L’Aquila – Palestina a/r | Merc. 10 sett. dalle ore 19 a CaseMatte

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Pubblicato il: 4 Settembre 2014

l'aquila palestina arMercoledi 10 settembre dalle ore 19 CaseMatte

L’Aquila – Palestina a/r

Un giovane attivista aquilano racconta la sua esperienza: 25 giorni in Palestina, in un campo profughi.

Da L’Aquila alla Palestina.

Tanto si è parlato e tanto ci ha fatto indignare l’operazione Margine Protettivo a Gaza intrapresa dallo stato di Israele l’8 luglio scorso e conclusasi il 26 agosto dopo 50 giorni. Video di bombardamenti, foto di bambini mutilati, razzi su Israele, queste le immagini che più spesso i media internazionali hanno fatto passare.

Ma la resistenza palestinese va oltre i razzi di Hamas e tocca ogni singolo abitante nella sua più semplice quotidianità. L’occupazione della Palestina va avanti, sotto gli occhi di tutti, perpetrata da quella che ci presentano come una delle democrazie più avanzate del mondo e con l’appoggio di tutto l’occidente.

Ma come si traduce l’occupazione in Cisgiordania?

Cosa succede in Palestina mentre molti se ne vanno in vacanza?

Un resoconto di 25 giorni in West Bank tra il campo profughi di Aida e Nablus, passando per Gerusalemme, cercherà di chiarire alcuni punti sull’operazione israeliana, sulle reazioni in Cisgiordania e sulla resistenza palestinese, ci darà alcuni aggiornamenti e racconterà cosa significa vivere in un campo profughi spesso scosso dalle incursioni militari dell’esercito israeliano.

Quale speranza nel futuro?
Gaza sanguina, la Palestina vincerà

Silveri risponde al nostro comunicato su Radio L’Aquila 1

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Pubblicato il: 11 Giugno 2014
Le mani su Collemaggio
Le mani su Collemaggio

Giancarlo Silveri, Direttore generale Asl1, poco fa a Radio L’Aquila1 ha dato risposte in merito al nostro comunicato: ” Ho chiesto 50mila euro di danni al Comitato 3e32 per un’ occupazione abusiva di proprietà, è chiaro che queste persone non siano tenere nei miei confronti ma devo far rispettare la legge. Sono loro che hanno fatto un’ingiustizia ad un bene pubblico che devo tutelare”. Ma lei dott. Silveri non lo tutela proprio questo bene pubblico e ha denunciato noi che lo facciamo a posto suo. Questo perché il bene rientra nelle cartolarizzazioni della Asl ed è pronto per essere venduto sotto il naso della città intera. Se tutto questo è legale ci teniamo la nostra supposta illegalità, ma il problema prima che giuridico è politico. Abbiamo chiesto a Radio L’Aquila 1 di intervenire per una replica e ci hanno risposto dandoci uno spazio per lunedì prossimo.

Con i Red Blue Eagles per gli spazi pubblici di aggregazione. Basta promesse, subito lo skatepark

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Pubblicato il: 23 Maggio 2014

Da più di due anni a CaseMatte – il nostro spazio autogestito per cui abbiamo un processo in corso con una assurda richiesta di 50mila euro da parte della Asl – abbiamo un piccola rampa da skate, una mini rampa.

Conosciamo dunque il valore sociale, sportivo e soprattutto aggregativo che porta con sé lo skate: ogni giorno, infatti, vengono decine di ragazzi e ragazze con la tavola.

Si può immaginare, dunque, la gioia di questi skaters, quando più di un anno fa hanno saputo che i Red Blue Eagles stavano regalando alla città uno skatepark. Un sogno che gli skaters locali coltivano da più di un decennio.

Non possiamo quindi che essere solidali con gli ultras. Subito dopo il sisma, si sono fatti promotori della lodevole iniziativa di raccogliere fondi in tutte le curve d’Italia, per destinarli alla creazione di uno spazio pubblico di cui questa città è totalmente carente, quanto bisognosa.

Gli RBE hanno raccolto più di 50mila euro e li hanno versati nelle casse comunali, in attesa che lo skatepark venga costruito da un’amministrazione che continua a latitare e a promettere l’inizio dei lavori del progetto da mesi.

Lo skatepark è una priorità e chiediamo venga realizzato subito, senza attendere la realizzazione degli spogliatoi del campo da rugby perché, se c’è davvero la volontà, si può fare. Prima che arrivino i mesi freddi a bloccare i lavori.

Nella manifestazione di martedì, a Piazza del Teatro, gli ultras hanno difeso il diritto agli spazi sociali gridando a voce forte: “Basta prese in giro”. Noi siamo con loro.

