Quelle cattive ragazze: evento sull’8 marzo con proiezioni e dibattito @casematte

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Pubblicato il: 27 febbraio 2015

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Domenica 8 marzo dalle ore 18:30 presso CaseMatte (ex ospedale psichiatrico Collemaggio – L’Aquila) si terrà dalle 18:30 l’incontro “Quelle cattive ragazze” con proiezione di un documentario sulla storia del femminismo in Italia e dibattito “Davvero, oggi, la questione di genere non ha più motivo di esistere?”. A seguire aperitivo cenato.

Era il 1921 quando la conferenza delle donne comuniste scelse di fissare la giornata delle donne l’otto marzo per ricordare “una manifestazione di donne con cui si era avviata la prima fase della rivoluzione russa”.

Negli ultimi cento anni le lotte sono andate avanti e molto è stato ottenuto : dal diritto di voto, all’aborto, dal riconoscimento della parità salariale al divorzio.
Oggi sono in tante e tanti a sostenere che, almeno in occidente, le donne “possono fare tutto”.

Eppure, a ben vedere, le donne continuano a subire violenze e discriminazioni, i diritti, così faticosamente conquistati, sono minacciati continuamente e le donne rimangono le prime vittime di guerre e crisi economiche e sociali.

Davvero, oggi, la questione di genere non ha più motivo di esistere?

Ne discutiamo insieme l’otto marzo a casematte, nel corso di un dibattito che ripercorrerà le tappe di un passato molto più recente di quanto non si creda.

Vogliamo dedicare questa giornata alle donne curde la cui “lotta di liberazione è un abbraccio alle donne di tutto il mondo”. Jin Jiyan Azadî – Donne Vita Libertà

L’Aquila rende omaggio al grande Francesco Di Giacomo

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Pubblicato il: 20 febbraio 2015

tributo a francesco di giacomo

Sabato 21 febbraio, nello spazio sociale di CaseMatte, nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio all’Aquila, renderemo omaggio a Francesco Di Giacomo, storica voce e anima del Banco del Mutuo Soccorso, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa.

Diversi artisti si esibiranno per ricordare la storica voce del progressive italiano. Tra gli altri, parteciperanno anche Andrea Satta e Angelo Pelini dei Têtes de Bois. La band, insieme a Di Giacomo, nel maggio 2013 aveva portato all’Aquila la magia del palco a pedali, in una serata in Piazza Duomo che contribuimmo, insieme ad altre realtà del territorio, a organizzare.

Francesco Di Giacomo era una persona dallo sguardo intenso e dall’animo semplice, che vogliamo ricordare attraverso la sua musica.

CaseMatte si difende, difendiamo CaseMatte

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Pubblicato il: 5 febbraio 2015

Processo 6 febbraio

Il 6 febbraio dalle ore 11 ci sarà quella che potrebbe essere l’ultima udienza del processo per occupazione di CaseMatte.

L’esperienza di CaseMatte è un fondamento della resilienza della città al sisma del 6 aprile 2009 e non può essere ridotta ad una vicenda giudiziale dentro un’aula di tribunale.

Facciamo in modo che esca fuori allora. Chiediamo allora a tutt* coloro che giudicano CaseMatte come un valore, di portare la loro solidarietà fuori dall’aula del tribunale di Bazzano.

Lo spazio sociale autogestito CaseMatte rappresenta un pezzo di quella città che dal 2009 cerca di dare il suo contributo alla rinascita e alla ricostruzione del nostro territorio devastato sia a livello materiale che sociale e politico.

In questi anni abbiamo dato vita a iniziative politiche e culturali dal basso che hanno tenuta accesa la speranza di un’altra ricostruzione, al di fuori delle logiche del mero profitto e della speculazione. Abbiamo rivendicato il diritto collettivo di vivere e resistere in questa città.

Rifiutiamo di essere considerati dei danneggiatori come vorrebbe la Asl che si è costituita parte civile nel processo per “danno d’immagine”. Il vero danno – l’abbiamo sempre ribadito – è di aver tenuto abbandonato e desolato un luogo simbolo di questa città quale è il parco dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

Parco che, invece, vorremmo divenisse emblema della ricostruzione pubblica della città, attraverso un progetto di recupero che valorizzi la socialità, la cultura e la creatività.

