Proiezione @CaseMatte a cura di Amnesty International di “Lo stato della follia” doc. sugli OPG  

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Pubblicato il: 21 luglio 2015

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Domenica 26 luglio a CaseMatte, in occasione della quarta edizione del festival musicale “La Raje Hardcore Fest”, Amnesty International Teramo e L’Aquila presenteranno la proiezione “Lo stato della follia”, un documentario realizzato da Francesco Cordio sugli ospedali psichiatrici giudiziari.

La proiezione avrà inizio alle ore 15.30 e ospiterà il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury per la presentazione della campagna “Stop alla tortura“.

Dalle 17:30 si proseguirà poi con il festival, che vedrà il susseguirsi sul palco di ben 11 gruppi, fra cui i Ratos de Porão storico gruppo hardcore punk crossover originario di San Paolo del Brasile.

La scaletta della Raje HC Fest vol. 4:

RATOS DE PORAO oficial – HC/Punk/Crossover/Thrash History from Sao Paulo do BraSil! since 1981!
Obscene Revenge – Marche Street Punk HC
Insane Therapy – Pescara Death MetalCore
Respect for Zero – Marche HC/Punk
Neid – Viterbo GrindCore Legends
Kyffpack – Berlin HC/Crust/Punk
SpermBloodShit – Pescara/Atessa GrindCore
SudDisorder – Masseria Foresta Punk/HC/GrindCore
vibratacore – Abruzzo Post HC/HC/Grind Legends
MuD – Abruzzo Ignorant HC Legends
Buffalo Grillz – Roma SteakHouse GrindCore

Per maggiori info sulla Raje consultare l’evento Facebook.

Inaugurazione skatepark 18 e 19 luglio!

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Pubblicato il: 15 luglio 2015

inaugurazione-skatepark-aquila

CaseMatte mette a disposizione i suoi spazi con un free camping per tutti gli skater che vorranno partecipare.

Testo di invito all’inaugurazione dello skatepark a Piazza D’Armi della “ciurma degli skater costruttori”.

“Il 18 e il 19 Luglio si inaugura il primo skatepark de L’Aquila.

Perché dovete venire all’inaugurazione?

Facile:

L’Aquila è una città dimenticata dalla maggioranza, dove la devastazione e le gru dominano il panorama. Bisogna passare di qua per guardare negli occhi la tragedia di questa gente straordinaria. Il primo skatepark de L’Aquila nasce letteralmente con le macerie del terremoto del 2009.

Chi ha messo i fondi per questo skatepark? Lo stato italiano? Ahahah! Vi piacerebbe. Non è così: il primo skatepark de L’Aquila l’hanno pagato gli ultras de “L’Aquila Calcio”, raccogliendo i fondi insieme a moltissime altre tifoserie d’Italia. Non solo: metà dei costi sostenuti sono stati coperti da una fondazione locale, intitolata a Maurane Frati, morta “in vacanza” durante il terremoto. Lo skatepark porterà il suo nome.

Diciamo quindi che, considerando anche le peripezie burocratiche che gli ultras locali hanno dovuto passare negli ultimi 4 anni, la politica non ci sarà: il sindaco, per le mancate promesse, è stato bandito dall’inaugurazione… quindi se volete vedere delle forbici tricolore è meglio che state a casa. Non ci sarà nessun taglio del nastro: solo 1000 ultras, 100.000 fumogeni e Cody (Lockwood) che si skaterà ciò che, da vero artigiano, ha realizzato con impegno e dedizione. Bello.

Il disegno: è collettivo. La progettazione si è svolta in gran parte quassù, sotto il gran sasso… dentro casa di chi skaterà le nostre strutture.

La realizzazione: è collettiva. Paolo è in cantiere con noi, gli ultras sono in cantiere con noi… come al solito lo skateboarding manifesta la parte migliore di se stesso. Non esiste angolo del primo skatepark de L’Aquila che non sia stato “sudato” dalla gente che l’ha voluto e che lo skaterà.

Il primo skatepark de L’Aquila non segue alcun canone “standard”, non è pensato per far divertire i bambini col monopattino e non sarà accessibile ai bikers.

