abbiamo appreso dagli organi di stampa locali, noi come i famigliari, la notizia del trasferimento del nostro fratello e compagno Davide dal carcere di Teramo a quello di Rieti. Dalle informazioni frammentarie finora trapelate pare che il trasferimento sarebbe avvenuto nella notte tra il 5 ed il 6 marzo, intorno alle ore 3.00, nella massima urgenza e segretezza e che il motivo dello spostamento sarebbe da ricercare in generiche misure di sicurezza interna del carcere di Teramo legate, soprattutto, alle preoccupazioni per un (molto) presunto presidio organizzato da noi di Azione Antifascista Teramo sotto al carcere. La cosa non è solo pretestuosa, ma soprattutto falsa. Tanto che, proprio tra il 5 ed il 6 marzo, era uscito su internet e sui giornali locali un nostro comunicato nel quale esplicitavamo il motivo che ci aveva indotto a rinunciare, praticamente fin dall’inizio, all’idea di fare presidi sotto al carcere o in città: il rispetto della volontà dello stesso Davide, della sua famiglia e della sua fidanzata, che volevano cercare di evitare il trasferimento. Tutto questo, purtroppo, è stato inutile. Sottolineare il paradosso, talmente evidente, risulta un’offesa all’intelligenza.

La realtà è che si tratta dell’ennesimo attacco repressivo dello Stato.
Oggi colpiscono Davide, come ogni giorno colpiscono tanti altri, anche a nostra insaputa. L’attacco a Davide vuole essere un monito per tutti noi che lottiamo ogni giorno per un cambiamento: desistete, arrendetevi, perché nessun miglioramento è possibile.
Tentano di avvilire tutti coloro che sono vicini a Davide, i famigliari, gli amici e i compagni, pensando di abbatterci. Ma ottengono l’effetto contrario.
Non ci stupiamo più, non ci scoraggiamo, anzi, ci convinciamo ulteriormente di essere nel giusto e che la nostra lotta è necessaria.

Davide, tu non sarai mai solo. Noi saremo sempre al tuo fianco e, quando questo infinito calvario sarà finito, ci ritroverai più uniti di prima.

Futuro del CTGS: chiediamo maggiore chiarezza e partecipazione

marzo 13, 2013 in Comunicati

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ctgsAssistiamo preoccupati alla ripresa di segnali vaghi e contraddittori sulle sorti del CTGSin primis da parte dell’amministrazione comunale che, ancora una volta, non brilla per trasparenza. Il Piano industriale è avvolto nelle nebbie più fitte, mentre ai lavoratori vengono garantite, di volta in volta, soluzioni fumose e tra loro contrastanti. Unico punto fermo: il CTGS è praticamente fallito.

E’ ora di parlare chiaro e di confrontarsi pubblicamente con tutti gli attori coinvolti! Subito. Non vogliamo conoscere le decisioni, vogliamo prendervi parte e vogliamo che la città intera sia coinvolta in questo processo.

La questione del CTGS si trascina da troppi anni tra gestioni opache e inefficienti, e assalti speculativi senza che mai si siadiscusso con gli operatori interessati e con la città del complesso sistema di cui lo stesso CTGS fa parte, quello della fruizione di una montagna più unica che rara per la combinazione di ricchezze naturali, storiche, scientifiche e paesaggistiche.

Ancora questa stagione abbiamo assistito all’apertura degli impianti in colpevole ritardo, a un paradossale convegno sul turismo nel pieno della crisi che ha portato alla sfiducia dell’ultimo Presidente, l’Avv. Comola, e all’immancabile conseguente scaricabarile delle responsabilità. Non possiamo permetterci diandare avanti così! Questa città non può permetterselo!

La gestione del CTGS può essere affrontata e risolta solo intraprendendo una riflessione organica sull’intero sistema del turismo montano che non può prescindere da un confronto aperto, trasparente e non pregiudiziale con tutti gli attori coinvolti.

Da aquilani, poi, sappiamo quanto le cittadine e i cittadini riconoscano al Gran Sasso un valore fortemente identitario, considerandolo un bene comune che, ancora di più nel dopo sisma, ha reso migliore la vita, soprattutto in un territorio che per tanti altri aspetti non offre nè conforto nè fiducia.

Le scelte sulla gestione del CTGS hanno conseguenze sia per chi opera e investe sulla nostra montagna, sia per chi ne gode la bellezza e l’attrattività. Per questo pretendiamo che l’amministrazione comunale fornisca, una volta per tutte e pubblicamente, la propria visione sul futuro del CTGS, prima che venga sancita qualsiasi decisione. Per questo vogliamo partecipare con la cittadinanza a scelte che coinvolgono la fruizione di una risorsa tanto delicata e complessa quanto cara a noi tutti.

 

3e32
Appello per L’Aquila
Gransasso360 – Associazione Operatori Turistici
L’Aquila che vogliamo
Mountain Evolution
RSA e lavoratori del CTGS

Solidarietà a Vincenzo Vittorini e ai parenti delle vittime

marzo 4, 2013 in Comunicati

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mentifragiliCi sentiamo di dover intervenire riguardo il comunicato rilasciato dal Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente in risposta ad alcune dichiarazioni polemiche del consigliere comunale Vincenzo Vittorini, prima di tutto per dare a Vittorini e ai parenti delle vittime la nostra più sincera solidarietà.

Non vogliamo entrare nel merito della polemica politica tra Cialente e Vittorini. Sta volta ci interessa aggiungere una amara constatazione: ci illudevamo che almeno all’interno della nostra comunità si fosse sviluppato una sorta di codice che permettesse il rispetto, in ogni situazione, delle tragedie private che hanno coinvolto direttamente molte famiglie nel terremoto del 6 Aprile.

Invece proprio il sindaco ha violato quel codice, utilizzando in una polemica politica argomentazioni agghiaccianti e offendendo la città tutta. E’ evidente che ormai da mesi Cialente si comporta da “piccolo tiranno”, chiunque provi a criticare e a fare opposizione riceve insulti e ingiurie. Ma stavolta ha davvero esagerato.

Ci è sembrato di sentire di nuovo le parole di Silvio Berlusconi che quando era primo ministro, per squalificarli, chiamò gli aquilani “menti fragili” .

Quella volta qualcuno appese uno striscione di risposta su viale Corrado IV che recitava “L’unica mente fragile sei tu!”.