Seconda serata benefit di solidarietà popolare

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 5 dicembre 2017

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Martedì 5 dicembre ci sarà il secondo appuntamento con l’apericena solidale nello spazio sociale di CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, con raccolta fondi destinata a coloro che vivono situazioni di forte marginalità sociale ed economica.

Ore 19: Proiezione de Wallah Je Te Jure, film che racconta le storie di uomini e donne in viaggio lungo le rotte migratorie dall’Africa occidentale all’Italia. (Durata, 60 min)

Ore 20.30 Aperitivo cenato multietnico

A seguire dj set

I fondi raccolti durante la prima serata benefit (350,00€) li abbiamo così utilizzati:
– 150€ abbonamenti autobus;
– 130€ visite mediche;
– 20€ partita di calcetto solidale multietnica;
– 50€ prodotti di igiene e prima necessità.

Come potete vedere ci siete state/i di grande aiuto ma abbiamo ancora bisogno della solidarietà di tutte e tutti per continuare a garantire i diritti elementari di ragazzi che stiamo seguendo e aiutando in processi di integrazione e autodeterminazione.

Continuiamo a ribadire che è fondamentale costruire reti di solidarietà popolari, dunque orizzontali, che colmino quelle lacune istituzionali alimentanti disparità e diseguaglianze sociali tra cittadine e cittadini e che creino dei corridoi alternativi e meglio sostenibili.

Tutore minori stranieri, il 20 novembre incontro e proiezioni a L’Aquila

Categorie: Comunicati, Eventi, NEWS
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Pubblicato il: 14 novembre 2017
(AP Photo/Andrew Medichini)

Si chiama “Tutti possiamo dare una mano” l’iniziativa organizzata da numerose associazioni all’Aquila per il prossimo 20 novembre, dalle ore 17:30. Ad ospitarla sarà il Gran Sasso Science Institute di viale Crispi, nel centro storico del capoluogo abruzzese.

L’obiettivo dell’incontro pubblico è presentare e diffondere la nuova figura del Tutore volontario di un minore straniero non accompagnato, prevista da una legge dello scorso aprile. Il cosiddetto “genitore sociale” può infatti assumere un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini e ragazzi soli arrivati e cresciuti in Italia. Sono i cittadini di domani, e l’aiuto del tutore può essere importante anche per un’integrazione reale.

A parlarne saranno il professore dell’Università dell’Aquila Luigi Gaffuri, l’avvocata Stefania de Nicolais, la psicologa Arianna Sirolli e Massimiliano Ettorre dell’Ordine degli assistenti sociali. Ma saranno protagoniste anche testimonianze di chi è già tutore.

Il 20 novembre sarà l’occasione per presentare anche film, video e corti di produzione locale e diffusione nazionale. Sarà proiettato infatti il lavoro prodotto dal Centro Studi Mediterraneo e realizzato dal videomaker aquilano Francesco Paolucci, mentre dopo un buffet conviviale ci sarà spazio per il cortometraggio “Il Guastafeste”, di Giuseppe Tandoi, recentemente premiato a Venezia. Concluderà l’iniziativa la proiezione de “L’ordine delle cose”, di Andrea Segre, apprezzato da pubblico e critica anche nel corso dell’ultimo Festival di Venezia. Prima della proiezione sarà presente via Skype il regista.

Nel corso della giornata informativa sarà distribuito per la prima volta un vademecum esplicativo con il quale si comprenderà meglio l’importanza sociale e il funzionamento del tutore del minore straniero non accompagnato. L’obiettivo delle associazioni coinvolte nell’evento è promuovere la figura anche sul territorio aquilano.

Tribunale per i minorenni d’Abruzzo, 180 Amici, 3e32 / CaseMatte, Abitare insieme, Abruzzo centro internazionale Crocevia, Amnesty International L’Aquila, Auser Abruzzo, Banca Etica, Bibliobus, Biblipaganica Caritas Avezzano, Centro Antiviolenza per le donne – Biblioteca delle donne, Cgil L’Aquila, Circolo Querencia, Cngei L’Aquila, Comitato territoriale Arci L’Aquila, Comunità XXIV Luglio, Comunità minori “Crescere insieme L’Aquila”, Coordinamento Ricostruire Insieme, Genitori si diventa L’Aquila, Migrantes Avezzano, Nati nelle note, Uisp L’Aquila.