INAUGURAZIONE SKATEPARK

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’evento possiamo dirvi solo questo: siamo devastati tutti quanti… scolpire il cemento è un lavoro durissimo (alcuni di voi ne sanno qualcosa..). Sabato sera e domenica faremo della gran festa con tutti quelli che vorranno essere “dei nostri”. Faremo in modo di organizzarci con delle griglie e con un po’ di birrette, ma non avremo il tempo di preparare niente di serio… quindi: free skateboarding e un paio di beer for tricks per vedere fino a che punto potete essere ubriachi.

Ah! Free camping a CaseMatte, lo spazio occupato che ci ha ospitato sin dall’inizio: un paradiso nato sulle macerie del vecchio ospedale psichiatrico… free camping a Collemaggio!

Non fate gli stronzi e venite a skatere a L’Aquila: in fondo a sinistra, sotto il Gran Sasso.”

La ciurma dei costruttori del primo skatepark de L’Aquila”

L’Aquila con il popolo greco | 2 luglio ore 19 Fontana Luminosa | 5 luglio ore 21 CaseMatte

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Pubblicato il: 30 giugno 2015

referendum-grecia

Video della manifestazione

Alcune foto

grecia-solidarietaSi stanno svolgendo in questi giorni, in Italia e in Europa, manifestazioni di solidarietà al popolo greco, che vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente.

Giovedì 2 luglio, alle 19, alla Fontana Luminosa si terrà anche all’Aquila un sit-in per testimoniare la nostra vicinanza alla Grecia, e per affermare che un’Europa dei popoli, dei diritti, dell’accoglienza è necessaria.

Tutte le cittadine, i cittadini e le associazioni sono invitati a partecipare. Portiamo solo bandiere greche ed esprimiamo, al di là di ogni appartenenza, la nostra vicinanza a un popolo affamato dagli interessi finanziari di pochi, a scapito dei diritti di tutti

Il popolo greco ha eletto solo qualche mese fa un governo col preciso mandato di mettere fine alle politiche dell’austerità, che hanno portato la Grecia sull’orlo di una catastrofe umanitaria.

Oggi gli stessi organismi finanziari, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che nessuno ha mai eletto, pretendono di continuare a imporre quelle stesse politiche a un governo democraticamente eletto, chiedendogli di abbattere definitivamente lo stato sociale, con ulteriori riduzioni delle pensioni, dei salari, dei diritti dei lavoratori.

Di fronte a questo ricatto della finanza, la scelta del governo greco del referendum del 5 luglio con cui si chiederà ai greci se accettare o no le condizioni poste da Bruxelles, è quanto di più democratico sia successo finora in Europa, ormai governata dai soli interessi finanziari e da politici accondiscendenti.

E ci indigna l’ipocrisia con cui il Governo Renzi, al pari di quello francese, si sia allineato al volere dei poteri finanziari europei, senza un mandato parlamentare e con buona pace dei proclami elettorali “anti-austerity”.

Tsipras ha riportato l’Europa a quella dimensione politica senza la quale l’Unione non può avere nessun futuro.

Non vogliamo l’Europa fortezza, l’Europa dei mercati e della finanza, ma l’Europa dei popoli, dei diritti, dell’accoglienza.

Vogliamo un’altra Europa e un’altra Italia.

Stiamo con il popolo Greco, con Siryza, con Tsipras.

3e32 / Casematte, Appello per L’Aquila, Arcigay L’Aquila

“Pro patria mori” di Animammersa @casematte

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Pubblicato il: 30 giugno 2015

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Martedì 7 luglio si terrà presso CaseMatte dalle ore 20 lo spettacolo “Pro patria mori” esercitazione finale del corso di letture “La voce a te dovuta” di Animammersa Spettacolo a cura di Patrizia Bernardi e Rita Biamonti.

Al termine dell’evento, che avrà una durata di circa 50 minuti, ci sarà un aperitivo cena di autofinanziamento.

I lettori saranno Silvia ColacicchiEmanuela Di PietroGiuliano MaragniMassimo ProsperococcoMichela Santoro, Carla Tatone accompagnati da voce e chitarra di Francois Ndayambaje.

“Cento anni fa l’Italia entrava in guerra, era il maggio 1915. Di lì a poco il papa, Benedetto XV, la definì un’inutile strage. Migliaia di giovani morirono, ed alcuni dei sopravvissuti riuscirono attraverso la scrittura a tramandare il ricordo di quell’esperienza devastante. Abbiamo così deciso di dedicare il saggio finale del secondo corso di Lettura ad Alta Voce allo studio di alcune di queste pagine memorabili. Ne è nata una drammaturgia che ripercorre l’esperienza di vita che dai banchi di scuola ha catapultato molti studenti nell’orrore di quel massacro che è la guerra.

