Le mani sull’asilo

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Pubblicato il: 19 gennaio 2015

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Esattamente 4 anni fa decidemmo assieme ad altri concittadini e studenti universitari di riprenderci quel centro città che versava in uno stato di semi-abbandono, avvolto com’era dalla cappa di quell’immensa zona rossa che lo caratterizzava (tuttora in parte). Trovavamo ingiusto che edifici semi-agibili versassero in uno stato di abbandono totale, senza alcun progetto di recupero, mentre migliaia di metri cubi di cemento distruggevano l’ambiente circostante.

L’amministrazione comunale sbandierava ai 4 venti la riapertura del centro storico e la sua necessaria ricostruzione ma nei fatti era totalmente immobile nel far partire i lavori e le destinazioni d’uso di diversi edifici del centro che in breve tempo avrebbero potuto tornare a vivere. Dal canto nostro non volevamo abbandonare la città come in troppi hanno fatto e pretendiamo tuttora di essere partecipi della sua ricostruzione e vitalità. E’ così che decidemmo di prendere e ridare vita allo stabile sito in viale Duca degli Abruzzi, ora noto come Asilo Occupato. Un edificio tenuto buio e vuoto da dopo il terremoto nonostante avesse subìto pochissimi danni e che in quel momento serviva come il pane per tutti quei giovani che avevano deciso di resistere in questa città e che erano desiderosi di dare il loro contributo creativo alla sua rinascita. Peraltro senza consumare alcun metro di suolo!

La vera rivoluzione prodotta da questo atto è stata proprio la rottura dei rapporti sociali e istituzionali che ancora oggi caratterizzano la vita in questa città. Abbiamo deciso di non chiedere il permesso a nessuno, di non barattare alcunché, di non cedere ad alcuna promessa, tantomeno a voti di scambio. Abbiamo agito e basta! Dal basso e in modo autorganizzato.

Da quel momento l’asilo occupato ha vissuto di vita propria, in modo totalmente autogestito. Vi sono transitate centinaia di persone, gruppi, compagnie teatrali, band musicali, collettivi, movimenti locali e nazionali, artisti e associazioni. Alcune di queste ultime vi hanno anche stabilito la sede dopo averla persa in seguito al sisma.

Non sono mancati i momenti difficili ma l’asilo è comunque andato avanti in questi 4 anni, attraversando diverse fasi, ma mantenendo la sua autonomia politica e culturale.

E’ per questo che ci fa rabbia vedere e leggere da qualche tempo che, appena il comune ha paventato un possibile inizio dei lavori di recupero, tutta una serie di persone e realtà all’improvviso rivendicano un posto lì dentro, addirittura con raccolte firme e progettini ingegneristici con tanto di assegnazione degli spazi interni.

Troppo facile smuoversi solo adesso dopo che in questi quasi 6 anni, in tanti non hanno fatto altro che criticare e schierarsi sempre col più forte, oltre che salire sul carro del vincitore ad ogni tornata elettorale, locale o regionale.

Noi del Comitato 3e32 ci sentiamo partecipi di quest’esperienza autogestita in centro città insieme a tutte, le associazioni e le individualità che con le loro attività hanno portato avanti l’asilo in questi anni e che ora non possono essere messe da parte.

Ci auspichiamo invece che questa rete che in questi anni ha contribuito in varia misura a dar vita e carburante all’esperienza dell’asilo prenda l’iniziativa per avanzare una propria proposta progettuale da prendere in seria considerazione per quello che sarà il nuovo asilo.

Per noi una prima vittoria l’asilo occupato comunque l’ha già ottenuta: la destinazione d’uso dello stabile sarà sociale. Vigileremo affinché dietro questa affermazione non si celi alcun bando di assegnazione degli spazi ritagliato ad hoc per i soliti noti.

Siamo orgogliosi che l’edificio sarà ricostruito e tornerà a vivere, costituendo un importante spazio di socialità, cultura ed aggregazione in centro storico. E’ una vittoria dell’occupazione dell’asilo e di chi vi ha partecipato, senza stare ad aspettare le solite promesse ripetute da anni.

E’ da queste realtà che si deve partire per riprogettare il futuro di questo spazio e di questa città.

CineMatto: città e periferie italiane

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Pubblicato il: 15 gennaio 2015

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Proiezione “La Trattativa” di Sabina Guzzanti a L’Aquila

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Pubblicato il: 15 gennaio 2015
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Martedì 13 gennaio, con inizio alle ore 16.30 presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, ci sarà per la prima volta in città la proiezione del film “La Trattativa”. L’evento, organizzato da 3e32 / CaseMatte, vedrà la partecipazione della regista Sabina Guzzanti.

