Incontro pubblico a L’Aquila sulla Catalunya

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Pubblicato il: 9 ottobre 2017

Lavorare quotidianamente sul territorio aquilano, ma guardando anche fuori, all’Italia e al mondo. E’ con questo spirito che mercoledì 11 ottobre (ore 18), a CaseMatte, abbiamo organizzato un incontro pubblico sulla Catalunya.

Indipendenza, nazionalismi, repressione, confini nazionali e “stato plurinazionale”: che succede in Catalunya? Ne parleremo nel corso di un incontro pubblico al quale parteciperà Domenéc Ruiz Balet, giovane catalano che lo scorso 1 ottobre si trovava nella sua terra, durante la difficile giornata del referendum.

Per contribuire all’apertura della nostra comunità, riteniamo che sia importante fare informazione anche su temi internazionali.

A seguire ci sarà un aperitivo sociale e una breve esibizione musicale acustica di Federica Di Stefano.

A CaseMatte questa estate è l’Estate Solidale

Categorie: Eventi, NEWS
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Pubblicato il: 30 giugno 2017

#EstateSolidale è il diritto all’estate in una città ancora, nostro malgrado, terremotata che ha fame di spazi pubblici dove ritrovarsi e stare bene. Spazi accessibili, dove poter stare all’aria aperta insieme ed usufruire di servizi base in un contesto autogestito ed aperto come quello di CaseMatte L’Aquila.

Spazi dove far attività e laboratori di carattere culturale, sportivo ed artigianale.
Questa è la nostra estate, in cui sentirci bene all’Aquila per noi che non possiamo sempre permetterci di andare sulla costa o per chi, durante il giorno lavorativo, vuole stare in un contesto solidale a godersi il caldo in un parco bellissimo, il Parco della Luna.

Un’estate basata sull’accoglienza, i diritti, l’iniziativa dal basso, l’antifascismo.

Cucina popolare, cibi freschi, piscina, attività sportive, socio-culturali e ricreative a CaseMatte, nello verde di Collemaggio.

Per rimanere aggiornati sulle iniziative è possibile aderire alla pagina Facebook di CaseMatte.

Contro la shock economy, il terremoto al tempo della crisi

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 8 novembre 2016

renzi_aq1

Come abbiamo fatto dopo il terremoto dell’Aquila, come abbiamo fatto anche dopo quello dell’Emilia e del 24 agosto scorso, ribadiamo ancora una volta una necessità urgente e reale del Paese: la messa in sicurezza dei territori, soprattutto quelli ad alto rischio sismico.

E’ necessario iniziare a cambiare realmente la cultura in questo Paese, a partire da quella edilizia. E’ necessario contrastare la logica criminale della shock economy, che dopo ogni catastrofe si ripresenta con i suoi monopoli, il suo stato di eccezione, le sue speculazioni.

Non è mero sloganismo, ma l’esigenza concreta di strategie pubbliche a medio-lungo termine, già stimate e persino messe in atto da altri Paesi, che possano salvare la vita a migliaia di persone e favorire il progresso complessivo delle comunità, soprattutto di quelle nelle aree interne appenniniche. Un appello che da anni rimane inascoltato dalle classi dirigenti a tutti i livelli, nazionali e locali, che preferiscono favorire le grandi lobby industriali e affaristiche, rimpinguare le casse delle mafie, ed ignorare i senza reddito, i senza casa, i senza futuro. I più deboli e le piccole comunità.

Dopo il terremoto di agosto sottolineammo come fosse peculiare il territorio colpito dal sisma: aree interne in via di spopolamento da anni, tradite dalla politica istituzionale, costrette dall’austerità dei burocrati europei ad un destino buio. Le strade, ad esempio, nelle aree rurali appenniniche cedevano già prima dei terremoti!

