Solidarietà ai/alle compagn* torinesi: contro la svolta autoritaria delle istituzioni italiane

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 16 luglio 2018

Contro la svolta autoritaria delle istituzioni italiane, occorre al più presto costituire una rete comune di autodifesa.

Come comitato 3e32 e come spazio sociale “CaseMatte” dell’Aquila esprimiamo la nostra piena solidarietà e la nostra totale complicità con i/le compagn* torinesi che il 1° maggio 2017 hanno preso parte allo spezzone del corteo sociale per contestare il PD e i sindacati confederali.

Caricati allora immotivatamente dalle forze dell’ordine, sono stati colpiti il 13 luglio 2018 dalla notifica di 15 misure cautelari e, in 9 casi, di arresto domiciliare, oltre che attraverso la perquisizione del centro sociale “Askatasuna” e dello spazio popolare “Neruda”.

Quello di venerdì scorso è solo l’ultimo atto di una strategia complessiva volta a normalizzare nel nostro Paese l’uso sempre più massiccio di misure giuridiche e di piazza apertamente autoritarie e anti-democratiche.

Le parole del ministro degli interni Salvini sui social, che invoca con toni tanto vaghi quanto inquietanti la punizione di tutti i “delinquenti” ancora in circolazione, la recente e a dir poco sfacciata richiesta della Meloni per abolire il reato di tortura e dare così mano libera alle forze dell’ordine, le motivazioni tutte politiche addotte dal PM Rinaudo in questa circostanza, secondo il quale i dissidenti torinesi avrebbero voluto “rimarcare la loro estraneità alla manifestazione [ufficiale] e ai valori da essa espressi”: di fronte a ciò, noi tutti e tutte rivendichiamo l’esigenza di non allineamento espressa dai/dalle compagn* torinesi e rimarchiamo con forza la nostra estraneità a una politica istituzionale i cui valori sono sempre più vicini ai disvalori del fascismo.

Una presa di posizione politica autonoma e non in linea viene ormai considerata immediatamente e di per sé come illegale e colpita senza esitazioni. È necessario coordinarsi e ritrovarsi insieme contro questa deriva.

La tradizione italiana di mobilitazioni dal basso, sia sui territori minacciati da disastrose “grandi opere”, sia attraverso il tessuto di iniziative legate agli spazi sociali autogestiti e alle lotte diffuse che hanno comunque costellato le nostre città e le nostre campagne negli ultimi anni, insieme alla presenza dei migranti sul territorio nazionale, è sempre più percepita a livello istituzionale come una minaccia concreta in grado di mettere in questione un ordine costituito da forze politiche parlamentari che, per quanto tra di loro eterogenee, perseguono comunque scopi unitari.

Non c’è spazio per chi decide di costruire un’alternativa sociale e politica nella vita di tutti i giorni, consacrando tanta parte del proprio tempo in pratiche di mutualismo, di solidarietà e di opposizione reale al colonialismo interno portato avanti dalle dinamiche del capitalismo globale e dai suoi emissari nostrani.

Come aquilani abbiamo visto, dopo il sisma del 6 aprile 2009, la nostra città trasformata in un’immensa caserma e abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle la messa in opera di un laboratorio repressivo e di gestione delle popolazioni all’avanguardia, senza precedenti in Italia per dimensioni ed estensione (dispiegato dalla Protezione Civile e voluto dalle diverse forze politiche locali e nazionali allora al governo).

E come attivisti e militanti aquilani impegnati nel contrastare questi processi, ci sentiamo di rivolgerci a tutti coloro che hanno a cuore e coltivano oggi l’autonomia degli individui e delle comunità, così come la libertà di costruire percorsi di lotta contro la distruzione dei nostri diritti e contro la dissuasione violenta del nostro irrinunciabile dovere di critica verso i fascismi istituzionali.

In questi tempi così brutalmente segnati dal ritorno di un autoritarismo che sembrava appartenere per sempre al passato, è necessario impegnarsi a fare rete il più possibile, coalizzarsi in nome di una autodifesa condivisa contro un un nemico che non teme di superare le proprie differenze interne per conseguire i propri loschi obiettivi.