Lo hanno fatto scontrandosi con un’intera classe politica che non reputa quella degli spazi di aggregazione una priorità. Prima degli RBE, quante sono state le prese in giro nei confronti, per esempio, degli studenti? Dov’è la struttura per giovani a San Bernardino promessa nel 2011? Cosa si sta facendo alla Rivera dove era stato promesso uno spazio aggregativo giovanile? Come mai su Collemaggio Cialente negli ultimi 7 anni (!) ha millantato periodicamente promesse mai mantenute, permettendo che l’area sia stata abbandonata?

Le priorità per l’amministrazione Cialente sono infatti le high ways su Viale Corrado IV, le mega rotonde, gli aeroporti, i capannoni, che rispecchiano evidentemente l’idea di città che hanno Cialente e gli altri. Sono le grandi opere che poi non si ha i soldi di gestire, sono lo speculare abbandono in cui versano aree importanti, come quella di Collemaggio e di gran parte del centro. Sono l’assenza di un’idea condivisa di città.

Solidarietà a chi rischia l’arresto per le carriole. Venerdì tutti in tribunale, ancora con le carriole

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Pubblicato il: 23 Settembre 2013
La rivolta delle carriole
La rivolta delle carriole

Il prossimo venerdì 27 Settembre si celebrerà la seconda udienza dell’assurdo processo alle carriole che vorrebbe colpire chi, il 28 marzo del 2010, tentò di entrare – armato di carriola, pala e callarella(secchio) – in un centro storico disastrato. Cosa voleva fare? Togliere le macerie che ingombravano ancora tutte le Piazze da quasi un anno, un buon motivo per rischiare l’arresto.

Chiediamo allora a tutte e tutti di essere presenti venerdì mattina dalle 9:30 (per almeno un’ora), presso il tribunale di Bazzano (L’Aquila) muniti di carriola, per mostrare attivamente complicità con i processati.

Da febbraio del 2010, ogni domenica per almeno due mesi, una città intera (con la solidarietà da tutto Abruzzo e l’intero Paese) fu capace di rivoltarsi fieramente contro i falsi miracoli sbandierati dal governo sulla pelle dei terremotati e l’inefficace inconsistenza dei governanti locali.

Ora otto persone rischiano l’arresto. Siamo tutti coinvolti e per questo saremo tutti e tutte fuori il tribunale con le nostre carriole simbolo di libertà, giustizia, ricostruzione e riappropriazione.

Mario Monicelli poco prima di morire, venne a L’Aquila, il 31 marzo del 2010 per stare dalla parte delle carriole. Le stesse che oggi vengono processate. Grazie Mario, non ti scorderemo mai. “VIVA LE CARRIOLE”


Oh Quatrà v’aspettemo venerdì ancora co callarelle e carriole!

Per saperne di più sui fatti e sul processo .

Poi ci saranno ad ottobre anche questi altri processi che riguardano le proteste del movimento cittadino

7 ottobre, fatti regione del 23dic2010

11 ottobre occupazione casematte

15 ottobre manifestazione roma 7luglio2010

Le news rap della settimana!

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Pubblicato il: 21 Gennaio 2013

Le bollette pazze del gas inviate dal Comune agli inquilini del progetto c.a.s.e., le ennesime risate questa volta dell’ex prefetto Iurato sulle nostre disgrazie, gli errori della commissione grandi rischi, gli orribli quanto reali spari nel centro commerciale e altro ancora. Queste le newsrap della settimana a Radio Stella180 nel freestyle di Keso – hippap – tettaman

Continuano a ridere di noi “i cafoni e i poveracci”… non è che non ce lo aspettassimo.
Dedicato a quella bella personcina dell’ex prefetto Anna Maria Iurato beccata a ridere insieme agli altri sciacalli

Chi c’era e non si vedeva

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Pubblicato il: 3 Novembre 2011

Il 16 Giugno 2010 un’enorme manifestazione cittadina di circa 20mila persone invase le strade del nostro territorio terminando con l’occupazione dell’autostrada L’Aquila-Roma.
Lo facemmo per chiedere equità di trattamento con altri territori colpiti da catastrofe e sostegno all’economia contro lo sfacelo sociale in corso mentre i media che ci avevano inseguito sin dentro le tende ora ci oscuravano. Era la fase delle grandi manifestazioni cittadine che ci portarono pochi giorni dopo in 5mila fino al centro di Roma a prendere le manganellate sotto i palazzi del potere assediati (ovviamente denunce anche lì). Un anno e mezzo dopo veniamo a conoscenza da un quotidiano locale di essere indagati per interruzione di pubblico servizio. Insieme ai nomi di cittadini ci sono quelli di alcuni politici locali che in cordone per primi varcarono la barriera autostradale. Tutti gli altri indagati sono stati scelti tra migliaia di persone in maniera completamente arbitraria dalla polizia che ha voluto colpire le individualità più attive tra i comitati che partecipavano al corteo, alcuni ormai arrivati ad avere più di 5 procedimenti giudiziari a testa tutti post-sisma (nel complesso i procedimenti contro gli attivisti nel post sisma sono ad oggi una 60ina). E’ chiaro che l’unico obiettivo della procura è la repressione del movimento mentre intorno ci rubano il futuro e ridono di noi. La cosa che ci fa più incazzare però è vedere il proprio nome affianco a certi politici locali. Per il resto inutile dirlo: ci volete precari e terremotati ci avrete sempre più e solo ribelli!

