Libera L’Aquila – 25 aprile centro storico: una grande giornata di liberazione antifascista

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Pubblicato il: 13 aprile 2017

 

LIBERA L’AQUILA – 25 aprile centro storico

UNA GRANDE GIORNATA DI LIBERAZIONE ANTIFASCISTA CON:

spettacoli, performance, proiezioni, laboratori, assemblee
live music, dj set, breakdance, writing, mostre fotografiche

Una grande giornata di liberazione antifascista nel centro storico dell’Aquila. Più di quindici associazioni del territorio organizzano per il prossimo 25 aprile “Libera L’Aquila” con spettacoli, performance, proiezioni, laboratori, assemblee, musica dal vivo, dj set, breakdance, writing e mostre fotografiche.

L’idea di un 25 aprile di lotta e al tempo stesso festoso nasce per ribadire che L’Aquila e l’Abruzzo sono antifascisti, che è necessario – e doveroso – lottare contro vecchi e nuovi fascismi e per una comunità più aperta, inclusiva, accogliente, solidale.

A Palazzo Fibbioni, ai Quattro Cantoni, dalle 11 ci sarà la proiezione del documentario La tratta dei migranti in Libia: Europa o morte, di Marco Salustro. A seguire la proiezione di Onna 44, realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, e di La strage degli innocenti, di Antonio Gasbarrini. Alle ore 16, invece, in scena lo spettacolo teatrale No – Storia di un rifiuto, di Giancarlo Gentilucci.

Piazza San Bernardino, a partire dalle ore 15, letture liberate, musica dal vivo e il format “Debut – 25 aprile, liberiamoci da Feisbuc”. Sempre in piazza ci sarà un’assemblea dove sono state invitate le maggiori realtà di lotta dei territori abruzzesi, oltre che da fuori regione (dai No Tap pugliesi ai No Tav piemontesi).

Rilanciamo insieme le esperienze di lotta che negli ultimi anni hanno visto tornare in primo piano le istanze territoriali, focolai di resistenza a un modello di sviluppo imposto, contro le decisioni prese dall’alto dalla politica istituzionale che continua a non tenere conto delle esigenze specifiche di città, paesi e campagne. L’invito è rivolto a tutti/e coloro che credono che l’antifascismo e la liberazione siano un patrimonio da spendere soprattutto nel presente e nella costruzione di un altro modello di società. La liberazione si fa giorno per giorno e iniziando dai posti in cui abbiamo scelto di vivere.

Sempre a San Bernardino ci saranno dj set e musica live (a cura di Jamrock Records e Hip Hop Accademy), performance dei Prisoners, un laboratorio di costruzione della tradizionale pupazza abruzzese, graffiti e banchetti informativi. In piazzetta Nove Martiri, Corso, Quattro Cantoni e portici ci saranno infine tre mostre: “Testa per Dente” sui crimini fascisti in Jugoslavia negli anni ’40, “Le nuove resistenti”, sulle donne che oggi fanno dell’antifascismo una pratica quotidiana, e una mostra itinerante sulla resistenza italiana ed europea.

Organizzano 3e32/CaseMatte, Jamrock Records, Prisoners, Re_Acto Fest, ArciGay Massimo Consoli L’Aquila, ArtQuake/Asilo Occupato, Fuori Genere, Casa delle Donne, Circolo Arci Querencia, Libera Pupazzeria, Arti e Spettacolo, Anpi, ANPPIA, Appello per L’aquila, L’Aquila chiama – Tocca a noi.

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

PALAZZO FIBBIONI

Dalle ore 11:

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “LA TRATTA DEI MIGRANTI IN LIBIA: EUROPA O MORTE” di Marco Salustro, commissionato da Vice News.
Migliaia di rifugiati e migranti raggiungono ogni mese le coste della Libia per tentare la traversata del Mediterraneo. Il governo di Tripoli tiene a bada il flusso migratorio servendosi di apposite milizie e rinchiudendo i migranti in campi di detenzione, dove sono costretti a vivere in condizioni disumane e a subire ripetuti abusi. (30 minuti)
Intervento dell’autore in videoconferenza e a seguire discussione sul decreto Minniti-Orlando