Capovilla del “Teatro degli orrori” a Follie d’estate con lo spettacolo “Interiezioni”

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Pubblicato il: 28 giugno 2018

Nell’ambito del Festival “Follie d’Estate” in corso nell’Ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio, sabato 30 giungo alle ore 22:30, CaseMatte/3e32 è lieta di presentare “Interiezioni” spettacolo meta-teatrale in bilico fra poesia e sperimentazione musicale, da un’idea di Pierpaolo Capovilla, voce del Teatro degli Orrori e il maestro Paki Zennaro, compositore e storico collaboratore di Carolyn Carlson.

Interiezioni, secondo le parole degli stessi autori, è “rapina poetica e fuga a gambe levate dagli orrori dell’ideologia psichiatrica, la follia e il suo doppio. La stigmatizzazione sociale, l’esercizio del potere statuale sul corpo vivo dell’individuo. La follia, intesa come disperato rifiuto del soggetto a conformarsi alle circostanze storiche, sociali e culturali in cui sopravvive”.

I testi della rappresentazione sono tratti da “Succubi e Supplizi”, che Antonin Artaud scrisse nel 1946 fra un elettroshock e l’altro, nel manicomio di Rodez. Coniugando il verso doloroso e collerico, commovente e straziante di Antonin Artaud con l’irriverente e dissacrante interpretazione di Capovilla, “Interiezioni” ambisce a riscoprire l’autore sotto una luce nuova, contemporanea e sperimentale, arbitraria nella forma ma intimamente coerente con il contenuto poetico, che viene liberato dalla prigionia della pagina scritta, per librarsi nell’evocazione enunciativa, nel qui e ora, in una ricontestualizzazione che ambisce ad essere narrazione critica dell’oggi.

Pierpaolo Capovilla, già protagonista di numerosi altri progetti metateatrali, fra i quali “Eresia”, da Majakovskij, e “La Religione del mio Tempo”, di Pier Paolo Pasolini, questa volta volge lo sguardo verso i temi della follia e dell’ideologia psichiatrica, della rivolta e dell’emancipazione dall’insondabile solitudine del singolo di fronte alla forza prevaricatrice e omicidiaria della società moderna, promettendo al pubblico che vorrà assistervi emozioni, batticuori, lacrime e turbamento. Un evento nel segno della grande poesia del novecento, rivisitata nello spirito della contemporaneità.

A CaseMatte film sullo sfruttamento dei migranti nei campi e incontro con il regista

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Pubblicato il: 18 giugno 2018

Si chiama “The Harvest” il docufilm che verrà proiettato all’Aquila mercoledì 20 giugno, nello spazio sociale di CaseMatte, parco di Collemaggio. L’appuntamento è per le ore 20, quando ci sarà un aperitivo cena sociale, e a seguire il film alla presenza del regista Andrea Paco Mariani.

The Harvest rappresenta un documento importante sulla condizione dei migranti sikh che lavorano nei campi dell’Agro Pontino laziale, quelli da cui proviene la stragrande maggioranza della frutta che arriva sulle tavole all’Aquila e nel centro Italia.

La storia di Gurwinder è rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento: un esercito silenzioso di uomini piegati nei campi a lavorare, senza pause, attraversa oggi l’Italia intera. Raccolta manuale di ortaggi, semina e piantumazione per 12 ore al giorno filate sotto il sole; chiamano padrone il datore di lavoro, subiscono vessazioni e violenze di ogni tipo. Quattro euro l’ora nel migliore dei casi, con pagamenti che ritardano mesi, e a volte mai erogati, violenze e percosse, incidenti sul lavoro mai denunciati e “allontanamenti” facili per chi tenta di reagire.

The Harvest racconta tutto questo: la vita delle comunità Sikh stanziate stabilmente nella zona dell’Agro Pontino e il loro rapporto con il mondo del lavoro. I membri di queste comunità vengono principalmente impiegati come braccianti nell’agricoltura della zona. Gli episodi di sfruttamento (caporalato, cottimo, basso salario, violenza fisica e verbale) sono stati rilevati in numerosi casi, quasi sempre da associazioni che operano sul territorio locale. A fianco di questi fenomeni è inoltre cresciuto in maniera esponenziale l’uso di sostanze dopanti per sostenere i faticosi ritmi del lavoro nei campi.