“La trattativa”, distribuito dallo scorso ottobre, è un film-documentario che ha come tema centrale la trattativa Stato-mafia, negoziazione tra lo Stato italiano e Cosa nostra. Un tema che assumeuna importanza vitale in particolare all’Aquila dove, dopo il terremoto del 2009, le mafie sono presenti in modo massiccio sul territorio, per fare affari con la ricostruzione e non solo.

Il film è un racconto di alcuni episodi della storia italiana dagli anni Novanta in poi. Attori ed attrici interpretano alcune figure del periodo: mafiosi, massoni, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, politici, vittime e persone oneste. Gli interrogativi posti nel corso del film sono diversi. Cosa si intende per trattativa? Quali concessioni in cambio della cessazione delle stragi? Il tutto con una riflessione sui rapporti tra mafia, politica, Chiesa, forze dell’ordine.

L’occasione sarà un gradito ritorno per Sabina Guzzanti all’Aquila. La comica e regista romana fu infatti ospitata a lungo nel campo autogestito Piazza 3e32 nell’estate 2009, durante le riprese del film “Draquila”. Recentemente, inoltre, ha testimoniato in tribunale nel processo relativo allo spazio sociale di CaseMatte, presente da oltre cinque anni all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

Proprio a CaseMatte, mercoledì 14 gennaio, verrà nuovamente proiettato “La trattativa”. Alle ore 19.30 ci sarà una cena aperitivo, a seguire la proiezione del film.

 

Alcuni scatti durante la proiezione all’università
e durante le due proiezioni a CaseMatte

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Alcuni spezzoni del dibattito post-proiezione all’università

Testet chiama L’Aquila risponde

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Pubblicato il: 19 dicembre 2014

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Martedì 23 dicembre ore 18 CaseMatte 

Testet chiama L’Aquila risponde

Una giornata d’informazione e solidarietà con la lotta nel dipartimento di Tarn (Francia del Sud) in cui cittadini ed attivisti si battono da mesi contro il faraonico progetto di realizzazione di una diga dannosa ed inutile. Durante gli scontri dello scorso 25 ottobre un ragazzo di 21anni è stato ucciso dalla polizia con una granata. Da allora si sono susseguite manifestazioni di protesta in tutta la Francia.

“Per i pianificatori la ZAD é la Zone d’Aménagement Différé (Zona di Pianificazione Differita) per noi é la Zona dA Difendere” così attivisti e cittadini si battono per la Zad di Testet contro il faraonico progetto della diga di Sevens (non lontana da Tolosa) dannosa per le biodiversità ed inutile. Lo scorso 25 ottobre un ragazzo di 21 anni, Remì, è stato ucciso da una granata della polizia.

La Francia si è risvegliata di fronte una la realtà fatta di forze armate sempre più violente, un regime statale sempre più repressivo e di un sistema economico e sociale che porta avanti solo gli interessi dei pochi e potenti.

Innumerevoli manifestazioni di solidarietà sono iniziate in tutto il paese a partire da Tolosa e Nantes, dove si verificano violenti scontri.

Il progetto della diga di Testet portera’ alla creazione di un enorme lago artificiale, 1,3 milioni cubi d’acqua, per permettere l’irrigazione dei terreni ad agricoltura intensiva di alcune grandi aziende. E’ facile immaginare quale sara’ l’impatto ambientale di una tale opera e le ripercussioni sulla vita delle persone e la devastazione dell’ecosistema. Per questo gia’ da tempo, molti abitanti del luogo e solidali avevano iniziato a resistere, occupando la zona e organizzandosi contro gli espropri e l’arrivo della polizia. Gia’ la scorsa estate le forze dell’ordine avevano attaccato più volte gli occupanti senza grossi risultati.

Una lotta simile a quella della Val di Susa contro la Tav o di Notre-Dame-des-Landes, sempre in Francia, dove gli abitanti si oppongono alla costruzione di un altro aeroporto nella zona della città di Nantes.

Verità e giustizia: protesta dopo la sentenza “Grandi Rischi”

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Pubblicato il: 24 novembre 2014

Ieri 13 novembre si è svolto un sit-in e corteo di protesta indetto dai familiari delle vittime del terremoto indignati per l’esito della sentenza di secondo grado della Commissione Grandi Rischi.