PROIEZIONE DI “ONNA 44” realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. Il cortometraggio ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno 1944, avvenuto nel paese di Onna, durante la seconda guerra mondiale. (20 minuti)

PROIEZIONE DI “LA STRAGE DEGLI INNOCENTI” di Antonio Gasbarrini. Docufilm creativo dedicato alle decine e decine di bambini pietransieresi assassinati dai nazisti nei casolari di Limmari. (20 minuti)

Dalle ore 16:

SPETTACOLO TEATRALE “NO – STORIA DI UN RIFIUTO” di Giancarlo Gentilucci. No è il tentativo di dare voce a seicentomila soldati che, senza accordi prestabiliti, hanno, a rischio della loro stessa vita, detto no al nazifascismo e gettato le basi per una nuova Italia. (65 minuti)

Replica delle proiezioni avvenute durante la mattinata

 

SAN BERNARDINO

Dalle ore 15:

LETTURE LIBERATE

DEBUT – 25 APRILE. LIBERIAMOCI DA FEISBUC.
Tira fuori il social network che hai dentro di te, libera il tuoi pensieri e la tua creatività, tira fuori la tua bacheca e rendila pubblica, interpretala e performala davanti agli altri altri, per vedere quale faccina faranno.

ELENA D’ASCENZO – GROUND ‘N’ ROOTS (voce, chitarra e percussioni)

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA SULLE LOTTE TERRITORIALI.
Rilanciamo insieme le esperienze di lotta che negli ultimi anni hanno visto tornare in primo piano le istanze territoriali, focolai di resistenza a un modello di sviluppo imposto, contro le decisioni prese dall’alto dalla politica istituzionale che continua a non tenere conto delle esigenze specifiche di città, paesi e campagne. L’invito è rivolto a tutti/e coloro che credono che l’antifascismo e la liberazione siano un patrimonio da spendere soprattutto nel presente e nella costruzione di un altro modello di società. La liberazione si fa giorno per giorno e iniziando dai posti in cui abbiamo scelto di vivere.

DJ SET e LIVE MUSIC di JAMROCK RECORDS SOUND e HIP HOP ACCADEMY

PRISONERS “PLAY GROUND COME AI VECCHI TEMPI”
(la performance avverrà sotto i portici)

Durante tutta la giornata:

>> Liberation graffiti jam (noi mettiamo a disposizione i pannelli, tu porta le bombolette)
>> Rossana la pupazza partigiana: laboratorio di costruzione della tradizionale pupazza abruzzese per grandi e piccini
>> Laboratorio “antifascismo creativo” per bambini e non
>> Banchetto informativo sulle MTS

 

PIAZZETTA NOVE MARTIRI/CORSO/QUATTRO CANTONI/PORTICI

>> Mostra fotografica “Testa per Dente” crimini fascisti in Jugoslavia 1941/1945
>> Mostra itinerante sulla resistenza italiana ed europea
>> Mostra “Le nuove resistenti”

 

 

 

 

L’Aquila è contro il corteo neofascista

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Pubblicato il: 24 marzo 2017

Casapound, un’organizzazione i cui membri si autodefiniscono ‘fascisti del terzo millennio’ e che da anni si distingue, nelle città italiane nel praticare pestaggi e aggressioni ai danni di cittadine/i straniere/i, omosessuali, di sinistra, ha indetto per il 25 marzo un corteo nazionale all’Aquila, dal titolo “Italia sovrana”.

Non vogliamo dare più importanza ai neofascisti di quanta (non) ne abbiano in Abruzzo e in particolare all’Aquila. Ma siamo antifascisti/e convinti/e, perché viviamo nella città dei Nove Martiri, i primi giovani eroi della Resistenza armata al nazi-fascismo, dei martiri di Filetto e di Onna, perché L’Aquila combatte ogni giorno contro i fascismi e ad essi si oppone. Soprattutto in un giorno in cui sappiamo quanto sarà importante manifestare contro le politiche di austerità europea a Roma, dove verranno celebrati – dovremmo dire commemorati – i 60 anni del Trattato di Roma.