Non proprio una “pacchia”, insomma, a differenza di come il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito ultimamente la vita in Italia dei migranti. La cieca e propagandistica follia di un politico squilibrato e pericoloso, che abbiamo già contestato nella sua ultima visita all’Aquila, e che continueremo a contrastare ad ogni occasione, anche con la proiezione di film come The Harvest, lavoro che ha vinto premi ed è stato presentato già in festival internazionali in Italia, Argentina, Polonia e India.

L’appuntamento è per il 20 giugno, dalle ore 20, a CaseMatte.

A CaseMatte nasce “Assistenza Popolare Legale”

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 12 giugno 2018

Nello spazio sociale di CaseMatte nasce un nuovo servizio gratuito di assistenza e supporto legale.

Si chiama “Assistenza legale popolare” e offrirà informazione, indirizzo e supporto ai cittadini e alle cittadine, nell’attuazione dei diritti civili e sociali, contro gli abusi.

Il servizio sarà aperto a tutte e tutti da giovedì 14 giugno, dalle ore 15 alle ore 18, in collaborazione con legali professionisti che opereranno a titolo gratuito.

Ogni giovedì, dunque, un nuovo servizio per lo spazio sociale di CaseMatte, che da anni rappresenta un punto di riferimento nel parco di Collemaggio. Oltre all’Assistenza Legale Popolare, infatti, nello spazio dell’ex ospedale psichiatrico sono attivi uno sportello di ascolto psicologico gratuito settimanale, una sala prove popolare e autogestita, oltre ad altre numerose attività, come corsi di lingua e di attività sportiva di base, eventi politici, culturali e musicali.

L’Assistenza Legale Popolare sarà aperto ogni giovedì, dalle ore 15 alle ore 18. Per info scrivi a assistenzalegalepopolare@gmail. o contattaci su Facebook (pagine 3e32 e/o Casematte L’Aquila)

Il 20 maggio giornata dedicata alla Palestina, con pranzo e testimonianze dai territori occupati

Categorie: Comunicati, Eventi
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Pubblicato il: 17 maggio 2018

Si chiama “Missione Palestina” la giornata dedicata al popolo palestinese organizzata da 3e32 / CaseMatte per domenica 20 maggio a CaseMatte, nel parco di Collemaggio all’Aquila.

Nel corso della giornata sarà servito un pranzo palestinese (ore 13:30, prenotazione obbligatoria inviando un messaggio a CaseMatte L’Aquila su Facebook entro venerdì 18 maggio), alle ore 16 vi sarà la testimonianza del gruppo “Dottor Clown Italia”, partito lo scorso 22 aprile per la sua sesta missione in Israele e Palestina, e a seguire uno spettacolo di fuoco e di clown per adulti, bambini e bambine.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della loro esperienza durante la missione internazionale partita recentemente per la Palestina: Evaristo Giovanni Arnaldi in arte “Dottor Baristo”, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin in arte “Olga del Volga” di Dottor Clown Italia e della prossima ventura “Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga”, concettualmente ideata appena dopo il terremoto dell’Appennino centrale di due anni fa. Entrambi “Clown di Contatto” in corsia da quasi venti anni, parleranno delle loro impressioni e della situazione vissuta in Palestina, terminando il pomeriggio con brevi spettacoli di clownerie e magia.

La giornata di solidarietà per la Palestina è organizzata a seguito degli ennesimi estenuanti giorni bui vissuti dalla popolazione di Gaza, massacrata dall’esercito israeliano che – in occasione di una manifestazione al confine – ha sparato sulla folla causando decine di morti e migliaia di feriti. Il silenzio della Comunità internazionale, delle istituzioni italiane e l’indifferenza delle popolazioni occidentali è inaccettabile. Israele non rispetta alcuna risoluzione ONU e la Palestina sta subendo un vero e proprio genocidio. Informarsi, informare e non restare indifferenti è un dovere.