Con il patrocinio di Comune dell’Aquila e Ordine assistenti sociali Abruzzo

CaseMatte festeggia otto anni di autogestione, autonomia e solidarietà!

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 28 ottobre 2017


Otto anni
. Tanto è passato da quando l’ex bar di quello che per decenni è stato l’ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila è stato riaperto, riqualificato, liberato. Da allora è CaseMatte.

Come ogni anno, anche questo 31 ottobre, nella notte di Halloween, festeggeremo tutte e tutti insieme il compleanno. Insieme alle tante persone che in questi anni l’hanno vissuta, e che quotidianamente continuano ad attraversarla.

Martedì 31 ottobre si parte alle 19, con l’aperitivo sociale e la proiezione di Le streghe di Salem, di Rob Zombie. Dalle 22 via ai concerti, prima con gli aquilani Lithium Quartet (sperimental funky) e poi con i laziali Banzai Hawaii (Space Surf Rock). A seguire Borracha dj set.

Otto anni di autogestione, di sperimentazione di pratiche politiche, culturali e solidali dal basso. Otto anni di incontri, eventi, iniziative e progetti. In un parco bellissimo e da troppo tempo colpevolmente abbandonato. Un parco oggi buio, sul quale torniamo a chiedere, come facciamo da tempo, di fare luce, in tutti i sensi. A partire dall’illuminazione. Un servizio essenziale per uno spazio pubblico, che dovrebbe essere di tutti.

Dovrebbe infatti tornare all’uso pubblico della collettività anche il resto del parco di Collemaggio, tassello importante per una città migliore. Ultimamente sono diverse le associazioni “nuove vicine di casa”: a loro rivolgiamo il nostro appello per un fronte comune, affinché l’area di Collemaggio rimanga destinata a finalità socio-sanitarie-culturali. Così come facciamo da più di due anni il manifesto di Collemaggio cittadella solidale della creatività, diventata poi l’idea progettuale del Parco della Luna.

CaseMatte è cambiata nel tempo: lo spirito del periodo emergenziale, peculiare nei primi anni dopo il terremoto, ha lasciato fisiologicamente spazio all’aggregazione dei più giovani della città, di tante fragilità sociali, di chi a L’Aquila è un fantasma da ignorare o un figlio da diseredare. Per questo, oltre le numerose iniziative politiche e culturali, CaseMatte è oggi uno spazio sociale aperto a tutti e tutte, attraversato ogni giorno, e dove ci si autorganizza con una sala prove popolare, dove c’è una rampa da skate, la connessione internet gratuita e una piccola biblioteca. Uno spazio che non è nostro, ma di tutte e tutti.

Per questo vi aspettiamo martedì 31 ottobre per festeggiare insieme un altro compleanno di autogestione e libertà!

Incontro pubblico a L’Aquila sulla Catalunya

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 9 ottobre 2017

Lavorare quotidianamente sul territorio aquilano, ma guardando anche fuori, all’Italia e al mondo. E’ con questo spirito che mercoledì 11 ottobre (ore 18), a CaseMatte, abbiamo organizzato un incontro pubblico sulla Catalunya.

Indipendenza, nazionalismi, repressione, confini nazionali e “stato plurinazionale”: che succede in Catalunya? Ne parleremo nel corso di un incontro pubblico al quale parteciperà Domenéc Ruiz Balet, giovane catalano che lo scorso 1 ottobre si trovava nella sua terra, durante la difficile giornata del referendum.

Per contribuire all’apertura della nostra comunità, riteniamo che sia importante fare informazione anche su temi internazionali.

A seguire ci sarà un aperitivo sociale e una breve esibizione musicale acustica di Federica Di Stefano.

Serata benefit di solidarietà popolare

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 24 settembre 2017

Martedì 26 settembre dalle ore 19:30 nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, si terrà un aperitivo cena con piatti etnici per raccolta fondi destinati a coloro che vivono una situazione di forte marginalità sociale ed economica.

