Il Parco della Luna ha senso solo se resta il progetto creato dal basso che è

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Pubblicato il: 21 giugno 2017

Decidiamo di prendere parola dopo l’annuncio fatto tramite Facebook, da parte del sindaco Massimo Cialente,  dell’accordo di cooperazione  firmato tra ASL e Comune per la realizzazione del Progetto nominato “Parco della Luna”.

Un accordo che, in virtù di un finanziamento, prevede la realizzazione di un primo stralcio di intervento esecutivo dentro Collemaggio riguardante la riqualificazione degli edifici B4 e B6 e, con “le risorse residue e/o aggiuntive” del finanziamento, dei manufatti B8 B10 B11 e B12.

Le parole del Sindaco, dal social, sono finite anche in un articolo del quotidiano Il Centro dello scorso 15 giugno.

Ci preme sottolineare però che la notizia è incompleta in quanto il sindaco Cialente, e di conseguenza anche l’articolo de Il Centro, omettono di parlare del tutto del percorso partecipativo portato avanti dal Manifesto per “Collemaggio Cittadella solidale della creatività”, firmato nel 2015 da più di venti associazioni. Dal Manifesto  è venuta fuori – in particolare con i tavoli di lavoro tra l’ottobre e il dicembre del 2016 –  la prima bozza progettuale de il “Parco della luna” che il Comune dell’Aquila ha voluto riprendere anche nel nome stesso.

Il lavoro dei tavoli nello specifico è stato fatto anche in un’ottica di pragmatica collaborazione con l’istituzione nel tentativo di presentare, entro i termini previsti dal finanziamento , un progetto più ampio ed organico rispetto alla sola riqualificazione della palazzina dove sorgerà l’Albergo in Via dei Matti N.0, il cui progetto risale a prima del sisma del 2009.

Finanziamento che grazie anche alla nostra azione di progettazione partecipata potrebbe dar vita finalmente ad un primo pezzo della riqualifica dell’ex OP.

Un obiettivo che come Comitato 3e32 ci siamo posti sin dal momento della nostra installazione nel 2009 e che abbiamo perseguito senza distrazioni tramite – tra l’altro – decine e decine di incontri pubblici sul futuro di Collemaggio, l’ultimo dei quali fatto lo scorso 25 maggio  alla presenza di tutti i candidati sindaco e sindaca.

Nell’occasione, volta a sfruttare la competizione elettorale per tenere accesi i riflettori sulla riqualificazione dell’intera area,  abbiamo anche presentato ai candidati e quindi al prossimo sindaco dell’Aquila, proprio il progetto del “Parco della Luna” il cui stesso nome viene fuori da un’idea del Comitato 3e32.

Nelle fredde parole di Cialente, riportate anche da Il Centro, invece nessun riconoscimento viene dato  al percorso partecipativo che ha portato al Progetto del Parco della Luna o al fatto che la struttura B6 sia quella di CaseMatte.

Ci auspichiamo che il prossimo sindaco recepirà e riconoscerà, più di quanto fatto da Cialente,  il percorso di partecipazione tramite il quale realizzare  tutto il progetto e che non riguardi solo gli edifici B4 e B6 (che comunque restano solo un punto di partenza per riqualificare l’intera area).

Siamo convinti e convinte che il progetto “Il Parco della Luna” riuscirà ad essere portato a termine nel migliore dei modi, e diventare così funzionale per i reali bisogni della comunità, solo se manterrà un percorso partecipato, indispensabile per un progetto creato dal basso, qual è.

Come abbiamo dimostrato infatti abbiamo idee, competenze e proposte utili che vanno anche oltre la fase progettuale e  comprendono l’utilizzo collettivo del bene comune “Parco della Luna” come forma di gestione innovativa e sostenibile dello stesso.

A tal proposito, visto che non abbiamo tempo da perdere, diamo appuntamento all’incontro del 9 luglio “L’autogestione e le città: problematiche, teorie, esperienze a confronto e prospettive” che si terrà durante il Festival della Partecipazione. Sarà l’occasione per parlare  proprio del riutilizzo collettivo degli spazi abbandonati tramite il confronto con alcune esperienze napoletane in cui gli spazi una volta occupati non sono stati assegnati ma, con la delibera n. 446/2016, riconosciuti come «spazi che per loro stessa vocazione (collocazione territoriale, storia, caratteristiche fisiche) divenuti di uso civico e collettivo, per il loro valore di beni comuni.

