Pensieri critici @ Casematte 2.0 incontro con Federico Leoni

maggio 15, 2013 in Eventi

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Il17 maggio eccezionalmente di venerdì ed alle ore 21, ci sarà un nuovo incontro di Pensieri Critici.

Federico Leoni ci parlerà dei “I muri come tecnologia biopolitica”.

Federico Leoni svolge attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. Ha studiato a Milano (con Carlo Sini) e Ginevra (con Jean Starobinski). Si occupa di fenomenologia francese e tedesca. Ha tenuto seminari e conferenze presso numerose università e istituti italiani e stranieri, tra cui l’Università di Ginevra, il French Institute di Londra, l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, L’Ecole Normale Supérieure di Parigi.
Ha tradotto e curato testi di:
E. Minkowski (Cosmologia e follia, Guida 2000; Il tempo vissuto, Einaudi 2004)
H. Maldiney (Della trans passibilità, Mimesis 2004; Pensare l’uomo e la follia, Einaudi 2007)
H. Bergson (Storia della memoria e storia della metafisica, ETS 2007).
È autore, tra gli altri testi, di:
Follia come scrittura di mondo. Saggi su Minkowski, Straus, Kuhn (Jaca Book, Milano 2001)
L’inappropriabile. Figure del limite in Kant (Mimesis 2004)
Senso e crisi. Del corpo, del ritmo, del mondo (ETS 2005)
Habeas corpus. Sei genealogie del corpo occidentale (Mondadori, Milano 2008).

Costituente dei beni comuni: Diritto all’abitare – Diritto alla città

aprile 29, 2013 in Eventi

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rodotaAppello per L’Aquila e 3e32

Sabato 4 Maggio L’Aquila – Piazza Palazzo

Costituente dei beni comuni: Diritto all’abitare – Diritto alla città

saranno presenti:
Stefano Rodotà, Ugo Mattei e i movimenti in lotta per i beni comuni

ore 16:00 Relazioni ad invito
ore 17:30 Dibattito
ore 18:30 conclusioni

media partner: news-town.it
diretta audio in streaming: radiostella180.it

Il 25 Aprile a L’Aquila

aprile 26, 2013 in Informazione

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Manifestazione NO Ombrina SI Parco. Il 13 Aprile tutt* a Pescara

aprile 14, 2013 in Eventi

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Il video della manifestazione

Appuntamento con le macchine alle 12 a CaseMatte si parte!

Un appello per CaseMatte

aprile 12, 2013 in Comunicati

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Sono quattro anni che, come comitato 3e32, abbiamo dato vita all’esperienza di ricostruzione sociale autogestita di CaseMatte. In questo tempo lo spazio pubblico che abbiamo creato è divenuto a L’Aquila un fondamentale centro di aggregazione e di produzione culturale e politica.
Siamo tra i pochi nodi pulsanti in questa città complessa e in trasformazione e che ha ancora fame di spazi sociali. CaseMatte è uno spazio autogestito, che non ha mai ricevuto un finanziamento,  non è dipendente da niente e nessuno, veramente autonomo e libero. E così  vogliamo che rimanga, anche a costo di continuare ad esser trattati come banditi sul cui capo pesa, in un’aula di tribunale, l’ imputazione di occupazione abusiva in concorso. Perché è quello che sta avvenendo.
Stiamo rispondendo penalmente per esserci presi cura ed aver riqualificato 28metri quadri e l’aiuola circostante, mentre tutta ColleMaggio resta ampiamente abbandonata.
La direzione della Asl non considera ColleMaggio un bene pubblico della città e ha denunciato chi la pensa diversamente.
Ci chiediamo se davvero esista una soluzione politica, se sia ancora possibile trovare un punto di incontro a tale proposito.
Perché CaseMatte pone una questione centrale nella ricostruzione di questa città le cui sorti sono legate a due diversi visioni del futuro della ricostruzione:
da una parte chi vuole conservare e sviluppare  spazi pubblici in un ottica di bene comune, dall’altra chi recinta, chiude, privatizza, vende per l’interesse di pochi, impoverendo la città stessa.
E allora ci rivolgiamo prima di tutto alla città: è giusto che l’esperienza incarnata da CaseMatte possa essere affrontata unicamente nell’aula di un tribunale?
E’  giusto condannare chi per anni si è generosamente attivato per la città e dentro la città apportando linfa vitale ad un contesto troppo spesso piatto e ai limiti del vivibile?
E’ giusto che uno dei pochi spazi sociali dove si produce cultura, arte e si fa politica venga chiuso?
Non è forse giusto invece che CaseMatte venga finalmente considerata parte integrante della nostra comunità e da questa venga quindi tutelata,  nella sua particolare natura libera e autogestita?
In questi anni, CaseMatte da subito dopo il terremoto ha svolto una funzione che pochi altri, e non le istituzioni, hanno voluto o avuto la forza di svolgere: venire incontro alle esigenze che questa città/non città esprime continuamente, cercando di rispondere alle laceranti contraddizioni ed al disagio che ora i benpensanti percepiscono soltanto come una “mancanza di sicurezza”.
Nel bel mezzo della crisi, in una città terremotata e senza lavoro, la nostra risposta di donne e uomini precari, è stata quella di costruire  nel deserto sociale, e totalmente con le  nostre forze, uno spazio che venisse incontro direttamente ai nostri bisogni reali e a quelli del territorio.
Se credi che quest’esperienza in questa città sia giusta,  serva e vada tutelata anche nella misura in cui si è fatta portatrice di un’altra visione  della città, firma mandando una mail di adesione a info.3e32@gmail.com