Dedichiamo questo lavoro a chi non è mai tornato.

E a chi non tornerà, perchè di guerra ancora oggi si muore anche se fingiamo, pensandola lontana, che non sia un’inutile strage.”

Presentazione del libro “Muro di Casse” di Vanni Santoni a CaseMatte

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Pubblicato il: 29 giugno 2015

Video della presentazione

muro di casse foto

Muro di casseSabato 4 luglio si terrà dalle ore 18 presso CaseMatte L’Aquila la presentazione del libro “Muro di Casse” di Vanni Santoni alla presenza dell’autore.

A seguire aperitivo cena accompagnato dalla musica elettronica di Kompz e BKT.

Muro di casse è un romanzo che include parti di saggio e reportage per raccontare, con tre storie concatenate tra loro, quello che è stato il mondo della free tekno e della cultura rave dai primi anni ’90 a oggi, a livello controculturale, musicale, sociale, politico e anche spirituale, ma soprattutto come parte rilevante della vita di tanti giovani e meno giovani per un quarto di secolo, tra momenti d’oro e disfatte, conquiste e repressioni, sogni utopici e fini annunciate.

“…ballare è bello, è rito, è il più elementare abbandono dell’io, i bambini lo sanno, basta che mi metti davanti a una cassa e ballano,
i bambini senza che nessuno glielo insegni girano girano su se stessi fino a stordirsi. Quanto ho girato! Facevo le feste già a tre anni, a casa della nonna: non mi si biasimi allora se remo sotto cassa”

Venerdì 26 giugno si terrà una nuova udienza dell’assurdo processo contro CaseMatte…

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Pubblicato il: 24 giugno 2015
CaseMatte ieri sera
CaseMatte ieri sera

Venerdì 26 giugno si terrà una nuova udienza dell’assurdo processo contro CaseMatte. Forse l’ultima.

Le istituzioni infatti, nonostante mille proclami e promesse, e nonostante le nostre richieste ripetute, in questi 5 anni non hanno saputo (o voluto?) trovare una soluzione condivisa per il futuro di questo spazio fondamentale per l’aggregazione, la cultura, la creatività e la resilienza di questo territorio.

La storia di CaseMatte si lega simbolicamente a quella dell’intera area di Collemaggio, che in questi anni abbiamo difeso in ogni modo dalla speculazione e dal degrado in cui la ASL continua ad abbandonarla.

Per questo abbiamo promosso un percorso collettivo su Collemaggio, coinvolgendo le stesse istituzioni, le associazioni ed i cittadini, per chiedere che questo spazio così importante per il futuro della nostra città venga fatto rinascere attraverso progetti condivisi, e per permettere da subito alle tante associazioni che ne hanno bisogno (alcune delle quali ne hanno già fatto formalmente richiesta), di utilizzare gli spazi agibili ed abbandonati all’interno del Parco.

Durante l’ultimo incontro, giovedì 4 giugno presso l’auditorium, il Sindaco dell’Aquila Cialente e l’Assessore Regionale alla Sanità Paolucci si erano impegnati a dare una risposta alle associazioni entro 10 giorni. Siamo ancora in attesa di una risposta in merito.

Al momento la cosa certa è che, per essersi battuti per la tutela e la valorizzazione di Collemaggio, 12 attiviste e attivisti rischiano una condanna penale ed un risarcimento alla ASL, che ha proceduto con le denunce e costituendosi parte civile nel processo conseguente, chiedendo 50.000 euro di provvisionale per “danno di immagine ed al patrimonio”. Tutto ciò, nonostante lo stesso Sindaco Cialente abbia inoltrato al direttore Silveri due lettere, in cui comunicava la volontà da parte del Comune di “affittare” l’area in cui si trova CaseMatte.

Noi potremmo limitarci a ripetere per l’ennesima volta che non abbiamo apportato alcun danno e che la ASL ha evidentemente lasciato all’abbandono l’intera area dell’Ex OP, ma non ne abbiamo voglia né tempo.