All’incontro è invitato anche il sindaco dell’Aquila 

Rebel Women Day @casematte

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 1 giugno 2017

Martedì 6 giugno dalle ore 18:30 presso lo spazio autogestito di CaseMatte, si terrà la presentazione del libro “Trentatrè” alla presenza dell’autrice Daniela Frittella. “Trentatré primavere. Trentatré donne. Trentatré vite che scorrono in un mondo che si muove senza andare da nessuna parte.  Trentatré vite che vanno per strade senza strada in un cammino fatto solo dei loro passi…”

A seguire ci sarà un aperitivo e l’esibizione del GRUPPO INCANTO che ci intratterrà con canti di lotta e rivoluzionari dal mondo.

Discorso Sul Mito #2 / L’amore – Racconti Teatrali

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 30 maggio 2017

Giovedì 1 giugno dalle ore 18:30 si terrà nello spazio autogestito di CaseMatte (ex ospedale psichiatrico Collemaggio) lo spettacolo “DISCORSO SUL MITO #2 / L’AMORE – Racconti teatrali di e con Vittorio Continelli”, autore, attore e regista teatrale.

I racconti prendono piede dalla descrizione del Simposio di Platone, una cena celebrativa tra amici nella Atene del V sec. a. C. che decidono di discutere sul tema dell’amore: che cos’è l’amore? È buono, cattivo? Da dove nasce? Perché per tutta la vita ci affanniamo per finire gli uni nella braccia degli altri?

Da qui il racconto procede attraverso l’intreccio delle storie raccontate dagli ospiti di Agatone (padrone di casa) con altre favole sentimentali appartenenti al corpus mitologico classico: Eco e Narciso, Orfeo e Euridice, Perseo e Andromeda, Aretusa e Alfeo e altre ancora.

A seguire aperitivo.

IL FUTURO DI COLLEMAGGIO – Presentazione del Parco della Luna

Categorie: Eventi, Informazione
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Pubblicato il: 25 maggio 2017

Il video integrale dell’assemblea cittadina “Il futuro di Collemaggio” tenutasi a CaseMatte il 25 maggio alla presenza di tutte e tutti i candidati sindaco al Comune dell’Aquila

L’incontro è stata anche l’occasione per presentare la bozza progettuale del “Parco della Luna” uscita fuori dai tavoli di partecipazione conseguenti al manifesto “Collemaggio cittadella solidale della creatività” sottoscritto dal Comitato 3e32/CaseMatte e da molte altre associazioni cittadine.

Bozza progettuale che pubblichiamo qui di seguito

Bozza di Progetto partecipato 

“Collemaggio immagina… il parco della luna”

1.0 Il progetto

‘Collemaggio immagina… Il parco della Luna’ è una prima bozza progettuale scaturita in seguito al manifesto “Collemaggio cittadella solidale della creatività”, condiviso da circa 20 associazioni cittadine per l’inizio di una riqualificazione e riconversione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

“Collemaggio cittadella solidale della creatività” perché è necessario riqualificare un’area strategica della città invertendo il segno lasciato dal manicomio. Facendo diventare l’area da luogo dall’istituzionalizzazione, della contenzione, dello stigma e dell’assenza di diritti, a cittadella incentrata sulla solidarietà, la cooperazione, la libera espressione e creazione, il mutuo soccorso, l’integrazione e la presa di coscienza dei diritti di ognuno per difendersi da ogni forma di stigma, sfruttamento e discriminazione.

“Collemaggio immagina…” è la prima bozza progettuale realizzata  seguendo le linee di indirizzo tracciate nel manifesto e che per la sua realizzazione si basa su un percorso di progettazione condiviso, l’auto costruzione, il recupero di materiali, l’auto gestione, la sostenibilità economica ed energetica.