Collemaggio, vogliamo risposte concrete!

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Pubblicato il: 29 gennaio 2015

collemaggio alla città

Sono passati ormai 4 mesi dall’incontro organizzato a CaseMatte, con le istituzioni, sul futuro di Collemaggio.

In quell’incontro, partecipatissimo sia dai rappresentanti istituzionali che dai cittadini, sono stati presi diversi impegni circa il futuro dell’area dell’ex-ospedale psichiatrico. Al momento, di quelle promesse non ne è stata rispettata nessuna.

L’assessore regionale alla Sanità Paolucci aveva annunciato che sarebbe stato stabilito, una volta per tutte e attraverso atti concreti, il fatto che Collemaggio resti un’area pubblica. Inoltre, aveva garantito che entro breve termine avrebbe verificato se l’area fosse stata cartolarizzata, elaborando una stima del suo valore economico complessivo. Nulla si è saputo in merito fino ad oggi.

Il vice Presidente della Regione Lolli aveva comunicato la possibilità di destinare 10 milioni di euro, provenienti dai fondi Fsc, al ripristino e alla rivalutazione di Collemaggio (o, almeno, di una parte dell’area). A quelle parole non è seguito alcun atto, né alcun aggiornamento è arrivato sulla reale disponibilità di quei fondi.

Infine, anche il percorso partecipativo con la città per la definizione del futuro dell’area, che il Comune si era impegnato a rilanciare, pare essersi arenato dopo appena un primo incontro.

Nel frattempo la ASL sta continuando a trasferire ulteriori servizi fuori da Collemaggio. L’ultima notizia è, infatti, quella relativa al Distretto Sanitario di base e al Centro di salute mentale (e, sembra, anche al Consultorio familiare), i quali verranno collocati all’interno dell’edificio ex-Onpi, spazio preso in affitto dal Comune. La cosa paradossale è che la ASL ha speso e continua a spendere fondi pubblici per pagare affitti per i diversi servizi, mentre l’area di Collemaggio viene lasciata al degrado ed all’abbandono e si continua a non avere la minima cognizione del destino forse già riservato all’intera area.

In questo quadro disastroso, il principale responsabile di tale scellerata gestione, il manager Silveri, continua tranquillamente a rimanere al suo posto, rifiutandosi di partecipare a qualsiasi confronto pubblico, come se nulla fosse. Ha, anzi, ben pensato di chiedere – nel procedimento penale in corso per occupazione abusiva – un risarcimento per “danno di immagine” (di circa 100.000 €) a noi attivisti del 3e32 (e non solo) che, attraverso CaseMatte, abbiamo dato vita ad un presidio per la rivitalizzazione del luogo e contro la svendita del Parco di Collemaggio.

In tal senso, sempre l’assessore alla sanità Paolucci aveva fornito rassicurazioni riguardo il ritiro della costituzione di parte civile da parte della ASL, un’azienda che dovrebbe rispondere proprio alla Regione; ma neanche questo ci risulta sia stato fatto.

Il prossimo 6 febbraio si terrà un’udienza decisiva per capire che ne sarà di questa vergognosa denuncia, ma francamente crediamo sia inaccettabile che il futuro di uno spazio politico-culturale importante come CaseMatte – riconosciuto come tale da tutta la città – venga deciso nelle aule di un tribunale.

Dalle Istituzioni sopra citate pretendiamo risposte immediate rispetto agli impegni presi a tutela del futuro di tutta l’area pubblica di Collemaggio.

Le mani sull’asilo

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Pubblicato il: 19 gennaio 2015

asilo-occupare-diritto

Esattamente 4 anni fa decidemmo assieme ad altri concittadini e studenti universitari di riprenderci quel centro città che versava in uno stato di semi-abbandono, avvolto com’era dalla cappa di quell’immensa zona rossa che lo caratterizzava (tuttora in parte). Trovavamo ingiusto che edifici semi-agibili versassero in uno stato di abbandono totale, senza alcun progetto di recupero, mentre migliaia di metri cubi di cemento distruggevano l’ambiente circostante.