Una crisi economica e sociale, che non abbiamo creato noi e che non ci appartiene, ha generato una insopportabile latitanza di servizi di base: chiudono gli ospedali, si svuotano gli ambulatori, si isolano le comunità con il taglio dei trasporti pubblici, crollano le scuole. E’ il terremoto al tempo della crisi. E’ la sofferenza delle persone al tempo dell’austerità. E’ il terremoto al tempo delle riforme costituzionali, contro le quali ci opponiamo con forza, e che vorrebbero privare del tutto e definitivamente le comunità – soprattutto quelle periferiche – di competenze e potere decisionale, in termini di welfare.

Da anni chiediamo un piano pluriennale serio e trasparente di messa in sicurezza dei territori dai terremoti, ma non solo. Nella nostra regione, come nel resto del Paese, le montagne continuano a franare, le acque dei fiumi continuano ad essere avvelenate dai grandi gruppi industriali, grandi opere inutili continuano ad essere evocate, come il metanodotto Snam pianificato su un territorio altamente sismico che corrisponde a quello distrutto dagli ultimi terremoti.

Già tre anni fa, insieme a una numerosa “delegazione” del movimento No Tav giunta a L’Aquila, chiedemmo all’unisono che le risorse per le grandi opere inutili e dannose come la Torino-Lione fossero destinate alla messa in sicurezza dei territori e alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

Lo continuiamo a chiedere a gran voce: vogliamo la centralità e il protagonismo delle comunità nei processi decisionali. Non solo dopo le catastrofi.

Vogliamo reddito, ospedali, trasporti, scuole. In pratica diritto alla vita. Non strade spaccate, crolli dei cavalcavia, precarietà e povertà!

E continueremo a lottare per ottenerli.

3e32 / CaseMatte – L’Aquila

Lavoratori Globe Network: L’Aquila è il paradiso dei pochi e il cimitero dei tanti

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Pubblicato il: 13 maggio 2016
foto Roberto Ciuffini
foto Roberto Ciuffini

A fianco dei lavoratori e lavoratrici di Globe Network!

234 lavoratori e lavoratrici di Globe Network, società che opera per la “3” nel settore dei call center e che all’Aquila trova sede nell’ex polo elettronico, stanno rischiando il proprio posto di lavoro a causa del mancato rinnovo della commessa.

234 persone rappresentano un numero enorme per una città come la nostra, che da anni vede passare sopra le teste della popolazione miliardi di euro per la ricostruzione, senza una, che sia una, ricaduta positiva per un maggiore benessere economico e sociale, se non per pochi, e a scapito dei più.

In una città dove il presente traballa e il futuro latita, il call center arriva a rappresentare uno dei pochissimi sbocchi lavorativi soprattutto per i più giovani, fungendo da ammortizzatore sociale, “masticando” il lavoratore, per poi scaricarlo in cerca di un costo del lavoro sempre più basso, coerente alla logica dello sfruttamento e del massimo profitto.

E’ svilente constatare, come facciamo da tempo, che la nostra città è l’emblema del fallimento delle politiche economiche sui territori, che vedono sempre di più le ricche multinazionali aprire, illudere e poi andarsene.

Si può andare avanti così? Senza uno stabile presente e senza reddito, privati del futuro e derubati delle risorse che dovrebbero essere di tutti. Mentre una piccola minoranza accumula milioni di euro sulla nostra pelle.

Siamo a fianco dei lavoratori e le lavoratrici di Globe Network e invitiamo tutta la comunità aquilana a mobilitarsi per difendere il lavoro e la dignità di questo territorio.

Complici e solidali con l’Asilo Occupato

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 16 ottobre 2014

Da oltre tre anni abbiamo riaperto e dato vita ad uno spazio abbandonato colpevolmente dal Comune dell’Aquila all’indomani del terremoto.

Così, contando su energie volontarie, un edificio chiuso è diventato uno dei pochi centri della ricostruzione sociale di questa città, offrendo in maniera autogestita cultura, sport, laboratori e soprattutto libera aggregazione in pieno centro storico.