Si sviluppa su un’area omogenea chiamata “Parco della Luna” creata a partire, ed intorno, una prima area esistente già riqualificata o in via di riqualificazione. Quella cioè composta dalla struttura attivata dal Comitato 3e32 sin dall’ottobre 2009, chiamata CaseMatte (edificio B6) e dal contiguo progetto dell’Albergo in Via dei Matti n.0 (B4), già in fase esecutiva.

Le due strutture, vicine tra loro, pur in un rapporto di potenziale quanto proficua sinergia di spazi e risorse, sorgerebbero tuttavia in un quartiere, quello dell’ex Ospedale Psichiatrico, ancora non riqualificato, fortemente danneggiato ed isolato. Un chiaro limite per il loro sviluppo, nonché per l’attivazione in sé dell’albergo in Via dei Matti n.0.

Abbiamo così deciso di proporre un riqualificazione che comprenda tutta la la fascia est, nello specifico degli edifici B8, B10, B11, B12 attraverso un progetto organico che:

> sviluppi le attività già promosse nel tempo dal Comitato 3e32 a CaseMatte (alcune delle    quali devono strategicamente essere ri-allocate vista l’estrema contiguità con l’albergo)

> dia seguito alle line guide tracciate dal manifesto co-firmato da 20 associazioni “Collemaggio cittadella solidale della creatività”

> integri l’offerta dell’Albergo in via dei Matti sia in attrattività dell’attività ricettiva, sia per il la voro degli utenti della salute mentale che possono trovare ulteriori mansioni nella co-ge stione delle altre strutture in un contesto basato sulla solidarietà, la cooperazione, il mu tuo aiuto e il benessere di comunità.

(continua…)

Il futuro di Collemaggio: dibattito tra cittadinanza e candidati sindaco

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 19 maggio 2017

Giovedì 25 maggio dalle ore 17:30 nello spazio sociale di CaseMatte si terrà l’incontro “Il futuro di Collemaggio”: dibattito tra cittadinanza e candidati sindaci.

Vogliamo tornare ancora una volta ad aprire un dibattito, stavolta tra cittadinanza e candidati sindaci, sull’area dell’Ex Ospedale di Collemaggio, nella convinzione che il tema della sua riqualificazione debba essere d’assoluta centralità per la prossima amministrazione e convinti che, dalla riconversione dell’area dell’ex manicomio, passa un’idea di città intera.

Collemaggio infatti è un bene Comune, un tempo – prima dell’applicazione della legge 180 – simbolo dell’istituzionalizzazione e di una vergognosa contenzione e oggi, purtroppo, di un’altrettanto vergognoso abbandono complessivo.

Tanti sono stati i progetti proclamati durante gli anni che hanno seguito alla chiusura del manicomio, purtroppo sinora tutti inattuati.

Collemaggio è morta? Non crediamo proprio. Collemaggio alla città!

Dopo il sisma Collemaggio infatti, invece di andare incontro ad un facile oblio che avrebbe prestato il fianco a ogni speculazione, è rimasto prima di tutto un luogo pubblico e aperto in cui sono transitate e continuano a transitare migliaia di persone. Un punto di riferimento in una città con pochissimi centri d’aggregazione, che è diventato anche un modello di socialità e cultura per le nuove generazioni.

Se questo è stato possibile lo è stato soprattutto grazie all’impegno del Comitato 3e32 che ha dato vita all’esperienza di autogestione di CaseMatte, contribuendo in modo determinante a tenere i riflettori accesi sull’area e iniziando a dargli finalmente un’impronta culturale concreta e reale.

Un’impronta che sta contribuendo a fare sì che i talenti di questa città possano esprimersi e chissà un giorno realizzarsi anche a livello lavorativo. Un’impronta iniziata con la riappropriazione di uno spazio passata anche per il conflitto con una classe politica miope che evidentemente pensava a difendere altri interessi.

Ora alle istituzioni torniamo a chiedere un impegno concreto sulla destinazione dell’area che passi dal riconoscimento delle esperienze e le energie già esistenti e che sarebbe assurdo respingere.