Noi ci opponiamo all’Europa delle banche e dei burocrati, ma anche a quella dell’impoverimento delle popolazioni e dei muri, gli stessi che i neofascisti vorrebbero innalzare con idiote argomentazioni suprematiste. Ci battiamo per un’Europa diversa che sia continente di pace che affermi la giustizia tra i popoli contro i conflitti e l’industria delle armi. Ci battiamo per una svolta radicale della politica economica e sociale dell’UE. Ci battiamo per una politica dell’accoglienza e dell’integrazione, unico vero strumento contro integralisti e terroristi.

Chiediamo che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si esprima per ribadire che L’Aquila è antifascista e antirazzista e mettendo in guardia dalle forme di apologia del nazifascismo che stanno tornando: la nostra città non merita di diventare teatro per parate di nostalgici del ventennio che oltraggiano gravemente la memoria aquilana dell’occupazione e delle stragi nazifasciste. E gli/le aquilani/e sapranno dare con la loro indifferenza e la loro distanza, la migliore dimostrazione di dignità, di intelligenza e di coraggio.

Chiediamo infine a tutti/e di difendere attivamente i valori della democrazia, della libertà, del rispetto dell’altro contro ogni rigurgito fascista, contro i germi di odio, intolleranza, esasperazione nazionalistica e xenofobia. Noi aquilane/i, di nascita e di “adozione”, abbiamo una città ancora da ricostruire, e in questo momento più che mai i valori hanno importanza.
Ricostruiamo una città migliore, cancelliamo il fascismo.

Firmatari (in aggiornamento):
3e32/CaseMatte, ArtQuake/Asilo Occupato, ArciGay Massimo Consoli L’Aquila, ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), Collettivo FuoriGenere, Casa delle donne L’Aquila, Link Studenti Indipendenti L’Aquila, UDS L’Aquila, UDU L’Aquila, Artisti Aquilani, Comunità XXIV Luglio, 180 Amici, Circolo Arci Querencia, Arci Servizio Civile L’Aquila, Arci territoriale L’Aquila, Associazione Bibliobus, Sinistra Anticapitalista, Appello per L’Aquila, Collettivo AltreMenti Valle Peligna, Dabadub Sound System

Assolti anche nell’ultimo processo, fu repressione dello Stato

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 20 febbraio 2017
Oggi all’ennesima udienza nell’ennesimo processo per le mobilitazioni degli aquilani dopo il terremoto del 2009, 14 imputate e imputati nel processo per la manifestazione del 9 novembre 2010 (l’ultima visita di Berlusconi all’Aquila) sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste.
Quello terminato oggi è solo l’ultimo dei numerosi procedimenti che abbiamo dovuto subire in questi anni: 53 assoluzioni su 57 denunce, con 4 condannati che, siamo sicuri, verranno anche loro assolti in Appello. Non finiremo mai di ringraziare, innanzitutto, gli avvocati che per anni hanno assistito gratuitamente gran parte degli imputati. Non smetteremo di sottolineare lo spreco di soldi pubblici per questi processi assurdi.
Il respingimento di tutte le accuse che ci sono state mosse negli ultimi 8 anni ci porta a ribadire quello che affermiamo da sempre: in quella stagione di grande mobilitazione popolare fu messo in scena dallo Stato un meccanismo fortemente repressivo, con il chiaro obiettivo di indebolire un forte movimento popolare, oltre che di farci perdere decine di giornate in tribunale. Ne sono una dimostrazione le accuse, smontate una dopo l’altra, che vanno da assurde “violenze private” fino alla grottesca vicenda delle carriole, passando per l’accusa di “danno al patrimonio e d’immagine” nel caso di uno spazio come CaseMatte, che al contrario abbiamo riqualificato.
Noi proseguiamo a testa alta con le nostre battaglie: la riqualificazione dei quartieri come Collemaggio; la creazione di una reale alternativa sociale e culturale in città; la valorizzazione della aree interne; la redistribuzione delle ricchezze in una ricostruzione più giusta; l’opposizione a grandi opere inutili come quelle del gasdotto Snam; la richiesta di messa in sicurezza di tutti i territori che nella nostra regione, proprio in questi giorni, cadono a pezzi; l’inclusione sociale delle fasce della popolazione rese più deboli da questo sistema economico-politico clientelare.