L’amministrazione comunale sbandierava ai 4 venti la riapertura del centro storico e la sua necessaria ricostruzione ma nei fatti era totalmente immobile nel far partire i lavori e le destinazioni d’uso di diversi edifici del centro che in breve tempo avrebbero potuto tornare a vivere. Dal canto nostro non volevamo abbandonare la città come in troppi hanno fatto e pretendiamo tuttora di essere partecipi della sua ricostruzione e vitalità. E’ così che decidemmo di prendere e ridare vita allo stabile sito in viale Duca degli Abruzzi, ora noto come Asilo Occupato. Un edificio tenuto buio e vuoto da dopo il terremoto nonostante avesse subìto pochissimi danni e che in quel momento serviva come il pane per tutti quei giovani che avevano deciso di resistere in questa città e che erano desiderosi di dare il loro contributo creativo alla sua rinascita. Peraltro senza consumare alcun metro di suolo!

La vera rivoluzione prodotta da questo atto è stata proprio la rottura dei rapporti sociali e istituzionali che ancora oggi caratterizzano la vita in questa città. Abbiamo deciso di non chiedere il permesso a nessuno, di non barattare alcunché, di non cedere ad alcuna promessa, tantomeno a voti di scambio. Abbiamo agito e basta! Dal basso e in modo autorganizzato.

Da quel momento l’asilo occupato ha vissuto di vita propria, in modo totalmente autogestito. Vi sono transitate centinaia di persone, gruppi, compagnie teatrali, band musicali, collettivi, movimenti locali e nazionali, artisti e associazioni. Alcune di queste ultime vi hanno anche stabilito la sede dopo averla persa in seguito al sisma.

Non sono mancati i momenti difficili ma l’asilo è comunque andato avanti in questi 4 anni, attraversando diverse fasi, ma mantenendo la sua autonomia politica e culturale.

E’ per questo che ci fa rabbia vedere e leggere da qualche tempo che, appena il comune ha paventato un possibile inizio dei lavori di recupero, tutta una serie di persone e realtà all’improvviso rivendicano un posto lì dentro, addirittura con raccolte firme e progettini ingegneristici con tanto di assegnazione degli spazi interni.

Troppo facile smuoversi solo adesso dopo che in questi quasi 6 anni, in tanti non hanno fatto altro che criticare e schierarsi sempre col più forte, oltre che salire sul carro del vincitore ad ogni tornata elettorale, locale o regionale.

Noi del Comitato 3e32 ci sentiamo partecipi di quest’esperienza autogestita in centro città insieme a tutte, le associazioni e le individualità che con le loro attività hanno portato avanti l’asilo in questi anni e che ora non possono essere messe da parte.

Ci auspichiamo invece che questa rete che in questi anni ha contribuito in varia misura a dar vita e carburante all’esperienza dell’asilo prenda l’iniziativa per avanzare una propria proposta progettuale da prendere in seria considerazione per quello che sarà il nuovo asilo.

Per noi una prima vittoria l’asilo occupato comunque l’ha già ottenuta: la destinazione d’uso dello stabile sarà sociale. Vigileremo affinché dietro questa affermazione non si celi alcun bando di assegnazione degli spazi ritagliato ad hoc per i soliti noti.

Siamo orgogliosi che l’edificio sarà ricostruito e tornerà a vivere, costituendo un importante spazio di socialità, cultura ed aggregazione in centro storico. E’ una vittoria dell’occupazione dell’asilo e di chi vi ha partecipato, senza stare ad aspettare le solite promesse ripetute da anni.

E’ da queste realtà che si deve partire per riprogettare il futuro di questo spazio e di questa città.

“Cinematto”, a CaseMatte uno sguardo sulle periferie italiane

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Pubblicato il: 15 gennaio 2015

cinematto

Partirà il 28 gennaio “Cinematto – sguardo sulle città e periferie italiane”, un nuovo ciclo di film a CaseMatte, spazio sociale all’interno del parco di Collemaggio.
Nel primo appuntamento sarà protagonista un cult: “La guerra degli Antò“, di Riccardo Milani. Film ambientato ai tempi della Prima guerra del Golfo, racconta la storia di quattro giovani punk abruzzesi, di Montesilvano, stanchi della loro vita di provincia. Una commedia divertente ma anche intensa, che narra storie di precariato e disagio ancora drammaticamente attuali. Appuntamento alle ore 19.30 per un aperitivo di autofinanziamento, alle ore 21 la proiezione.