E’ infatti necessario che la riqualificazione avvenga innanzi tutto invertendo il segno lasciato dal manicomio. Facendo diventare l’area da luogo della repressione e dell’assenza di diritti, a cittadella incentrata sulla solidarietà, la cooperazione, la libera espressione e creazione, il mutuo soccorso, l’integrazione e la presa di coscienza dei diritti di ognuno per difendersi da ogni forma di contenzione, sfruttamento e discriminazione.

Su queste basi nel 2015 è stato sottoscritto da una ventina d’associazioni il manifesto “Collemaggio cittadella solidale della creatività” da cui ha preso vita, tramite un percorso partecipato, la prima bozza progettuale del “Parco della Luna” che coinvolge una parte dell’intera area.

Un progetto basato sull’uso comune degli spazi pubblici. Dunque non sull’assegnazione di tal spazio a tale associazione, ma sul fare utilizzare gli spazi all’associazione o ai singoli che lo richiedono in base ad un determinato bisogno o progetto, in modo che gli spazi siano aperti e pienamente utilizzati nel soddisfacimento dei bisogni degli artigiani, dei free lance, degli artisti, le associazioni ed ovviamente della salute di comunità.

La città, chiamata al voto, vuole sapere quale idea hanno i candidati sindaco su tutta l’area, tenendo in considerazione anche la vocazione sanitaria che ha sempre avuto. Per questo li abbiamo invitati giovedì 25 alle ore 17,30 proprio a Collemaggio nel tendone di CaseMatte per parlarne, fargli esporre l’idea sul futuro e la destinazione di Collemaggio e prendere impegni concreti.

Tutta la cittadinanza, le associazioni, gli artisti, i free lance, gli studenti, le realtà sociali legate all’ambito della salute mentale e chiunque sia interessato al futuro di Collemaggio e della città sono vivamente invitati a partecipare.

Venerdì 12 maggio Serata benefit a sostegno dello sport in città

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 10 maggio 2017

Venerdì 12 maggio presso CaseMatte si terrà una serata benefit a sostegno dello sport in città.

Viviamo in una città dove girano miliardi per la ricostruzione, ma dove tutte le realtà sportive faticano, nononostante siano punti di riferimento sociali per le comunità.

Non ci sono impianti adeguati, e persino i maggiori club (le squadre di calcio e rugby) stentano per mancanza di risorse. 

Questa serata benefit sarà dedicata a L’Aquila Rugby Club, il cui presidente è da sempre grande sostenitore del 3e32 e dell’esperienza di autogestione di CaseMatte.
L’evento sarà anche un’occasione per confrontarci insieme sullo stato dello sport in città.

Si inizierà dalle ore 19 con alcune alcune proiezioni sul rugby aquilano, a seguire ci sarà una cena sociale (prenotazione obbligatoria) e successivamente la serata continuerà allietata dal dj set di Dirty Red.

Il menù della cena sarà il seguente: pasta alla scrum (vegetariana), salsicce, insalata, melanzane, dolci, acqua, vino e analcolici.

E’ obbligatoria la prenotazione tramite sms o whatsapp al 3338061955.

Libera L’Aquila – 25 aprile centro storico: una grande giornata di liberazione antifascista

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 13 aprile 2017

 

LIBERA L’AQUILA – 25 aprile centro storico

UNA GRANDE GIORNATA DI LIBERAZIONE ANTIFASCISTA CON:

spettacoli, performance, proiezioni, laboratori, assemblee
live music, dj set, breakdance, writing, mostre fotografiche

Una grande giornata di liberazione antifascista nel centro storico dell’Aquila. Più di quindici associazioni del territorio organizzano per il prossimo 25 aprile “Libera L’Aquila” con spettacoli, performance, proiezioni, laboratori, assemblee, musica dal vivo, dj set, breakdance, writing e mostre fotografiche.

L’idea di un 25 aprile di lotta e al tempo stesso festoso nasce per ribadire che L’Aquila e l’Abruzzo sono antifascisti, che è necessario – e doveroso – lottare contro vecchi e nuovi fascismi e per una comunità più aperta, inclusiva, accogliente, solidale.