Il video della protesta

Alcune foto

Alcune foto del 2° sit-in organizzato il 23 novembre in Piazza Duomo

Il nostro volantino

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Collemaggio ai bambini, Collemaggio alla città!

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Pubblicato il: 21 novembre 2014

Abbiamo accolto con piacere l’idea del circolo di Legambiente Beni Culturali dell’Aquila di organizzare la Festa dell’Albero a Collemaggio.

Questa iniziativa, che coinvolge in particolare tantissimi studenti e bambini in tutta Italia, va nella direzione che stiamo cercando faticosamente di percorrere da anni, quella della tutela e della valorizzazione dell’area di Collemaggio, un’area di grande pregio dal punto di vista storico, architettonico, naturalistico e della memoria, che continua ad essere lasciata dalle istituzioni (e nello specifico dalla Asl) in stato di degrado e abbandono. Da questo punto di vista lo spazio autogestito di CaseMatte rappresenta un presidio fondamentale per continuare a chiedere con forza che l’area sia sottratta alla speculazione e venga invece riqualificata e aperta al pubblico.

A settembre abbiamo organizzato un incontro molto partecipato in cui tutte le istituzioni presenti (Regione, Comune, Università) oltre che tante associazioni e cittadini, si sono dette d’accordo su questa visione e si sono impegnate ad intraprendere la strada della ricostruzione e rigenerazione dell’area. Al momento però questi impegni sono rimasti solo parole e buoni propositi, e ad oggi ancora non è dato sapere neanche se davvero l’area sia stata cartolarizzata dalla ASL e quale sia il suo reale valore, ma soprattutto quali siano i tempi per l’avvio e la conclusione del processo di riqualificazione. Vanno invece avanti nel frattempo le udienze contro i dodici attivisti e attiviste del 3e32 (e non solo) portati in tribunale dalla Asl, con la grottesca accusa del danno d’immagine.

La nostra battaglia per la difesa e la valorizzazione di Collemaggio va avanti, con iniziative culturali e sociali, come la Festa dell’Albero, ma anche con il confronto con le istituzioni, a cui vogliamo chiedere conto degli impegni presi nell’incontro di settembre, per fare in modo che superino l’impasse e l’indifferenza in cui è stata lasciata cadere la collina di Collemaggio.

Oggi, insieme a Legambiente e agli studenti del Liceo Cotugno e della scuola Primaria Gianni Di Genova, riscopriamo il valore dell’ex ospedale psichiatrico, piantiamo nuovi alberi e ci prendiamo cura del parco, e lanciamo un appello al territorio ed alle istituzioni: facciamo di quest’area il cuore culturale, sociale e ambientale della nostra città.

Restiamo Umani – The Reading Movie: proiezione mercoledì 26 novembre a CaseMatte

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 18 novembre 2014

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Mercoledì 26 novembre dalle ore 19:30 presso CaseMatte (ex ospedale psichiatrico Collemaggio L’Aquila) si terrà un aperitivo e a seguire la proiezione di “Restiamo Umani – The Reading Movie”, un film di Fulvio Renzi, diretto da Luca Incorvaia tratto dal libro di Vittorio Arrigoni “GAZA – Restiamo Umani”

Il diario giornaliero scritto da Vittorio Arrigoni dei 22 giorni di massacro avvenuto durante l’operazione militare ‘Piombo Fuso’, sferrata dal governo israeliano contro i civili della striscia di Gaza tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. In questi giorni morirono più di 1200 civili e oltre 400 bambini furono assassinati.

Il documento storico di un crimine contro l’umanità ad oggi ancora impunito dalla comunità internazionale.

La par­ti­co­la­rità del film, la sua inten­sità, sta nel fatto che si alter­nano nella let­tura dei capi­toli (tutti letti per la prima volta, senza trac­cia di reci­ta­zione) dician­nove per­so­na­lità che senza nes­sun tipo di messa in scena comu­ni­cano con la sola voce la dram­ma­ti­cità degli eventi.

La madre di Vit­to­rio, Egi­dia Beretta Arri­goni (sin­daco di Bul­ciago, Lecco) che apre la let­tura, il diplo­ma­tico tede­sco Sté­phane Hes­sel tra i fir­ma­tari della Dichia­ra­zione dei diritti umani, l’arcivescovo orto­dosso in esi­lio Hila­rion Capucci, Moni Ova­dia, don Gallo, Noam Chom­sky, Luisa Mor­gan­tini Akiva Orr atti­vi­sta dei diritti umani, Moham­mad Bakri il regi­sta di Jenin Jenin, Roger Waters dei Pink Floyd, il repor­ter di guerra Alberto Arce autore del docu­men­ta­rio To Shoot an Ele­phant, lo sto­rico israe­liano Ilan Pappé dell’Università di Exe­ter, il rab­bino David Weiss, il pre­mio Nobel per la pace Mai­read Cor­ri­gan Maguire.