Stiamo, invece, delineando – comunemente con altre associazioni – una sorta di asse centrale di Collemaggio su cui far partire subito i lavori secondo progetti che prevedono laboratori artistici, artigianali ed una foresteria (il vecchio progetto dell’Albergo in Via dei Matti n.0).

Insomma, noi entreremo di nuovo in un’aula di tribunale confortati più che mai dal fatto che fuori quell’aula la città stia accerchiando la miope (per non dire folle) “gestione” di Collemaggio che l’attuale direzione della Asl ha voluto riservare a questo importante e strategico pezzo di città e bene comune.

Non abbiamo mai negato di essere noi quelli che nel settembre 2009 entrarono a Collemaggio per necessità e per realizzare il sogno di una ricostruzione giusta che, a partire da questo quartiere e dalla nostra esperienza di autogestione, ci consenta di restare a vivere e lavorare su questo territorio.

Una cosa è sicura: fino a quando ci sarà il 3e32, l’Ex OP non verrà mai ceduto alla speculazione ediliziaLa nostra battaglia per ColleMaggio continua ad andare avanti, insieme alle altre associazioni ed ai cittadini, per farlo tornare a vivere nonostante l’incuria e l’ipocrisia da parte delle istituzioni.

Per questo invitiamo chi potrà, a venire venerdì mattina alle ore 11 insieme a noi in tribunale per far sentire la propria solidarietà.

3e32 e CaseMatte fanno parte della città e della sua storia. Difendiamoli!

 

Donne TerreMutate 27 – 28 giugno a CaseMatte

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 23 giugno 2015

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DonneTerremutate-Collage

Le Donne terremutate dopo l’incontro a CaseMatte “VERSO CASA La Casa delle Donne: come progettarla, come organizzarla, come viverla” fanno visita alla nuova casa delle donne

VERSO CASA – Terzo incontro nazionale a L’Aquila

La Casa delle Donne: come progettarla, come organizzarla, come viverla

L’Associazione Donne TerreMutate, organizza presso CaseMatte a Collemaggio un incontro di due giorni per concretizzare il “sogno di una Casa”, lanciato ormai quattro anni fa, nelle giornate del 5-8 maggio 2011, che videro confluire a L’Aquila oltre settecento donne da tutta Italia.
Nelle due giornate si aprirà un Laboratorio sul percorso che porterà alla Casa:  fra le donne aquilane, abruzzesi, del resto d’Italia.
È infatti in corso di progettazione, con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Comune, la Provincia, la ristrutturazione di un immobile prestigioso, l’ex Orfanotrofio di Collemaggio, che ospiterà la futura Casa delle Donne. Luogo di accoglienza e di servizio, luogo politico e culturale di elaborazione di vissuti, iniziative, esperienze comunitarie. Nel frattempo, venerdì 29 maggio, la Giunta comunale ha deliberato l’assegnazione a TerreMutate di una sede provvisoria.

Per maggiori info www.laquiladonne.com

terremutate

Gestione Gabrielli: sintomo di una democrazia in crisi

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 22 giugno 2015

replica-gabrielli

Riscontriamo con piacere che Gabrielli ha deciso di rispondere alla nostra lettera di qualche giorno fa, in merito alla sua nomina a Coordinatore delle attività del Giubileo. Nonostante questo, non ha saputo o non ha voluto leggere con attenzione quanto abbiamo scritto.

Non pretendiamo di sostituirci al giudizio dei tribunali. Le infiltrazioni mafiose, e gli altri scandali (più o meno rubricabili in termini legali: si tratta anche sempre di questioni etiche) che si sono verificati durante il periodo in cui lui fu prefetto della nostra città e vice-commissario nella gestione del post-sisma, non sono da noi presentati come effetti diretti della sua azione.

Quello che contestiamo, e che non ci stancheremo di ribadire, è la pericolosità intrinseca del modello di gestione delle emergenze che in quell’occasione è stato dispiegato – e al quale Gabrielli, evidentemente, ha prestato (come egli stesso rivendica) tutte le sue energie e di cui, in conformità ai ruoli che ricopriva, ha avallato di fatto tutte le nefaste conseguenze. Insomma, la responsabilità di quello che è successo (e continua a succedere nella nostra città) è una responsabilità anzitutto politica, e solo secondariamente giudiziaria.