In tal senso, l’Asilo Occupato offre una risposta concreta a bisogni nei confronti dei quali finora l’amministrazione è stata solo capace di fare promesse poi non rispettate. Varie attività che nascono al suo interno si riversano anche sul territorio attraverso le numerose associazioni che vivono lo spazio.

Ogni martedì, dalle 19, si riunisce una partecipatissima assemblea in cui, in modo orizzontale, si propongono nuove attività da parte di chi ha sempre creduto nel valore di uno spazio come questo, e di chi vi si sta avvicinando soltanto ora.

Alle sigle vuote che criticano in maniera sterile l’esperienza dell’Asilo, chiediamo: voi cosa avete fatto per la città?

In questo momento così difficile per il territorio aquilano attaccare l’Asilo è solo sciacallaggio politico e tentativo di distogliere l’attenzione dai veri problemi.
Ci sono famiglie che, in questi giorni, vengono sfollate per una seconda volta a causa di frodi nella costruzione del Progetto CASE, e qualcuno vuole prendersela con chi dà vita ad uno spazio sociale libero?

Gli aquilani sanno benissimo chi sono i veri responsabili della situazione in cui versa il loro territorio.

La ricostruzione è lenta, la città vive un disagio economico e sociale senza precedenti, e il problema sta in chi – in modo autorganizzato e autofinanziato – sta faticosamente cercando di fare qualcosa?

Come sempre, le nostre attività continuano.
Invitiamo tutti alla festa in solidarietà dell’Asilo Occupato giovedì 16 e alle tre giornate di inaugurazione delle attività di quest’anno del 23, 24 e 25 ottobre.

Asilo Occupato

Processo d’appello alla Grandi Rischi, partecipiamo!

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 9 ottobre 2014

guido_bertolaso

Domani venerdì 10 ottobre (ore 9.30), presso la sede di Pile della Corte d’Appello dell’Aquila inizierà il processo d’appello alla Commissione Grandi Rischi. Come è noto, i membri della Commissione
sono stati condannati in primo grado a sei anni, tra le polemiche strumentali dei media mainstream e di certa politica, che hanno ipocritamente definito la sentenza una “condanna alla scienza”.

Non ci occorre certo una legittimazione da parte della magistratura (anche se ci fa piacere pensare che sì c’è un giudice a L’Aquila) per sapere che quella commissione, riunita il 31 marzo 2009 e sciolta dopo mezz’ora, è stato un crimine verso la popolazione aquilana, già colpita da mesi di sciame sismico. L’accusa, ovviamente, non è quella – spiattellata sui media di tutto il mondo in modo consapevolmente strumentale – di non aver previsto i terremoti, ma di aver sottovalutato il rischio, rassicurando le persone, che da lì a una settimana avrebbero vissuto il terremoto. Altro che accuse politiche alla scienza, il 31 marzo 2009 è stata la scienza a piegarsi agli interessi della politica (come dimostrano chiaramente le intercettazioni di Bertolaso).

Essere presenti e mantenere alta l’attenzione sul processo alla Commissione Grandi Rischi è un dovere per chiunque abbia a cuore il nostro territorio. Dal giorno della condanna, tentativi di mistificazione e ribaltamento della realtà si sono susseguiti quotidianamente, soprattutto da parte di personaggi influenti e potenti come Franco Gabrielli, che sul nostro territorio ha messo le mani in pasta su tutto, tranne su ciò su cui avrebbe dovuto come prefetto in carica al tempo: evitare infiltrazioni criminali, tangenti e speculazioni.

Che lo si voglia o meno, il processo rappresenta un momento storico di narrazione delle vicende riguardanti il terremoto. E’ necessario riscrivere punto per punto e giorno per giorno una storia volutamente falsificata, che abbiamo contestato fin dal primo attimo, e che continueremo a tentare di difendere dalle bugie, dal fango e dai grandi interessi.