Pensieri critici @ Casematte. Percorsi pluridisciplinari per resistere all’ovvio

aprile 12, 2013 in Eventi

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Con l’intento di suscitare una riflessione il più ampia e plurale possibile, Casematte ha deciso di organizzare una serie di incontri, di natura pluridisciplinare (filosofica, sociologica, psicologica, antropologica, economica, letteraria, ecc.), in grado di mettere in circolo idee nuove e, perché no?, anche inconsuete, intorno a temi di interesse condiviso e diffuso. La necessità di problematizzare ciò che viene spacciato per ovvio, di mettere in discussione il cosiddetto “senso comune” e i luoghi comuni più triti, è da sempre infatti un momento inseparabile dall’organizzazione di un’azione politica efficace ed incisiva. Da sempre, il momento analitico, critico (dal greco krinein, separare, scegliere, giudicare…) svolge un ruolo non secondario nell’elaborazione e nell’immaginazione di strategie e condotte politiche alternative a quelle vigenti. Non è possibile infatti produrre il nuovo senza avere una chiara visione di ciò che siamo e che, per esempio, non vogliamo più essere; non è possibile creare l’incalcolabile e l’imprevedibile senza sapere cosa non vogliamo diventare e a che cosa dobbiamo resistere.

Mobilitando prospettive e saperi tra loro diversi, l’iniziativa prevede quindi una prima fase in cui verranno coinvolti giovani ricercatori, studiosi e appassionati interessati a rendere pubblici e a condividere i risultati del loro lavoro al di fuori dei contesti consueti (università, scuole, ecc.), nella convinzione che oggi ancor più di ieri la vera produzione di pensieri critici trovi una sua collocazione privilegiata in ambiti extra-istituzionali e politicamente attivi. La seconda fase costituirà invece un tentativo di interfacciarsi anche con docenti e specialisti che dall’interno delle istituzioni manifestano comunque un interesse per il dialogo e lo scambio di opinioni con una realtà di movimento come Casematte.
Ogni incontro prevede un intervento di massimo quarantacinque/cinquanta minuti e uno spazio di dibattito almeno altrettanto lungo.
Il tutto, naturalmente, coronato da un buon aperitivo finale!

“Poichè la razza votata all’arte o alla filosofia non è quella che si pretende pura, ma quella oppressa, bastarda, inferiore, anarchica, nomade, irrimediabilmente minore…” Deleuze & Guattari, 1991

I Ciclo

Mercoledì 6 Febbraio, ore 18
La “cosa” che dunque sono.
Riflessioni sulla nozione di “coscienza” a partire da Raymond Ruyer
A cura di Daniele Poccia

L’attributo della coscienza è normalmente ritenuto essere esclusivamente umano o, nel migliore dei casi, animale. Il filosofo francese Raymond Ruyer (1902-1987), invece, ha fondato la sua riflessione su una riformulazione di questa cruciale nozione che la proietta in maniera inattesa non soltanto al di là dell’essere che noi stessi siamo ma anche oltre il mondo della vita biologica, verso ciò che è solitamente ritenuto “inanimato” ed “incosciente”. Perché se è vero che siamo degli esseri da parte a parte “naturali”, come la modernità scientifica ci ha insegnato, ci deve pur essere una parentela profonda tra noi e il resto del cosmo, una parentela per cui si possa dire che l’uomo e le “cose” sono fatti della stessa fondamentale stoffa.