Lo stato si autoassolve e se la ride. Vogliamo verità e giustizia

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 12 novembre 2014

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Lo Stato si autoassolve e se la ride. Da anni. La sentenza del processo di appello alla Commissione Grandi Rischi rappresenta l’ennesimo schiaffo dello Stato alla popolazione aquilana.

Una commissione di esperti che non avrebbe, naturalmente, dovuto prevedere il terremoto – come è stato strumentalmente scritto dai media – ma che ha avuto la colpa di aver rassicurato i cittadini. Una commissione che, come è stato evidenziato anche dalle intercettazioni telefoniche, era stata inviata all’Aquila solo per compiere “un’operazione mediatica”, trasformando inoltre le legittime preoccupazioni della popolazione in un problema di ordine pubblico da reprimere.

La responsabilità politica di quella riunione fu di Guido Bertolaso, che ordinò agli esperti – piegati al potere – di recarsi in città, per sbrigarsela con una finta riunione di mezz’ora. Guido Bertolaso, noi non ti dimentichiamo. Al di fuori delle aule dei tribunali, la storia ti condanna.

Così come condanna chi come Enzo Boschi, oggi e solo oggi, annuncia di voler rivelare “i particolari di questa storia”, sostenendo che “noi scienziati siamo stati usati”, che quella del 31 marzo fu una “riunione politica”, che allora “non fu riportato all’opinione pubblica quanto invece accadde davvero in quella riunione” [La Repubblica]. Non solo: “Un giorno vorrei incontrare i parenti delle vittime per dire la mia verità” [Sky tg24].

Boschi, cosa è accaduto davvero in quella riunione? Vieni all’Aquila e dicci la verità. Anche perché nel verbale, firmato il 6 aprile 2009, ed acquisito come prova, ci sono comunque frasi dal sapore rassicurante e pseudo scientifiche in cui Boschi afferma: “Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi”.

Perché lo ha escluso? Scientificamente non ha senso. Mentre Barberi, presidente vicario di quella commissione, che addirittura partecipò alla conferenza stampa dopo la riunione, sempre nella bozza di verbale afferma rassicurando: “Questa sequenza sismica non preannuncia niente”.

E’ inoltre quantomeno imbarazzante la posizione del sindaco Massimo Cialente, che ora si dice “dispiaciuto” della sentenza, ma che nella sua testimonianza ha di fatto sostenuto la difesa degli imputati, rivelando di non essere stato tranquillizzato. Perché scienziati e politici non parlarono allora, smentendo le false rassicurazioni?

In questa storia politica e scienza si compenetrano. La scienza non ha fatto il suo dovere e si è asservita alla politica in modo totalmente irresponsabile. Per questo è colpevole ma, a quanto pare, la giustizia è un lusso che noi “poveracci” non possiamo permetterci.

Eravamo presenti alla Corte d’Appello: non sarà certo una sentenza di un tribunale a farci cambiare opinione. Vogliamo vivere in questa città, ricostruirla, e continueremo a lottare per farlo.

Per questo invitiamo L’Aquila ad avere uno scatto di dignità e a scendere in strada, per l’ennesima volta in questi anni.

Invitiamo tutte e tutti al sit-in organizzato dai parenti delle vittime del sisma, che si terrà domani giovedì 13 novembre, dalle ore 18.30, nei pressi della Villa Comunale all’Aquila.

Pretendiamo verità e giustizia, vogliamo far sentire forte la nostra voce.

Il 31 ottobre processo a CaseMatte, il giorno dopo festeggiamo 5 anni di R-Esistenza!

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 22 ottobre 2014

Il prossimo 31 ottobre ci sarà l’ennesima udienza del processo per l’occupazione di CaseMatte, lo spazio all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, riqualificato e ridato alla collettività.

Ancora una volta passeremo la giornata in tribunale, in un giorno comunque per noi particolare: 5 anni di r-esistenza.