A Palazzo Fibbioni, ai Quattro Cantoni, dalle 11 ci sarà la proiezione del documentario La tratta dei migranti in Libia: Europa o morte, di Marco Salustro. A seguire la proiezione di Onna 44, realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, e di La strage degli innocenti, di Antonio Gasbarrini. Alle ore 16, invece, in scena lo spettacolo teatrale No – Storia di un rifiuto, di Giancarlo Gentilucci.

Piazza San Bernardino, a partire dalle ore 15, letture liberate, musica dal vivo e il format “Debut – 25 aprile, liberiamoci da Feisbuc”. Sempre in piazza ci sarà un’assemblea dove sono state invitate le maggiori realtà di lotta dei territori abruzzesi, oltre che da fuori regione (dai No Tap pugliesi ai No Tav piemontesi).

Rilanciamo insieme le esperienze di lotta che negli ultimi anni hanno visto tornare in primo piano le istanze territoriali, focolai di resistenza a un modello di sviluppo imposto, contro le decisioni prese dall’alto dalla politica istituzionale che continua a non tenere conto delle esigenze specifiche di città, paesi e campagne. L’invito è rivolto a tutti/e coloro che credono che l’antifascismo e la liberazione siano un patrimonio da spendere soprattutto nel presente e nella costruzione di un altro modello di società. La liberazione si fa giorno per giorno e iniziando dai posti in cui abbiamo scelto di vivere.

Sempre a San Bernardino ci saranno dj set e musica live (a cura di Jamrock Records e Hip Hop Accademy), performance dei Prisoners, un laboratorio di costruzione della tradizionale pupazza abruzzese, graffiti e banchetti informativi. In piazzetta Nove Martiri, Corso, Quattro Cantoni e portici ci saranno infine tre mostre: “Testa per Dente” sui crimini fascisti in Jugoslavia negli anni ’40, “Le nuove resistenti”, sulle donne che oggi fanno dell’antifascismo una pratica quotidiana, e una mostra itinerante sulla resistenza italiana ed europea.

Organizzano 3e32/CaseMatte, Jamrock Records, Prisoners, Re_Acto Fest, ArciGay Massimo Consoli L’Aquila, ArtQuake/Asilo Occupato, Fuori Genere, Casa delle Donne, Circolo Arci Querencia, Libera Pupazzeria, Arti e Spettacolo, Anpi, ANPPIA, Appello per L’aquila, L’Aquila chiama – Tocca a noi.

 

IL PROGRAMMA COMPLETO

PALAZZO FIBBIONI

Dalle ore 11:

PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO “LA TRATTA DEI MIGRANTI IN LIBIA: EUROPA O MORTE” di Marco Salustro, commissionato da Vice News.
Migliaia di rifugiati e migranti raggiungono ogni mese le coste della Libia per tentare la traversata del Mediterraneo. Il governo di Tripoli tiene a bada il flusso migratorio servendosi di apposite milizie e rinchiudendo i migranti in campi di detenzione, dove sono costretti a vivere in condizioni disumane e a subire ripetuti abusi. (30 minuti)
Intervento dell’autore in videoconferenza e a seguire discussione sul decreto Minniti-Orlando

PROIEZIONE DI “ONNA 44” realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine dell’Aquila. Il cortometraggio ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno 1944, avvenuto nel paese di Onna, durante la seconda guerra mondiale. (20 minuti)

PROIEZIONE DI “LA STRAGE DEGLI INNOCENTI” di Antonio Gasbarrini. Docufilm creativo dedicato alle decine e decine di bambini pietransieresi assassinati dai nazisti nei casolari di Limmari. (20 minuti)

Dalle ore 16:

SPETTACOLO TEATRALE “NO – STORIA DI UN RIFIUTO” di Giancarlo Gentilucci. No è il tentativo di dare voce a seicentomila soldati che, senza accordi prestabiliti, hanno, a rischio della loro stessa vita, detto no al nazifascismo e gettato le basi per una nuova Italia. (65 minuti)

Replica delle proiezioni avvenute durante la mattinata

 

SAN BERNARDINO

Dalle ore 15:

LETTURE LIBERATE

DEBUT – 25 APRILE. LIBERIAMOCI DA FEISBUC.
Tira fuori il social network che hai dentro di te, libera il tuoi pensieri e la tua creatività, tira fuori la tua bacheca e rendila pubblica, interpretala e performala davanti agli altri altri, per vedere quale faccina faranno.