Tra rassicurazione e allarme, le nostre proposte su prevenzione ed emergenza all’Aquila

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 3 febbraio 2017

Dopo le scosse di terremoto che ci hanno colpito lo scorso 18 gennaio anche a L’Aquila si è tornato a parlare di prevenzione ed emergenza.

Da anni assistiamo alle continue rassicurazioni delle classi dirigenti, secondo le quali la città in cui viviamo sarebbe “la più sicura d’Italia”.

Slogan utilizzati dalla politica di volta in volta in modo strumentale, per giustificare le inadempienze delle istituzioni e le mancanze di una ricostruzione post-sisma che ha visto al centro gli interessi e gli affari, ancor prima che la sicurezza dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della comunità.
Per questo la scorsa settimana abbiamo indetto un incontro pubblico, per incontrarci ed organizzarci, come abbiamo fatto anche dopo il 6 aprile 2009. Il Comitato 3e32 è nato infatti come risposta ad un vuoto di organizzazione dal basso sorto all’indomani del sisma e come risposta a dei bisogni a cui le istituzioni non riuscivano a rispondere. Per molti aspetti ci accorgiamo che, dopo quasi otto anni, poco è cambiato. Per questo è fondamentale continuare e a rinnovare le pratiche di mutuo soccorso dal basso e di solidarietà che, nelle fasi di emergenza, riescono spesso nel compito di sopperire alla carenza della presenza istituzionale. Perché il terremoto, come sappiamo, ci pone davanti anche la possibilità di fare realmente comunità.

L’immobilismo istituzionale è evidente anche dalla coraggiosa protesta che stanno mettendo in campo in questi giorni studenti e studentesse delle scuole medie superiori cittadine: da giorni subiscono pressioni dalle classi dirigenti cittadine, che li vorrebbero zitti e buoni, a far da stampella giovanilista alle loro malefatte.

Nel corso dell’incontro è emersa forte l’esigenza di maggiore informazione e trasparenza, da parte delle istituzioni, nei confronti della comunità. Non si può pretendere che si rimanga inerti e tranquilli, se le stesse amministrazioni non forniscono alla popolazione – e spesso neanche elaborano – informazioni chiare sullo stato in cui versa la città. La popolazione (cittadini, precari, studenti, migranti) deve essere il più possibile cosciente delle caratteristiche del territorio in cui si trova, essere informata e partecipare alle scelte che riguardano la propria sicurezza e quella collettiva negli edifici pubblici, come scuole e ospedali.

Clamoroso e grave è il caso del Comune dell’Aquila, che non ha mai commissionato studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici di sua proprietà (scuole, uffici, etc.), nonostante una legge glielo imponga già da quattro anni. Auspichiamo che all’alternanza frenetica di rassicurazionismo e allarmismo, subentri finalmente una più opportuna valutazione del rischio in termini di “allerta”, progressiva, graduale e documentata, che permetta alla cittadinanza di affrontare con maggiore serenità la vita individuale e collettiva in un territorio come il nostro.

 

PROPOSTE PER LA PREVENZIONE E L’EMERGENZA
Vogliamo che le istituzioni rendano pubblici ed accessibili tutti i dati riguardanti la sicurezza degli edifici. Vogliamo lanciare un appello alla popolazione affinché si pretenda lo stesso grado di trasparenza nei riguardi delle abitazioni private ricostruite o riparate dopo il terremoto del 2009, affinché ognuno possa rendersi conto del luogo dove abita o lavora, al fine di fare una prevenzione che vada oltre lo slogan politico e le promesse mancate.

Proponiamo che venga apposto in ogni edificio – con particolare attenzione a quelli “rilevanti e strategici” – il grado di sicurezza sismica, analogamente a quanto già avviene in altri Paesi, come il Cile, che hanno intrapreso politiche pubbliche sulla sicurezza sismica e dai quali dobbiamo prendere esempio.