Verso e oltre il 15 ottobre a L’Aquila

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Pubblicato il: 20 Ottobre 2011

 

Voi spegnete l’asilo noi accendiamo la città!

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Pubblicato il: 5 Ottobre 2011

La ricostruzione per noi è un’idea giusta per cui lottare

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Pubblicato il: 10 Agosto 2011

In risposta all’articolo di Totò di Giandomenico dal titolo “Mi dichiaro reo confesso: sono per l’unità istituzionale con l’obiettivo della ricostruzione dell’Aquila e del suo territorio” pubblichiamo quanto segue:

Dopo la confessione di Totò, abbiamo capito che purtroppo a resistere 
attivamente in questo territorio contro la macelleria sociale, gli 
scippi e la distruzione dello stesso siamo un pò di meno. Un pezzo di 
movimento è definitivamente saltato dalla parte degli avversari e noi 
non possiamo che prenderne atto e salutarlo.
C’era già successo due anni fa, quando l’allora “conferenza dei 
comitati” si sciolse. Molti che l’avevano insieme a noi fatta crescere 
preferirono passare dall’altra parte. Ma lo fecero a bassa voce e in 
maniera dignitosa, senza ipocrisia e senza tentare di traghettare con 
loro altre persone. Non c’era allora il populismo di adesso.
Adesso, tramite “il nuovo corso dell’assemblea cittadina” e le parole di 
uno dei suoi leader, Totò Di Giandomenico, prendiamo atto che questa ha 
abbandonato definitivamente ogni sua indole movimentista e proposta 
conflittuale per divenire semplice luogo di discussione con le 
istituzioni.

Luogo e non soggetto quindi, anche se su questa 
contraddizione che nessuno vuole risolvere marciano i più svariati 
giochetti politici.
Basta manifestazioni quindi, basta proteste, è sufficiente far parlare 
Chiodi e tutti gli altri sotto il tendone. A questo tentativo di 
pacificazione non ci stiamo, anche perchè già nell’estate 2009 Chiodi intervenne in un’assemblea cittadina a via Strinella, affermando le stesse identiche vuote amenità che hanno contraddistinto le sue parole sotto il tendone di Piazza Duomo. Da più di due anni ne abbiamo viste di tutti i colori e, purtroppo, dai 
tempi di Bertolaso fino ad oggi non abbiamo visto un attore 
istituzionale che si battesse lealmente per il bene della città e del 
suo territorio in questo momento di eccezionale difficoltà. A partire 
dal decreto Abruzzo che dal Giugno 2009 affida la ricostruzione 
del’Aquila ai gratta e vinci, abbiamo stilato pagine e pagine di proposte alternative puntualmente inascoltate. Adesso anche “Il Centro”, attraverso l’editoriale di Sergio Beraldi di domenica scorsa, cambia i connotati del “giornale di servizio”, per rivolgere 
critiche politiche fondate al Commissario per la Ricostruzione e 
Governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. Quando anche gli organi 
espressione dei poteri forti scrivono quello che ha scritto Beraldi, occorre essere davvero più realisti del re per stendere il tappeto rosso 
a Chiodi come fa il nostro Totò, sommando al danno la beffa.
Le critiche che anche “Il Centro” assume sono le stesse che noi 
ripetiamo da anni, e che sono presenti anche all’interno del consiglio 
regionale: Chiodi ha perso il senso della realtà. Il suo unico obiettivo 
è che apparentemente i conti tornino, e il terremoto gli è funzionale in 
questo gioco.  L’importante è obbedire a quanto venga detto da Roma e 
applicare il modello Berlusconiano in Abruzzo, proprio durante il periodo di maggior crisi del Premier, in un paese ridotto in macerie a causa sua.