ELENA D’ASCENZO – GROUND ‘N’ ROOTS (voce, chitarra e percussioni)

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA SULLE LOTTE TERRITORIALI.
Rilanciamo insieme le esperienze di lotta che negli ultimi anni hanno visto tornare in primo piano le istanze territoriali, focolai di resistenza a un modello di sviluppo imposto, contro le decisioni prese dall’alto dalla politica istituzionale che continua a non tenere conto delle esigenze specifiche di città, paesi e campagne. L’invito è rivolto a tutti/e coloro che credono che l’antifascismo e la liberazione siano un patrimonio da spendere soprattutto nel presente e nella costruzione di un altro modello di società. La liberazione si fa giorno per giorno e iniziando dai posti in cui abbiamo scelto di vivere.

DJ SET e LIVE MUSIC di JAMROCK RECORDS SOUND e HIP HOP ACCADEMY

PRISONERS “PLAY GROUND COME AI VECCHI TEMPI”
(la performance avverrà sotto i portici)

Durante tutta la giornata:

>> Liberation graffiti jam (noi mettiamo a disposizione i pannelli, tu porta le bombolette)
>> Rossana la pupazza partigiana: laboratorio di costruzione della tradizionale pupazza abruzzese per grandi e piccini
>> Laboratorio “antifascismo creativo” per bambini e non
>> Banchetto informativo sulle MTS

 

PIAZZETTA NOVE MARTIRI/CORSO/QUATTRO CANTONI/PORTICI

>> Mostra fotografica “Testa per Dente” crimini fascisti in Jugoslavia 1941/1945
>> Mostra itinerante sulla resistenza italiana ed europea
>> Mostra “Le nuove resistenti”

 

 

 

 

L’Aquila è contro il corteo neofascista

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Pubblicato il: 24 marzo 2017

Casapound, un’organizzazione i cui membri si autodefiniscono ‘fascisti del terzo millennio’ e che da anni si distingue, nelle città italiane nel praticare pestaggi e aggressioni ai danni di cittadine/i straniere/i, omosessuali, di sinistra, ha indetto per il 25 marzo un corteo nazionale all’Aquila, dal titolo “Italia sovrana”.

Non vogliamo dare più importanza ai neofascisti di quanta (non) ne abbiano in Abruzzo e in particolare all’Aquila. Ma siamo antifascisti/e convinti/e, perché viviamo nella città dei Nove Martiri, i primi giovani eroi della Resistenza armata al nazi-fascismo, dei martiri di Filetto e di Onna, perché L’Aquila combatte ogni giorno contro i fascismi e ad essi si oppone. Soprattutto in un giorno in cui sappiamo quanto sarà importante manifestare contro le politiche di austerità europea a Roma, dove verranno celebrati – dovremmo dire commemorati – i 60 anni del Trattato di Roma.

Noi ci opponiamo all’Europa delle banche e dei burocrati, ma anche a quella dell’impoverimento delle popolazioni e dei muri, gli stessi che i neofascisti vorrebbero innalzare con idiote argomentazioni suprematiste. Ci battiamo per un’Europa diversa che sia continente di pace che affermi la giustizia tra i popoli contro i conflitti e l’industria delle armi. Ci battiamo per una svolta radicale della politica economica e sociale dell’UE. Ci battiamo per una politica dell’accoglienza e dell’integrazione, unico vero strumento contro integralisti e terroristi.

Chiediamo che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si esprima per ribadire che L’Aquila è antifascista e antirazzista e mettendo in guardia dalle forme di apologia del nazifascismo che stanno tornando: la nostra città non merita di diventare teatro per parate di nostalgici del ventennio che oltraggiano gravemente la memoria aquilana dell’occupazione e delle stragi nazifasciste. E gli/le aquilani/e sapranno dare con la loro indifferenza e la loro distanza, la migliore dimostrazione di dignità, di intelligenza e di coraggio.