Dopo otto anni è necessaria, anche per evitare il panico generalizzato, una campagna organica di informazione e sensibilizzazione in caso di emergenza.
Chiediamo che sia attivato un sito web dedicato a tutto ciò che concerne le informazioni utili per l’emergenza: contatti, centri di accoglienza, dati sugli edifici, etc.; chiediamo che le stesse informazioni vengano raccolte in punti fisici presenti in città, utili a chi non utilizza internet e ai tanti che non si muovono facilmente nel mondo della comunicazione istituzionale (studenti fuori sede, studenti erasmus, migranti, operai ricostruzione etc.); chiediamo inoltre che venga immediatamente pianificata una rete di strutture sicure in città, che abbiamo chiamatorifugi di quartiere: un luogo sicuro dove chiunque, se spaventato, possa rifugiarsi in caso di terremoto. I rifugi dovranno essere dotati di materiale adeguato al caso: brande, gruppi elettrogeni, etc. e saranno utilizzati, in tempo di pace, come centri di aggregazione sociali, considerando anche l’assenza di spazi sociali in una città sempre più vasta, che vive da anni di annunci vuoti cui non seguono azioni concrete.

Che ne sai del progetto Snam? Incontro informativo a L’Aquila

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 1 febbraio 2017

Mercoledì 8 FEBBRAIO dalle ore 18 CaseMatte L’Aquila
ex ospedale psichiatrico Collemaggio

INCONTRO INFORMATIVO SUL METANODOTTO SNAM

Un incontro informativo sulla grande opera dello Snam (Società nazionale metanodotti) e sull’impatto che potrebbe avere l’opera, che attraversa zone altamente sismiche (compresa L’Aquila). All’incontro saranno presenti attivisti e attiviste della Rete Adriatica No Snam e di Altre Menti di Sulmona. A seguire aperitivo.

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PER SAPERNE DI PIU’
Un tubo lungo 687 chilometri, con un diametro di 120 cm e 40 metri di servitù incombe sull’entroterra aquilano. È il gasdotto Rete Adriatica, progettato dalla SNAM per far risalire lungo gli Appennini il gas da rivendere ai paesi del centro Europa. Un’operazione commerciale che promette lauti profitti a vantaggio esclusivo della società proponente… e gravi conseguenze per i territori interessati dal passaggio della grande opera: pericolo di esplosioni; rischi legati all’attraversamento di aree altamente sismiche; tre parchi nazionali, uno regionale ed oltre venti siti ambientali di rilevanza comunitaria sventrati; terreni sottratti alle colture e agli usi civici; problemi connessi all’attraversamento di bacini imbriferi.

L’assemblea dell’Aquila affronterà le criticità della grande opera e le ripercussioni sull’ambiente e sulle economie locali della sua eventuale costruzione, con il contributo dei comitati cittadini di Sulmona e del collettivo Altrementi Valle peligna, e discuterà delle azioni di contrasto da adottare. Come cittadini del territorio aquilano siamo tutti invitati ad esserci: l’unica lotta persa è quella che non si combatte!

L’Aquila – Il terremoto, la prevenzione e la necessità di autorganizzarsi sul territorio

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 24 gennaio 2017

Mercoledì 25 gennaio alle ore 18:30 nello spazio sociale di CaseMatte si terrà un incontro su terremoto, prevenzione e necessità di autorganizzarsi sul territorio. A seguire, per chi vorrà restare, ci sarà aperitivo.

Il Comitato 3e32 è nato nell’aprile del 2009 come risposta ad un vuoto di organizzazione dal basso sorto all’indomani del sisma e come risposta a dei bisogni a cui le istituzioni non riuscivano a rispondere. Per molti aspetti le cose non sono così diverse oggi.

Le scosse, come anche l’emergenza neve in Abruzzo, ci stanno dimostrando una volta di più che la popolazione (cittadini, precari, studenti, migranti) deve essere il più possibile cosciente delle caratteristiche del territorio in cui si trova, essere informata e partecipare alle scelte che riguardano la propria sicurezza e quella collettiva negli edifici pubblici, come scuole e ospedali.

Per questo ci sentiamo di indire in questi giorni successivi ad un nuovo importante sciame sismico, arrivato in più con la compresenza della neve, un incontro per discutere, informarsi e prendere iniziative dal basso.

Per non farci trovare impreparati.

Non aspettare né santi, né eroi ma promuovere cooperazione, mutuo soccorso e cultura della prevenzione.