Pertanto auspichiamo la massima presenza domani e nelle altre udienze che si susseguiranno. Perché gli aquilani, vittime della menzogna e del malaffare, riscrivano e riscattino almeno in parte il proprio destino.

L’Aquila – Palestina a/r | Merc. 10 sett. dalle ore 19 a CaseMatte

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Pubblicato il: 4 settembre 2014

l'aquila palestina arMercoledi 10 settembre dalle ore 19 CaseMatte

L’Aquila – Palestina a/r

Un giovane attivista aquilano racconta la sua esperienza: 25 giorni in Palestina, in un campo profughi.

Da L’Aquila alla Palestina.

Tanto si è parlato e tanto ci ha fatto indignare l’operazione Margine Protettivo a Gaza intrapresa dallo stato di Israele l’8 luglio scorso e conclusasi il 26 agosto dopo 50 giorni. Video di bombardamenti, foto di bambini mutilati, razzi su Israele, queste le immagini che più spesso i media internazionali hanno fatto passare.

Ma la resistenza palestinese va oltre i razzi di Hamas e tocca ogni singolo abitante nella sua più semplice quotidianità. L’occupazione della Palestina va avanti, sotto gli occhi di tutti, perpetrata da quella che ci presentano come una delle democrazie più avanzate del mondo e con l’appoggio di tutto l’occidente.

Ma come si traduce l’occupazione in Cisgiordania?

Cosa succede in Palestina mentre molti se ne vanno in vacanza?

Un resoconto di 25 giorni in West Bank tra il campo profughi di Aida e Nablus, passando per Gerusalemme, cercherà di chiarire alcuni punti sull’operazione israeliana, sulle reazioni in Cisgiordania e sulla resistenza palestinese, ci darà alcuni aggiornamenti e racconterà cosa significa vivere in un campo profughi spesso scosso dalle incursioni militari dell’esercito israeliano.

Quale speranza nel futuro?
Gaza sanguina, la Palestina vincerà

Silveri risponde al nostro comunicato su Radio L’Aquila 1

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Pubblicato il: 11 giugno 2014
Le mani su Collemaggio
Le mani su Collemaggio

Giancarlo Silveri, Direttore generale Asl1, poco fa a Radio L’Aquila1 ha dato risposte in merito al nostro comunicato: ” Ho chiesto 50mila euro di danni al Comitato 3e32 per un’ occupazione abusiva di proprietà, è chiaro che queste persone non siano tenere nei miei confronti ma devo far rispettare la legge. Sono loro che hanno fatto un’ingiustizia ad un bene pubblico che devo tutelare”. Ma lei dott. Silveri non lo tutela proprio questo bene pubblico e ha denunciato noi che lo facciamo a posto suo. Questo perché il bene rientra nelle cartolarizzazioni della Asl ed è pronto per essere venduto sotto il naso della città intera. Se tutto questo è legale ci teniamo la nostra supposta illegalità, ma il problema prima che giuridico è politico. Abbiamo chiesto a Radio L’Aquila 1 di intervenire per una replica e ci hanno risposto dandoci uno spazio per lunedì prossimo.

Con i Red Blue Eagles per gli spazi pubblici di aggregazione. Basta promesse, subito lo skatepark

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 23 maggio 2014

Da più di due anni a CaseMatte – il nostro spazio autogestito per cui abbiamo un processo in corso con una assurda richiesta di 50mila euro da parte della Asl – abbiamo un piccola rampa da skate, una mini rampa.

Conosciamo dunque il valore sociale, sportivo e soprattutto aggregativo che porta con sé lo skate: ogni giorno, infatti, vengono decine di ragazzi e ragazze con la tavola.

Si può immaginare, dunque, la gioia di questi skaters, quando più di un anno fa hanno saputo che i Red Blue Eagles stavano regalando alla città uno skatepark. Un sogno che gli skaters locali coltivano da più di un decennio.