Il menu del pranzo (anche per vegetariani, costo approssimativo 10€, termine prenotazione venerdì 18 maggio):
– Antipasto di hummus (ceci e variante ai fagioli)
– Pasta con Baba Ghanoush/Mutabba (crema di melanzane)
– Dawali (foglie di vite ripiene di riso ed uvetta)
– Pasticcio di spinaci e formaggio tipo feta
– Zatziki e verdure
– Basboosa (dolce a base di semolino, cocco e mandorle)

 

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di Thea Valentina Gardellin – Fu Dario Fo, nel lontano 1999, a portare Patch Adams in Italia. Non era la prima volta che Patch s’avvicinava agli Italiani per parlare loro della comicoterapia, ma Dario e Franca ne avevano catturato l’essenza, l’anima di un’attività che presto sarebbe giunta non solo nelle corsie degli ospedali ma anche nelle case di riposo, nelle prigioni, nei terremoti e nelle zone di guerra. Lui e Franca, con la loro arte giullare e con il teatro impegnato, avevano ben pensato che fosse necessario, in tutta questa strana follia chiamata umanità, distrarre le persone dalla quotidianità, regalando loro un mondo di fantasia. Indistintamente, adulti e bambini, coinvolti dai sorrisi e dagli abbracci dei Clown di Corsia.

Vi sono due tipi di Clown (premesso che non sono professionisti, sebbene abbiano alle spalle corsi di formazione specifica, laboratori e workshop di teatro, di clownerie, di giocoleria e di formazione psicologica nell’emergenza, soprattutto indirizzati al tipo di Clown che essi desiderano diventare o che il destino li porterà ad essere).

Il primo Clown, dal trucco più acceso e dagli abiti sgargianti, è quello che gioca con le bolle di sapone e con le arti magiche, che usa le carte, i palloncini, gli attrezzi di giocoleria e il suo naso rosso per entrare in contatto con chi ha davanti. Il secondo Clown (dal trucco più lieve e dai colori più tenui) agisce più in profondità. E’ quello che cerca, attraverso il contatto, di sfiorare le emozioni e gli stati d’animo altrui.

Un Clown, indipendentemente dal suo “ordine”, interviene sempre in punta di piedi. A passo sicuro ma silenzioso come la brezza in un campo di grano. Chiede il permesso, chiede sempre il permesso prima di agire, perché senza permesso, il Clown non fa.

La sua posizione, sia essa in una corsia oppure in una zona di guerra, rimane invariata. Guarda e ascolta: poi chiede il permesso per intervenire.

La maschera del Clown si costruisce con gli anni, il trucco varia e si modifica e mano a mano che passa il tempo tende ad essere sempre più essenziale. Il nome (come ogni essere umano, anche il Clown ha un nome) lo usa per presentarsi e per proteggersi dai dolori altrui. Il camice, per codice deontologico, deve sempre essere pulito e stirato, perché è così che può garantire l’accoglienza, soprattutto nel contatto. Sembrerà strano, ma è così. Seppure anarchico e libero nello spirito, il Clown ha delle regole precise da seguire.

Solitamente non interviene da solo. Come il Clown bianco ed il Clown augusto, anche il Clown di Corsia necessità di un alter ego che sappia interagire e sorreggere laddove vi sia necessità.

Negli ospedali e nei luoghi di cura, nelle case di riposo, agisce per ridurre il dolore fisico e quello della dipartita. Non lascia sole le persone e ne raccoglie preoccupazioni e lutti. Nelle prigioni accompagna i bambini a trovare i genitori, prendendoli per mano senza far recepire ai piccoli visitatori d’essere in un contesto dalle pareti grigie e le sbarre di ferro. Nei terremoti e nelle guerre accoglie – l’unica cosa che sa forse veramente fare nei terremoti e in guerra: far sentire le persone meno sole e, soprattutto, non dimenticate.

Vi sono alcuni Clown di Corsia famosi per aver esercitato la loro “arte” diversamente. Sono, come citato prima, Patch Adams, che, oltre ad essere stato un Clown, ha fondato in Virginia un ospedale, Il Gesundheit Institute, che garantisce cure mediche gratuite a chiunque ne abbia bisogno; Miloud Oukili che portò il Clown nelle fognature della città di Bucarest dove prese per mano i bambini, figli del terremoto e di Ceausescu, dediti spesso anche alla prostituzione per la sopravvivenza; Caroline Simonds che introdusse i Clown negli hospice e nell’accompagnamento alla morte.