Le sottoscrizioni verranno utilizzate per pagare spese mediche, acquistare abbigliamento invernale, prodotti di igiene e altri beni di prima necessità individuati finora.

A seguire Dj Set.

In un momento in cui le istituzioni non garantiscono i diritti più elementari è sempre più importante sviluppare reti di solidarietà popolare.

 

L’Aquila è una città che è cambiata molto in questi anni e forse questo continuo cambiamento, collegato chiaramente al terremoto del 2009 e alla nascita della periferia, ha avuto un’accelerazione maggiore nell’ultimo anno.

In tutto ciò ci sembra che la Politica – di qualsivoglia schieramento – sia rimasta molto indietro rispetto al mutamento della dimensione sociale.

Chi per sua natura invece come noi opera per strada, nel sociale, sta constando il triste svilupparsi di sacche di estrema povertà finora sconosciute all’Aquila in questa quantità dovute all’assenza di lavoro retribuito.

Ci siamo ritrovati a parlare con persone che, senza più un tetto, vivono nei parchi pubblici o in case inagibili, o altre che non arrivano a fine mese e non hanno soldi per pagare l’affitto, medicine o visite mediche o fanno fatica a trovare indumenti per affrontare l’inverno aquilano.

Di fronte a tutto questo non possiamo certo girarci dall’altra parte o addirittura cadere nella trappola della guerra al più povero che purtroppo va tanto di moda, così ben orchestrata da alcuni politici che di sicuro hanno che vivere.

Per questo, da mesi ormai, il Comitato 3e32/CaeMatte ha iniziato ad interfacciarsi con altre associazioni locali che operano quotidianamente come noi nel sociale, nel modo delle marginalità, dei rifugiati e dell’accoglienza (e dei rifugiati che perdono per vari moti i l’accoglienza).

Questo con l’intenzione di creare una rete capace, anche tramite l’auto organizzazione, di rispondere a bisogni primari che le istituzioni non sembrano più riuscire minimamente a garantire. Proprio in quest’ottica abbiamo iniziato un percorso comune per creare in breve tempo una foresteria notturna ed un servizio di bagni diurno.

L’aperitivo solidale che si svolgerà martedì 26 settembre dalle 19:30 a CaseMatte è un’ idea del Comitato 3e32 per creare una situazione solidale concreta in cui chi ha la possibilità e le risorse può passare piacevolmente del tempo davanti ad un aperitivo lasciando in cambio delle sottoscrizioni che verranno integralmente ed immediatamente utilizzate per i bisogni da noi intercettati.

La nostra però non è “beneficenza” ma solidarietà popolare, di classe. Una solidarietà che non fa distinzione tra italiani, migranti e rifugiati e che si muove per tamponare le emergenze più gravi nell’immediato e continuare un percorso per una maggiore ridistribuzione delle ricchezze e un’esistenza più degna per tutti.

Siamo il 99% della popolazione mondiale a chiederlo, e più uniamo le nostre voci in unica voce, più avremo la forza per creare insieme una società più giusta di questa, in cui l’1% della popolazione possiede una ricchezza pari a quella del restante 99%.

La mozione per sgomberare l’Asilo occupato? Atto stupido e violento

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 23 settembre 2017

Ci fa piacere apprendere dagli organi di stampa che finalmente il giovane consigliere Jr Silveri stia per presentare una mozione per sgomberare l’asilo di Viale Duca degli Abruzzi.

La sua foga nel volere quest’atto e la sua voglia di farsi notare come politico locale, non gli ha fatto considerare, ad esempio, che purtroppo l’Asilo Occupato è stato già vergognosamente sgomberato dal terremoto dello scorso 18 gennaio.

Da quel giorno un edificio agibile, dimenticato da tutti per due anni dopo il sisma – su cui è stata riaccesa l’attenzione proprio grazie all’occupazione – non è stato più utilizzato per iniziative pubbliche perché tornato ad essere dichiarato inagibile. Qualche evento, in particolare quest’estate, si è svolto nel giardino antistante.