Mercoledì 20 Febbraio, ore 18
L’Aquila istituzionalizzata
A cura di Emanuele Sirolli

In seguito al terremoto del 6 aprile 2009 parte della popolazione aquilana sembra essere tendenzialmente depressa e avere un atteggiamento generalmente apatico e delegante verso la pianificazione della vita futura. Ritengo che questi problemi possono essere causati non tanto dal terremoto del 6 aprile, ma piuttosto dalla gestione dell’emergenza post-sismica che ha causato dinamiche istituzionalizzanti. In base alle teorie di Goffman possiamo considerare i campi di accoglienza, così come gli alberghi delle “istituzioni totali” in quanto luoghi di convivenza continuativa di più persone, lontani dai luoghi di vita precedenti e fortemente organizzati e diretti “dall’alto”. La mia ipotesi è che la lunga permanenza in campi e in alberghi possa aver causato una sorta di “istituzionalizzazione soft” della popolazione. Alcune problematiche riscontrate nella popolazione aquilana sono infatti paragonabili a determinati sintomi della “sindrome da istituzionalizzazione” rilevata da Burton nel 1951.

Mercoledì 6 Marzo, ore 18
Sessualità post-ideologica e rapporti in pillole
A cura di Giacomo Ciocca

Lo studio della sessualità si può ricondurre a due celebri figure del novecento: Sigmund Freud e Alfred Kinsey, ma con metodi e prospettive molto diverse. Freud ha attribuito alla sessualità un posto centrale nello sviluppo psichico dell’individuo. La riflessione freudiana sulla sessualità è stata idiografica, basata sull’evidenza clinica dei cosiddetti single-cases. Kinsey, al contrario, ha studiato il sesso in modo epidemiologico e tassonomico mediante una classificazione dei comportamenti sessuali di quasi ventimila americani. Nella contemporaneità, in cui le ideologie politiche e religiose vacillano sui grandi temi riguardanti il sesso, una visione d’insieme tra l’ottica kinseiana e quella freudiana può rappresentare un valido supporto.

Mercoledì 20 Marzo, ore 18
Disagio della civiltà e nuovi sintomi: un legame tra pulsione di morte e il discorso del capitalista
A cura di Chiara Massari

Mercoledì 3 Aprile, ore 18
Chi ha paura della verità? Alcuni (necessari) chiarimenti sulla questione del relativismo
A cura di Alessio Santelli

In questi ultimi anni, non solo in Italia, il dibattito pubblico si è interessato tra l’altro di verità e relativismo. La genesi di tale dibattito può essere individuata in due fatti politici di grande portata: da un lato l’attentato dell’11/09, rivendicato da alcune frange estremiste del mondo islamico, dall’altro la forte influenza politica degli ambienti più reazionari del mondo cattolico. Come era prevedibile, questi due fatti hanno innescato discussioni per nulla serene in cui rispettabili tesi filosofiche sono state ridotte a risibili semplificazioni e solide argomentazioni degradate a banali sofismi. Stando così le cose, lo scopo principale del mio intervento non consisterà tanto nello stabilire chi, tra il relativista e l’antirelativista, sia il vero amico della democrazia, quanto piuttosto nello spostare la discussione da un piano politico-ideologico ad uno più spiccatamente filosofico, nel doveroso tentativo di fare un po’ d’ordine e di chiarire alcuni aspetti essenziali del dibattito che le frettolose ricostruzioni dei media, più o meno intenzionalmente, tendono a nascondere.

Mercoledì 17 Aprile, ore 18
Comune e comunità. Lo spazio politico dell’alterità
A cura di Isabella Tomassi

Il nodo problematico che questi spunti di ricerca intendono esplicitare sistematicamente, riguardano l’urgenza del pensiero e del corpo, indisponibile, che si confrontano e che provengono, da una società a funzionamento immunitario e a struttura schiumosa (Sloterdijk, 2004). La riflessione parte dall’esigenza di analizzare il concetto di abitare, mostrando le mistificazioni e le distorsioni che le forze del tardo capitalismo della shock economy mettono sul corpo e sulla capacità di individuazione del soggetto. Com’è ancora possibile, quindi, una volta che il datum delle certezze e delle precondizioni per un patto di coabitazione democratica e condivisa sia venuto meno, la coabitazione il vicinato nelle celle della risacca sociale?