Nessun tribunale ci ha mai spaventati: il 1 novembre, all’indomani dell’udienza, saremo infatti ancora a CaseMatte, con i nostri corpi, i nostri sorrisi e la nostra determinazione, a festeggiare cinque anni di vita, di cultura, di lotta e di socialità.
Invitiamo tutte e tutti a entrambi gli appuntamenti: il 31, al tribunale di Bazzano, inizieranno a testimoniare le persone che, in questi anni, hanno riconosciuto l’importanza di CaseMatte; un luogo di vita e di aggregazione che, a partire dall’immediato post-sisma, è stato un punto di riferimento per tante e tanti in città. Uno spazio che continuiamo ad (auto)gestire quotidianamente, all’interno del quale si svolgono assemblee pubbliche, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori e concerti. Uno spazio che difenderemo a oltranza, contro chi – nemico della comunità aquilana – ci vuole cacciare per portare avanti, indisturbato, interessi di parte.

Sarà una grande giornata di festa per il quinto compleanno. Nel pomeriggio, dalle ore 16, ci saranno i “CaseMatte Olimpyc Games“, alla riscoperta di giochi antichi ma mai tramontati: pignatta, corse coi sacchi, freccette a 20 metri, tiro alla fune, tiro al barattolo e torneo di tedesca. Alle ore 19 ci sarà un aperitivo di autofinanziamento, con la proiezione del documentario “CaseMatte: storie di resistenza, di Valentina Traini e Arianna Vergari. Dalle 22 serata live con i concerti rockabilly/psychobilly di The Tasta Boys e di The Fiftyniners e con il djset di Rocker Butch.

Il 31 ottobre processano CaseMatte, il giorno successivo festeggiamo i nostri primi cinque anni di vita!”

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CASEMATTE FESTEGGIA 5 ANNI!!

Inviamo tutti il 31 ottobre in tribunale per una nuova udienza del processo per l’occupazione di CaseMatte e sabato 1 novembre a festeggiare con noi 5 anni di R-Esistenza!

Sabato 1 novembre

Dalle 16 CaseMatte Olympic Games:
Pignatta, corse coi sacchi, freccette a 20 metri, tiro alla fune, tiro al barattolo, torneo di tedesca

Dalle 19 Aperitivo con proiezione di “CaseMatte: storie di resistenza

Dalle ore 22 musica live con:
The FiftyNiners – Psychobilly e The Tasta Boys – Wild Rockabilly

Complici e solidali con l’Asilo Occupato

Categorie: NEWS
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Pubblicato il: 16 ottobre 2014

Da oltre tre anni abbiamo riaperto e dato vita ad uno spazio abbandonato colpevolmente dal Comune dell’Aquila all’indomani del terremoto.

Così, contando su energie volontarie, un edificio chiuso è diventato uno dei pochi centri della ricostruzione sociale di questa città, offrendo in maniera autogestita cultura, sport, laboratori e soprattutto libera aggregazione in pieno centro storico.

In tal senso, l’Asilo Occupato offre una risposta concreta a bisogni nei confronti dei quali finora l’amministrazione è stata solo capace di fare promesse poi non rispettate. Varie attività che nascono al suo interno si riversano anche sul territorio attraverso le numerose associazioni che vivono lo spazio.

Ogni martedì, dalle 19, si riunisce una partecipatissima assemblea in cui, in modo orizzontale, si propongono nuove attività da parte di chi ha sempre creduto nel valore di uno spazio come questo, e di chi vi si sta avvicinando soltanto ora.

Alle sigle vuote che criticano in maniera sterile l’esperienza dell’Asilo, chiediamo: voi cosa avete fatto per la città?

In questo momento così difficile per il territorio aquilano attaccare l’Asilo è solo sciacallaggio politico e tentativo di distogliere l’attenzione dai veri problemi.
Ci sono famiglie che, in questi giorni, vengono sfollate per una seconda volta a causa di frodi nella costruzione del Progetto CASE, e qualcuno vuole prendersela con chi dà vita ad uno spazio sociale libero?

Gli aquilani sanno benissimo chi sono i veri responsabili della situazione in cui versa il loro territorio.

La ricostruzione è lenta, la città vive un disagio economico e sociale senza precedenti, e il problema sta in chi – in modo autorganizzato e autofinanziato – sta faticosamente cercando di fare qualcosa?

Come sempre, le nostre attività continuano.
Invitiamo tutti alla festa in solidarietà dell’Asilo Occupato giovedì 16 e alle tre giornate di inaugurazione delle attività di quest’anno del 23, 24 e 25 ottobre.

Asilo Occupato

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