Niente a che vedere con le centinaia di eventi culturali e politici che hanno animato l’Asilo Occupato dalla nascita dando una risposta sociale alla richiesta d’aggregazione presente in questa città così difficile ed ancora incompleta.

Come incompleto ad oggi risulta essere l’utilizzo dei fondi Meloni (quindi provenienti da un ex ministro segretario dello stesso partito del sindaco e della stessa maggioranza di Silveri) che da anni sarebbero dovuti essere utilizzati proprio per riqualificare l’asilo evitando così la chiusura per un nuovo terremoto. Ma al giovane consigliere  di Forza Italia a cui piace indossare il cappello da sceriffo, del futuro dello stabile e delle attività sociali che si potrebbero tornare a fare al suo interno, evidentemente poco importa.

Gli importa solo di un passato su cui ha basato la sua piccola carriera politica, dimenticando forse però che anche lui stesso ha partecipato attivamente alle attività dell’asilo entrandoci e prendendo parte con una sua opera ad una mostra organizzata dal collettivo.

Silveri vuole sgomberare un pericoloso vuoto sociale che si è riformato in città dopo esser stato colmato per anni dal lavoro di giovani e cittadini attivi che hanno dato una risposta tramite l’auto-organizzazione ai bisogni di questa città e alle lacune delle istituzioni. Cosa sta facendo lui invece per L’Aquila?

La sua mozione che individua come responsabile una buona parte dell’associazionismo aquilano è un atto di persecuzione politica inaccettabile, violento quanto stupido.

Per adesso gli aquilani si rendano meglio conto di chi siede nel consiglio comunale e si facciano una propria idea tra chi spreca il suo tempo ed il suo potere politico per fare mozioni inutili e repressive e chi si è impegnato da anni per il presente ed il futuro di questa città ed ha intenzione di continuare a farlo anche tramite altre occupazioni se necessario.

Asilo occupato, ArtQuacke, 3e32/CaseMatte, Opus, Polyhedric Center, Collettivo Fuori Genere, Reacto, Appello per L’Aquila-Coalzione sociale, Ass. 180 Amici L’Aquila Onlus, Arcigay M Consoli L’Aquila, Circolo Arci Querencia, Link Studenti Independenti, Ass. Donne TerreMutate, UDS, Rifondazione Comunista L’Aquila, Laboratorio di Giocoleria Asilo Occupato, Uds, Dabadub

L’Aquila Calling: dibattito sulle esperienze di migranti e operatori

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 3 settembre 2017

Si chiama L’Aquila Calling il dibattito a più voci per raccontare le esperienze dei migranti, dei rifugiati, di chi parte da lontano e raggiunge la nostra città, degli operatori e dei volontari che lavorano con loro.

E’ organizzato all’Aquila dal 3e32 / CaseMatte e da Fraterna Tau per il prossimo martedì 5 settembre, alle ore 18, nello spazio sociale CaseMatte, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

I protagonisti dell’incontro saranno i ragazzi e le ragazze che, come migranti o operatori, vivono quotidianamente dinamiche sulle quali troppe volte ci sono forti disinformazione e pregiudizio. Sarà l’occasione per fare il punto anche sulle politiche sociali e dell’accoglienza in un contesto sociale come L’Aquila e il suo territorio.

A seguire ci sarà un aperitivo-cena con piatti etnici dal Senegal, Guinea Conakry, Costa D’Avorio, Gambia, Afghanistan e Pakistan.

Tanti migranti e rifugiati hanno fatto un lungo viaggio e hanno raggiunto anche la nostra città, L’Aquila, dove vivono da giorni, mesi, anni.

Come stanno? Come li stiamo accogliendo? Chi si sta dando da fare per promuovere il loro processo d’integrazione?

In tanti li stiamo conoscendo e stiamo lavorando insieme per accoglierli, in quest’epoca in cui farlo, sta prendendo sempre più anche la forma di un’azione politica contro l’ideologia razzista e fascista di ritorno in questo Paese.

Alla stupidità che promuove la guerra tra poveri, grazie anche al megafono interessato di molti media complici, contrapponiamo solidarietà ed accoglienza. 