O’ Zulu (99 Posse) all’Asilo Occupato!

aprile 8, 2013 in Eventi

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6 aprile a CaseMatte: presentazione del libro “Parola di Scienza” di Antonello Ciccozzi

aprile 7, 2013 in Comunicati, Eventi

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Il video completo della presentazione

aA CaseMatte il 6 aprile sarà un giorno  di memoria e responsabilità, con la presentazione del libro “Parola di Scienza – Il terremoto e la Commissione Grandi Rischi. Un’analisi antropologica (DeriveApprodi)” di Antonello Ciccozzi, ricercatore di antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di L’Aquila e consulente per l’accusa nel processo alla Commissione Grandi Rischi.

Il libro riporta, insieme a nuovi approfondimenti, la consulenza per intero dove Ciccozzi analizza il nesso causale tra la “diagnosi rassicurante” degli esperti della Commissione Grandi Rischi (Cgr) e le “condotte imprudenti” di molti aquilani.

E’ molto importante per noi di 3e32/CaseMatte poter presentare in anteprima assoluta un’opera che contribuirà a smascherare il teorema del “processo alla scienza” di cui per settimane hanno parlato dolosamente quasi tutti i media dopo la condanna dei potenti componenti della commissione.
Lo faremo il 6 aprile e in un luogo all’interno del quale da anni continuiamo a combattere contro quelle stesse logiche del potere cui è stata asservita la cosiddetta “scienza” in quella commissione. Siamo convinti che “Parola di scienza” possa contribuire ad avviare un percorso di elaborazione finora impedito e diventare uno strumento concreto di riattivazione della coscienza collettiva della nostra comunità.

Durante la serata verrà proiettato anche “Il volto della giustizia”, video inedito realizzato a L’Aquila dagli studenti e dalle studentesse del “Liceo Cotugno”. Appuntamento dunque alle 17.30 di sabato 6 aprile a CaseMatte per “Responsabilità e memoria”. A seguire aperitivo.

L’Aquila, 5 aprile 2013

aprile 5, 2013 in memoria

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Stasera ci sarà la fiaccolata di commemorazione delle vittime del terremoto che sconvolse tutte le nostre vite la notte tra il 5 e il 6 aprile di quattro anni fa. Ognuno di noi ha elaborato e continua ad elaborare il lutto ogni giorno privatamente, a modo proprio. Tutte e tutti noi sappiamo cosa ha rappresentato e cosa continua a rappresentare quella notte. In questi quattro anni sono accadute mille cose: menti, relazioni e azioni si sono intrecciate irrimediabilmente per obiettivi comuni. Sappiamo che noi – e solo noi – abbiamo l’onere e l’onore di dover ricostruire questa città. Sappiamo che dobbiamo continuare a lottare con le unghie e con i denti per far valere i nostri diritti, proseguiamo e proseguiremo a farlo per riappropriarci di questo territorio e, soprattutto, del nostro futuro. Nessuno ci regalerà niente. Nessuno ci concederà nulla. La malapolitica, gli affari, le cricche e gli interessi di pochi e di parte piovono addosso a tutti noi quotidianamente, come macigni sulle nostre teste. Ma noi abbiamo l’obbligo di difenderci e contrattaccare, perché è solo ribellandoci alle logiche che ci sovradeterminano che possiamo iniziare a ricostruire le nostre vite. Perché con il sorriso sulle labbra e la determinazione di sempre – in una lotta difficile ma inevitabile – noi continueremo a vivere qui: guadagnando terreno sul nemico giorno dopo giorno, metro dopo metro.
L’Aquila, 5 aprile 2013.

Confronto con il ministro Barca in diretta streaming

aprile 5, 2013 in Informazione

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Oggi, a partire dalle 14:30, sarà possibile seguire da questo indirizzo la diretta streaming de ilfattoquotidiano.it con il ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. Tra gli ospiti ci sarà anche  Alessandro Tettamanti del 3e32 che chiederà a Barca delucidazioni sul lavoro svolto finora a L’Aquila ed informazioni sui nuovi finanziamenti assolutamente necessari per la ricostruzione dell’Aquila.