Potrà sembrare impossibile o forse persino contraddittorio inserire un naso rosso in contesti tetri o luttuosi, ma è così che un Clown ribalta la situazione. È così che manifesta il suo essere giullare, con l’affrontare di petto, o meglio di naso, ciò che sa di paura, per trasformarlo in poesia.

Due saranno i Clown presenti a testimoniare della missione internazionale Israele-Palestina alla quale il Presidente della Repubblica Italiana conferì medaglia (forse per il coraggio, forse per la follia, questo non lo sapremo mai): Evaristo Giovanni Arnaldi, in arte ‘Dottor Baristo’, Fondatore e Presidente di Dottor Clown Italia (una confederazione che conta diverse filiali nel mondo) e Thea Valentina Gardellin, in arte ‘Olga del Volga’, di Dottor Clown Italia e della prossima ventura Dottor Clown del Gran Sasso e dei Monti della Laga, realtà ideata concettualmente appena dopo il terremoto di Amatrice. Entrambi Clown di Contatto, entrambi in corsia da su per giù 19/20 anni. Parleranno delle loro esperienze e delle loro impressioni circa la situazione in Palestina, e termineranno il pomeriggio con piccoli spettacoli di clownerie e di magia.

È doveroso ricordare che Evaristo e i suoi Clown furono presenti nel territorio Aquilano sin dal terremoto del 2009 e che il destino, in qualche modo, ha riportato qui anche Thea.

Alcuni film interessanti da vedere: sicuramente Patch Adams di Tom Shadyac con Robin Williams; Clownin’ Kabul, docufilm di Enzo Balestrieri e Stefano Moser girato in Afghanistan nel 2002, durante una missione Clown; e, infine, Pa-Ra-Da di Marco Pontecorvo, che narra la storia di Oukili.

Continua la lotta No Snam: assemblea pubblica informativa a Prata d’Ansidonia

Categorie: Comunicati
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Pubblicato il: 15 maggio 2018

Anche dopo la grande manifestazione che ha attraversato le strade di Sulmona il 21 aprile scorso, continuano gli incontri informativi con la popolazione sull’inutile, dannoso e pericoloso gasdotto di Snam, che dovrebbe attraversare – e sventrare – interi territori di tutto il comprensorio aquilano.

Giovedì 17 maggio, alle ore 18 nell’aula consiliare, ci sarà un’assemblea pubblica a Prata d’Ansidonia (L’Aquila) per informare e mobilitare la comunità sull’inopportunità di costruire un gasdotto. All’incontro parteciperà il sindaco Paolo Eusani, gli attivisti e le attiviste della rete No Hub del Gas Abruzzo.

Il comune di Prata d’Ansidonia, già vessato dai danni del terremoto del 2009, sta rinascendo grazie al turismo e alle bellezze del suo territorio, come Castello Camponeschi e la meravigliosa area archeologica di Peltuinum. Costruire un megatubo che sfregia il territorio, in una zona altamente sismica, è inaccettabile.

Continueremo la nostra decisa opposizione contro il progetto Snam, che vuole trasformare l’Abruzzo e l’Italia in una stazione di servizio del gas europeo.

Appuntamento nell’aula consiliare di Prata d’Ansidonia il 17 maggio, alle ore 18, per dire ancora una volta tutti insieme no al gasdotto Snam, e sì all’autodeterminazione delle aree interne d’Abruzzo.

25 aprile all’Aquila, una grande giornata di liberazione antifascista: il programma

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Pubblicato il: 23 aprile 2018

Una grande giornata antifascista con letture, assemblee, animazione per bambini e bambine, graffiti, musica, dj set e mostre fotografiche. È il 25 aprile all’Aquila, organizzato anche quest’anno dalla rete antifascista cittadina per promuovere e attualizzare i valori dell’antifascismo.

Dopo il successo dell’anno scorso a San Bernardino, la Liberazione quest’anno verrà celebrata al Parco del Castello, nel centro storico dell’Aquila. La giornata inizierà nel mattino (ore 11) con un omaggio al partigiano jugoslavo Panto Cemovič nel cimitero monumentale dell’Aquila, e a seguire (ore 12) l’omaggio a Giovanni Di Vincenzo presso il Casale Cappelli.