Casa, lavoro, reddito per tutti e tutte, migranti e italiani. I veri nemici sono gli speculatori, il neo liberismo e le folli politiche liberticide dei Minniti e dei Salvini, che danno vita a scene come quelle viste a Roma a Piazza Indipendenza e Termini che non vogliamo vedere mai più.

Per una L’Aquila solidale e accogliente. Perché una città fondata su questi valori è l’unica che vale la pena davvero di essere ricostruita.

Al centro dell’Italia, ai margini del Paese. Ribelliamoci insieme

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 24 agosto 2017
Montecitorio, gennaio 2017

Tre giorni dal terremoto di Ischia, un anno dal primo della lunga serie di scosse che devastò i nostri Appennini, più di otto anni dal terremoto aquilano. Esprimiamo la nostra solidarietà con le persone che in queste ore stanno vivendo un primo doloroso anniversario.

Ormai da anni chiediamo, con modi e toni diversi, la messa in sicurezza dei nostri territori. Tanto è stato il tempo durante il quale abbiamo continuato a lottare con la fragilità e la precarietà delle nostre vite, per costruire un presente e un futuro migliore. Per chi vuole rimanere qui, ai margini di province che si vuole consapevolmente spopolare. Al centro di un Paese e di un continente, l’Europa, che ignora le fasce più deboli della popolazione e uccide i suoi abitanti.

Lo fa con l’assenza di strategie pubbliche a medio e lungo termine per la sicurezza degli edifici pubblici e privati, lo fa con l’abbandono delle province e delle aree interne appenniniche, svuotate delle comunità e impotenti nel rispondere alle esigenze di quelli come noi: i senza reddito, i senza casa, i senza presente né futuro.

Nei centri colpiti dai terremoti del 2016 e dello scorso 18 gennaio lo Stato non esiste: è stato rimosso meno del 10% delle macerie, i paesi sono ancora del tutto svuotati delle comunità, costrette a sopravvivere altrove. Di quasi 4mila alloggi (provvisori!) promessi, ad oggi ne sono stati consegnati neanche 400. Lo Stato, sull’Appennino centrale, non esiste.

A L’Aquila, invece, di anni ne sono passati più di otto: la mancanza totale di una visione ha prodotto una non-città costituita interamente da periferie estese e poco abitate, da una comunità sfilacciata e dall’assenza cronica di certezze, reddito e futuro per chi non abbia mantenuto rendite di posizione o abbracciato la ricca causa del profitto selvaggio e della speculazione.

Nel frattempo, ovunque, vicino e lontano, chiudono i presidi ospedalieri di prossimità, franano le montagne, vengono transennate le scuole e avvelenate le acque. Mentre si progettano grandi opere dannose, inutili e costose, alle quali ci opponiamo e ci opporremo sempre.

Perché sono anni che chiediamo con forza che le risorse destinate alle grandi opere vengano impiegate per far ripartire i nostri territori. Si può fare, con un piano pluriennale di impiego delle risorse stesse.

Sarà possibile solo se ci ribelleremo tutti insieme al presente, per costruire insieme un futuro. Rivendichiamo il diritto alla città e al paese, rivendichiamo insieme il diritto a vivere dove abbiamo scelto e dove vogliamo. La ricostruzione è un diritto, perché non esistono territori di serie A e territori di serie B.

Continueremo a farlo a testa alta, sempre!

Rivendichiamo il nostro diritto a vivere le città

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 11 agosto 2017

Ancora una volta siamo costretti ad assistere a misure di ordinaria repressione nelle nostre città a danno di tutte quelle espressioni autonome che stanno di fatto sopperendo alla carenza di servizi sociali e di soddisfacimento di tutti quei bisogni negati dal sistema economico dominante.

L’ossessione per le politiche securitarie, che ormai accomuna da anni governi e amministrazioni di centrosx e centrodx, sta dando i suoi frutti: frontiere presidiate militarmente, ronde nelle città contro chiunque non appartenga alla “sacra” comunità locale, ordinanze contro i settori più fragili ed emarginati della società, sgomberi di spazi sociali autogestiti, mito del decoro urbano o, meglio, del decoro sociale.