Questo modello gestionale si basa in effetti su un meccanismo tanto semplice quanto problematico: l’idea che di fronte alle situazioni emergenziali sia lecito, e anzi doveroso, reagire con una sospensione, parziale ma sostanziale, dello stato di diritto. È questo il momento in cui vengono nominati e convocati i “commissari” e i loro aiutanti, coordinatori speciali e servizi d’ordine, il cui profilo puramente tecnico non è che il segno di un equivoco (chiaramente prodotto ad arte) che caratterizza la politica in Italia e che si fonda sulla crescente delega delle decisioni di carattere propriamente politico (vale a dire, che riguardano la collettività) a una classe di tecnocrati. Certo, si dirà, la loro legittimità dipende dalle istituzioni democratiche di cui sono espressione. Il punto, nondimeno, è che una democrazia non può, pena la più flagrante delle contraddizioni, contenere i termini della sua messa tra parentesi.

È un problema pratico, prima ancora che teorico: la tendenza diffusa a revocare i più elementari diritti civili e politici (come è accaduto qui da noi, subito dopo il terremoto: fatto sul quale Gabrielli si è guardato bene dal replicare) è all’origine di una metamorfosi autoritaria della democrazia, sia pure nella forma “dolce” e poco appariscente dei “commissariamenti”, che non può non destare il sospetto di chi abbia almeno un po’ di memoria storica.

Una volta, lo stato d’eccezione (la sospensione dell’ordinamento giuridico normale) investiva intere nazioni, come accadeva con i totalitarismi. Oggi, nel nostro Paese, si applica questa misura localmente, ma con una frequenza e un’intensità non meno preoccupanti che in passato. Quando infatti il potere mette in discussione, senza volerlo dare a vedere, gli stessi principi che dovrebbero garantire il suo esercizio legale, è allora che l’ingiustizia trova le condizioni più favorevoli alla sua diffusione incontrollata.

È questa formula ormai paradigmatica che Gabrielli incarna simbolicamente e che con la nostra lettera volevamo denunciare. Lui che da prefetto dell’Aquila ha sposato l’operato del Dipartimento di Protezione Civile di Bertolaso, divenendone poi l’immediato successore. Per chi è convinto infatti che la democrazia non sia un valore acquisito ma un processo che va ribadito e riconquistato giorno per giorno (altrimenti, come qualsiasi altro “bene”, tende a degenerare), la sua nomina per il Giubileo non deve allora passare inosservata.

L’indifferenza, e anzi il consenso bipartisan che essa ha saputo suscitare, sono soltanto la riprova ulteriore della scarsa affezione che le nostre istituzioni nutrono nei confronti della democrazia reale (e non semplicemente della sua messa in scena mediatica).

Anche di fronte a una catastrofe naturale, come il terremoto dell’Aquila, o a uno dei tanti (troppi) cosiddetti “grandi eventi”, non è tollerabile che si decida sopra le teste di chi sconterà poi effettivamente quelle decisioni. Una comunità, nazionale o locale che sia, deve poter avere voce in capitolo, soprattutto in circostanze del genere, quando ne va non soltanto di provvedimenti circoscritti ma di interventi che mutano in profondità il suo stesso volto.

Lettera dall’Aquila – Franco Gabrielli: garante di cosa?

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Pubblicato il: 17 giugno 2015

In questi giorni si discute della nomina, da parte del Governo, del prefetto di Roma Franco Gabrielli, come coordinatore delle attività del prossimo Giubileo, in risposta agli scandali di “mafia capitale”. L’ex capo della Protezione Civile ha già chiarito di non voler parlare di “modello Expo”, anche se per sua stessa ammissione, “quando ci riferisce al modello Expo, che poi è il modello Gabrielli perché l’ho scritto, è dare al prefetto il coordinamento delle attività dei singoli Enti”.

Tralasciando ogni superfluo commento su quanto abbia funzionato bene in termini di legalità il “modello Gabrielli” per l’Expo, vogliamo invece ricordare a tutti ciò che è successo a L’Aquila nel dopo terremoto, quando Gabrielli era Prefetto e vice Commisario di Bertolaso, con il compito di vigilare contro infiltrazioni criminali nella ricostruzione.