Il cinema a CaseMatte continuerà anche a febbraio – l’11 con Sacro Gra e il 25 con Corpo celeste – e a marzo, l’11 con L’ultimo pastore e il 25 con Miracolo a Milano.

Quale luogo più adeguato dell’Aquila per raccontare il mutamento delle periferie italiane? Da anni siamo presenti sul territorio per contribuire all’aggregazione sociale e opporci all’idea di città che governi e amministrazioni ci vogliono imporre. All’Aquila la densità abitativa è bassissima e la città ha assunto la forma di una gigantesca periferia semivuota. Raccontare attraverso lo sguardo dell’arte cinematografica le storie della periferia significa anche rendersi consapevole di dove si vive e agire di conseguenza.

Continueremo a organizzare iniziative politiche, sociali, culturali e musicali a CaseMatte, spazio pubblico aperto a tutte e tutti nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio che difenderemo da affaristi e speculatori anche attraverso piccole iniziative come la proiezione di film.

Proiezione “La Trattativa” di Sabina Guzzanti a L’Aquila

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Pubblicato il: 15 gennaio 2015
latrattativa

Martedì 13 gennaio, con inizio alle ore 16.30 presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, ci sarà per la prima volta in città la proiezione del film “La Trattativa”. L’evento, organizzato da 3e32 / CaseMatte, vedrà la partecipazione della regista Sabina Guzzanti.

“La trattativa”, distribuito dallo scorso ottobre, è un film-documentario che ha come tema centrale la trattativa Stato-mafia, negoziazione tra lo Stato italiano e Cosa nostra. Un tema che assumeuna importanza vitale in particolare all’Aquila dove, dopo il terremoto del 2009, le mafie sono presenti in modo massiccio sul territorio, per fare affari con la ricostruzione e non solo.

Il film è un racconto di alcuni episodi della storia italiana dagli anni Novanta in poi. Attori ed attrici interpretano alcune figure del periodo: mafiosi, massoni, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, politici, vittime e persone oneste. Gli interrogativi posti nel corso del film sono diversi. Cosa si intende per trattativa? Quali concessioni in cambio della cessazione delle stragi? Il tutto con una riflessione sui rapporti tra mafia, politica, Chiesa, forze dell’ordine.

L’occasione sarà un gradito ritorno per Sabina Guzzanti all’Aquila. La comica e regista romana fu infatti ospitata a lungo nel campo autogestito Piazza 3e32 nell’estate 2009, durante le riprese del film “Draquila”. Recentemente, inoltre, ha testimoniato in tribunale nel processo relativo allo spazio sociale di CaseMatte, presente da oltre cinque anni all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio.

Proprio a CaseMatte, mercoledì 14 gennaio, verrà nuovamente proiettato “La trattativa”. Alle ore 19.30 ci sarà una cena aperitivo, a seguire la proiezione del film.

 

Alcuni scatti durante la proiezione all’università
e durante le due proiezioni a CaseMatte

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Alcuni spezzoni del dibattito post-proiezione all’università

Testet chiama L’Aquila risponde

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Pubblicato il: 19 dicembre 2014

tarn

Martedì 23 dicembre ore 18 CaseMatte 

Testet chiama L’Aquila risponde

Una giornata d’informazione e solidarietà con la lotta nel dipartimento di Tarn (Francia del Sud) in cui cittadini ed attivisti si battono da mesi contro il faraonico progetto di realizzazione di una diga dannosa ed inutile. Durante gli scontri dello scorso 25 ottobre un ragazzo di 21anni è stato ucciso dalla polizia con una granata. Da allora si sono susseguite manifestazioni di protesta in tutta la Francia.

“Per i pianificatori la ZAD é la Zone d’Aménagement Différé (Zona di Pianificazione Differita) per noi é la Zona dA Difendere” così attivisti e cittadini si battono per la Zad di Testet contro il faraonico progetto della diga di Sevens (non lontana da Tolosa) dannosa per le biodiversità ed inutile. Lo scorso 25 ottobre un ragazzo di 21 anni, Remì, è stato ucciso da una granata della polizia.