Le città nel frattempo si stanno trasformando in enormi agglomerati extraurbani dove da anni si è spostata la maggior parte della popolazione impossibilitata ad abitare in centro a causa di una vita sempre più cara.

I centri storici sono vuoti o ridotti a mero spazio commerciale ad uso e consumo di una vorace industria del turismo che porta soldi in poche tasche e tanta precarietà e sfruttamento per troppi.

Nel cuore della città di Bologna è stato appena sgomberato manu militari lo spazio sociale Làbas, un importante punto di riferimento per quelle fasce di popolazione a cui vengono negati bisogni sociali e beni che dovrebbero essere garantiti: un sano svago e la possibilità di socializzazione a cui l’essere umano naturalmente tende.

Subito dopo la repressione ha colpito un’altra entità autonoma bolognese, il Laboratorio Crash, protagonista di tante lotte come quelle contro il caro-mensa all’università di Bologna e più in generale contro la devastazione e saccheggio del territorio.

Questi atti repressivi rappresentano la volontà di privatizzare lo spazio pubblico cittadino. Non c’è più il diritto a vivere la città ma solo il dovere di obbedire alla catena di comando dei privati che spartiscono i loro interessi con i politicanti di turno.

Anche nel nostro territorio stiamo combattendo da 8 anni per rivendicare il diritto a ricostruire una città che sappia includere e non escludere; che sia a misura umana e non commerciale, una città in cui la sicurezza sia quella degli edifici e delle scuole e non quella del manganello e delle telecamere; una città che abbia un centro storico popolare e popolato alla portata di tutte e tutti.

E’ per questo che ci sentiamo vicini alle esperienze bolognesi vittime della violenza di uno Stato che soffoca ogni espressione non in linea con i dettami del libero mercato.

Siamo complici e solidali con il Làbas e il Crash! Alla legalità del potere dominante contrapponiamo la nostra illegalità diffusa fatta di solidarietà di classe, di lotta contro le devastazioni ambientali, per i diritti e contro ogni forma di oppressione e sfruttamento.

Solidarietà ai commercianti di frutta e verdura dell’Aquila

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 22 luglio 2017

Esprimiamo la nostra solidarietà con i commercianti di viale della Croce Rossa e del centro commerciale Amiternum, che recentemente hanno visto distruggere quintali di frutta e verdura dal personale dell’Asm. E’ chiaro che se le autorità hanno potuto agire indisturbate è a causa di “falle” nelle normative, e soprattutto in seguito a segnalazioni di chi non vuole che persone non italiane lavorino onestamente e vivano serenamente all’Aquila.

I commercianti multati, cui è stato fatto un notevole danno d’immagine, sono stati penalizzati non perché privi di possesso di permessi per occupare il suolo pubblico o perché il materiale buttato è stato trovato in stato deteriore, ma perché su segnalazione di privati sono stati poi trovati cavilli burocratici che hanno generato un’azione così ingiusta.
Auspichiamo che, tra la richiesta di un crocifisso e l’altro, se ne interessi anche la Confcommercio.

Il tessuto sociale dell’Aquila sta cambiando, come quello del resto del Paese. E’ inevitabile, al pari di quanto sia un’opportunità di crescita e apertura collettiva dell’intera comunità. La presenza di lavoratori e lavoratrici di origine non italiana è certamente una ricchezza per il nostro territorio, che rischia di svuotarsi, gravato com’è da uno spopolamento crescente.

Il clima in tutto il Paese va purtroppo scaldandosi, alimentato ad arte da chi sfrutta e strumentalizza le migrazioni per i propri beceri calcoli elettorali. Al contrario noi crediamo che la tanto abusata parola “integrazione” si inizi a costruire solo quando un Paese e le sue comunità pongono basi e condizioni egualitarie per tutti. Lo sosteniamo e continueremo a farlo anche all’Aquila, per difendere i principi basilari di uguaglianza e libertà.

Qui il video del sequestro e della distruzione di frutta e verdura all’Ortofrutta Amiternum (video Alessandro Tettamanti)

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