Si possono citare gli affari fatti dalle cricche di Anemone e Balducci che ridevano la notte del sisma, oppure con la scellerata gestione degli appalti (in deroga) per il progetto Case, per cui sono stati già condannati esponenti del Dipartimento della Protezione Civile per l’installazione di isolatori sismici difettosi (mentre i balconi delle palazzine crollano); si può continuare con l’inchiesta della magistratura sui 33 milioni spesi per i bagni chimici della Sebach, oppure con l’infiltrazione della ‘ndrangheta e della camorra nella ricostruzione, o sulla più recente vergognosa verità venuta a galla sui fondi per l’assistenza agli sfollati finiti nelle tasche di Carminati attraverso false fatturazioni di un hotel della città, che riceveva migliaia di euro dalla Protezione Civile per l’ospitalità ai terremotati ignari.

Verrebbe da chiedersi: mentre accadeva tutto questo, dov’era il prefetto Franco Gabrielli? Ve lo diciamo noi. Si occupava della repressione dei movimenti e dei comitati cittadini, mettendo in discussione diritti fondamentali: ad esempio, vietando le assemblee e il volantinaggio nelle tendopoli o, sfociando nel ridicolo, con il grottesco “sequestro” delle carriole, per il quale attivisti e attiviste hanno dovuto subire un processo penale, affrontando le spese legali, prima dell’assoluzione in formula piena.

Guardando un po’ più in avanti con il tempo, potremmo ricordare che Gabrielli è succeduto a Bertolaso come capo della Protezione Civile e, dopo una prova molto opaca in questo ruolo, è stato nominato nel 2011 Commissario straordinario per l’emergenza immigrati in Italia. Evidentemente qualcosa deve essergli sfuggito anche qui, alla luce di quanto viene fuori dalle indagini di “mafia capitale”, sul business sui centri di accoglienza per i migranti.

Di fronte a tutto ciò, la decisione del Governo di nominare Gabrielli come “garante” per il Giubileo, e il silenzio assordante da parte della politica e della società civile di fronte a questa scelta, ci lascia davvero interdetti. Dobbiamo dunque rassegnarci ad accettare il modello L’Aquila, quello delle grandi opere e dei grandi eventi, con un consenso bipartisan che mette tutti d’accordo, per il quale si antepone sempre il profitto e gli affari di pochi all’interesse delle comunità, reprimendo o oscurando chi prova a protestare?

Lo abbiamo visto bene a L’Aquila, dove i processi contro i movimenti – 57 denunce in 6 procedimenti differenti – continuano ad andare avanti, mentre le cricche e gli sciacalli hanno fatto affari indisturbati.

Noi non ci caschiamo. Continueremo a combattere il “modello Gabrielli”, nonostante le bugie, la repressione e la propaganda. Come facciamo fin dal giorno successivo al terremoto.

 

A Skate Day 4 a Skate Park | Merc. 17 giugno CaseMatte

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 10 giugno 2015

Alcuni scatti della serata
skater-casematte

Spezzone video della serata

Un giornata di benefit per lo skate park in costruzione a Piazza D’Armi che verrà inaugurato il prossimo 18 luglio con una grande festa.

Un progetto, quello dello skatepark intitolato alla bambina deceduta nel sisma “Maurene Fraty”, molto importante per la nostra città, anche per il modo in cui è stato realizzato.

Ovvero grazie all’impegno dei Red Blue Eagles che prima hanno raccolto la solidarietà delle Curve italiane e della Onlus ‘San Gregorio Rinasce’ e poi non hanno lasciato scampo alla proverbiale inerzia dell’Amministrazione comunale avvalendosi della collaborazione dal basso anche di altre soggettività e realtà indipendenti.

Tra queste anche quella di CaseMatte, in cui lo skate è da sempre di casa, e che ha ospitato nella sua aiuola magica gli ingegneri che hanno permesso la realizzazione di uno skatepark di caratura europea e ha messo a disposizione i suoi spazi per farli diventare un’officina in cui sono state realizzate alcune strutture poi installate nel park.

Mercoledì 17 sarà l’occasione allora per skatare, bere, mangiare e ballare insieme, ma sopratutto raccogliere ancora qualcosa in più per far sostenere ai RBE una grande giornata di inaugurazione il prossimo 18 luglio.

Una giornata in cui far festa e allo stesso tempo tenere alta la memoria di chi dopo quella maledetta notte del 2009, non c’è più.

Forza L’Aquila! La solidarietà è un’arma… utilizziamola.

laboratorio-skatepark-casematte

Locandina evento

a skate day for the skatepark

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