 

Poco importa se il supposto abbattimento del debito della sanità sia 
stato possibile anche scippando 47 milioni di euro dal premio 
assicurativo dell’ospedale San Salvatore ancora a pezzi, che i posti 
letti siano diminuiti, e che ci vuole più di un anno di attesa per 
un’ecografia. I conti tornano, sulla pelle degli abruzzesi e dei 
terremotati.
Aggiungendo il peso politico nullo che Chiodi garantisce all’Abruzzo, 
appeso solo ad un uomo di malaffare come Gianni Letta, è comprensibile 
perché questa regione non abbia gli stessi diritti delle altre pur essendo 
in piena emergenza reale. Ma per Chiodi va tutto bene, mentre la 
ricostruzione dell’Aquila è al palo e noi semplicemente non abbiamo 
futuro.
Totò, tu segui pure la tua strada di compassato politico, avrai fatto 
i tuoi calcoli. Noi ci battiamo e continueremo a batterci come abbiamo 
sempre fatto con ogni mezzo necessario, senza arrenderci e senza farci affiggere dalla sindrome di Stoccolma. Vogliamo le dimissioni di Chiodi 
da commissario e presidente della regione e una ricostruzione 
dell’Aquila che venga dal basso, dalla partecipazione estesa della 
popolazione, contestualmente al fatto che tutta l’attuale classe politica 
locale venga spazzata via. Questo è possibile farlo già adesso con 
l’autorganizzazione e il protagonismo sociale di cui ognuno dovrebbe 
sentirsi investito.
Non possiamo permetterci di scoraggiarci, né di mollare. Quando lo faremo 
avremo lasciato passare un modello costituito da una miscela che va dai 
soprusi atavici di Fontamara alla ricostruzione-vergogna in Irpinia, con l’unica differenza che qui la camorra più che altro si chiama cricca e si muove dentro 
i palazzi del potere (nazionale e locale).
Per noi in questa situazione non si può che partire dal conflitto, 
dall’autogoverno e dalla politica dal basso per riprenderci diritti e 
dignità. Noi ne sentiamo la responsabilità storica e non smetteremo di 
saper individuare il nemico e indicarlo a chi ancora non sa scorgerlo. 
Siamo convinti che bisogna dare un colpo di sterzo radicale prima che 
sia tardi e non rassegnarsi a prendere l’unica direzione impostaci, 
quella dei “cafoni” contro cui ogni giorno viene inventata una nuova 
legge e perpetrato un nuovo inganno. Noi continuiamo ad essere convinti 
che a L’Aquila ci siano energie nuove che dimostrino che il nostro territorio si possa emancipare dalla Fontamara descritta da Ignazio Silone. In fondo è per questo che siamo vivi, che esistiamo e resistiamo qui. La ricostruzione per noi non è una parola da agitare, una sorte di spauracchio su cui discutere a vuoto mentre qualcuno se la ride. La ricostruzione per noi è un’idea giusta per cui lottare, e la stiamo già mettendo in pratica.

Avanti così!

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Pubblicato il: 7 Luglio 2011

Oggi per noi è iniziato un nuovo percorso. A un anno dalle manganellate di Roma gli aquilani sono tornati ad esprimere la loro rabbia gridando forte i nomi di tutti i responsabili senza risparmiare nessuno.

Oggi ci siamo anche lasciati alle spalle mesi difficili per tutti, in cui la stasi della situazione ci ha fatto sentire vicini alla rassegnazione. Pronti adesso ad un autunno che nonostante L’Aquila si trovi a 723 metri dal livello del mare, di sicuro sarà caldo.

Per noi quella del 7 Luglio 2011 è stata chiaramente una manifestazione di rottura e conflitto. Lo striscione che ha aperto il nostro spezzone è stato “CHIODI CIALENTE LETTA, IL VOSTRO TEMPO E’ FINITO. MO’JETESENE TUTTI. Un altro più indietro recitava:”CONTRO DEVASTAZIONE SOCIALE E DEI TERRITORI, DIRITTO ALL’AUTODIFESA” con riferimento anche ad altri territori in lotta come la Val Susa. Subito prima dell’inizio della manifestazione la sede del Comune dell’Aquila è stata sanzionata con una scritta “COMPLICI” e con un lancio di palloncini a vernice. Stessa sorte è toccata a fine Manifestazione a Palazzo Silone sede della regione Abruzzo e del commissario per la ricostruzione Chiodi. (carrellata foto)

A termine della manifestazione leggiamo le dichiarazioni del commissario e Presidente della Regione Gianni Chiodi secondo cui il comitato 3e32 aveva un documento da consegnargli. Nella manifestazione di oggi abbiamo chiesto la fine del commissariamento e le sue dimissioni da presidente della Regione e per questo avrebbe poco senso incontrarsi. A lui rispondiamo che Lunedì saremo al Consiglio comunale. Chiodi può rispondere in quella sede alle richieste del comitato promotore della manifestazione.

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