Non possiamo quindi che essere solidali con gli ultras. Subito dopo il sisma, si sono fatti promotori della lodevole iniziativa di raccogliere fondi in tutte le curve d’Italia, per destinarli alla creazione di uno spazio pubblico di cui questa città è totalmente carente, quanto bisognosa.

Gli RBE hanno raccolto più di 50mila euro e li hanno versati nelle casse comunali, in attesa che lo skatepark venga costruito da un’amministrazione che continua a latitare e a promettere l’inizio dei lavori del progetto da mesi.

Lo skatepark è una priorità e chiediamo venga realizzato subito, senza attendere la realizzazione degli spogliatoi del campo da rugby perché, se c’è davvero la volontà, si può fare. Prima che arrivino i mesi freddi a bloccare i lavori.

Nella manifestazione di martedì, a Piazza del Teatro, gli ultras hanno difeso il diritto agli spazi sociali gridando a voce forte: “Basta prese in giro”. Noi siamo con loro.

Lo hanno fatto scontrandosi con un’intera classe politica che non reputa quella degli spazi di aggregazione una priorità. Prima degli RBE, quante sono state le prese in giro nei confronti, per esempio, degli studenti? Dov’è la struttura per giovani a San Bernardino promessa nel 2011? Cosa si sta facendo alla Rivera dove era stato promesso uno spazio aggregativo giovanile? Come mai su Collemaggio Cialente negli ultimi 7 anni (!) ha millantato periodicamente promesse mai mantenute, permettendo che l’area sia stata abbandonata?

Le priorità per l’amministrazione Cialente sono infatti le high ways su Viale Corrado IV, le mega rotonde, gli aeroporti, i capannoni, che rispecchiano evidentemente l’idea di città che hanno Cialente e gli altri. Sono le grandi opere che poi non si ha i soldi di gestire, sono lo speculare abbandono in cui versano aree importanti, come quella di Collemaggio e di gran parte del centro. Sono l’assenza di un’idea condivisa di città.

Solidarietà a chi rischia l’arresto per le carriole. Venerdì tutti in tribunale, ancora con le carriole

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Pubblicato il: 23 settembre 2013
La rivolta delle carriole
La rivolta delle carriole

Il prossimo venerdì 27 Settembre si celebrerà la seconda udienza dell’assurdo processo alle carriole che vorrebbe colpire chi, il 28 marzo del 2010, tentò di entrare – armato di carriola, pala e callarella(secchio) – in un centro storico disastrato. Cosa voleva fare? Togliere le macerie che ingombravano ancora tutte le Piazze da quasi un anno, un buon motivo per rischiare l’arresto.

Chiediamo allora a tutte e tutti di essere presenti venerdì mattina dalle 9:30 (per almeno un’ora), presso il tribunale di Bazzano (L’Aquila) muniti di carriola, per mostrare attivamente complicità con i processati.

Da febbraio del 2010, ogni domenica per almeno due mesi, una città intera (con la solidarietà da tutto Abruzzo e l’intero Paese) fu capace di rivoltarsi fieramente contro i falsi miracoli sbandierati dal governo sulla pelle dei terremotati e l’inefficace inconsistenza dei governanti locali.

Ora otto persone rischiano l’arresto. Siamo tutti coinvolti e per questo saremo tutti e tutte fuori il tribunale con le nostre carriole simbolo di libertà, giustizia, ricostruzione e riappropriazione.

Mario Monicelli poco prima di morire, venne a L’Aquila, il 31 marzo del 2010 per stare dalla parte delle carriole. Le stesse che oggi vengono processate. Grazie Mario, non ti scorderemo mai. “VIVA LE CARRIOLE”


Oh Quatrà v’aspettemo venerdì ancora co callarelle e carriole!

Per saperne di più sui fatti e sul processo .

Poi ci saranno ad ottobre anche questi altri processi che riguardano le proteste del movimento cittadino

7 ottobre, fatti regione del 23dic2010

11 ottobre occupazione casematte

15 ottobre manifestazione roma 7luglio2010

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