Dalle ore 16 via alla Festa della Liberazione nel piazzale antistante l’Auditorium del Parco. Ci saranno letture musicate per bambine, bambini e adulti a cura di Bibliobus e Nati nelle Note, la presentazione dell’iniziativa “Una pietra d’inciampo per Annina e Luigi” (a cura dell’associazione Annina Santomarrone), letture di resistenza a cura della Casa delle Donne e del caffè letterario del gruppo “Passione Letteratura L’Aquila”, un incontro dibattito sui territori resistenti d’Italia e diversi momenti artistici e musicali, con il rap e il rock a cura del laboratorio musicale Cobalto di CaseMatte, e l’esibizione della Music Band Together.

Per l’intera giornata saranno visitabili le mostre sulla resistenza e sulle “nuove resistenti” e animazione, a cura di Bibliobus e Koinonia – Ludobus Ri.Scossa. Ci sarà, infine, uno spazio dove poter mangiare e bere.

Affermare il proprio antifascismo, oggi, significa non permettere la revisione di una storia che si vorrebbe distorcere e meschinamente riscrivere, significa difendere i nostri valori di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, significa lottare ogni giorno per comunità più aperte, solidali, accoglienti. Significa non lasciare spazio a chi, brillantato di un mantello di finta modernità, vorrebbe riportare la nostra città e il nostro Paese ai tempi più bui. Quelli della sofferenza, della discriminazione e della privazione delle libertà personali e dei diritti collettivi.

Per questo invitiamo tutta la cittadinanza a manifestare festosamente i valori dell’antifascismo il prossimo 25 aprile.

L’Aquila Antifascista

IL NOSTRO VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE “NO TERREMOTO FISCALE”

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Pubblicato il: 15 aprile 2018

NO ALLA RESTITUZIONE DELLE TASSE

CONTRO QUESTA EUROPA E I GOVERNI CHE L’HANNO SOSTENUTA

PER NUOVE MOBILITAZIONI, PER OTTENERE UNA RICOSTRUZIONE SOCIALE ED ANTI SISMICA, DIRITTI, REDDITO E LAVORO

PER UNA CITTà UNITA E SOLIDALE

Il movimento dei Comitati cittadini portò nel 2010 in piazza migliaia di persone sul tema della restituzione delle tasse pagando le dure proteste anche con numerosi processi a suo carico. In continuità con quel movimento ci sentiamo di dire la nostra anche su questo nuovo capitolo nell’anno 2018.
Un momento difficilissimo per la città, in cui chiedere ad alcune attività produttive la restituzione degli sgravi fiscali – ottenuti per un breve periodo dopo il terremoto del 2009 – è un atto folle e scellerato che però ben corrisponde ai comportamenti dei burocrati europei aiutati da quelli italiani che hanno commesso i loro errori per arrivare a questa situazione.
In tal senso non possiamo non notare l’ipocrisia di chi oggi si contrappone alla restituzione delle tasse attaccando l’Europa, ma fa parte degli stessi partiti che, governando negli ultimi nove anni, hanno sostenuto le sue politiche e causato quindi questa situazione.
Ma più in generale va ribadito con forza il fatto che di manifestazioni all’Aquila andrebbero fatte spesso per molte altre questioni di altrettanta importanza come la mancata ricostruzione antisismica delle scuole, di tutti i luoghi pubblici e delle frazioni dell’Aquila.
In una situazione economica che, tasse o non tasse, vede la ricchezza della ricostruzione rimanere solo in poche tasche senza esser rimessa in circolazione e avere le dovute ricadute sociali.
In un contesto in cui, tasse o non tasse, non c’è lavoro e dove la disoccupazione giovanile è ad un livello allarmante. In cui, restituzione delle tasse o meno, si continua a licenziare e non avere praticamente nessuna prospettiva lavorativa e di “sviluppo” del territorio.
Un contesto in cui di fronte una situazione sociale drammatica non si riescono a mettere in campo, da parte delle amministrazioni, le dovute politiche, a partire anche dalle cose più banali come strade, marciapiedi e trasporto pubblico e dove la ricostruzione continua in modo totalmente frammentato e senza un progetto d’insieme valido.
Facciamo allora un appello ad andare oltre il solo tema della restituzione delle tasse e riprendere le mobilitazioni per una ricostruzione sociale che rivendichi diritti, lavoro e reddito in una città solidale che sappia opporsi alle attuali fascinazioni verso un ritorno all’indietro dal punto di visto culturale, sociale e politico che, se proseguirà, creerà il peggiore dei danni.