Chiediamo infine a tutti/e di difendere attivamente i valori della democrazia, della libertà, del rispetto dell’altro contro ogni rigurgito fascista, contro i germi di odio, intolleranza, esasperazione nazionalistica e xenofobia. Noi aquilane/i, di nascita e di “adozione”, abbiamo una città ancora da ricostruire, e in questo momento più che mai i valori hanno importanza.
Ricostruiamo una città migliore, cancelliamo il fascismo.

Firmatari (in aggiornamento):
3e32/CaseMatte, ArtQuake/Asilo Occupato, ArciGay Massimo Consoli L’Aquila, ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), Collettivo FuoriGenere, Casa delle donne L’Aquila, Link Studenti Indipendenti L’Aquila, UDS L’Aquila, UDU L’Aquila, Artisti Aquilani, Comunità XXIV Luglio, 180 Amici, Circolo Arci Querencia, Arci Servizio Civile L’Aquila, Arci territoriale L’Aquila, Associazione Bibliobus, Sinistra Anticapitalista, Appello per L’Aquila, Collettivo AltreMenti Valle Peligna, Dabadub Sound System

Assolti anche nell’ultimo processo, fu repressione dello Stato

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Pubblicato il: 20 febbraio 2017
Oggi all’ennesima udienza nell’ennesimo processo per le mobilitazioni degli aquilani dopo il terremoto del 2009, 14 imputate e imputati nel processo per la manifestazione del 9 novembre 2010 (l’ultima visita di Berlusconi all’Aquila) sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste.
Quello terminato oggi è solo l’ultimo dei numerosi procedimenti che abbiamo dovuto subire in questi anni: 53 assoluzioni su 57 denunce, con 4 condannati che, siamo sicuri, verranno anche loro assolti in Appello. Non finiremo mai di ringraziare, innanzitutto, gli avvocati che per anni hanno assistito gratuitamente gran parte degli imputati. Non smetteremo di sottolineare lo spreco di soldi pubblici per questi processi assurdi.
Il respingimento di tutte le accuse che ci sono state mosse negli ultimi 8 anni ci porta a ribadire quello che affermiamo da sempre: in quella stagione di grande mobilitazione popolare fu messo in scena dallo Stato un meccanismo fortemente repressivo, con il chiaro obiettivo di indebolire un forte movimento popolare, oltre che di farci perdere decine di giornate in tribunale. Ne sono una dimostrazione le accuse, smontate una dopo l’altra, che vanno da assurde “violenze private” fino alla grottesca vicenda delle carriole, passando per l’accusa di “danno al patrimonio e d’immagine” nel caso di uno spazio come CaseMatte, che al contrario abbiamo riqualificato.
Noi proseguiamo a testa alta con le nostre battaglie: la riqualificazione dei quartieri come Collemaggio; la creazione di una reale alternativa sociale e culturale in città; la valorizzazione della aree interne; la redistribuzione delle ricchezze in una ricostruzione più giusta; l’opposizione a grandi opere inutili come quelle del gasdotto Snam; la richiesta di messa in sicurezza di tutti i territori che nella nostra regione, proprio in questi giorni, cadono a pezzi; l’inclusione sociale delle fasce della popolazione rese più deboli da questo sistema economico-politico clientelare.

Tra rassicurazione e allarme, le nostre proposte su prevenzione ed emergenza all’Aquila

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 3 febbraio 2017

Dopo le scosse di terremoto che ci hanno colpito lo scorso 18 gennaio anche a L’Aquila si è tornato a parlare di prevenzione ed emergenza.

Da anni assistiamo alle continue rassicurazioni delle classi dirigenti, secondo le quali la città in cui viviamo sarebbe “la più sicura d’Italia”.