La Francia si è risvegliata di fronte una la realtà fatta di forze armate sempre più violente, un regime statale sempre più repressivo e di un sistema economico e sociale che porta avanti solo gli interessi dei pochi e potenti.

Innumerevoli manifestazioni di solidarietà sono iniziate in tutto il paese a partire da Tolosa e Nantes, dove si verificano violenti scontri.

Il progetto della diga di Testet portera’ alla creazione di un enorme lago artificiale, 1,3 milioni cubi d’acqua, per permettere l’irrigazione dei terreni ad agricoltura intensiva di alcune grandi aziende. E’ facile immaginare quale sara’ l’impatto ambientale di una tale opera e le ripercussioni sulla vita delle persone e la devastazione dell’ecosistema. Per questo gia’ da tempo, molti abitanti del luogo e solidali avevano iniziato a resistere, occupando la zona e organizzandosi contro gli espropri e l’arrivo della polizia. Gia’ la scorsa estate le forze dell’ordine avevano attaccato più volte gli occupanti senza grossi risultati.

Una lotta simile a quella della Val di Susa contro la Tav o di Notre-Dame-des-Landes, sempre in Francia, dove gli abitanti si oppongono alla costruzione di un altro aeroporto nella zona della città di Nantes.

Verità e giustizia: protesta dopo la sentenza “Grandi Rischi”

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Pubblicato il: 24 novembre 2014

Ieri 13 novembre si è svolto un sit-in e corteo di protesta indetto dai familiari delle vittime del terremoto indignati per l’esito della sentenza di secondo grado della Commissione Grandi Rischi.

Il video della protesta

Alcune foto

Alcune foto del 2° sit-in organizzato il 23 novembre in Piazza Duomo

Il nostro volantino

volantino-grandi-rischi-23-novembre

Collemaggio ai bambini, Collemaggio alla città!

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Pubblicato il: 21 novembre 2014

Abbiamo accolto con piacere l’idea del circolo di Legambiente Beni Culturali dell’Aquila di organizzare la Festa dell’Albero a Collemaggio.

Questa iniziativa, che coinvolge in particolare tantissimi studenti e bambini in tutta Italia, va nella direzione che stiamo cercando faticosamente di percorrere da anni, quella della tutela e della valorizzazione dell’area di Collemaggio, un’area di grande pregio dal punto di vista storico, architettonico, naturalistico e della memoria, che continua ad essere lasciata dalle istituzioni (e nello specifico dalla Asl) in stato di degrado e abbandono. Da questo punto di vista lo spazio autogestito di CaseMatte rappresenta un presidio fondamentale per continuare a chiedere con forza che l’area sia sottratta alla speculazione e venga invece riqualificata e aperta al pubblico.

A settembre abbiamo organizzato un incontro molto partecipato in cui tutte le istituzioni presenti (Regione, Comune, Università) oltre che tante associazioni e cittadini, si sono dette d’accordo su questa visione e si sono impegnate ad intraprendere la strada della ricostruzione e rigenerazione dell’area. Al momento però questi impegni sono rimasti solo parole e buoni propositi, e ad oggi ancora non è dato sapere neanche se davvero l’area sia stata cartolarizzata dalla ASL e quale sia il suo reale valore, ma soprattutto quali siano i tempi per l’avvio e la conclusione del processo di riqualificazione. Vanno invece avanti nel frattempo le udienze contro i dodici attivisti e attiviste del 3e32 (e non solo) portati in tribunale dalla Asl, con la grottesca accusa del danno d’immagine.

La nostra battaglia per la difesa e la valorizzazione di Collemaggio va avanti, con iniziative culturali e sociali, come la Festa dell’Albero, ma anche con il confronto con le istituzioni, a cui vogliamo chiedere conto degli impegni presi nell’incontro di settembre, per fare in modo che superino l’impasse e l’indifferenza in cui è stata lasciata cadere la collina di Collemaggio.

Oggi, insieme a Legambiente e agli studenti del Liceo Cotugno e della scuola Primaria Gianni Di Genova, riscopriamo il valore dell’ex ospedale psichiatrico, piantiamo nuovi alberi e ci prendiamo cura del parco, e lanciamo un appello al territorio ed alle istituzioni: facciamo di quest’area il cuore culturale, sociale e ambientale della nostra città.

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