Spettacolo Narrativo Musicale “Forme incostanti”

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 16 gennaio 2017

Martedì 17 gennaio si terrà a partire dalle 19 nello spazio sociale di CaseMatte lo spettacolo Narrativo Musicale “Forme incostanti”, prima dell’inizio dell’evento ci sarà un aperitivo cena.

Alcune informazioni sullo spettacolo
“Forme incostanti” è un anomalo confronto tra due genialità, quella dell’artista G. A. Cavellini e quella della scrittrice Sei Shonagon. Insospettabili compagni di un viaggio che li vede protagonisti di due monologhi che si intrecciano tra loro in barba al tempo cronologico, si contendono la scena in modo decisamente differente; lui di prepotenza, lei timidamente. L’ essenza di G. A. Cavellini danza insieme a quella di Sei Shonagon in un passo a due, in cui uno non conosce affatto i passi dell’altro. Entrambi lasciano briciole del loro vissuto, pronte per essere raccolte.

Note:
Guglielmo Achille Cavellini, noto anche come GAC (1914 –1990), è stato un artista e collezionista d’arte italiano. Nel 1971 conia il termine “autostoricizzazione” attraverso il quale inizia un’operazione di comunicazione internazionale attorno al sistema dell’arte, nonchè una sprezzante critica sociale.Sei Shonagon (965/ 967 – dopo il 1010), è stata una scrittrice e poetessa giapponese, dama di corte a Kyoto nel periodo Heian presso l’imperatrice Teishi. E’ stata tra le migliori rappresentanti della letteratura di corte.

Sei Shonagon: Rosa Fanale
G.A. Cavellini: Alessandro Cerini
Chitarra e voce: Alessio Di Francesco
Cut-up e regia: Katiuscia Tomei

Contro la shock economy, il terremoto al tempo della crisi

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 8 novembre 2016

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Come abbiamo fatto dopo il terremoto dell’Aquila, come abbiamo fatto anche dopo quello dell’Emilia e del 24 agosto scorso, ribadiamo ancora una volta una necessità urgente e reale del Paese: la messa in sicurezza dei territori, soprattutto quelli ad alto rischio sismico.

E’ necessario iniziare a cambiare realmente la cultura in questo Paese, a partire da quella edilizia. E’ necessario contrastare la logica criminale della shock economy, che dopo ogni catastrofe si ripresenta con i suoi monopoli, il suo stato di eccezione, le sue speculazioni.

Non è mero sloganismo, ma l’esigenza concreta di strategie pubbliche a medio-lungo termine, già stimate e persino messe in atto da altri Paesi, che possano salvare la vita a migliaia di persone e favorire il progresso complessivo delle comunità, soprattutto di quelle nelle aree interne appenniniche. Un appello che da anni rimane inascoltato dalle classi dirigenti a tutti i livelli, nazionali e locali, che preferiscono favorire le grandi lobby industriali e affaristiche, rimpinguare le casse delle mafie, ed ignorare i senza reddito, i senza casa, i senza futuro. I più deboli e le piccole comunità.

Dopo il terremoto di agosto sottolineammo come fosse peculiare il territorio colpito dal sisma: aree interne in via di spopolamento da anni, tradite dalla politica istituzionale, costrette dall’austerità dei burocrati europei ad un destino buio. Le strade, ad esempio, nelle aree rurali appenniniche cedevano già prima dei terremoti!

Una crisi economica e sociale, che non abbiamo creato noi e che non ci appartiene, ha generato una insopportabile latitanza di servizi di base: chiudono gli ospedali, si svuotano gli ambulatori, si isolano le comunità con il taglio dei trasporti pubblici, crollano le scuole. E’ il terremoto al tempo della crisi. E’ la sofferenza delle persone al tempo dell’austerità. E’ il terremoto al tempo delle riforme costituzionali, contro le quali ci opponiamo con forza, e che vorrebbero privare del tutto e definitivamente le comunità – soprattutto quelle periferiche – di competenze e potere decisionale, in termini di welfare.

Da anni chiediamo un piano pluriennale serio e trasparente di messa in sicurezza dei territori dai terremoti, ma non solo. Nella nostra regione, come nel resto del Paese, le montagne continuano a franare, le acque dei fiumi continuano ad essere avvelenate dai grandi gruppi industriali, grandi opere inutili continuano ad essere evocate, come il metanodotto Snam pianificato su un territorio altamente sismico che corrisponde a quello distrutto dagli ultimi terremoti.