Slogan utilizzati dalla politica di volta in volta in modo strumentale, per giustificare le inadempienze delle istituzioni e le mancanze di una ricostruzione post-sisma che ha visto al centro gli interessi e gli affari, ancor prima che la sicurezza dei cittadini e la tutela delle fasce più deboli della comunità.
Per questo la scorsa settimana abbiamo indetto un incontro pubblico, per incontrarci ed organizzarci, come abbiamo fatto anche dopo il 6 aprile 2009. Il Comitato 3e32 è nato infatti come risposta ad un vuoto di organizzazione dal basso sorto all’indomani del sisma e come risposta a dei bisogni a cui le istituzioni non riuscivano a rispondere. Per molti aspetti ci accorgiamo che, dopo quasi otto anni, poco è cambiato. Per questo è fondamentale continuare e a rinnovare le pratiche di mutuo soccorso dal basso e di solidarietà che, nelle fasi di emergenza, riescono spesso nel compito di sopperire alla carenza della presenza istituzionale. Perché il terremoto, come sappiamo, ci pone davanti anche la possibilità di fare realmente comunità.

L’immobilismo istituzionale è evidente anche dalla coraggiosa protesta che stanno mettendo in campo in questi giorni studenti e studentesse delle scuole medie superiori cittadine: da giorni subiscono pressioni dalle classi dirigenti cittadine, che li vorrebbero zitti e buoni, a far da stampella giovanilista alle loro malefatte.

Nel corso dell’incontro è emersa forte l’esigenza di maggiore informazione e trasparenza, da parte delle istituzioni, nei confronti della comunità. Non si può pretendere che si rimanga inerti e tranquilli, se le stesse amministrazioni non forniscono alla popolazione – e spesso neanche elaborano – informazioni chiare sullo stato in cui versa la città. La popolazione (cittadini, precari, studenti, migranti) deve essere il più possibile cosciente delle caratteristiche del territorio in cui si trova, essere informata e partecipare alle scelte che riguardano la propria sicurezza e quella collettiva negli edifici pubblici, come scuole e ospedali.

Clamoroso e grave è il caso del Comune dell’Aquila, che non ha mai commissionato studi sulla vulnerabilità sismica degli edifici di sua proprietà (scuole, uffici, etc.), nonostante una legge glielo imponga già da quattro anni. Auspichiamo che all’alternanza frenetica di rassicurazionismo e allarmismo, subentri finalmente una più opportuna valutazione del rischio in termini di “allerta”, progressiva, graduale e documentata, che permetta alla cittadinanza di affrontare con maggiore serenità la vita individuale e collettiva in un territorio come il nostro.

 

PROPOSTE PER LA PREVENZIONE E L’EMERGENZA
Vogliamo che le istituzioni rendano pubblici ed accessibili tutti i dati riguardanti la sicurezza degli edifici. Vogliamo lanciare un appello alla popolazione affinché si pretenda lo stesso grado di trasparenza nei riguardi delle abitazioni private ricostruite o riparate dopo il terremoto del 2009, affinché ognuno possa rendersi conto del luogo dove abita o lavora, al fine di fare una prevenzione che vada oltre lo slogan politico e le promesse mancate.

Proponiamo che venga apposto in ogni edificio – con particolare attenzione a quelli “rilevanti e strategici” – il grado di sicurezza sismica, analogamente a quanto già avviene in altri Paesi, come il Cile, che hanno intrapreso politiche pubbliche sulla sicurezza sismica e dai quali dobbiamo prendere esempio.

Dopo otto anni è necessaria, anche per evitare il panico generalizzato, una campagna organica di informazione e sensibilizzazione in caso di emergenza.
Chiediamo che sia attivato un sito web dedicato a tutto ciò che concerne le informazioni utili per l’emergenza: contatti, centri di accoglienza, dati sugli edifici, etc.; chiediamo che le stesse informazioni vengano raccolte in punti fisici presenti in città, utili a chi non utilizza internet e ai tanti che non si muovono facilmente nel mondo della comunicazione istituzionale (studenti fuori sede, studenti erasmus, migranti, operai ricostruzione etc.); chiediamo inoltre che venga immediatamente pianificata una rete di strutture sicure in città, che abbiamo chiamatorifugi di quartiere: un luogo sicuro dove chiunque, se spaventato, possa rifugiarsi in caso di terremoto. I rifugi dovranno essere dotati di materiale adeguato al caso: brande, gruppi elettrogeni, etc. e saranno utilizzati, in tempo di pace, come centri di aggregazione sociali, considerando anche l’assenza di spazi sociali in una città sempre più vasta, che vive da anni di annunci vuoti cui non seguono azioni concrete.

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