LINK MEDIA SOCIALE https://www.spreaker.com/user/mediasociale/puntata-manif
Ascolta “No Terremoto sociale – Parliamo della manifestazione “No Tasse” del 16/4/2018 all’Aquila” su Spreaker.

L’Aquila, 9 anni dopo: è il momento del coraggio

Categorie: Comunicati, memoria
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Pubblicato il: 5 aprile 2018

Stasera, alle 22:30, invitiamo tutti e tutte a partecipare alla fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Dopo nove anni sentiamo il bisogno di stringerci intorno ai parenti delle vittime, per chiedere ancora verità e giustizia. Quella stessa giustizia parzialmente negata dalle aule di tribunale, ma che al contrario è ben chiara agli occhi degli aquilani e delle aquilane. Non permetteremo a nessuno di riscrivere la nostra storia, perché sappiamo di chi sono le responsabilità della mancata prevenzione, delle “operazioni mediatiche”, della gestione dell’emergenza e poi della ricostruzione. Per questo da tempo parliamo di uno spazio della memoria, da individuare in città e da immaginare insieme ai comitati dei parenti delle vittime.

Oggi viviamo su un territorio dove esiste una comunità che sembra essere tornata a una normalità “monca”, in una quotidianità sospesa dove si vive il passato con nostalgia, il presente con precarietà e il futuro con preoccupazione. L’Aquila è un’immensa (e vuota) periferia, dove non ci sono né servizi né punti di riferimento di alcun genere. Noi, come tanti e tante altri, resistiamo e vogliamo continuare a vivere qui, grazie all’unica risorsa che abbiamo: tutti e tutte coloro che combattono, nonostante le difficoltà, aggravate nel corso degli anni da classi dirigenti inadeguate.

La nostra forza è la comunità, la vicinanza, la condivisione di sentimenti e azioni. Per questo, oggi e domani gli aquilani e le aquilane si stringono tra loro per darsi forza e ricordare ciò che è successo. Ma il tessuto sociale della città è diverso da quello di nove anni fa. Oggi per noi dev’essere il momento del coraggio: di mettersi in gioco per un reale miglioramento delle nostre condizioni di vita, di occupare vuoti lasciati dalla politica, di promuovere un conflitto popolare e generalizzato volto al riscatto sociale e alla riconquista di una vita degna.

Durante il resto dell’anno continueremo a camminare e lottare, a testa alta, per costruire una città e una comunità migliore, più aperta e inclusiva, realmente solidale, opponendoci come sempre a chi vuole sacrificare presente e futuro della comunità all’interesse di pochi.

“Equinozio DiVersi” all’Aquila nella Giornata internazionale della poesia

Categorie: Eventi
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Pubblicato il: 20 marzo 2018

In occasione della giornata mondiale della poesia il collettivo poetico Pensatori DiVersi organizza mercoledì 21 marzo, dalle ore 19 nello spazio sociale di CaseMatte, “Equinozio DiVersi“: una serata all’insegna dell’arte, figurativa, poetica e musicale.

Si inizia dalle 19 con l’istallazione video artistica Paesaggio e Lentezza di Debora Frasca, si continuerà fino a notte con l’alternarsi di poeti e gruppi rap e hip hop, per poi proseguire con una performance di percussioni tribal, dj set raggae & dancehall di Mitzu e tekno di Debb.

I poeti Shiva Guerrieri, Paolo Paoletti, Federica Santarelli, Antonio Fiori, Don Ciccio e Stecco leggeranno con l’accompagnamento musicale di Andrea De Petris. I gruppi rap e hip hop Kolossal, Honer, Benzina avranno invece ai piatti Dj Haine.

Durante la giornata ci sarà un’esposizione del Movimento Emancipazione della Poesia (Mep) e sarà allestita una mostra a cura dell’artista Tania Stropkaiova.

 

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