Già tre anni fa, insieme a una numerosa “delegazione” del movimento No Tav giunta a L’Aquila, chiedemmo all’unisono che le risorse per le grandi opere inutili e dannose come la Torino-Lione fossero destinate alla messa in sicurezza dei territori e alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

Lo continuiamo a chiedere a gran voce: vogliamo la centralità e il protagonismo delle comunità nei processi decisionali. Non solo dopo le catastrofi.

Vogliamo reddito, ospedali, trasporti, scuole. In pratica diritto alla vita. Non strade spaccate, crolli dei cavalcavia, precarietà e povertà!

E continueremo a lottare per ottenerli.

3e32 / CaseMatte – L’Aquila

Happy birthday CaseMatte: 7 anni di R-Esistenza!

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 25 ottobre 2016

Lunedì 31 ottobre CaseMatte festeggia 7 anni di R-Esistenza con una grande festa dedicata Dylan Dog che quest anno festeggia ben 30 anni.

L’evento inizierà dalle 18 con la proiezione dello speciale FUMETTOLOGY su DYLAN DOG e di altri video sull’indagatore dell’incubo.

Si proseguirà poi con un aperitivo cena e con della proiezioni a tema horror, con la partecipazione speciale di Antonio Secondo che ci presenterà Baùll – cortometraggio: un film di Daniele Campea, tratto dal racconto “Scurtchìn”, di Antonio Secondo.

Un’antica leggenda contadina dell’entroterra abruzzese lo vuole alto, munito di sacchi di juta per far preda di bambini e dalle dita affilate per scorticargli via la pelle.
Il Baullo popolava i racconti e gli incubi di decine di ragazzini come Anna, una bambina di 7 anni, che nei desolati paesini di campagna a ridosso degli Appennini cresceva tra tradizioni e antichi mestieri.

Dalle 23 inizierà invece la musica live con i Furious & The Escorts (Rock ‘n’ roll) e i Terrorist Bengala Party (Surf post atomico), a seguire Dirty Red Dj Set. Durante le esibizioni ci sarà il Vj set di Sublimilab.

Durante la serata verranno dati premi ai migliori personaggi a tema Dylan Dog e Halloween.

Saranno inoltre presenti gli stand di Gotico Abruzzese: miti, leggende e inquietudini d’abruzzo http://www.goticoabruzzese.it/ e DARTWORKS – drawstroy: distro, t-shirts e stampe.

Presentazione progetto Collemaggio immagina il Parco della Luna

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 24 ottobre 2016

parco-della-luna

Il 4 giugno 2015 più di 20 associazioni si sono riunite per immaginare insieme un percorso che porti alla riqualificazione dell’area dell’Ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio.

Insieme hanno elaborato e sottoscritto un manifesto chiamato “Collemaggio cittadella solidale della creatività”. (per altre info http://www.3e32.org/?p=8952)

Un percorso che ha come fine quello di riqualificare un’area strategica della città invertendo il segno lasciato dal manicomio. Facendo diventare l’area da luogo dall’istituzionalizzazione, della contenzione, dello stigma e dell’assenza di diritti, a cittadella incentrata sulla solidarietà, la cooperazione, la libera espressione e creazione, il mutuo soccorso, l’integrazione e la presa di coscienza dei diritti di ognuno per difendersi da ogni forma di stigma, sfruttamento e discriminazione.

Insieme hanno individuato un’area omogenea, parte dei 19 ettari dell’area su cui intervenire subito e fattivamente con i fondi a disposizione.

Venerdì 28 Ottobre alle ore 18, esattamente a 7 anni dalla nascita dell’esperienza di autogestione di CaseMatte dentro l’ex o.p., il 3e32 presenterà alle altre associazioni e alla città una prima bozza progettuale, elaborata come diretta conseguenza delle linee guida presenti nel manifesto, su cui discutere e continuare a sviluppare insieme il progetto.

Che ci sia una volta in questa città, magari proprio dove un tempo c’erano i “matti”, che l’immaginazione di molti diventi realtà.

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